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Final Fantasy VII

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Recensione Final Fantasy VII  Scritto da: Vincenzo "Vinz" Petrassi | Data: 2009-07-28

VGNetwork rispolvera una delle opere più affascinanti di sempre.

Prelude

A volte, ci son capolavori che passano inosservati. Altre volte, ci son capolavori che di osservazioni ne ricevono molte, tante, troppe!
Il 1997 è stato un anno molto particolare per il Gaming, poiché ci furono uscite strepitose per tutte le piattaforme (citiamo giochi come Quake 2 e Zelda: Ocarina of Time) e, in particolare, vediamo sulla console Sony, la Playstation, l’avvento di uno dei più grandi fenomeni video ludici di sempre.
Una casa giapponese lancia sul mercato un ennesimo capolavoro di fantasia; nuovo capitolo di una saga fortunata sia nel sol levante sia in America, e che arrivò anche in Europa. 

La critica esplose e il mondo intero dovette affrontare un nuovo successo planetario. Parliamo di Final Fantasy VII.

Dal 1997 ad adesso molta acqua è passata sotto i ponti, tante cose sono cambiate, ma non certo la stima di milioni di giocatori nei confronti del settimo Final Fantasy non è calata, ma si ritrova spezzata in due gruppi: uno che afferma ancora la supremazia del videogioco nel suo genere, e un altro che lo valuta tra i titoli, se non IL titolo, più sopravvalutato di sempre.
Chi ha ragione? Difficile a dirsi. FFVII (da adesso denominato così) è un titolo dalle molte sfaccettature che ha segnato un epoca, e alla sua uscita dovette confrontarsi con un altro grande Colossal, di nome Grandia, apparso su Sega Saturn.
Dopo oltre dieci anni come si presenta a noi la forse, più grande creatura di SquareSoft? Scopriamolo insieme attraverso un’attenta rivisitazione dell’opera.

Can you hear the cry of the planet?

Un cielo stellato che lascia presagire qualcosa d’invitante, cui si contrappone la misteriosa figura d’una ragazza che nel buio della notte attraversa i vicoli di una tetra città futuristica, è la prefazione di ciò che ci attende in FFVII. L’azione, inizialmente calma e maestosa, va a diventare confusionaria, adrenalinica, e sfocia nella prima azione di gioco vera e propria, dove un treno appena fermatosi fa da mezzo di trasporto a un gruppo di terroristi che attaccano uno stabilimento, ed è qui che compare il nostro protagonista. Dopo una prima e veloce azzuffata con delle guardie entriamo poi in contatto con il capo del gruppo. Lui è Barrett Wallace, “noi” siamo Cloud Strife, e l’avventura è appena iniziata.

Una società multinazionale, la Shinra Corporation, produce energia risucchiando la linfa vitale del nostro pianeta, il “Mako”; a combatterla c’è un gruppo di terroristi, gli Avalanche, che opera all’interno della maestosa Midgar, una città di notevoli dimensioni, costituita da quartieri malfamati, giganteschi reattori Mako e il grandissimo palazzo sede della Shinra; ricreando perfettamente la visione di un governo totalitaristico.
La prima parte del gioco ricalca un vero attentato terroristico attuato dal gruppo ribelle, in cui Cloud lavora come mercenario. A termine di questo ci ritroviamo a girovagare per le strade della città e poi riformarci col gruppo che ritorna alla sua base, dove il giocatore farà conoscenza di un altro importantissimo personaggio comprimario, Tifa Lockheart, che si unirà al gruppo per la missione successiva, da cui si entrerà veramente nel plot.
Qualcosa andrà storto e il destino di Cloud sarà per sempre segnato da un importante incontro che influenzerà le sorti dell’intera umanità; questa la breve introduzione di una delle storie più belle di sempre.

Chasing the Black-Caped Man.

Il primo dei componenti del gameplay di cui parlare è quello esplorativo. FFVII non rivoluziona in questo campo, e riprende meccaniche più che classiche. Il giocatore muove Cloud all’interno di scenari costituiti da percorsi per lo più stretti che spesso sfociano in biforcazioni e incroci con varie diramazioni indirizzate a forzieri o vicoli ciechi.

