Omega Quintet

Idol, mostri e musica nel nuovo JRPG di Compile Heart
Scritto da Mailil 05 maggio 2015
Omega Quintet Recensione

Nel corso degli anni Compile Heart è riuscita a ritagliarsi il suo spazio all’interno del mercato videoludico, soprattutto, ma non solo, nell’ambito dei giochi di ruolo nipponici. Il team è ricordato soprattutto per due brand in particolare, Hyperdimension Neptunia e Record of Agarest War, serie molto amate nelle terre del Sol Levante, ma apprezzate anche in occidente. Ora però lo sviluppatore giapponese ha deciso di debuttare su PlayStation 4 con una nuova produzione, Omega Quintet, realizzata in collaborazione con una sua sussidiaria, Galapagos RPG. Si tratta di un particolare mix che unisce i classici elementi tipici di un JRPG a quelli di un Idol Simulation Game alla Hatsune Miku, fondendo dunque il mondo della musica con la struttura e i clichè tipici di un gioco di ruolo giapponese. Curiosi?


La razza umana nelle mani di un gruppo di idol

L’incipit iniziale di Omega Quintet è piuttosto interessante: la razza umana è stata ormai decimata per via di un fenomeno denominato “Blare”, una sorta di nebbia nera da cui fuoriescono orribili creature, dunque a difesa dei sopravvissuti vengono elette cinque giovani idol, le Verse Maidens. Queste dolci eroine hanno infatti il compito di neutralizzare e distruggere questi varchi attraverso il potere della musica, immettendo nuovamente sogni e speranze nei cuori della gente. Un incipit dunque piuttosto interessante che perderà purtroppo mordente man mano con il proseguo del gioco, difatti la trama non ci è dispiaciuta, ma non è riuscito a catturarci quanto basta per stimolarci nel continuo dell’avventura, inoltre la moltitudine di dialoghi in stile visual novel, tipici di queste produzioni, alla lunga diventeranno piuttosto noiosi e pesanti. Questi infatti si tradurranno spesso e volentieri in siparietti comici e dialoghi di scarsa utilità ai fini della trama, ma d’altronde fanno parte del genere dei JRPG, anche se una storia leggermente più incisiva non avrebbe di certo guastato.


Il quartier generale delle Verse Maidens

In sostanza in Omega Quintet passeremo gran parte del nostro tempo nel quartier generale delle Verse Maidens, il classico hub che ci ospiterà tra una missione e l’altra. Qui come al solito potremo usufruire di svariate funzioni; potremo accedere ad esempio all’officina, una sorta di pseudo negozio dove anziché acquistare o vendere andremo invece a creare e disassemblare oggetti, armi e via dicendo, acquisendo nel contempo i materiali necessari alla creazione di tali elementi. Nell’officina sarà inoltre possibile potenziare, riparare o cambiare i costumi delle nostre donzelle. Tra le altre opzioni abbiamo poi la sala d’addestramento dove potremo livellare in tutta tranquillità i nostri personaggi o magari testare qualche nuova abilità; la collezione, dove sbloccare artwork, nuovi costumi, colori dei capelli e altri ornamenti puramente estetici tramite rare monete sparse nelle varie location di gioco; il camerino, dove personalizzare appunto il look delle proprle idol; infine il Promotion Video System (PVS), la caratteristica principale per cui il titolo è definito in parte Idol Simulation Game, ovvero potremo creare il nostro video musicale selezionando tra vari brani, sbloccabili man mano con il proseguo dell’avventura, e oltre 150 passi di danza, molto simile per certi versi all’Edit Mode presente nell’ultima iterazione della serie Hatsune Miku. Insomma fin qui il gioco propone alcune meccaniche interessanti che probabilmente qualche appassionato potrebbe anche apprezzare, tuttavia le cose cambieranno quando andremo ad affrontare la nostra prima missione…


