Assassin's Creed III: Liberation

La Liberazione di Vita?
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 04 novembre 2012
Assassin's Creed III: Liberation Recensione

Questo Natale 2012 sarà fondamentale per il futuro di Vita. La console Sony sembra far fatica ad affermarsi, nonostante la quantità e qualità di materiale disponibile su di essa in questi primi otto mesi di vita (gioco di parole inevitabile). Qualcuno si ricorda i primi mesi del concorrente Nintendo? Insomma, in un mercato popolato da smartphone e giochi a 0.79cent, la difficoltà di una piattaforma dedicata al gaming di imporsi è prevedibile. In ogni caso, Sony sta facendo di tutto per spingere le vendite della sua portatile, e questo passaggio non può che coinvolgere anche le terze parti, le quali hanno risposto con un buon interesse. Il “trittico” delle meraviglie ad arrivare in questa fine anno 2012 su PS Vita inizia con il qui presente Assassin’s Creed III: Liberation, per poi continuare con Need for Speed: Most Wanted e Black Ops: Declassified. Tutte serie assolutamente di rilievo nel panorama videoludico, e solo su Vita si potranno giocare versioni paragonabili a quelle casalinghe, pur con una loro identità portatile.

Assassin’s Creed III: Liberation è uno spin-off del terzo episodio (qui recensito) della serie Ubisoft a base di Assassini e lame celate. Mentre Connor si preoccupa di portare avanti (e concludere?) la trama dal punto di vista di Desmond Miles, Liberation prende una strada leggermente diversa.


Aveline, donna ancor prima che Assassina

Se avete seguito le vicende del titolo sviluppato da Ubisoft Sofia, saprete benissimo che il, o meglio la, protagonista di questo nuovo episodio di Assassin’s Creed è una donna (di colore, peraltro) di nome Aveline de Grandprè. La trama di Liberation (tralasciando il collegamento con l’Animus, diventato a tutti gli effetti un prodotto commerciale, come se la stessa PS Vita fornisca l’accesso ai ricordi di Aveline) prende il via in una New Orleans del 1765, contesa tra francesi e spagnoli, nella quale la giovane ragazza (ancora bambina in realtà) perde, in circostanze misteriose, la madre. Aveline ha però la fortuna di crescere sotto la protezione di una ricca famiglia della città, sottraendosi a quella che altrimenti sarebbe stata una condizione di schiavitù, vista la sua origine afro-francese. Ovviamente, questo tema, compreso di tratta di schiavi e discriminazione razziale, costituirà la questione “morale” portante di tutto il gioco. Quello che però sorprende, in Liberation, è la trascuratezza con cui le vicende di Aveline vengono trattate. Il gioco non spiega assolutamente come e perché la ragazza sia diventata una Assassina (con la A maiuscola, intendiamoci), se non in qualche documento Bio tutto da leggere, né riesce mai ad essere incisivo sul fronte motivazionale: perché Aveline vuole fare quello che fa? Qual è il suo scopo?

Insomma, a livello di narrazione, non ci siamo proprio, tanto che il giocatore faticherà a stabilire un qualche legame con la protagonista (o i personaggi secondari), limitandosi a rivivere in successione i suoi ricordi. Ezio Auditore è di tutt’altra pasta, tanto per capirci. Non che il titolo non ci provi, tra l’altro, e probabilmente sta qui il suo più grande difetto: in un capitolo portatile, è chiaro che la trama possa venire un po’ sacrificata in modo da rendere l’esperienza più rapida e fruibile, ma in Liberation spesso troveremo cut-scene e dialoghi (anche se non tanti come nelle versioni “grandi”) che rallentano il ritmo, ma risultano incapaci di interessare. E questo è un vero peccato perché la storia di Aveline aveva un gran potenziale da poter esprimere.

IFrame

Ma, dicevamo, Aveline è prima di tutto una donna, e in questo sta una delle introduzioni più interessanti di questo episodio portatile: la protagonista femminile vanterà (come qualsiasi donzella che si rispetti) un vasto guardaroba, con la possibilità di cambiarsi d’abito, travestendosi di volta in volta in tre forme, ognuna con le sue particolarità. Il vestito da Assassina è quello standard, e darà di fatto accesso a tutte le possibilità di Aveline: armi, abilità, possibilità di arrampicata, nulla viene intralciato, ma sarà difficile far perdere le proprie tracce e muoversi con discrezione. Il vestito da Schiava, pur non limitando molto le possibilità di combattimento della fanciulla, aiuta nella mimetizzazione: New Orleans è piena di operosi lavoratori (sfruttati) con cui mimetizzarsi e passare inosservati. Il vestito da Signora, invece, inibisce tutte (o quasi) le attività atletico/combattive di Aveline che, da buona dama qual è, otterrà vantaggi dall’uso di arti seduttive e, in generale, dalla presunzione di innocenza che consegue ad un adeguato e nobile vestiario. E’ però chiaro che, limitando brutalmente i movimenti, quest’ultimo sarà il travestimento che si andrà ad utilizzare con meno piacere. 