Un level design semplice insomma, che si affida più alla direzione artistica piuttosto della complessità nei percorsi, oppure nell’offrire spazi aperti in cui girovagare liberamente con tanto di enigmi.
Il giocatore, inoltre, può anche attivare dei segnali alle uscite, costituite da triangoli rossi che si materializzano ai passaggi per gli altri scenari. Una grande semplificazione sì, ma per alcune zone sono abbastanza utili.
Le interazioni, poi, sono poco variegate. Ci si limita ad usare strutture di arrampicata come scale o mura scalabili, o anche elementi dello scenario come interruttori.
A ciò aggiungiamo una presenza di enigmi molto esigua che riguarda il risolvere piccoli puzzle a tempo, oppure interagire in modo particolare con lo scenario (tipo un oggetto che può travolge il protagonista, ma evitabile se si va sotto una sua fessura).
A contrastare la classica esplorazione, però, la Squaresoft ha implementato ottimamente le sezioni Arcade, ottime per ricalcare azioni fondamentali durante la storia.

Crazy Motorcycle Chase.

Uno degli aspetti meglio riusciti del gioco, lasciatecelo dire. Sebbene siano presenti poche volte nel corso della storia, sono più frequenti nei minigiochi. Le Sezioni arcade di FFVII sono un ottimo intervallo tra le esplorazioni e gli assidui combattimenti.

Per meglio intendere, prendiamo una spericolata fuga che si compie nella fasi iniziali del gioco, a bordo di una motocicletta lungo una superstrada. Controlliamo il protagonista tramite i tasti direzionali, con i quali ci muoviamo verso i margini della strada, avanziamo e indietreggiamo ad altissima velocità. Da una parte dobbiamo preservare la nostra salute, abbattendo gli avversari che si avvicinano a suon di fendenti, la cui direzione è destinata a due tasti diversi del controller.
Dall’altra parte, c’è da difendere il mezzo che trasporta i nostri compagni di squadra, ognuno con il proprio status salute evidenziato.
Durante la fuga bisogna, quindi, difendersi muovendosi da una parte all’altra della strada, per poi arrivare alla fine contro il boss di fine livello.

Questo esempio dovrebbe far intendere le potenzialità di queste sessioni, poiché ne hanno davvero, e sono un ottimo diversivo per offrire qualcosa di fresco e originale, che ben spezza l’azione nelle assidue battaglie

 
 
Still More Fighting.

Sì, proprio battaglie abbiamo detto! FFVII prevede un sistema di battaglie classico impreziosito con trovate originali che vanno ben presentate.
Innanzitutto, gli scontri avvengono in maniera casuale. Cioè, camminando liberamente per gli scenari dove gli scontri sono possibili, questi avvengono dopo un certo numero di passi variabile. Quando è il momento, la schermata cambia e ci ritroviamo nella modalità battaglia che prevede un BS classico a turni, dove vige L’ATB.

In poche parole, i tre membri del party che controlliamo sono provvisti ognuno di una propria barra gialla nella parte inferiore dell’interfaccia che, riempiendosi nel tempo, determina il turno per deciderne le azioni. Il sistema, presente dai tempi di Final Fantasy IV su SNES, rende le battaglie meno statiche di altri esponenti del genere, pur senza innovare la serie. La barra ATB è posta in basso a destra, e una volta riempita attiva la finestra comandi del personaggio specifico. Si spazia da un normale attacco, utilizzo di oggetti o lancio di magie, ad abilità speciali come rubare, attacco di tutti i nemici simultaneamente, analizzare gli status ed evocare creature.

Da tenere sott’occhio c’è anche la Limit Bar. Posta vicino l’ATB, si riempie con i danni ricevuti e permette di utilizzare le Limit breaks, attacchi speciali che contraddistinguono i protagonisti. Queste tecniche hanno la precedenza rispetto a tutti gli altri comandi, e sono suddivise in quattro livelli (o anche meno), che nella maggior parte dei casi servono ad arrecare danni altissimi.

Da un'altra parte, possono spaziare in magie curative o di supporto. Il loro apprendimento, inoltre, varia. Si raggiunge un nuovo livello di Limit abbattendo più nemici con quel personaggio, oppure utilizzando più volte l’abilità precedente. Gli attacchi speciali risultano vitali in molti scontri, ma erano già presenti in Final Fantasy 6 (seppure in modo molto diverso), mentre risulta predominante il particolare Materia System

La “Materia”.

