Crash Team Racing

Crash sfida Mario. Facciamo a chi arriva più lontano?
Scritto da Andrea "Panzone" Iuorioil 14 gennaio 2010
Crash Team Racing Recensione

Dopo aver salvato la Terra per ben tre volte dal malvagio Dr. Cortex, Crash e i suoi amici decidono di svagarsi e quale modo migliore se non facendo qualche bella corsa sui go-kart? Peccato soltanto che, durante una gara, un alieno è giunto sulla Terra per trasformarla in un immenso parcheggio. Per salvare il pianeta da questa orrenda fine il miglior pilota della Terra dovrà fare una gara contro Nitros Oxide (l'alieno...). Questa in breve la trama di Crash Team Racing, uno sfrenato e divertentissimo gioco di corsa che tenta con successo di riproporre il divertimento che da sempre regala la saga di Mario Kart su console Nintendo. Ma basterà solo l'ironia per rendere questo titolo avvincente? Andiamo a scoprirlo insieme!


Un singolo abbastanza monotono...

La modalità a giocatore singolo ci metterà nei panni di uno degli 8 piloti presenti (all' inizio del gioco ovviamente), a noi il compito di superare numerose gare per ottenere i cristalli così da raggiungere infine l'astronave di Oxide. Punto. Niente trame complicate o colpi di scena. Il gioco si svolgerà praticamente tutto sui circuiti di gara ed è qui che gli sviluppatori si sono sbizzarriti con le loro idee strampalate: i go-kart avranno una serie di armi a dir poco incredibile, alcune serie (come i missili), altre decisamente comiche (ma non per questo meno utili, sia chiaro). Sono proprio queste armi che rendono le gare varie e sempre diverse (non si sa mai quando il tuo avversario ti lascerà una macchia d' olio o una buccia di banana per strada...) facendo in modo che il gioco risulti il meno possibile ripetitivo. Su tutto brilla l’illuminante design dei tracciati, ricchissimi di scorciatoie ben più utili e in numero maggiore rispetto alla serie di Mario Kart.

Non è una novità che questo genere di giochi sia abbastanza noioso nella modalità singola, rifacendosi con un multiplayer da favola. E anche Crash Team Racing non sfugge alla regola.


...ma un multiplayer mostruoso

La vera essenza del gioco si raggiunge tramite la modalità multiplayer, dove fino a un massimo di quattro giocatori potranno sfidarsi a suon di missili e piante carnivore sugli oltre venti tracciati di gara su schermo condiviso. Le varie piste dovranno essere sbloccate durante l'avventura in singolo, rendendo quindi "quasi" obbligatorio terminare la modalità di gioco principale. Il multiplayer, grazie all'ampiezza e alla varietà dei tracciati, difficilmente annoierà rendendo ogni sfida tra amici un mix adrenalinico di buoni propositi, trasformati in spergiuri al limite della suprema censura. Questo grazie a una alchimia realizzata da Naughty Dog, che partendo dalle solide basi di Mario Kart hanno aggiunto un numero infinito di chicche, allo scopo di espandere enormemente il fattore comicità. Tutto questo è esaltato da un design sopraffino delle piste, un corretto bilanciamento delle armi e un sistema di controllo al limite della perfezione! Certo, il fattore fortuna è sempre presente, ma non è così fondamentale: per vincere occorre una certa dose di esperienze e abilità. Ciò è marcato da una maggiore clemenza di armi e nemici, rispetto al ben più caotico Mario Kart; l’azione è più improntata sulla capacità del giocatore di padroneggiare la pista.

Nell’ispirazione di gioco troviamo forse uno dei maggiori difetti di Crash Team Racing, a cominciare dal character design, che dimostra anche in questo caso la notevole distanza tra il carisma di Mario e quello di Crash Bandicoot. Non è rara, infatti, la copiatura di insidie o nemici, ma anche delle stesse armi dal più blasonato Mario Kart.


Grafica adatta o no?

