The Tomorrow Children

Al cuore (rosso) non si comanda
Scritto da il 19 settembre 2016
The Tomorrow Children Recensione

Che si ami o si odi, Minecraft è un titolo che ha decisamente cambiato le regole del gioco: partendo da una grafica ridotta all’osso, passando per i mondi procedurali sempre nuovi, la raccolta di risorse e la possibilità di costruire, Mojang ha portato una piccola rivoluzione nel mercato. Anche The Tomorrow Children, nel suo piccolo, parla di rivoluzione: una rivoluzione fatta di lavoro duro nel nome di un bene superiore, per la sopravvivenza della collettività e per la gloria della nazione, insomma, una rivoluzione rossa. Dopo diversi test privati e pubblici, il titolo di Q-Games sta per arrivare in versione free-to-play, dopo l’accesso anticipato con il Founders Pack iniziato i primi giorni di settembre e, picconata dopo picconata, siamo arrivati ad un giudizio sull’opera che, però, non è molto positivo. Il tutto nel pieno rispetto dei nostri compagni.


Fischia il vento urla la bufera

The Tomorrow Children offre un interessante mondo post apocalittico sovietico dal fascino quasi unico, con una trama da brividi: durante gli anni ’60 un esperimento nucleare da parte dei russi ha portato al collasso completo della Terra, lasciando soltanto un deserto chiamato Void, popolato da creature altrettanto spaventose note come Izverg. I pochi sopravvissuti (ovviamente russi) si ingegnano per cercare di riportare in vita la popolazione attraverso dei cloni di trasferimento, i Bambini del Futuro, impiegati come forza lavoro per cercare di restaurare il mondo esplorandone i pochi resti ancora in piedi, ricostruendo le città e rianimando le persone vive, il cui spirito è rimasto intrappolato in matrioske da trovare scavando, picconando e altro ancora.

Il gioco fin da subito ci immerge in un ambiente dai colori soffusi, come quelle giornate con le nuvole che coprono il sole lasciando pochi spiragli di luce, un bianco claustrofobico e un monitor dove una figura oscura ci guiderà nell’apprendimento delle basi del gioco, parlando ovviamente in russo (tranquilli, ci sono i sottotitoli). Completato il tutorial, ci sposteremo nella prima città, la cui scelta sarà affidata alla casualità, dunque potremo ritrovarci in posti privi di qualsivoglia struttura ma anche luoghi che già sembrano avere la loro identità. E qui si arriva al vero obiettivo del gioco che poggia le sue basi nel collezionare risorse e ricostruire il grande impero russo. Ma come? Ogni città si sviluppa in una porzione di Void, con un numero estremamente limitato di strutture nelle fasi iniziali. Per raccogliere le risorse necessarie alla ricostruzione, un apposito bus ci porterà in quelli che potremmo definire dungeon, i quali assumono le forme più disparate nonché le connotazioni affascinanti: un isolotto a forma di maiale, volti immersi nel vuoto, funghi atomici e tanto altro. Tanti richiami e citazioni che arricchiscono il già immaginifico universo di gioco e che stimolano la curiosità e l’esplorazione.

Una volta collezionate le risorse, nella città troveremo un banco da lavoro dove potremo creare tutto l’occorrente per mandare avanti la ricostruzione, ad esempio dei tapis roulant su cui far correre il nostro personaggio e generare elettricità, il Rianimatore che ci permetterà di riportare in vita gli abitanti intrappolati in tipiche matrioske, ma anche negozi e strutture governative come il Ministero del Lavoro. Il Ministero si occupa infatti di valutare il nostro impegno, premiandoci con Buoni Lavoro che sono sostanzialmente i nostri punti esperienza: raggiunto un certo numero, potremo infatti aumentare il nostro livello Borghesia, ottenendo punti abilità da ripartire a nostro piacimento scegliendo tra Destrezza, Coraggio, Potenza, Patriottismo, Agilità e Forza. Tutto questo è possibile a patto di avere le risorse necessarie e i Buoni Razione, valuta principale del gioco ottenibile sempre dal Ministero e collegandosi giornalmente al titolo. Altrimenti, c’è sempre la possibilità di avvalersi dei Dollari Liberi, valuta premium ottenibile sia in-game in discrete quantità oppure acquistabile tramite PSN, con la quale potremo velocizzare le riparazioni e la costruzione degli oggetti, ma anche entrare nel magico mondo del mercato nero, ottenendo equipaggiamenti da paesi ostili (il nome della compagnia produttrice, Eaglecorp, dovrebbe suggerirvi qualcosa) e licenze che richiederebbero molte ore di stacanovismo per essere ottenute legalmente.