Nel mondo di FFVII, il dono della magia è conferito dall’utilizzo di particolari oggetti, dalla forma orbitale, detti “Materia”. In poche parole, i nostri protagonisti, per usare magie e abilità particolari devono essere equipaggiati con questi artefatti che, però, depotenziano i personaggi, sottraendo piccole percentuali di HP o punti di altri parametri (sovraccaricarli di materia non è mai consigliabile agli inizi).
Le armi e oggetti di difesa che facciamo indossare sono munite di cavità in cui si possono incastonare queste sfere magiche. La prima arma di Cloud, ad esempio, permette di equipaggiare due elementi di materia (all’inizio è disponibile quella elettrica che permette di lanciare fulmini). Andando avanti si acquisiscono magie curative e di tutti gli elementi come terra, fuoco, acqua e vento; passando per quelle di supporto come gli scudi contro attacchi fisici e magici. Però, il vero passo avanti è dato dalla possibilità di poter unire i diversi tipi di materia tra loro creando delle combinazioni.

FFVII è stato il primo ad offrire la possibilità di combinare abilità tra loro
. Un valido esempio è l’unione tra la materia “All” e un'altra di cura o di elemento fuoco (le due sfere dell’arma o dell’oggetto di difesa devono essere “legate” tra loro). In questo modo si può decidere se curare l’intero party o un singolo individuo, così come colpire l’intero gruppo di nemici o un singolo. Di esempi ce ne sono moltissimi, e dimostra la versatilità di questo sistema. Inoltre, le varie Materia si potenziano acquisendo punti abilità quando queste sono equipaggiate. Aumentando di livello (il cui massimo varia da una all’altra), la Materia sblocca nuove magie in essa contenute, oppure aumenta l’efficacia di supporto, aumento degli HP o il numero di volte, in valore proporzionale al suo livello, cui usarla nel caso della All o di una Summon.
In tutto distinguiamo cinque tipi di materia: Indipendent Materia (di colore viola, accresce i parametri del personaggio), Support Materia (di colore blu, contengono magie di supporto per aumentare difese. Ottime se associale ad All), Command Materia (di colore giallo, comprende comandi speciali come rubare e attacchi particolari) Magic Materia (di colore verde, serve a lanciare magie di differente elemento, meglio con All), Summon Materia (di colore rosso, serve a evocare mostri magici).

Fantasy graphic.

Un altro dei punti di forza di Final Fantasy VII è certamente il comparto grafico. Il gioco miscelava scenari in 2D con molti elementi in 3D in modo parsimonioso e ancora oggi molti suoi scenari rimangono tra i più ispirati di sempre.
La caratterizzazione degli ambienti è molto curata, e si va dai vicoli oscuri e sporchi di una Midgar all’insegna del totalitarismo e del degrado, finendo per vasti paesaggi naturali e zone incantate del mondo esterno.
Gli edifici, in particolare in Midgar, mostrano una ricchezza di dettagli maniacale. Stanze vuote, quasi, non esistono, poiché, ogni pavimento o muro è arricchito con un qualche ornamento di mobilio o amenità varie. Per il resto, siamo di fronte ad un vero capolavoro di scenario design per l’epoca.
A tali delizie 2D si vanno a contrapporre tanti elementi tridimensionali come modelli di personaggi giocanti e mostri nemici, caratterizzati in modo particolare.

Tutti i personaggi su schermo hanno la peculiarità di essere rappresentati in stile super deformed. Cioè, invece di avere fattezze reali o adulte i nostri protagonisti, e tutti i personaggi del mondo di gioco, ci sono presentati pupazzetti dalle animazioni povere. Di fronte a ciò molti potrebbero storcere il naso, ma la situazione si capovolta nella modalità battaglia. Infatti, il nostro Cloud, che aveva i connotati di un piccolo omino dalla testa grossa e il busto piccolo –per non parlare degli arti con mani dalla forma squadrata-, è presentato con una corporatura reale che lo rende adulto.
Una scelta di design che punta a caratterizzare il gioco, certo, ma che non a tutti può piacere.
Sta di fatto che nella modalità battaglia i vari personaggi hanno modelli poligonali dall'aspetto realistico e ben animati per i tempi, con una buona cura per i particolari come elementi facciali, vestiti con piegature e tante armi diverse.