Le missioni di Liberation sono però, soprattutto all’inizio, fin troppo direzionate, e quindi si sarà spesso obbligati a scegliere il vestiario che la missione prevede, riducendo quindi la libertà di scelta del giocatore. Il sistema, in definitiva, ha dei pro e dei contro, ma il suo utilizzo spesso forzato rischia di infastidire i giocatori che vorrebbero semplicemente saltare sui tetti della città in abiti da Assassino. Rimanendo in ambito di missioni, c’è da dire che Liberation è comunque pieno zeppo di cose da fare, dato che oltre alla storia ci sono le solite svariate missioni secondarie da completare (alcune delle quali sbloccabili solo con determinati vestiti), botteghe da comprare, commerci da espandere e così via. La varietà delle missioni è buona, con un giusto misto di platform, stealth ed azione, anche se capita spesso di non capire bene cosa venga richiesto, con obiettivi molto striminiziti e confusi che non aiutano ad intendere il da farsi, dovendo quindi procedere a volte per tentativi.


Donna, comunque letale

PlayStation Vita è stata realizzata proprio con lo scopo di poter trasportare esperienze da console da salotto in ambiente portatile, e grande ruolo in ciò gioca la disposizione (e disponibilità) di pulsanti frontali e levette analogiche. In Liberation, se avete già giocato anche un solo capitolo della serie Ubisoft, vi troverete subito a casa, con un sistema di controllo davvero ben integrato nelle possibilità di Vita. Certo, qualcosa è stato ripensato, ma veramente si ha sempre la sensazione di stare giocando ad un Assassin’s Creed qualsiasi, e questo è un grandissimo pregio. Ubisoft Sofia, però, ha voluto un tantino strafare. Infatti, affianco alla solita disposizione di tasti, gli sviluppatori hanno provato in tutti i modi ad usare tutte le possibilità offerte dalla console, e non solo quelle che più si adattano al tipo di gioco che è Assassin’s Creed. Troviamo quindi indovinelli da risolvere col giroscopio, lettere da aprire usando due dita fatte scorrere davanti e dietro alla console, mappe illuminabili solo ponendo la console davanti ad una forte fonte di luce, e così via. Il risultato è il più delle volte inutilmente forzato, richiamando quel tipo di esperimenti che di solito si fanno al lancio della console, col fine di mostrarne tutte le possibilità (in modo non dissimile da quanto fatto da Uncharted: L’Abisso d’Oro, ma con tutt’altro impatto sul gameplay).

Una nuova possibilità nell'armamentario dell'Assassina Aveline merita un po’ più di approfondimento. Andando avanti nel gioco si sbloccherà la possibilità di compiere le cosidette uccisioni concatenate: in pratica, durante un combattimento (e a patto di indossare la cappa degli Assassini), basterà premere la freccetta destra per fermare il tempo, e toccare su schermo i nemici da fare fuori in un colpo. Anche questo è un espediente che non aggiunge molto (eccetto la spettacolarità delle eliminazioni), e anzi spesso rende ancora più facile il già non troppo punitivo sistema di combattimento visto in tutta la serie. Combattimenti resi ancora più semplici da una IA non sempre all'altezza, con una ingenuità di comportamenti che si trasmette anche agli altri personaggi non giocanti. Ma, tolte queste superflue aggiunte, Liberation si lascia giocare che è un piacere, riprendendo anche diverse novità del terzo capitolo (come ad esempio la possibilità di arrampicarsi e saltare tra i rami di alberi vicini), riuscendo ad essere comunque moderno e gustoso.


Multiplayer: sì/no? Quasi

Anche Liberation vanta una sua modalità multiplayer, che però potrebbe deludere i fan più abituali della setta degli Assassini. Non si tratta infatti di un tipo di gameplay simile a quanto visto negli altri episodi della serie, ma in una sorta di “combattimento globale” tra la Abstergo e gli Assassini. Una volta avviata la modalità, infatti, si dovrà selezionare una delle due fazioni in eterna lotta e schierarsi per la sua supremazia. In un mappamondo tridimensionale, dovremo scegliere la nostra base operativa iniziale, nella quale avremo alcuni sottoposti da gestire, potendo scegliere se attaccare una base nemica o rimanere in difesa della propria. Gli scontri sono a livello di tutta la comunità globale di Liberation, in una sorta di conflitto perenne, che però ha una fine prestabilita (di giorni o settimane) per decretare la fazione vincitrice. La modalità risulta però un tantino confusa (se non siamo riusciti a darvi un’idea precisa con quanto scritto sopra è proprio perché anche noi abbiamo fatto fatica a capirla) ed il gioco non aiuta più di tanto a capire il da farsi. Più in generale, l’appeal di tale funzionalità è evidentemente ridotto, e probabilmente si poteva pensare a qualcosa di più interessante. Near invece viene sfruttato per scambiare, tra i vicini colleghi di console, oggetti segreti raccolti nel mondo di gioco nei panni di Aveline.

Aveline può sfruttare la flora per attaccare a sorpresa le guardie.