Tutto il resto è noia

Il gioco gode di un'art direction eccelsa, capace di farci sentire il senso di oppressione del comunismo in ogni sua sfumatura: a partire dal doppiaggio che, esclusa qualche voce, è interamente in russo e con toni lugubri, nonché lo stile dei monumenti e dei macchinari, dotati di una loro identità divisa tra lo steampunk e il design sovietico anni ’60. Anche la scelta dei colori è un punto di forza: sono molto tenui ma talvolta sgargianti eppure mai fonte di allegria. I personaggi sono realizzati come marionette, pallidi e apparentemente senza vita. Un risultato notevole, raggiunto grazie alla sperimentazione di nuove tecnologie che hanno permesso agli sviluppatori di raggiungere una resa ottima anche per quanto riguarda l’illuminazione dinamica. Anche l’impianto sonoro ci mette del suo, con musiche uscite direttamente dal coro dell’Armata Rossa e, in generale, un’attenzione al dettaglio unica e votata a rendere il gioco quasi una simulazione sovietica al 100%.

C’è solo un piccolo, grande problema che affligge The Tomorrow Children, difetto che forse in futuro sarà appianato ma che, inspiegabilmente, ho avvertito durante buona parte della mia prova: la noia. Mettiamo in chiaro una cosa: ho avuto modo di giocare a tutte le versioni di prova, partendo dall’alpha a numero chiuso e passando all’open beta. In quel frangete ho avuto modo di constatare un buon numero di passi avanti nell’evoluzione del gameplay, della trama e di tutta una serie di elementi che hanno contribuito attivamente a incrementare l’hype. Arrivati a questo Early Access, però, non sono riuscito a intravedere nessuna novità abbastanza interessante: certo, sono state inserite delle quest da seguire, che in giochi così “aperti” si rendono non tanto necessarie quanto utili ad avere un metro di progressione, alcune meccaniche vengono spiegate più nel dettaglio, tuttavia resta quella sensazione orrenda di non avere un reale obiettivo da perseguire e, dunque, l’interesse si perde. Per dire, anche No Man’s Sky ha ricevuto critiche in questo senso, tuttavia la sola idea di avere un universo intero da esplorare, armi e astronavi da scoprire eccetera permettono al titolo di Hello Games di resistere in maniera più convincente (e lo dimostrano le oltre 50 ore che ci ho passato sopra, NdR). The Tomorrow Children, al contrario, non offre la giusta dose di stimoli per essere un’esperienza da giocare ininterrottamente, almeno per il momento: come ho detto, parliamo di un Early Access e, vista la natura free to play del gioco, mi aspetto di vedere tonnellate di contenuti aggiuntivi e miglioramenti pressoché continui. Nonostante la delusione, dunque, continuo a nutrire speranze, perché le fondamenta di The Tomorrow Children sono molto, molto solide, così come l’esperienza dei ragazzi di Q Games che, pur senza budget faraonici, hanno sempre offerto esperienze innovative e divertenti e, in questo caso, anche gratuite. Non fermatevi a questa recensione e provate il gioco, c’è comunque la possibilità che il vostro spirito stacanovista si risvegli.

PRO:- Design fantastico
- Ambientazione sovietica bellissima
CONTRO:- Ancora scevro di attività
- Il senso di noia è dietro l’angolo
No Man's Sky ( PS4 )Volgarmente definibile un Minecraft spaziale, l’opera di Hello Games ha conquistato, ma anche diviso. Resta comunque una simulazione spaziale affascinante.
Minecraft ( PS4 )Se invece volete picconare e basta, anche Mojang saprà garantirvi un gran divertimento.
VOTO FINALE6
SCHEDAGIOCO
Cover The Tomorrow Children

The Tomorrow Children

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The Tomorrow Children2016-09-19 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/the-tomorrow-children-54214/Al cuore (rosso) non si comanda1020525VGNetwork.it