 Inoltre, i grafici si sono totalmente sbizzarriti nella creazione dei nemici poiché, cosa abbastanza curiosa, il “mostruario” di Final Fantasy VII comprende tra le varietà di avversari più disparate. Si va dai piccoli bot di sorveglianza a grandi stravaganze come batterie giganti, piccoli mezzi da guerra, e persino case infestate, brr…
Alcune volte ci si chiede cosa li abbia ispirati per simili “mostruosità” (e qui il doppio senso ci sta tutto con relative allusioni!), siccome in quasi nessun altro JRPG s’è mai visto una simile rappresentazione.
Rimanendo in toni seri, sono sempre presenti anche nemici classici della serie come soldati, enormi draghi, goblin, i tomberry, ecc

Menzioniamo anche i tanti boss che spaziano dal cast degli antagonisti ad altri caratteristici di alcune zone a volte monumentali e duri da sconfiggere, come il Demon Wall, un vero demone incastrato a un muro che difficilmente si dimentica.

Passando per il comparto tecnico c’è sempre qualcosa da dire. Innanzitutto, la gestione del carico poligonale è eccellente, senza mai riscontrare rallentamenti (all’epoca non era poco, seppur misero se visto adesso), specialmente nelle sezioni arcade. Inoltre, spiccano pure gli effetti riuscitissimi di molte magie. Le animazioni dei sortilegi di elemento fuoco e tuono, passando per i grandi attacchi elementali delle evocazioni o di magie speciali come Ultima, erano di prim’ordine.
Per quanto riguarda gli scenari, raramente viene mostrato qualche effetto speciale, che si dimostra di contorno a qualche sequenza particolarmente risaltata, perlopiù, dalle sequenze in computer grafica.

Fu proprio con i suoi famosi Full Motion Video che la squaresoft  fornì prova di grande maestria, e da Final Fantasy VII in poi divennero una sua specialità. Per gli standard odierni potranno sembrare molto semplici, ma all’epoca erano stupendi. La realizzazione dei personaggi, così come tutti gli effetti speciali, era una gioia per gli occhi, con tanto di parlato espresso con sottotitoli e movimento labiale. Questi filmati ricalcano i momenti più salienti del gioco, che per dare il meglio necessitavano di qualcosa di spettacolare, e così fu. Tutto sommato, la sezione grafica di Final Fantasy VII è promossa con ottimo voto. Gli scenari pre-rendered ancora oggi belli da vedere, gli sprite dei personaggi 3d con il binomio super deformed e reale, i tantissimi modelli dei nemici (con il loro sfociare nel bizzarro) e i filmati FMV confermano tutto e lo fanno classificare come il primo esempio di Cinematic JRPG.


Long hail to Master Uematsu!
 Come di consuetudine, la direzione musicale dell’opera fu affidata al maestro Nobuo Uematsu, autore di colonne sonore indimenticabili come Final Fantasy IV e VI. Il suo marchio è garanzia ancora oggi, e il lavoro svolto su FFVII ne è una prova senza riserve.

Ad aprire la scena troviamo lo storico prelude della serie, lievemente ritoccato dal maestro, dalla parte centrale in poi, con degli archi, strumenti sempre apprezzabili. Sebbene questo sia “solo” un bel rifacimento, il bello arriva sin dall’inizio. Tutta l’azione iniziale, compreso filmato d’apertura, è sottintesa dall’opening theme, “Bombing Mission”, che va a contrapporre al senso di mistero iniziale un ritmo totalmente serrato, che ben avvolge le azioni successive (l’attacco terroristico al reattore) per poi funzionare da boss battle theme, invece rappresentato da Still More Fighting,incalzante pezzo caratterizzato da un grande ritmo ricreato tramite forti chitarrate e uso di strumenti percussionisti  (credeteci, è uno dei battle theme più belli mai composti). Vanno anche citate le altre battle themes: Fighting, il brano dei combattimenti casuali (che va ad ingranare sempre più, divenendo ottimo); J-E-N-O-V-A, che riprende una serie di scontri molto significativi nella storia; la splendida One Winged Angel, l’indimenticabile last battle theme, che vanta anche un coro (l’unica parte del gioco dove è udibile voice acting), che ricalca l’antagonista principale in modo affascinante.