L’aspetto tecnico è curatissimo, graficamente Crash Team Racing è uno dei titoli più sfavillanti presenti sulla console Sony, sia da un punto di vista di costruzione poligonale, sia come scelte cromatiche. Tutta l’esperienza di Naughty Dog con i precedenti capitoli della serie viene cumulata in questo racing game, capace di sfoggiare una mole poligonale in grado di spremere adeguatamente l’hardware della PlayStation, mantenendo al contempo un frame rate costante, intervallato da alcuni bug, che, però, non rovinano eccessivamente l’esperienza di gioco. Di ottima fattura gli effetti grafici come ad esempio le sgommate e l’aumento di velocità.

Il sonoro non è da meno, con sciocchi jingle a ritmare le corse, ma non per questo complessi e orecchiabili. Il carisma dei personaggi e degli amici/nemici di Crash è rimasto intatto sia dal punto di vista del character design, sia come animazioni e sia a livello di gridolini spastici di vittoria o sconfitta.


Ma oggi cosa resta del Gran Premio?

All’epoca della release il titolo accontentò praticamente tutti, critica e giocatori, che premiarono i ragazzi di Naughty Dog per esser riusciti a portare la frenesia di Mario Kart sulla console Sony. Purtroppo, però, questo fu l’ultimo titolo dell’epopea di Crash Bandicoot sviluppato da Naughty Dog, dato che la licenza della serie passò a terze parti come Eurocom, Traveller’s Tales e Vicarius Vision che svilupparono dei titoli assolutamente inguardabili, infangando il buon nome della serie. Tra i successori di questo Crash Team Racing vi è Crash Nitro Kart e Crash Tag Team Racing, due titoli che non sono riusciti assolutamente a raggiungere la cifra stilistica del titolo per PlayStation.


La nascita della tragedia (di Nicolò Pellegatta)

L'esistenza dei fanboy, esseri che legano ogni proprio battito di ciglia all'esistenza di una console, di una software house, di un personaggio, è legata a doppio filo alla rivalità Sega/Nintendo. Mario e Sonic: due mondi differenti, due concezioni ludiche opposte, che decisero di scontrarsi accanitamente nel campo neutro del platform bidimensionale. Poi è arrivata Sony, che non aveva mascotte, non aveva identità, non aveva fanboy: l'aver sottratto alla casa di Kyoto il brand Final Fantasy non imponeva direttamente la nascita di un ceto che venerasse il monolite grigio, che lo amasse visceralmente. E i vari Crash, Spyro erano sì titoli curati, ma lontani dal rivaleggiare con i fasti di un Super Mario World, di un Super Mario 64, di un Sonic The Hedgehog 3. Il fanboy Sony è arrivato con Crash Team Racing (1999 in Giappone, 2001 in Europa), tardi, ma con una dirompenza tale da elevare l'hype verso la nuova generazione di console, PlayStation 2, che ha potuto comportarsi bene al lancio pur avendo una line up assolutamente insoddisfacente (al confronto con il rivale Dreamcast senz'altro). Crash Team Racing genera quella "coscienza di classe" prima inesistente tra i possessori della console Sony, per il semplice motivo che era un titolo valido tanto quanto (se non di più) Mario Kart 64, croce e delizia degli appassionati Nintendo. Un racing game profondo, con molti legami alla serie ispiratrice (impossibile non individuare nella dinamica del salto un meccanismo piattaformistico) e una longevità migliore del rivale coi baffi. Crash Team Racing è un grande prodotto, il cui valore viene quintuplicato se si pensa all'importanza assunta all'interno della line up PlayStation, anche in vista dell'uscita di PlayStation 2.

PS: Crash Team Racing è anche il commiato di Naughty Dog dalla sua adorata creatura. Dopo di lui ci riproverà con il simil action game Jak and Daxter, ma i toni cupi e maturi non donano verità e purezza al concept di gioco. Discorso differente per i due Uncharted: capolavori grafici e sonori, con uno squisito modo di narrare e un gameplay vario e divertente. Naughty Dog ha perso il proprio batuffolo di peli da coccolare, ma non ha smarrito per strada il vizio di dare origine a esperienze mozzafiato.