Esplora e uccidi

Le missioni in Omega Quintet, sia principali che secondarie, saranno tutte molto simili tra loro: in alcune dovremo semplicemente cacciare e sconfiggere determinati tipi di nemici, in altre dovremo trovare oggetti o effettuare azioni specifiche sul campo di battaglia. Questo come potrete immaginare alla lunga genererà una noia non indifferente, ma a gettare benzina sul fuoco ci pensano le sessioni esplorative, di un piattume al dir poco spiazzante. Gli scenari saranno si, vasti, ma fin troppo lineari e scialbi, dove andremo semplicemente a zonzo uccidendo creatura dopo creatura e di tanto in tanto ci accingeremo a recuperare qualche tesoro sparso, nulla più. Le varie ambientazioni in realtà hanno diverse zone segrete o aree in cui potrete accedere in un secondo momento, ma possiamo assicurarvi che la voglia di esplorare da cima a fondo le location vi passerà sin da subito. Contate inoltre che questo in sostanza è il gioco in se, uccidere ed esplorare, fortuna che il Battle System è ben realizzato e dona un po’ di dignità al gioco.


Potere della musica a me!

Come dicevamo il Battle System è probabilmente l’elemento più riuscito di tutto il gioco su cui effettivamente ruota tutta la struttura. I combattimenti avranno la classica impostazione a turni, tuttavia Omega Quintet gode di una serie di meccaniche innovative che lo differenziano dai comuni esponenti dello stesso genere e lo rendono per certi versi più strategico. Proprio su questo fronte la prima cosa che salta all’occhio è la possibilità di stabilire la posizione di un nostro personaggio sul campo di battaglia; in pratica la sua posizione e lontananza rispetto i nemici ne determina l’ efficacia, variando in base all’arma equipaggiata. Dunque per farvi un breve esempio, un idol più propensa al corpo al corpo sarà più efficace a distanza ravvicinata, una equipaggiata con un’arma da fuoco invece sarà più utile alla lunga distanza, infine se avrà in dotazione una lancia potremo posizionarla a distanza sia media che ravvicinata. Altro elemento interessante è rappresentato da Takt, manager e guardia del corpo delle idol che le supporterà nel corso della battaglia a suon di spadate; purtroppo non sarà possibile avere il controllo diretto del personaggio, ma premendo il giusto pulsante nel momento dell’attacco della ragazza di turno potrà eseguire una sorta di assist, in caso di attacco nemico potrà invece difendere le idol e ridurre i danni. Ma non è tutto, nel corso del gioco potremo potenziare Takt e sbloccare tutta una serie di abilità che andranno ad influenzare le statistiche delle nostre fanciulle, abilità che potranno essere cambiate al volo durante gli scontri utilizzandole nel momento più consono. Il supporto se usato correttamente garantirà inoltre un vantaggio temporale, infatti potremo ritardare i turni nemici e guadagnare turni extra per noi, ottenendo in alcuni casi anche bonus temporanei chiamati Flash Effect. Inversamente, se utilizzeremo abilità troppo potenti saranno i nostri avversari a guadagnare dei turni aggiuntivi; Omega Quintet ci offre infatti una vasta gamma di Skill di potenza variabile e ognuna di esse vanta anche un ritardo sulla linea temporale dei turni. Sempre riguardo le abilità, ogni idol avrà un gigantesco ramo dove potremo sbloccare con i punti guadagnati le varie Skill, le quali spaziano da quelle inerenti alla nostra arma a quelle elementali, dalle classiche Skill di buff/debuff alle tradizionali Special Skill, ma anche qui è possibile notare una leggera impronta strategica, difatti il ramo di abilità è uguale per ogni idol e saremo noi a decidere il loro percorso e quali tecniche insegnargli in base alle loro caratteristiche. Infine andiamo ora ad analizzare due tecniche avanzate: Harmonics e Live ConcertoMode. La prima ci permetterà di controllare tre idol contemporaneamente e utilizzare le loro abilità in sequenza, generando più danni, aumentando i bonus di fine combattimento e in alcuni casi scatenare potenti Team Attack; la seconda invece potenzierà le statistiche delle nostre idol temporaneamente e farà guadagnare loro particolare abilità passive, questo in base alla canzone selezionata che garantirà appunto effetti e potenza differenti. Ah probabilmente a questo punto qualcuno si chiederà “Ma come un gioco del genere non ha nulla di ecchi?” Beh in realtà si, ma si tratta di un elemento davvero secondario: in pratica quando gli abiti delle ragazze subiranno troppi danni si romperanno lasciando le povere idol in mutandine e reggiseno, roba da veri intenditori dunque. Insomma il Battle System di Omega Quintet è davvero tanta roba e tentare di spiegarlo all’interno di un paragrafo è davvero un’impresa titanica, tuttavia ormai dovreste esservi fatti un’idea della complessità e della profondità di quest’ultimo che come già detto reputiamo senz’altro geniale e innovativo.


