Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet

Tou-che?
Scritto da Matteo Pisapiail 30 agosto 2016
Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet Recensione

Sono sicuro che, nonostante il fenomeno stia largamente prendendo piede anche in occidente, non in moltissimi avranno sentito parlare di Touhou. Direi quindi che una breve introduzione a questo interessante progetto, così unico per la peculiarità con cui si sviluppa fino a diventare vero e proprio fenomeno mediatico e culturale a tutto tondo, a tratti persino virale, sia obbligata prima di entrare nello specifico del titolo recensito. Cercherò di sbrigarla rapidamente per quanto possibile: Touhou Project è una serie di giochi doujin (indie, diremmo noi occidentali) nata a metà degli anni novanta dalla brillante mente di un giovane e bizzarro programmatore di nome Jun'ya Ota aka “Zun”. Nel 1995, su PC-98, un personal computer prodotto da NEC relativamente oscuro in occidente, viene rilasciato il primo titolo nella serie, Touhou Reiiden, un clone di Arkanoid nel quale Zun si occupa in prima persona della programmazione, del graphic design, della stesura dello scenario e della composizione della colonna sonora. Più “indie” di così si muore. A partire da quel lontano 1995, ha inizio il progetto Touhou, ma è soltanto con la seconda produzione relativa al progetto, “Story of Eastern Wonderland”, che la serie assume le caratteristiche che ne decreteranno l'enorme successo, caratteristiche riassumibili in una sola, semplice parola: “Danmaku”(letteralmente: coltre di fuoco)


Di Yokai e waifu

Story of Eastern Wonderland metteva il giocatore nei panni di una adorabile e kawaiissima Miko (le sacerdotesse dei templi Shintoisti che più volte abbiamo visto come improbabili eroine di pixel in trasposizioni videoludiche più o meno ortodosse) di nome Reimu Hakurei. Reimu è incaricata di proteggere un tempio che funge da porta tra i due mondi che per nessuna ragione dovrebbero mai incontrarsi, quello degli uomini e quello degli youkai, il mondo degli spiriti e del sovrannaturale. Con un'impostazione da shooter a scorrimento verticale ed una grafica essenziale con sprites dalle dimensioni estremamente ridotte e fondali pressoché inesistenti, il giocatore veniva catapultato nel bel mezzo di un vero e proprio oceano di proiettili da schivare, prodotto non dalle solite navi spaziali ma bensì da simpatici personaggi femminili che senza troppi giri di parole potremmo definire come perfetto waifu material. Tra fiere di sviluppatori indipendenti ed underground e con la inesorabile diffusione di Internet, complici il gameplay estremamente impegnativo ed il livello allarmante di cuteness delle sue protagoniste, il progetto Touhou è cresciuto, titolo dopo titolo, bullet curtain dopo bullet curtain, fino a diventare una sorta di proprietà intellettuale open, con cui artisti di ogni tipo, da mangaka a compositori, a game designers, illustratori, scrittori e doppiatori, possono cimentarsi per la produzione di libri, manga, videogiochi, drama cd, album musicali, anime e quant'altro, Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet si inquadra proprio come una di queste derivazioni, sviluppato da un piccolo team di quattro persone all'interno del circolo doujin CUBETYPE, rilasciato inizialmente per PC soltanto in oriente e trasportato recentemente in una versione Remastered e ricca di nuove modalità su PS4 grazie all'ausilio dell'ottima Nis. Genso Rondo, pur mantenendo ovviamente una forte componente Danmaku, si configura come una sorta di fighting game 1vs1 ad arene, che ricorda a tratti quell'ottimo e purtroppo breve esperimento Taito che fu il troppo spesso dimenticato Psychic Force. Una volta scelta la vostra preferita tra le dieci ragazze disponibili (affermare che nell'universo Touhou i personaggi maschili scarseggiano è un eufemismo), verrete catapultati in delle arene tridimensionali, ma fondamentalmente 2D, dove potrete muovervi in verticale ed orizzontale oltre che ruotare la vostra posizione a trecentosessanta gradi, sparando e schivando proiettili allo sfinimento, cercando di portare allo zero la barra dell'energia del vostro avversario.


