Uncharted 4: Fine di un Ladro

Anche le migliori avventure hanno una conclusione
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 15 maggio 2016
Uncharted 4: Fine di un Ladro Recensione

Il mondo ha visto tante grandi opere incomplete. La Sagrada Família di Gaudì; il Requiem di Mozart; la Salerno-Reggio Calabria. Uncharted 4: Fine di un Ladro poteva essere una di queste grandi opere incompiute, perché si può tranquillamente affermare che nel corso dello sviluppo dell’attesissima esclusiva PlayStation 4 ne siano successe di tutti i colori. Dal breve teaser d’annuncio all’evento di lancio dell’ultima console Sony (Novembre 2013) si è arrivati al cambio di director nel marzo 2014, con Amy Henning (responsabile di Uncharted 3) che ha lasciato il posto alla coppia d’oro di Naughty Dog, ovvero Neil Druckmann e Bruce Straley (Uncharted 2, The Last of Us), cui è seguito un parziale reboot del titolo. Poi, c’è stato il contestato trailer “in game” a 60fps, con successivo cambio di target a 30fps, oltre a due gameplay al PSX ed E3 accompagnati anche da qualche problema tecnico. La travagliata opera ND ha subito anche più di un ritardo, essendo attesa originariamente per la fine del 2015, oltre che – e qua si entra un po’ sul comico, il colmo per un gioco che ha la parola “ladro” nel titolo – essere oggetto di furto a pochi giorni dal lancio, con rischi di spoiler ovunque.

Poteva, dicevo. Perché davvero non so nemmeno io come Naughty Dog sia riuscita a creare quel capolavoro che è Uncharted 4. Proverò a spiegarvelo e raccontarvelo nelle prossime righe, sedetevi comodi.


Due Ladri

Nel post-The Last of Us, acclamato in tutto il mondo anche per il suo comparto narrativo, era inevitabile che anche Uncharted raccogliesse qualcosa di tale esperienza. Non che la serie con protagonista Nate abbia avuto una storia eccessivamente piatta o banale, ma di certo la maturità raggiunta da Druckmann come creative director negli ultimi anni si è fatta sentire tutta in questo quarto episodio. Gli intrecci scorrono fluenti, con quel tipico modo di costruire relazioni con i personaggi caratteristico di Naughty Dog, fatto di piccoli – ma significativi – momenti che si sommano in modo esponenziale creando solide e realistiche relazioni, il tutto accompagnato dal solito humor sempre sul pezzo e pronto a stemperare la tensione. Tensione certamente più palpabile in questo quarto episodio, perché mai come ora tutto ha una sua motivazione, ogni personaggio ha un suo obiettivo, ogni relazione un suo tema, le emozioni davvero tangibili. In tutto questo svetta la coppia Nathan e Sam, o meglio Nolan North e Troy Baker, entrambi perfetti per i loro rispettivi ruoli: se infatti Nolan ormai è ormai a tutti gli effetti Nate, Troy riesce a rendere la new entry della serie interessante e quanto mai familiare già dopo pochi minuti di gioco, merito anche di una complicità tra i due attori digitali maturata nel corso di TLOU. Le incredibili cut-scene realizzate col motore grafico del gioco aiutano a trasmettere emozioni oltre che a mantenere il ritmo, riuscendo ad essere al contempo magistralmente realizzate – espressioni facciali davvero mai viste – e perfettamente unite in sequenza con il gameplay, con transizioni gestite alla perfezione.


Un Nate più Dinamico

Quanto al gameplay, Uncharted 4: Fine di un Ladro è l’episodio della serie che aggiunge di più ad una formula comunque già ben collaudata. Il sistema di mira rivisto è meno preciso del solito, ma regala molte più soddisfazioni, e lo stealth ora ha tutto un suo sistema di allerta, con possibilità anche di fuga per azzerare l’attenzione dei nemici. Ma non solo di pugni e pistole si parla: il rampino di Nate è utile sia per scalare pareti scoscese che per risolvere enigmi ambientali, ma esso torna protagonista anche negli scontri a fuoco, garantendo al cacciatore di tesori una maggiore velocità di spostamento. Anche le animazioni hanno subito un aggiornamento, e tutto il procedimento di ricarica/cambio arma è ora più vivace e fluido che mai. Mischiate tutto ciò ad un level design più complesso del solito, spesso strutturato su più livelli per garantire verticalità ma anche sviluppato in ampiezza, con ambienti generalmente molto più estesi che in precedenza, e avrete la formula per un Uncharted che non è mai stato così dinamico e piacevole, pad alla mano.

