The Order: 1886

Ready at Dawn debutta su PlayStation 4: pronti a darle il benvenuto?
Scritto da il 23 febbraio 2015
The Order: 1886 Recensione

Rischiare, osare, gettarsi verso l'ignoto: nel mondo videoludico queste sono pratiche molto rischiose che purtroppo il più delle volte non pagano. La nuda e cruda realtà è questa: gli utenti sono sempre più affezionati a quelli che possono essere definiti nomi noti dell'industria e difficilmente offrono la possibilità a nuove IP di affermarsi ed avere successo. Fortunatamente esistono anche eccezioni a questo dannoso trend: The Last of Us ne è la prova lampante tanto che è riuscito a vendere milioni di copie non una, ma ben due volte, prima con l’episodio PlayStation 3 e poi con il remaster su PlayStation 4. Ma qual’è quindi la formula vincente per riuscire a far breccia nel cuore del videogiocatore medio? Beh ci verrebbe da dire una trama avvincente ed appassionante, un gameplay vario e dal ritmo incalzante ed una direzione artistica di prim’ordine. Un mix che non tutti sono in grado chiaramente di permettersi, sia per un fattore di semplice budget che di qualità vera e propria; quando però i vari elementi si incastrano insieme come nel più complesso dei puzzle ecco che avviene la magia e ci si ritrova tra le mani una vera e propria pietra miliare. Ready at Dawn, team di sviluppo (che abbiamo avuto modo di incontrare in quel di Milano) legato a Sony, dopo alcuni spin-off particolarmente riusciti su PlayStation Portable ha deciso di approdare sulla next gen realizzando un ambizioso e promettente progetto: The Order: 1886. Spostarsi però da una console portatile ad una casalinga è passaggio assai delicato ed il rischio di realizzare un titolo non propriamente all’altezza delle aspettative è più che concreto. Sarà stato questo il caso?

IFrame


La gloriosa Inghilterra

The Order: 1886 fa parte di quel filone di titoli che pone grande enfasi nella componente narrativa. Ciò significa che le scene d’intermezzo, i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi sono elementi cardine dell’intera produzione ed una loro attenta valutazione risulta essere quindi d’obbligo. Innanzitutto il setting che farà da sfondo alle avventure dei nostri eroi è assolutamente accattivante: una Londra nel pieno della rivoluzione industriale con numerosi innesti di tipo steampunk. La riproduzione della città, così come le tecnologie e la società che la popolano risultano essere molto suggestive e costituiscono un elemento che fa spiccare non poco il gioco dal quel marasma di sparatutto tutti uguali che ormai affollano gli scaffali dei negozi. Parlando invece della trama questa narra le vicende di Galahad, un cavalieri dell’Ordine, un corpo militare dalle radici antichissime che ha il compito di mantenere l’ordine e la sicurezza all’interno del Regno Unito. Durante una missione a White Chapel, Galahad ed altri tre suoi commilitoni iniziano ad indagare su alcune attività sospette dei ribelli, un gruppo di sovversivi che in realtà lotta con ogni mezzo per ottenere una maggiore uguaglianza all’interno della società. Ben presto però il nostro protagonista viene a conoscenza di alcuni scottanti segreti che potrebbero mettere a serio repentaglio l’intera stabilità del governo inglese e dell’Ordine stesso. Se le premesse narrative che il titolo propone sono senza dubbio promettenti, lo stesso non si può dire di come sono instillate al giocatore: il modo in cui sono proposte è infatti estremamente confusionario, poco chiaro e frammentario tanto che alcuni colpi di scena appaiono un po’ troppo forzati e privi delle dovute basi narrative per risultare verosimili. Anche il finale stesso del titolo, palesemente pensato per fare spazio ad un futuro seguito, interrompe di netto il flusso degli eventi proprio lì dove stava iniziando ad ingranare, lasciando così il giocatore con un forte gusto d’amaro in bocca. Un gran peccato, anche perché il cast di personaggi ci è sembrato ben variegato e caratterizzato, cosa tutt’altro che scontata in uno sparatutto in terza persona.


Nè carne, né pesce 

Di The Order: 1886 si è detto e letto di tutto: è un uno sparatutto in terza persona, è un’adventure game alla Heavy Rain, è un horror...Insomma in molti hanno provato a darne una definizione ben precisa e la risposta, come sempre, sta nel mezzo. Il titolo Ready at Dawn è un prodotto ibrido che mischia vari elementi presi dai suddetti generi e prodotti per creare un assemblato unico che, purtroppo, non sa né di carne e né di pesce. Se l’intento degli sviluppatori era quello di creare un buon TPS purtroppo non ci sono per niente riusciti: lo scheletro alla base c’è tutto, per carità, ma mancano alcuni elementi fondamentali quali un efficiente sistema di coperture, un arsenale variegato ed un sistema di combattimento corpo a corpo funzionale e ben integrato. Sul versante dei quick time event la situazione è meno pesante di quanto si potesse immaginare, anche se dobbiamo dire che la loro implementazione è abbastanza pigra e tutt’altro che originale. Soprattutto nei combattimenti con i pochissimi boss sarebbe stato ben accetto un pattern di azioni molto più variegato ed impegnativo, mentre il tutto si riduce ad un paio di opzioni che risolveranno gli scontri in una manciata di battute. Di horror il gioco possiede alcune delle atmosfere: Ready at Dawn ha infatti messo in piedi qualche ambientazione davvero niente male, nelle quali saremo chiamati ad esplorare luoghi lugubri con il solo aiuto di una lampada portatile. Discretamente riuscite infine le sessioni stealth, peccato che esse siano relegate a pochi capitoli del gioco: avremmo preferito di gran lunga una maggiore libertà d’azione in modo da offrire al giocatore la possibilità di affrontare i nemici o con i classici scontri a fuoco o, viceversa, sorprendendoli alle spalle. Giusto discreta l’intelligenza artificiale, che anche ai livelli di difficoltà più alta non darà poi così tanto filo da torcere pure a chi non è esattamente un esperto di sparatutto in terza persona.


