Onechanbara Z2: Chaos

L’arte dello sfilettamento zombie in salsa softcore
Scritto da il 20 agosto 2015
Onechanbara Z2: Chaos Recensione

Il Giappone: terra dalle tradizioni millenarie, culla di una cultura antichissima e amante delle spadaccine sexy affettatrici di zombie. Onechanbara è infatti una serie quasi storica nel Sol Levante, nata nel 2000 su PlayStation 2 e che continua a raccogliere consensi grazie ad un mix decisamente ignorante di gore e gentil sesso. La serie Z è sostanzialmente inedita fuori dai confini giapponesi e dunque Onechanbara Z2: Chaos è l’occasione per la serie di valutare se c’è qualche possibilità di imporsi in un mercato dove raramente giochi di questo tipo arrivano sullo scaffale, nonché il debutto ufficiale della serie sull’ottava generazione di console, in esclusiva PlayStation 4.


Salvare il mondo in bikini? Oh si!

La trama del gioco è leggermente complicata da seguire, se non altro perché questo capitolo è il terzo della serie, dunque buona parte degli avvenimenti passati vanno a perdersi. Ad ogni modo, Onechanbara Z2: Chaos narra gli eventi di due clan rivali, i Baneful e i Vampiric, da sempre in lotta che si ritrovano loro malgrado ad unire le forze contro un pericolo molto più grande da fronteggiare. Questa introduzione basta e avanza per portare avanti una trama decisamente non originale ma portata avanti con molto humour e in maniera molto leggera, d’altronde dovreste aver intuito dalle immagini che il gioco non punta granchè sullo storytelling, piuttosto su un gameplay tipico degli hack’n’ slash con venature action e meccaniche di gioco volte ad un unico obiettivo: mattanza senza precedenti a dodici mani.

Di fatto, saremo in grado di controllare tutte e quattro le protagoniste, armate di spade, pugni ma anche di motosega, un’innovazione nelle meccaniche del gioco che amplifica le potenziali combo eseguibili trasformandoci in veri macellai: cambiare tasto è questione di secondi, grazie ad una rapida pressione del tasto giù del D-Pad, il resto è solo button smashing forse poco originale ma comunque di grande impatto. Ci sono poi attacchi speciali e, ciliegina sulla torta, le trasformazioni “berserk” delle nostre eroine che daranno spettacolo, a patto di tenere sempre d’occhio la barra della vita che calerà drasticamente quanto raggiungeremo la nostra forma definitiva.

In tutto questo ben di Dio però qualcosa di brutto c’è, e anche abbastanza grave: il lock-on. Considerata la mole di nemici che vi troverete a fronteggiare e i loro movimenti spesso fuori da ogni logica, bloccare l’obiettivo su un nemico non farà altro che danni, causando giri vorticosi di telecamera abbastanza da farvi desiderare l’utilizzo fisso della telecamera mobile classica, molto più d’aiuto. Anche i boss si rivelano particolarmente ostici se affrontati e, in tal senso, Onechanbara cade rovinosamente, pur rivelandosi un action molto più profondo di quanto non appaia.​


Un gioco, due… generazioni

Altro difetto del gioco difficile da trascurare è il livello tecnico/grafico: tralasciando i modelli poligonali delle protagoniste e di buona parte dei boss e delle antagoniste principali (eh già, niente salsicce a disturbarci), realizzati impeccabilmente con tanto di movimenti mammellari perfetti, tutto il resto del gioco sembra essere uscito da un gioco in sviluppo per PlayStation 3, con ambienti discretamente rifiniti ma comunque scarni e non sempre molto dettagliati, con l’aggravante che il gioco si svolge sempre all’interno di aree molto ridotte, dunque c’erano sicuramente molti modi per sfruttare a dovere la potenza di PlayStation 4; quanto meno, il gioco gira a 1080p e a 60 fotogrammi per secondo pressoché fissi, garantendo quindi una fluidità di gioco essenziale per ogni action che si rispetti e offre comunque una buona varietà di animazioni e mutilamenti vari in time lapse molto spettacolari.

E poi, la colonna sonora: un mix di J-Pop e musiche ad alto contenuto metallico che tanto piacciono ai giapponesi e che danno una marcia in più al gioco; è doveroso poi segnalare il doppiaggio giapponese e, per la prima volta, in inglese, tutte cose che aumentano il fattore ignoranza della combo descritta già all’inizio della recensione permettendo dunque a Onechanbara di essere comunque degno di uno sguardo, forte anche di modalità sfida molto intense e una sezione dedicata esclusivamente alla personalizzazione dei personaggi principali, permettendo pesanti modifiche estetiche anche al limite della legalità.


Al di là delle trasparenze…

Ovviamente il valore di Onechanbara Z2: Chaos è strettamente legato a gusti personali nonché ad una certa inclinazione verso una tipologia di giochi molto più vicina al pubblico orientale che non tutti abbiamo. Tuttavia, almeno per quanto mi riguarda, Onechanbara è sicuramente un gioco meritevole di una prova e che, ha comunque qualche idea valida da mostrare, per quanto ci sia davvero poco da nascondere dietro quel bikini striminzito.

COMMENTO

Alla notizia della recensione sono stato assalito più dalla curiosità che dagli ormoni, da tempo volevo provare un episodio della serie e il risultato è che mi sono divertito molto. Non è certo un capolavoro e il primo a saperlo è il gioco stesso che, evitando di prendersi sul serio, si propone come un titolo molto leggero, seppur con qualche perversione. Consigliato agli amanti delle stramberie giapponesi, gli altri ci facciano un pensierino quando calerà di prezzo.​

GRAFICA:7Ottimi i modelli principali, tutto il resto è roba da PlayStaton 3.
SONORO:8Doppiaggio inglese/giapponese e una colonna sonora accattivante.
GIOCABILITà:7Un buon action, senza pretese ma nemmeno da buttare.
LONGEVITà:7.5Buona la storia principale, cui si aggiungono diversi contenuti extra.
VOTO FINALE7
PRO:- Combo bikini + sangue
- Molto più profondo di quanto sembri
- Colonna sonora azzeccatissima
CONTRO:- Lock on inutilizzabile
- Livello grafico altalenante
- Improponibile alle vostre fidanzate
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SCHEDAGIOCO
Cover Onechanbara Z2: Chaos

Onechanbara Z2: Chaos

Scheda completa...
Onechanbara Z2: Chaos2015-08-20 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/onechanbara-z2-chaos-50397/L’arte dello sfilettamento zombie in salsa softcore1020525VGNetwork.it