In seguito, vanno nominate tante altre tracce caratteristiche dei luoghi più importanti come Anxious Heart, che fa sentire l’aria di degrado e di criminalità che si respira nei vicoli di midgar. Poi c’è Flowers Blooming In The Church, che nelle sue note fa sentire un “non so che di “tenerezza o meglio “speranza in un futuro più felice”, anche perché i fiori riecheggiano un senso di pace e tranquillità in mezzo alla putrefazione dei luoghi ormai consumati dalla mano dell’uomo. Oppressed People e Underneath the Rotting Pizza descrivono l’oppressione subita dalla gente della città e il degrado; Infiltrating Shinra Tower esprime il senso di mistero che contorna il grande palazzo presidenziale della corporazione nemica, nemico eccellentemente risaltato da The Shinra Corporation, un vero senso di totalitarismo che avvolge scene clue iniziali.
Di questo gruppo citiamo infine: Holding My Thoughts in My Heart, The Sadly Badlands e Valley of the Fallen Star, quest’ultima particolarmente riuscita.

Riguardo la caratterizzazione dei personaggi, il maestro Uematsu compone brani ispirati come il tema di Tifa, Red XIII, Barret e quello di Cid (sicuramente il più bello). Oltre ai protagonisti ci sono altri pezzi come Who are You, Electric The chocobo, The Flow of Life, Rufus Welcoming Ceremony ecc.

A contornare il tutto troviamo il Main Theme of Final Fantasy VII, fiore all’occhiello della colonna sonora che si presenta come un brano dalle tinte classiche e piene di atmosfera. Questo si ascolta durante l’esplorazione della world map.

Ma gli effetti sonori?

Sono di bassa qualità, purtroppo. Accanto all’ottima direzione musicale si trova la realizzazione di effetti sonori altalenante. Sembra proprio di essere rimasti all’era 16 Bit dei precedenti episodi e, sinceramente, si poteva fare molto di meglio. A parte rari casi come nei filmati d’intermezzo, il resto degli effetti non spicca e ciò mina un comparto che poteva rivelarsi soddisfacente.

Oltre ciò, il gioco è esente da doppiaggio
. Inizialmente s’era pensato ad implementare il voice acting, ma la decisione fu accantonata per limitazioni nella registrazione audio, anche se uno dei brani del gioco, One winged Angel presenta un coro sintetizzato divenuto molto popolare negli anni a venire.

On That Day Five Years Ago…

La trama di FFVII è una delle più belle di sempre, ma perché? Per I temi? I personaggi? Le vicende che si affrontano? Un po’ di tutto!
Final Fantasy VII narra una storia dalle tante sfaccettature, dove i temi ambientalistici vanno a scontrarsi con il totalitarismo, dove la ricerca di sé stessi va a legarsi con i sentimenti nei confronti del genitore, ecc.

 Ecco una bella foto di gruppo dei nostri eroi!


Il protagonista della nostra storia è Cloud Strife, mercenario 21enne (caso molto particolare, vista l’attinenza a proporre protagonisti adolescenti) freddo e distaccato da tutti, che lotta per il proprio interesse e non tanto per la causa degli Avalanche. Il personaggio non si ferma qui, ma si va creando una particolare evoluzione che lo porterà a riprendere i frammenti della sua memoria perduta e a combattere i fantasmi del suo passato. Insieme a lui troviamo altri personaggi molto riusciti, come Barret Wallace, duro leader del gruppo ribelle, che lotta per la salvaguardia del proprio pianeta e il suo bene più caro, la figlioletta Marlene. Di seguito c’è Tifa Lockheart, amica d’infanzia di Cloud che lo spinge a lottare nella loro causa e che lo aiuterà a riscoprire se stesso. Poi c’è Aerith Gainsborough, cittadina midgariana che incontra Cloud per caso, condizionando il suo futuro e di tutti gli altri. In seguito s’incontrerà Red XIII, creatura dalle fattezze feline dotata di grande intelligenza e possibilità nel parlare. Infine figura Cid Highwind, (nome di tradizione della serie) personaggio geniale e burbero che in passato rinunciò al suo sogno per salvare un'altra vita, diventando poi un solido anello della catena del nostro gruppo.
La storia ruota intorno a tutti i personaggi protagonisti, ai quali si vanno ad aggiungerne altri tre, di cui due opzionali che contano su una buona caratterizzazione e uno di “contorno” che facciamo a meno di svelare. Ognuno ha il suo attimo di gloria, e ricopre un ruolo fondamentale nel progredire della storia che mostra moltissimi colpi di scena a volte imprevedibili e significativi.