Semplicemente colossale

Il punto in cui più eccelle The Order: 1886 è senza ombra di dubbio il comparto grafico. Il titolo Ready at Dawn mostra tutti i muscoli di PlayStation 4, sfruttando a dovere i processori e la RAM di cui la console è dotata. Gli elementi che stupiscono sono infatti più di uno: innanzitutto la complessità poligonale degli ambienti è davvero notevole ed il livello di dettaglio che raggiungono certi vicoli di Londra o certe abitazioni ha quasi dell’incredibile. I modelli di nemici e protagonisti sono altrettanto curati, con un’attenzione quasi maniacale per la riproduzione di capelli, barbe, tessuti, accessori e drappeggi. Ottimo poi il sistema di illuminazione dinamica, così come i numerosi effetti speciali che si vedranno a schermo. Un notevole traguardo è stato raggiunto anche in termini di pulizia visiva, così come è apprezzabile l’ottimo framerate, quasi costantemente inchiodato ai 30 fotogrammi al secondo. Tutto ciò però non varrebbe mezzo centesimo se non fosse supportato da un comparto artistico di prim’ordine: la Londra vittoriana steampunk di Ready at Dawn è imponente, affascinante, intrigante, insomma semplicemente magnifica. Le atmosfere di cui è pregna praticamente ogni ambientazione sono magistralmente costruite ed è stato possibile raggiungere questo traguardo grazie anche all’ottimo comparto sonoro, che vanta tra le altre cose un doppiaggio in italiano di buonissima fattura.


Una grande occasione sprecata

The Order: 1886 poteva essere un grande gioco, quel capolavoro in grado di far pendere l’ago della bilancia della console war da una macchina all’altra. Purtroppo però il lavoro svolto dai Ready at Dawn è ben lontano dall’essere definito tale ed anzi, soffre di una pigrizia di fondo che talvolta ha dell’imperdonabile. Tolta infatti la patina lucente del comparto grafico spacca mascella quello che rimane è uno sparatutto in terza persona decisamente sottotono, con un gunplay banale e tutto sommato facilotto. Anche la narrazione, uno dei punti cardine della produzione, soffre di alcune lacune non da poco che ne compromettono irrimediabilmente la qualità finale. Un’occasione mancata, una grande occasione mancata questo The Order. Un po’ ci dispiace onestamente: le potenzialità artistiche e narrative per diventare uno dei cosiddetti pezzi da 90 del panorama videoludico, tra l’altro, che le avrebbe tutte. 

COMMENTO

Ero molto curioso di giocare questo The Order: 1886. Una Londra vittoriana nel bel mezzo della rivoluzione industriale con per di più delle forti influenze steampunk: un sogno che si avvera! Peccato che pad alla mano il prodotto dei Ready at Dawn si sia rivelato una mezza delusione: gameplay piatto e limitato, longevità davvero povera, trama intrigante ma con delle lampanti lacune nella narrazione. Mi dispiace che il titolo si sia rivelato un mezzo passo falso, speriamo che nell’ovvio seguito tutti questi difetti vengano corretti in favore di una maggiore varietà e qualità. 

GRAFICA:9.5Il meglio che la next gen ha avuto da offrire ad oggi. Davvero notevole.
SONORO:9.5Ottima colonna sonora, così come ci è piaciuto il doppiaggio in italiano.
GIOCABILITà:6Purtroppo il gioco pecca in più comparti, primo fra tutti quello TPS. Solo sufficiente il complesso.
LONGEVITà:5Completare la campagna principale è questione di 5-6 ore. Davvero troppo poche per il prezzo a cui viene venduto.
VOTO FINALE7
PRO:- Tecnicamente spaventoso
- Trama a tratti intrigante
- Personaggi ben delineati
CONTRO:- Longevità eccessivamente scarsa
- Gameplay sottotono
- QTE implementati in maniera pigra
The Evil Within ( PS4 )Un'altra avventura in terza persona dalle tinte lugubri. Mikami alla sua massima potenza.
The Last of Us RemasteredUno dei giochi rivelazione del 2013 torna su PlayStation 4 in una versione tirata a lucido per l'occasione.
SCHEDAGIOCO
Cover The Order: 1886

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Scheda completa...
The Order: 18862015-02-23 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/the-order-1886-48637/Ready at Dawn debutta su PlayStation 4: pronti a darle il benvenuto?1020525VGNetwork.it