Anvil Next Portatile

Liberation porta su Vita il nuovo motore grafico sviluppato da Ubisoft, ovvero l’Anvil Next, utilizzato anche per il terzo episodio su console da salotto. Il risultato sullo schermo OLED tra le nostre mani è decisamente buono, pur con qualche comprensibile riserva. Il vasto mondo di gioco si divederà tra un’affollata New Orleans e una fitta palude (e non solo, ma non vogliamo spoilerarvi nulla), permettendo una discreta variabilità di ambienti. Nella città americana in pieno 18esimo secolo, troveremo un ambiente ricco di dettagli: tante persone per le strade, animali, negozi, nonché una architettura a tratti più complessa di quella vista nei precedenti episodi di Assassin’s Creed. La palude, invece, è dominata dalla flora, con Aveline capace di saltare con agilità tra i rami degli alberi, evitando le pozze d’acqua più grandi (e pericolosi alligatori). Il risultato è piacevole, soprattutto considerando la vastità delle mappe e il buon numero di oggetti su schermo, ma affianco ad alcuni alti (con buone texture, effetti di luce e modelli poligonali convincenti) si trovano anche bassi, come un frame rate non sempre stabile e qualche notevole effetto di pop-up. Le animazioni con cui si muove Aveline sono anche più convincenti dei vecchi capitoli, anche qui grazie al nuovo comparto tecnico messo su da Ubisoft. Il risultato quindi, pur non essendo straordinario, risulta comunque piacevole, soprattutto tenuto conto della già citata vastità degli ambienti, tutti racchiusi in quel piccolo mostro di potenza che è Vita.

Da rivedere invece il comparto sonoro: la vera e propria colonna sonora non è malvagia, ma risulta fin troppo ripetitiva, mentre i doppiaggi e gli effetti sonori convincono il giusto.


L’elisir di lunga Vita (?)

Assassin’s Creed III: Liberation è un buon esponente della serie: il lavoro svolto per trasportare sugli schermi portatili di Vita la varietà e vastità di ambienti visti in precedenza su console casalinghe è encomiabile, e la sensazione di stare giocando ad un vero e completo episodio della serie Ubisoft è tangibile e piacevole. Liberation però soffre di problemi non per forza dipendenti dalla “ristrettezza” propria di un ambiente portatile: il sistema di controllo funziona bene, e l’Anvil Next fa il suo bel lavoro, anche se con qualche comprensibile pecca.

Ciò che manca è una certa coerenza narrativa, una maggior caratterizzazione dei personaggi, mentre ciò che eccede è un superfluo ed imposto uso delle varie funzioni additive di Vita. Tutti elementi che denotano non tanto una fretta di sviluppo, ma una certa perdita di orientamento su cosa sia effettivamente utile per un episodio portatile. Ubisoft Sofia ha comunque fatto un buon lavoro, pur non disponendo certamente delle risorse messe in campo per lo sviluppo del terzo capitolo della saga. Se siete veri fan degli Assassini, non lasciatevelo scappare.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Ubisoft Sofia ha forse voluto strafare, realizzando un Assassin’s Creed assolutamente onorevole di essere considerato episodio della serie, ma sbagliando nettamente sul fronte della narrazione e con un eccesso di zelo nel voler usare (per forza) le varie funzioni di Vita. La console Sony ha il vantaggio di avere tanti e diversi sistemi di controllo, ma questo non vuol dire che mischiarli tutti assieme sia meglio. Nonostante tutto, Liberation si lascia giocare molto piacevolmente, risultando, quindi, un’occasione un tantino sprecata per fare di questo titolo uno dei must-have su Vita. C’è comunque potenziale per crescere da qui in avanti.

GRAFICA:8L’Anvil Next garantisce un ottimo numero di elementi su schermo, nonostante la vastità del mondo di gioco, ma qualche problema di frame rate ne limita il piacere all’occhio
SONORO:7La colonna sonora è buona, ma diventa presto ripetitiva. Doppiaggi ed effetti sonori sufficenti.
GIOCABILITà:7.5Pare di giocare un episodio principale, con gran parte delle novità del terzo capitolo. Qualche problema di IA ed eccessivo ricorso alle funzioni accessorie di Vita.
LONGEVITà:8Siamo più o meno sui livelli degli altri episodi della serie, ma la modalità multiplayer risulta confusa e non molto interessante. Si poteva fare di più.
VOTO FINALE7.5
PRO:-Un Assassin’s Creed portatile al livello di console da salotto
-Mondo vasto e tante cose da fare
-Novità riprese dal terzo episodio
CONTRO:-Qualche problema di frame rate
-Trama confusa
-Inutili e forzate funzioni addizionali di Vita
Assassin's Creed III ( PS3 )Ovviamente, l’episodio conclusivo (?) della serie va giocato se siete fan degli Assassini.
Uncharted: L'abisso d'OroAnche qui si ritrovano molte funzioni addizionali di Vita, ma a differenza che in Liberation, molte sono facoltative o ben implementate.
SCHEDAGIOCO
Cover Assassin's Creed III: Liberation

Assassin's Creed III: Liberation

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