Contro i nostri beniamini vanno a scontrarsi una serie di avversari molto caratteristici, tra cui spazia l’intera Shinra Corporation, multinazionale che ha le mani su tutto ed è arrivata a governare l’intero pianeta, con sede centrale a Midgar City. La corporazione è composta da tanti individui, che mostrano legami con tutti i personaggi principali, a partire dal presidente Shinra, per finire poi ai suoi dipendenti più stretti tra cui spaziano i Turks, il Dottor Hojo, ecc.
Ogni figura non è buttata a caso, ma ha una propria funzione all’interno della trama, un plot che trova la sua massima espressione nella grande figura che, da una certa parte del gioco in poi, diventerà il fulcro del lungo viaggio che il gruppo effettuerà fuori da Midgar City, un viaggio degno di un’odissea attraverso ogni tipo di landa e città diverse: Sephiroth.

La Figura di Sephiroth è tra le più affascinanti e carismatiche della storia video ludica, non solo per il grande mistero che lo avvolge, o l’essere legato a moltissimi personaggi e all’intera Shinra Co., ma anche per la sua particolare caratterizzazione che si discosta molto dai tanti antagonisti infatuati da poteri con fini assolutistici o di distruzione.

La storia, comunque, non è del tutto perfetta, ma dimostra qualche leggerezza o cliché di rado. Con un inizio che trasuda di grande maestria, grazie ad un’atmosfera di totalitarismo perfettamente ricreata, il tutto va a generalizzarsi nel solito “lungo viaggio verso la salvezza del mondo”, dove qualche passaggio risulta un po’ forzato oppure mal congegnato.
A parte ciò, il prodotto finale è consistente e vanta un gran numero di temi e vicende affrontate, capaci di far sognare miriadi di giocatori, anche se la maggior parte dei dialoghi non dimostra una grande eloquenza finendo per sembrare “adolescenziali” e troppo semplici.
Tutto culmina con il bellissimo finale che lascia al giocatore una sua interpretazione, soprattutto dopo i titoli di coda…  

Una lunga longevità

FFVII vanta una durata nella media, che supera abbondantemente le trenta - quaranta ore di gioco. Oltre al proseguimento della storia principale ci si può dedicare a miriadi di extra che spaziano dal raccoglimento di tutti gli enemy attack all’allevamento dei famosi pennuti della serie: i chocobo. Questi, nel settimo capitolo, vantano un trattamento speciale. Infatti, si catturano equipaggiando una particolare materia che permette di incontrarli in zone speciali della World Map, e una volta catturati si possono far gareggiare nelle piste del Gold Saucer (un minigioco sì curioso, ma di qualità altalenante), farli aumentare di livello e accoppiarli per avere nuovi chocobo di livello diverso, fino ad arrivare ai bramati chocobo d’oro che permettono di attraversare ogni tipo di zona per acquisire oggetti rarissimi.
Andando avanti, si ha accesso a molti minigiochi che contano su sequenze arcade che riprendono sia quelle affrontate durante la trama e sia altre inedite, cosicché si possano sbloccare oggetti segreti e armi definitive.

Inoltre, la difficoltà generale non si dimostra molto alta per i più avvezzi al genere, mentre ai neofiti diversi passaggi possono essere difficili da superare (alcuni boss di fine livello sanno essere difficili) e la ripetitività generale è nei canoni del genere. Purtroppo, la struttura di gioco prevede scontri casuali, cosa che si poteva anche evitare poiché era già assente in produzioni precedenti come Chrono Trigger.
Mettendo da parte i canonici difetti in cui il titolo ricade, possiamo affermare che FFVII sia longevo al punto giusto e apprezzabile senza molti problemi.

L’eredità di Final Fantasy VII

Sono passati dodici anni, ma FFVII sembra non passare mai di moda. Da quel Gennaio 1997 molta acqua è passata sotto i ponti, ma la mania nei confronti di questo titolo non sembra mai scemare, essendo visto da molti come il migliore di sempre tra i videogiochi e JRPG in generale.
Ma tutto ciò è giustificato? Cosa ha creato quest’alone di leggendarietà attorno alla creatura di SquareSoft?