L’aumentata ampiezza dei livelli mostra il suo massimo nelle sezioni a bordo di veicoli: qui l’esplorazione la fa da padrona, abbassando un attimo il ritmo dell’azione per consentire ai protagonisti di godersi anche il paesaggio, tra una chiacchiera e l'altra. Nelle vaste mappe di gioco sarà infatti possibile trovare tesori e documenti di vario tipo, oltre ad utilizzare l’equipaggiamento di bordo per raggiungere posti inaccessibili e risolvere semplici puzzle. Queste sezioni, altra interessante novità del quarto capitolo, aiutano a creare varietà nella formula di gameplay alla base di Uncharted, senza mai venire a noia.


I Dettagli che fanno la Differenza

L’ultima opera di Naughty Dog, a tratti, pare il lavoro manuale di un artigiano, se confrontato con il resto della produzione videoludica moderna. E ciò è evidente soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnico ed in generale la presentazione dell’opera. I livelli di gioco sono colmi di dettagli, anche in eccesso forse – tante piccole chicche sfuggiranno ai più, ma son lì, pronte a stupire -, tutto denota una attenzione particolare e certosina, a tratti spaventosa. La variabilità di ambientazioni, inoltre, è davvero invidiabile, con Drake e compagnia impegnati in svariate zone del mondo, da Panama alla Scozia, passando anche per il nostro Bel Paese. Climi caldi, climi freddi, climi umidi, c’è di tutto, e tutto è realizzato con l’attenzione che il pubblico si aspetta da uno studio del genere. Modelli poligonali, texture, sistema di illuminazione, animazioni, espressioni facciali, tutto è quanto di meglio visto finora su PS4, spingendo l’hardware Sony verso vette mai raggiunte in precedenza, ed in questo senso “accontentarsi” del frame-rate a 30fps è uno scambio accettabile anche se, come ha mostrato la Uncharted: The Nathan Drake Collection, i 60fps donano molto alla serie Naughty Dog. La scelta di lasciare gli agognati 60 frame alla modalità multiplayer - con in cambio la riduzione della risoluzione da 1080p a 900p e qualche dettaglio in meno - è ancora una volta quella giusta, ma del comparto multiplayer non vi dico altro in questo momento, perché trattasi di un plus ad un qualcosa che si regge – eccome se si regge! – meravigliosamente da solo.

Il doppiaggio in lingua originale è assolutamente consigliato dato che è su altissimi livelli, mentre quello italiano inevitabilmente rimane un tantino indietro. La colonna sonora è sui classici livelli di Uncharted, con toni a volte un tantino più dark, mentre un grande passo in avanti è stato fatto dagli effetti sonori, in particolare per quanto riguarda le armi, che ora hanno un feeling ben diverso, molto più corposo e fisico. 


One Last Ride

Uncharted 4 sembra un titolo venuto dal futuro, da una nuova generazione, tanto è l’attenzione certosina per i dettagli, la qualità dell’acting, l’efficacia del gameplay. Fine di un Ladro è una meravigliosa storia prima ancora che uno straordinario videogioco. Stupisce inizialmente, e continua a stupire durante tutto il corso dell’opera, in un continuo crescendo di qualità che mette in luce tutto il talento di Naughty Dog. Ma allo stesso tempo pare essere l’ultimo della sua specie, una avventura single player story-driven densa di emozioni, mentre il mondo videoludico sembra puntare sempre di più a modelli di always online, shared world, eSport e tanti altri termini anglofoni. Il futuro è forse rappresentato da titoli come Destiny, The Division, Overwatch o Battleborn, e forse tra qualche anno guarderemo veramente indietro ad Uncharted 4 come qualcosa di preistorico, un po’ come possiamo guardare oggi ad un Crash Bandicoot (hint obbligatorio). Io spero di no, sinceramente, ma anche se fosse, so che starei guardando ad un vero e proprio capolavoro, pronto a scatenarmi dei ricordi misti di risate e malinconia come solo le migliori opere sanno fare.

One last ride, Nate. Buon Uncharted 4 a tutti. 

PRO:- Livelli di produzione stellari
- Attenzione per i dettagli strepitosa
- Gameplay rinnovato quanto basta
- Tecnicamente super
CONTRO:- Prima o poi finisce
Uncharted: The Nathan Drake CollectionSe siete nuovi del mondo PlayStation, partite da qui. Non ve ne pentirete.
The Last of Us RemasteredAltro capolavoro del genere, altro titolo Naughty Dog.
VOTO FINALE10
SCHEDAGIOCO
Cover Uncharted 4: Fine di un Ladro

Uncharted 4: Fine di un Ladro

Scheda completa...
Uncharted 4: Fine di un Ladro2016-05-15 12:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation-4/uncharted-4-fine-di-un-ladro-53522/Anche le migliori avventure hanno una conclusione1020525VGNetwork.it