Outlast - Whistleblower

Siete pronti a ri-cagarvi addosso?
Scritto da Mail@ Meghar1il 13 maggio 2014
Outlast - Whistleblower Recensione

Outlast: Whistleblower è l'apocalisse agli albori, è l'inizio della fine, è il giorno che diventa notte. Outlast: Whistleblower è il principio di tutto, specialmente della maledizione di Mount Massive. Come saprà bene chi ha giocato al primo Outlast (attenzione, perché d'ora in avanti potrebbe esserci qualche piccolo spoiler, anche se cercheremo di contenerci), nel manicomio non tutto va come dovrebbe. La compagnia Murkoff sta svolgendo bizzarri esperimenti sul cervello umano, con ipnosi e sollecitazioni delle membrane cerebrali. Benché le intenzioni siano - inizialmente - le migliori di questo mondo, il tutto degenera fino all'apice della follia: il progetto Walrider. Il primo capitolo vede il protagonista, Miles Upshur, ricevere una mail di allarme e richiesta d'aiuto. L'autore della mail è un certo Waylon Park. Waylon Park è il protagonista di Outlast: Whistleblower.


Whistleblower 

In inglese, Whistleblower è un termine che si utilizza per identificare una talpa, un informatore, una "gola profonda" (no, smettetela di pensare all'attrice porno del caso, per cortesia, fate i seri NdR). Nel caso specifico, Waylon Park è la talpa all'interno della MurkoffCorporation, il quale ha osservato gli esperimenti terribili che si svolgono all'interno dei laboratori e ha deciso di voler provare a far cessare l'inferno sulla terra. Dopo aver avvisato Miles, il buon Park prova a far finta di nulla, ma ci bastano 5 minuti per essere presi a calci in culo dalla sicurezza ed essere sottoposti ad una bella punizione speciale: il trattamento psicotropo. 


Claustrofobicamente agorafobico.

C'è una cosa che riesce perfettamente ad Outlast: Whistleblower, ovvero incrementare al massimo quelle fasi che ci hanno fatto cambiare la biancheria intima in maniera continua e ripetuta, la scorsa volta. Outlast: Whistleblower introduce ambienti leggermente più "open", meno luminosi - nonostante un inizio abbastanza "leggero e scintillante" - e per questo molto più orribili da vivere. Con le batterie della videocamera in continuo esaurimento, gestire l'ansia sarà davvero complesso, specialmente sapendo di essere completamente disarmati, come da programma. Il comparto audio aiuta anche a farci venire qualche brivido in più, visto che sono aumentati i rumori senza senso e casuali, così come le grida ed i lamenti a random, tanto per farci pisciare in mano. Graficamente parlando, siam sempre di fronte a un titolo ad alto rendimento, con una fluidità che contribuisce molto a farci provare il terrore puro, e delle ambientazioni che fanno senso, ribrezzo e provocano pelle d'oca ad ogni minuto. Corpi sventrati, budella che fanno coppia con ossa sporgenti, arti tumefatti in giro per le stanze e sangue come se piovesse: questa è la "coreografia" di Outlast: Whistleblower, dove il terrore è dietro ogni angolo. E non avete ancora scoperto il Carnivoro... 


Ahhhh, fresh meat... Ah no, quello era il macellaio bastardo.

Una citazione al primo, celeberrimo Diablo non è mai uno spreco. Tutt'altro. Comunque, Outlast: Whistleblower non c'entra nulla con il capolavoro di Blizzard, ma a modo suo è infernale quanto basta per intimorire il videogiocatore medio, con ripetuti colpi di scena ed azioni frenetiche, ben alternate con fasi di riflessione ed angoscia: ogni qual volta ci sarà da aprire una porta, girare un angolo, ascoltare il rumore di una sega circolare portatile, una morsa ci stringerà lo stomaco senza lasciarlo facilmente. Outlast: Whistleblower ha tutto ciò che serve ad un degno DLC: ambientazioni, sonoro, prosecuzione della trama (in questo caso è un piccolo prequel) e gameplay lievemente raffinato. I punti di forza sono stati sfruttati ancora meglio ed i punti deboli non incidono nel giudizio finale, anche se la brevità è palese. 

Se volete un consiglio, comunque, andate all'acquisto di Outlast: Whistleblower (anche se 8,99€ non sono proprio pochi per un DLC), non potrete pentirvene, specie se vi è piaciuto il primo Outlast. Ricordatevi però una cosa, prima di acquistarlo: in Outlast: Whistleblower la paura, il terrore e l'ansia, sono le cose migliori che potranno capitarvi. 

COMMENTO
Mail@ Meghar1

Outlast: Whistleblower è l'inizio della fine. Se in Outlast avevo sperimentato il FPPS (First Person Pure Survival), qua il tutto viene elevato ancor di più. Il nostro antagonista è fondamentalmente uno solo, ma terrificante come pochi. Il buio e gli spazi che generano ansia sono aumentati e condensati in due sole ore di gioco (più o meno). Tutto ciò che odio, mi nasce dentro ad ogni partita di Outlast, Whistleblower incluso. E' maledettamente bello ed orribile al tempo stesso.

GRAFICA:8.5Conferma il tasso tecnico elevato del capitolo originario, dunque bene così.
SONORO:1010 è solo perché non possiamo dare 11. Atmosfera incredibile, musiche azzeccate ed effetti sonori migliori di un horror. Incredibile.
GIOCABILITà:9Semplice. Diretto. Immediato. Terrificante. Veloce. Riflessivo. Horror. Puro.
LONGEVITà:7Dura anche meno del gioco originale, ovviamente. Uscire dall'incubo non ha prezzo, però è quasi come diventare masochisti per gioco...
VOTO FINALE9
PRO:- Questi sono i veri survival horror
- Tasso tecnico sempre elevato
- Imprevedibile
CONTRO:- Breve. Ma non so ancora se è un contro.
- Lavare le mutande così spesso costa un botto in energia elettrica.
Outlast ( PS4 )Il primo capitolo. Sensazionale sotto praticamente ogni punto di vista. Una ridefinizione del genere survival.
SCHEDAGIOCO
Cover Outlast - Whistleblower

Outlast - Whistleblower

Scheda completa...
Outlast - Whistleblower 2014-05-13 16:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/outlast-whistleblower/Siete pronti a ri-cagarvi addosso?1020525VGNetwork.it