Idol next-gen!?

Dopo aver speso parole lusinghiere riguardo l’ottimo lavoro svolto da Compile Heart con il Battle System del gioco, ora è il momento di parlare del comparto tecnico che è tutt’altra storia. Omega Quintet offre infatti un livello tecnico abbastanza mediocre, assolutamente inferiore rispetto ad una produzione PlayStation 4 e che avrebbe potuto tranquillamente girare su console della passata generazione. Scendendo nel tecnico il titolo offre purtroppo scenari molto sottotono e spogli di un qualsivoglia elemento di contorno: si ci sarà qualche edificio diroccato, qualche alberello sparso, una cascata solitaria mal definita, ma in generale ci troveremo spesso e volentieri di fronte a distese d’erba o a lunghe strade deserte. Di buono però c’è la realizzazione dei modelli delle idol sicuramente ben definite e particolarmente luminose, dando quell’effetto anime decisamente apprezzabile, al contrario i nemici sono, si ispirati, ma di qualità inferiore. Ottimo è invece il comparto sonoro, con brani che spaziano dal j-pop alla dance, e perfino qualche sottofondo electro, alcuni anche cantati. Presente poi come al solito sia il doppiaggio inglese che quello giapponese, quest’ultimo decisamente migliore del primo. Dunque c’è poco da dire su Omega Quintet visto che probabilmente dopo aver letto questa recensione vi sarete già fatti un’idea abbastanza concreta della qualità generale del titolo; purtroppo il nuovo JRPG di Compile Heart vanta una monotonia generale davvero pesante, dunque un po’ per le missioni ripetitive, un po’ per il piattume generale delle ambientazioni e un po’ per la trama quasi assente e gli infiniti dialoghi, il titolo non riesce a spiccare. Certo, di pro abbiamo un sistema di combattimento divertente e geniale, ma purtroppo alla lunga anche gli scontri diventeranno noiosi, visto che in fin dei conti faremo quello per gran parte del nostro tempo. Insomma se siete degli appassionati del genere potete anche provare a buttarci su un occhio, magari guardandovi prima qualche video o provandolo da un amico, nel caso contrario potete tranquillamente guardare altrove senza alcun rimorso.

COMMENTO
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Detto in breve di Omega Quintet mi è piaciuto molto poco: ottimo sistema di combattimento, buona colonna sonora e interessanti alcune piccole meccaniche nel gameplay in generale, ma per il resto non mi ha convinto per nulla. Sia chiaro, sono un amante del genere JRPG, ma la sensazione di noia che si prova giocando ad Omega Quintet è davvero potente, fin troppo potente.

GRAFICA:6Tecnicamente Omega Quintet è piuttosto sottotono, con scenari piatti e poveri di elementi.
SONORO:7La colonna sonora rientra tra i pochi aspetti positivi del gioco, inoltre è presente un ottimo doppiaggio in lingua originale.
GIOCABILITà:6Fondamentalmente il problema principale del titolo, troppo monotono in ogni suo aspetto. In compenso il Battle System è ben congeniato.
LONGEVITà:6Se riuscirete ad arrivare fino alla fine senza morire prima di noia probabilmente vi porterà via diverse ore, ma la rigiocabilità non è altissima.
VOTO FINALE6
PRO:- Buona colonna sonora
- Battle System geniale e innovativo
- Le idol
- Le idol in intimo
CONTRO:- Comparto grafico molto sottotono
- Gameplay piuttosto ripetitivo
- Trama poco incisiva
- Dialoghi lunghi e pesanti
Hyperdevotion Noire: Goddess Black Heart ( PS Vita )Spin-off della serie che condivide in parte alcune meccaniche.
Ni no Kuni: La Minaccia della Strega CinereaJRPG che va assolutamente giocato.
SCHEDAGIOCO
Cover Omega Quintet

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