Innanzitutto, dobbiamo analizzarne le origini. Il gioco doveva uscire inizialmente su Nintendo 64, ma la Squaresoft decise di cambiare bandiera poiché la Nintendo intendeva continuare nell’uso di cartucce per i propri giochi, cosa che Squaresoft non approvò, visto che il gioco avrebbe richiesto una memoria assai maggiore per contenere tutti i dati di gioco. Infatti, solo il CD-ROM era capace di questo e il gioco fu ufficializzato per Sony Playstation il 12 gennaio 1996.
Prima dell’uscita la campagna pubblicitaria fu ottimamente organizzata, soprattutto in America, dove vari spot pubblicitari sulle importanti reti televisive e annunci su differenti magazine in voga ne accrebbero l’hype sempre di più.
Il risultato fu dei migliori, con oltre due milioni di copie vendute nei primi tre giorni dell’uscita giapponese. In America, vendette 500 mila copie nella prima settimana, e circa un milione in tutto il mese, arrivando a far enunciare che Sony aveva ridefinito il genere RPG.  Fino ad oggi il gioco ha venduto quasi dieci milioni di copie, ed è divenuto il Final Fantasy più venduto di sempre e secondo titolo Playstation dopo Gran Turismo.

In Europa, FFVII segnò un’epoca, poiché fu il primo JRPG ad avere una commercializzazione molto ampia, facendo conoscere un genere quasi sconosciuto nel nostro continente. Intorno ad esso nacque una sorta di culto che ne tesseva lodi per trama e personaggi, passando a tutti gli altri aspetti. Quindi, una delle possibili cause di tutto il successo può essere il senso di novità che portava con sé.

Altro fattore che lo contraddistingue nella sua sopravvalutazione è certamente il grande marketing che gira attorno al suo nome. Parlare della “saga” di Final Fantasy 7 è diventato un luogo comune da associare alla miriade di giochi e prodotti che la Square produce e che riguardano il suo mondo di gioco. Basti pensare al famoso film in CG, Final Fantasy VII: Advent Children, che risulta un seguito della storia generale, che però pecca nella storia abozzata e la regia altalenante facendosi definire una sorta di “commercialata” arricchita da combattimenti che violano leggi della fisica e moltissimi Easter Eggs. A parte il film, troviamo produzioni anime come Last Order, che narra degli eventi cinque anni prima dell’inizio del gioco, ripresi poi dal titolo PSP “Crisis Core” che modifica l’intreccio originale.

Il giudizio definitivo.

Arriviamo ora alla conclusione della recensione, (per la felicità di tutti colori che han avuto la pazienza di leggere fin qui magari ndr) e senza mezzi termini lo diciamo chiaro: Final Fantasy VII è un capolavoro nel suo genere. Sicuramente non è il migliore videogioco della storia, neppure il migliore tra gli JRPG poiché, ricordiamolo, di difetti non ne è esente, e si può anche considerare tra i titoli più sopravvalutati della storia, ma non per questo da sminuire come spesso fanno i critici più accaniti e fanatici.

In alternativa a Final Fantasy VII
Xenogears Xenogears

Altro glorioso titolo di Squaresoft, caratterizzato da una storia immensa e affascinante, una colonna sonora da oscar e una travagliata produzione...
Il commento dell'autore su Final Fantasy VII
Avatar di Vincenzo
 
Vincenzo "Vinz" Petrassi
Ricordo la mia prima partita a Final Fantasy VII come se fosse ieri, in una serata tempestosa dopo averlo trovato al centro commerciale per puro caso. Ancora oggi ne conservo ricordi preziosi ed è sicuramente tra i titoli che più mi hanno appassionato (e son stato tra quelli che un tempo lo sopravvalutavano anche!) e che sempre consiglio e vanto tra conoscenti.

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Pregi del gioco

Stile grafico ispirato

Materia system

Trama e personaggi riusciti…
Difetti del gioco

…seppur con qualche riserva

Effetti sonori di bassa qualità

Pagella del gioco
Voto grafica
9.5
Ispirati i fondali e simpatico il binomio super deformed-adulto degli sprites.
Voto sonoro
8.5
Una delle migliori composizioni di Nobuo Uematsu, peccato per gli effetti sonori di scarsa qualità.
Voto giocabilit
9
Un impostazione piuttosto classica per quanto riguarda l'esplorazione, ma originale nella crescita dei personaggi, sezioni arcade e Limit Breaks nelle battaglie.
Voto longevit
9
Una durata nella media impreziosita da diverse sidequest, boss segreti e minigiochi.

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