Peramele mio non ti conosco (di Piero Frassu)

"Oh si invece" dicemmo allora, in quello straordinario 1999, fine di un millennio, inizio di un altro. Quel peramele lo conoscevamo davvero bene: era l'epoca della PlayStation, quella console che rivoluzionò la mente dei "consumatori" di videogames, o almeno di buona parte. Protagonista di un successo planetario, la console marchiata Sony ebbe diverse mascotte, ma sicuramente il simpatico animaletto dal rosso (mal)pelo che rispondeva al nome di Crash è stato il più significativo, il più carismatico. Protagonista di svariati platform, divenne un brand prima di rendersene conto, facendosi sfruttare anche per esigenze di marketing, di immagine e - perché no - di spin-off, anche se allora non si usava molto il termine.

Crash Team Racing è un gioco di guida - non simulativo, ovvio - creato da quei burloni che ora sfornano, toh, quel capolavoro di Uncharted, i signori di Naughty Dog. Ma veniamo al sodo: Nitros Oxide, fastidiosissimo alieno frustrato, minaccia il pianeta Terra, dove va' di moda la corsa coi Kart. Crash ha il suo bel team di mandrilloni che gareggiano per non saper che fare, ma non si aspettava di certo una sfida... planetaria. Se l'insulso extraterrestre vincesse, gli umani verrebbero schiavizzati, ma in caso di sconfitta dell'ignobile Nitros avranno salva la vita.

Le caratteristiche di base sono simili a quelle di un Mario Kart, anche se il resto è preso in pompa magna da Crash Bandicoot. Come da tradizione della serie, il titolo è pieno di trofei da vincere, chiavi da ottenere, gettoni che sbloccano sfide secondarie, armi stravaganti e via dicendo. Ogni location ha un numero di gare da vincere per arrivare alla fine, dove si incontrerà il canonico Boss, sconfiggendo il quale l'alter-ego da noi controllato otterrà una chiave, e potrà procedere al livello successivo. Obiettivo finale: ridimensionare quel pallone gonfiato di Oxide e salvare la razza umana. Certo, non si può dire che Crash Team Racing fosse un gioco innovativo, visto che attingeva palesemente da Mario Kart, ma è stato senza dubbio un titolo concepito e realizzato con dovizia ed estrema cura, tanto da affascinare tutte le testate giornalistiche del settore, che lo definirono in tanti modi - quasi tutti positivi. La spensieratezza e follia di Crash si univano alla voglia dei giocatori di fare un Ménage à quatre, un multiplayer con 4 giocatori che si sfidavano a colpi di insulti (reali) e fiancate sverniciate. Il Multi-Tap della PlayStation, quell'anno, fu messo a dura prova.

COMMENTO
Andrea "Panzone" Iuorio
Non possiamo che omaggiare questo titolo con un voto di tutto rispetto. I motivi sono tremendamente semplici: ogni aspetto del titolo è davvero ispirato, e tutto ciò riesce a rendere Crash Team Racing un concentrato di divertimento. Il fatto poi che riesca ad eguagliare un capolavoro come Mario Kart 64, superandolo addirittura in alcuni aspetto, rende il prodotto Naughty Dog uno dei migliori racing game di sempre, ma anche uno dei titoli più apprezzati per PlayStation. E scusate se è poco…
GRAFICA:8Inferiore a Mario Kart per strutture tridimensionali e distanza dall'orizzonte, ma la fluidità è elevatissima, l'aggiornamento dello schermo velocissimo.
SONORO:7Musichette e ritmi orecchiabili. Doppiaggio in italiano passabile.
GIOCABILITà:9Si scontra ad armi pari con Mario Kart 64: è meno immediato, ma più profondo. Serve altro?
LONGEVITà:8Un cospicuo numero di modalità in singolo sono solo l'antipasto di una istituzione multiplayer.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Giocabilità facile e immediata
- Modalità multiplayer molto divertente...
CONTRO:- ... ma il single player è abbastanza noioso e ripetitivo
Uncharted 2: il Covo dei LadriL'ultima produzione Naughty Dog brilla come un diamante: un prodotto rifinito con delle cromie assolutamente favolose.
Mario Kart DSIl miglior capitolo della serie Mario Kart: uno dei più grandi racing game del nostro tempo.
SCHEDAGIOCO
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Crash Team Racing2010-01-14 22:00:59http://www.vgnetwork.it/recensioni-playstation/crash-team-racing/Crash sfida Mario. Facciamo a chi arriva più lontano?1020525VGNetwork.it