Spara e schiava.... per farla semplice

Nonostante un concept apparentemente semplice per quanto originale, il sistema di combattimento in Genso Rondo è sufficientemente intricato ed interessante. Utilizzando la levetta sinistra o il D-pad del vostro DualShock muoverete nello spazio il personaggio, mentre ai tasti QUADRATO, X,TRIANGOLO e CERCHIO è adibito l'attacco. Ogni personaggio possiede diversi tipi di proiettile e tre principali modalità di fuoco, MAIN, SUB e CHARGE, ognuna con una sua barra dedicata. Gli attacchi MAIN e SUB saranno i proiettili principali su cui andrete a costruire i vostri pattern di fuoco con cui tentare di abbattere l'avversario, e sono utilizzabili non in maniera continuativa come in un comune shooter, ma a seconda della disponibilità di energia nelle due barre adibite, le quali, una volta esaurite, saranno inutilizzabili per alcuni secondi prima di ricaricarsi autonomamente, penalizzate insomma da una sorta di weapon cooldown che potrebbe garantire al nemico una possibile finestra d'attacco. Inoltre, colpendo con l'attacco MAIN entro una zona limite stretta in prossimità del vostro nemico attiverete un attacco Melee. Gli attacchi CHARGE, invece, saranno utili per realizzare pattern più complicati e devastanti o per un attacco a corto raggio in grado di ripulire una porzione dello schermo dai proiettili nemici, e consumano un maggiore quantitativo di energia la quale può essere recuperata raccogliendo appositi Power up saltuariamente rilasciati nell'arena, o in maniera decisamente più efficace, veloce ed elettrizzante attraverso il Grazing, una tecnica che vi consente di riempire rapidamente la barra CHARGE facendo letteralmente il pelo ai proiettili del vostro nemico. Con l'ausilio dei dorsali R1 ed L1 avrete invece modo di effettuare delle schivate rapide o di rallentare il movimento del vostro personaggio per affinarne la precisione negli spostamenti, una tecnica fondamentale per uscire illesi dai pattern di fuoco più intricati o per darci dentro di Grazing. Attaccando nel corso di una schivata o di un rallentamento avrete inoltre la possibilità di sparare pattern differenti, aumentando le combinazioni possibili di proiettili con cui inondare l'avversario. Qualora disponeste di sufficiente carica CHARGE e di almeno una icona bomba, infine, vi sarà possibile utilizzare, premendo L2, una SPELL CARD. Annunciata da una schermata reminiscente dei classici boss-encounter di fine schema da sparatutto a scorrimento, banner WARNING incluso, la SPELL CARD trasporrà la visuale di gioco ad un perfetto top down, e lo scontro prenderà improvvisamente le caratteristiche della tipica Boss Battle da Shootemup, con tempo limite in countdown e la possibilità di sparare un numero illimitato e continuo di proiettili con cui mettere in difficoltà il vostro avversario. Sebbene possa apparire abbastanza complicato, in realtà il sistema d'attacco di Genso Rondo è molto facile da apprendere e maneggiare, e consente di sbizzarrirsi con soddisfazione nella creazione di pattern intricati e coloratissimi che sapranno mitigare la frustrazione accumulata dai fan del genere shooter in anni ed anni passati dall'altra parte della barriera a schivare con soltanto un tipo di attacco disponibile per colpire il nemico di turno.


Bossrush e stereotipi Moe

Rispetto all'originale versione per PC la grafica in Genso Rondo per PS4 ha subito una revisione sia per quanto concerne modelli e fondali, che per l'interfaccia delle varie schermate, così da permettere una buona resa in alta definizione sul sistema Sony, ma resta fondamentalmente identica a quanto visto su PC, con un super deformed a basso conteggio di poligoni che si inquadra perfettamente nell'estetica kawaii tipica della serie, e tra l'altro perfettamente funzionale al genere. Ciò nonostante la resa visiva complessiva è comunque interessante ed a tratti molto ispirata nella sua semplicità, con fondali che seppur necessariamente essenziali e stilizzati per garantire una perfetta lettura dei proiettili su schermo al giocatore, presentano spesso accostamenti cromatici azzeccati, e restituiscono atmosfere e paesaggi comunque piacevoli a fare da cornice al mare di proiettili che vi troverete a schivare. La colonna sonora, un punto forte nell'universo Touhou , naviga tra alti e bassi, con tracce decisamente ispirate ed orecchiabili, e pezzi meno convincenti. Rispetto alla versione originale per PC sono state introdotte inoltre numerose nuove modalità per aumentare drasticamente la longevità del titolo, insieme alla possibilità di sbloccare degli achievement. Nella Story Mode potrete seguire le vicende delle protagoniste tra uno scontro e l'altro attraverso dialoghi e graziose tavole disegnate in pieno stile doujinshi, dai tratti molto evidenti e poco rifiniti. Dato il genere e la natura dell'universo Touhou le storie dei singoli personaggi sono naturalmente molto leggere e pretestuose, e giocano sulle divertenti personalità moe delle dieci belle protagoniste. Nella modalità Arcade affronterete invece avversari in successione in degli scontri a Round singolo, puntando al maggior punteggio possibile che potrete registrare nelle leaderboards dedicate. La modalità Boss Rush, invece, vi permetterà di affrontare ancora i personaggi in successione ma in stile Boss Battle (quello che accade quando il vostro avversario utilizza una Spell Card, fondamentalmente). Naturalmente, infine, vista la natura competitiva del titolo, non manca la possibilità di giocare dei match in multiplayer, sia online che in locale.


Doujin..sì!

In conclusione, nonostante la natura fanmade del titolo, Genso Rondo Bullet Ballet è davvero un buon gioco, divertente e ben realizzato, che non potrà non essere apprezzato dai fan di Touhou e che potrebbe incuriosire sicuramente gli appassionati di Shootemups e Beatemup, così come qualche profano del genere in cerca di gameplay immediati, frenetici ed estremamente divertenti. Sarebbe bellissimo a questo punto vedere, ammesso e non concesso il successo dell'esperimento di Nis con Genso Rondo di trasportare un fanmade sugli scaffali dei negozi, una trasposizione su console del meraviglioso Koumajou Densetsu Scarlet Devil Symphony, un clone doujin in salsa Touhou del ben più famoso Akumajou Dracula X . Sognare non costa nulla e comunque lunga vita ai doujinshi e al progetto Touhou.

PRO:- Sistema di combattimento elaborato ma facile e soddisfacente da maneggiare e
- Pattern d'attacco molto diversificati tra i vari personaggi

- Diverse modalità di gioco

CONTRO:- Qualche sbilanciamento nei personaggi
- Assenza totale di doppiaggio
Ikaruga ( PC )Se vi piace schivare proiettili quì siete a casa
WarTech: Senko no RondeUn interessante ibrido tra uno shootemup ed un picchiaduro
VOTO FINALE7
SCHEDAGIOCO
Cover Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet

Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet

Scheda completa...
Touhou Genso Rondo: Bullet Ballet2016-08-30 17:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/touhou-genso-rondo-bullet-ballet-54140/Tou-che? 1020525VGNetwork.it