Salt and Sanctuary

Anime e Falò
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 18 marzo 2016
Salt and Sanctuary Recensione

La qui presente recensione di Salt & Sanctuary, ultimo prodotto di Ska Studios, (più o meno) noti precedentemente per I MAED A GAM3 W1TH Z0MB1ES 1N IT!!!1, è lunga circa cinquemila caratteri, ma con buona approssimazione potrebbe davvero ridursi ad una manciata di parole: Salt & Sanctuary è un Dark Souls bidimensionale.

Davvero, non ci sarebbe altro da aggiungere, e se tanto bastasse ad accendere il vostro interesse potreste tranquillamente investire nel prodotto, magari proprio in attesa di Dark Souls III. Perché sì, la storia dei “souls” è una delle più peculiari degli ultimi anni: partito da un progetto di nicchia per il pubblico giapponese, vissuto di import di contrabbando e passaparola con l’originale Demon’s Souls e poi esploso con Dark Souls e fortunati seguiti, spin-off Bloodborne compreso, oggi è diventato davvero un fenomeno come pochi, capace di catturare la critica come vaste fette di pubblico, nonostante il suo perpetuo dichiararsi come esperienza “per puristi”. Ebbene, questo Salt & Sanctuary è la conversione bidimensionale più souls-like che si possa desiderare, tanto che quasi viene da chiedersi come From Software non ci abbia mai pensato prima…


Le stesse basi

Il nome dice tutto: i due cardini del gameplay di Salt & Sanctuary sono, per l’appunto, il Sale e i Santuari, che riprendono le stesse meccaniche alla base di ogni souls, ovvero la gestione di Anime e Falò. I nemici eliminati lasceranno del misterioso sale che può essere speso per salire di livello o potenziare il proprio equipaggiamento. Alla sconfitta del giocatore, tutto il sale guadagnato andrà perso, e per recuperarlo toccherà ripercorrere la strada e cercare vendetta. I Santuari funzionano in modo simile a quanto visto nei vari souls, fungendo da check (e safe) point dove ricaricare vita e pozioni (anch’esse dall’uso limitato, come gli Estus), salire di livello e potenziare o acquistare vari equipaggiamenti. Una piccola deviazione dalla formula di base sta nel poter “personalizzare” i bonfire santuari, potendo dedicare alcuni a particolari divinità o evocando diverse combinazioni di npc e venditori. Altra peculiarità del titolo Ska Studios sta nel non avere una vera e propria modalità online - eccetto l’immancabile possibilità di lasciare messaggi agli altri giocatori o di vederli comparire in alcune fasi o come sfondo alle azioni del giocatore – ma di prevedere la cooperativa in locale, passando ovviamente attraverso i servigi di un npc. Una piccola-grande novità per la formula – anche piuttosto riuscita - che divide l’onere dell’ansia tipico dei souls su un paio di affiatati amici.

Per il resto, essendo Salt & Sanctuary un titolo bidimensionale, alcune concessioni al tipico gameplay dei souls vanno ovviamente fatte: il rischio, che è sempre presente, è quello di ritrovarsi bloccato spalle al muro potendo far poco se non subire terribili sequele di danni. Per tentare di evitare ciò, l’esplorazione è più verticale che mai e le sezioni platform sono più abbondanti; il salto anche in combattimento ha un ruolo molto più determinante, avendo perso la possibilità di muoversi nelle tre dimensioni per schivare gli attacchi dei vari nemici; lo stesso combattimento è leggermente più soft, con alcune interessanti combo da imparare per sbloccare le situazioni più difficili. La varietà di gameplay viene comunque garantita non solo da tante classi di base tra cui scegliere, ma da uno skill tree davvero generoso e mai pregiudicante una particolare via, lasciando totale libertà al giocatore di decidere su cosa concentrarsi.


L’isola che non c’è

Volevo dirvi qualcosa del setting e della trama, ma come ogni buon souls che si rispetti (…), anche Salt & Sanctuary è piuttosto avaro nel lasciarsi scoprire. L’incipit vede il protagonista intento a salvare una principessa, prima di soccombere a triste fine proprio nel corso del tutorial (già vista pure questa). Il resto della trama e del lore viene raccontato più che altro dalle interazioni con i vari personaggi e dalla descrizione degli oggetti che troveremo lungo il percorso. In tutto questo, il più severo problema di Salt & Sanctuary era qualcosa che in un bel po’ di anni di carriera da “recensore” non mi era mai capitato: una traduzione terribile. Ma terribile terribile, che mi stupisco di come abbia potuto superare un qualsivoglia controllo di qualità. Talmente terribile che in certi casi rende difficoltoso il capire a cosa serva un determinato oggetto, se sia più o meno importante, specialmente per un neofita dei souls (perché altrimenti ci troviamo in un perimetro di oggetti bene o male già visti). La lingua non è modificabile nelle opzioni, e tocca cambiarla dal menù principale della console. Un fatto francamente strano e stupefacente, considerando che essendo comunque un action-rpg dalle poche parole, la lingua originale sarebbe certamente preferibile ad una confusa traduzione italiana.

Tecnicamente, invece, il titolo Ska Studios non lascia molto spazio a dubbi: lo stile complessivo è gradevole, pur pescando a piene mani dal classico calderone del fantasy, con atmosfere tendendi al dark, i boss sono attentamente animati e l’insieme complessivamente convince. Una qualche tonalità di colore in più non avrebbe affatto guastato però. La colonna sonora, invece, fa il suo compito, senza brillare in particolar modo.


Più Souls-like di così…

Qui si pone una delicata questione: quanto sia omaggio ad un genere o sotto-genere, e quanto sia rip-off. Perché Salt & Sanctuary è un titolo assolutamente riuscito – tolto il discorso traduzione, che vale un bel punto in meno sul voto finale - e che consiglierei caldamente a chi si aspetta, per l’appunto, un Dark Souls bidimensionale, ma non solo aggiunge relativamente poco alla formula di base – la couch co-op è un plus così come alcune scelte sul versante RPG -, quasi la ricalca con la carta carbone, forse fin troppo.

PRO:- È un Dark Souls bidimensionale
- Cooperativa in locale
- Formula collaudata…
CONTRO:- … riproposta con poche modifiche
- Traduzione pessima
Darkest Dungeon ( PC )Un oscuro RPG a turni dal tasso di sfida bello tosto. Stile simile. In arrivo anche su PS4 e Vita.
BloodborneIn attesa di Dark Souls III facciamo riferimento all’ultimo “souls”. Anche perché è un maledetto capolavoro.
VOTO FINALE8
SCHEDAGIOCO
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Salt and Sanctuary2016-03-18 15:00:25http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/salt-and-sanctuary-53010/Anime e Falò1020525VGNetwork.it