Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls

Ultra Dead Space Girls
Scritto da Mail@ mattscannail 25 agosto 2015
Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls Recensione

Ambientato a metà tra la storia del primo Danganronpa su PS Vita e il sequel, Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls non è la visual novel che mi sarei aspettato dopo aver ricevuto il codice per recensione dai ragazzi di NIS America; si tratta invece di uno spin-off parecchio riuscito e fantasioso della splendida VN per la portatile Sony, in grado di mescolare elementi da romanzo interattivo come lunghi dialoghi e una trama profonda a un gameplay più simile a giochi come Resident Evil 4 o Dead Space, con tanto di componente horror inclusa.

Una vera sopresa nipponica quindi, per la storia di Komaru Naegi, una ragazza giapponese il cui cognome non risulterà certo nuovo a chi avesse assistito alla “Tragedy”, l'evento di portata mondiale che coinvolse la popolazione della Terra in Danganronpa Trigger Happy Havoc. Komaru è una normalissima liceale all'apparenza: si alza da letto tardi con il suo pigiamino colorato, si infila la divisa del liceo con tanto di cravatta e minigonna, fa colazione, si affaccia alla finestra e... Si trova davanti delle sbarre di metallo. Nel prologo di Ultra Despair Girls infatti, la nostra protagonista è una prigioniera, tenuta chiusa nello stesso appartamento da più di un anno, senza alcuna notizia della propria famiglia o di cosa succede all'esterno. In questa situazione, alla quale Komaru, dopo le resistenze iniziali, si sta un po' assuefacendo, grazie anche ai manicaretti che i suoi secondini le passano misteriosamente dalla porta, un giorno qualcosa penetra a colpi di unghiate nella sua abitazione: un orso bianco e nero dalle intenzioni poco amichevoli. I Monokuma del primo Danganronpa infatti (orsi robotizzati e armati fino ai denti) si stanno scatenando per la città, uccidendo apparentemente chiunque senza distinzioni. Apparentemente, dicevo. 


​Alla faccia della sindrome di Peter Pan

Cinque bambinetti, usciti dalla scuola elementare affiliata alla Hope's Peak Academy (*wink wink*), stanno infatti controllando questo esercito indomabile per cancellare dall'esistenza tutti gli adulti di Towa City, una delle poche città rimaste in piedi dopo gli eventi di Trigger Happy Havoc. La loro missione è quella di creare un paradiso per soli bambini, uccidendo tutti gli adulti, a partire dai propri genitori.

Danganronpa Another Episode non scherza: l'omicidio, il sangue e i drammi sono dietro ogni angolo, mascherati magari da una direzione artistica che tinge di viola il sangue e di colori accesi i corpi delle vittime. Komaru, di poco “catalogabile” tra i troppo cresciutelli, si troverà suo malgrado coinvolta nelle vicende di Ultra Despair Girls, cercando di scappare dall'isola di Towa e scoprire cosa sia quello strano braccialetto che porta al braccio. Qui Spike Chunsoft si cita praticamente da sola (Zero Escape), ve lo dico già.Ad aiutarla, due elementi fondamentali: un megafono spara raggi multicolore e una strana ragazza che dice di chiamarsi Toko Fukawa, dalla doppia personalità e facente parte di un'organizzazione segreta chiamata Future Foundation.

La storia di Danganronpa Another Episode: Ultra Despair è intrigante e intensa, ricca di momenti drammatici e di altri più leggeri, in classico stile nipponico. Mi ha davvero sorpreso la crudeltà di alcune sequenze, non certo per tutti. L'esperienza del team di sviluppo nelle visual novels poi si fa vedere chiaramente, donando a quello che è, a conti fatti, una sorta di TPS, una trama molto complessa e lunghi dialoghi. Forse troppo; specialmente nei primi due capitoli il gioco tende a lasciarci molto tempo tra una breve sessione di gameplay e un'altra, annoiando forse i più “adrenalinici” di voi. Personalmente ho molto apprezzato questo mix.


Peggio di un capo ultrà 

Ultra Despair Girls infatti è – alla radice – uno sparatutto, nel quale Komaru sfrutta i poteri di diverso tipo (potenziabili) del suo megafono/pistola per mettere fuori uso tutta una serie di Monokuma e altri robottoni, inclusa una manciata di boss. L'arma impropria della ragazza si completa di nuove abilità col tempo, riuscendo ad aggiungere variazioni alla formula fino al termine del gioco, o quasi. Questi Blight Bullets poi saranno i protagonisti di frequenti sezioni puzzle, nelle quali sarete chiamati a risolvere piccole stanze ricche di nemici combinando elementi dell'ambiente e skill acquisite nel tempo per liberarsi di tutti i Monokuma in un colpo solo. Non mancheranno anche intelligenti indovinelli basati sull'ambiente.

Normalmente, tuttavia, la produzione Spike Chunsoft si risolverà in livelli parecchio lineari nei quali sbarazzarsi di tutti gli orsi cattivoni, aiutati anche dai poteri di Toko, in grado di trasformarsi in un “demone” armato di forbici e imbattibile nel corpo a corpo, trovare alcuni collectibles e proseguire nella storia a furia di dialoghi. Peccato che non ci sia nessun sistema di scelte classico delle VN, poteva essere un'occasione notevole per fare qualcosa di molto diverso.


E decidetevi!

Non che Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls risulti banale anche nei comparti tecnici. La musica è davvero strana, con brani cantati nelle primissime ore e melodie più dark mano a mano che ci si immerge nel “casino”. Senza contare poi l'art style: sebbene la grafica “normale” di gioco sia un bel 3D con ottimi modelli dei personaggi e textures degli ambienti dalla qualità ondivaga, nelle cut-scenes gli sviluppatori si sono scatenati. Io ho contato scene realizzate con: il motore grafico del gioco, computer grafica, animazione classica e un altro mix di CG e animazione 3D, dallo stile totalmente differente dalle precedenti. Ed il bello è che si presentano spesso in rapida successione tra di loro! In momenti molto concitati vi potrebbe capitare di passare da uno stile grafico ad un altro nel giro di pochi secondi per più volte, in maniera sì visivamente soddisfacente ma anche confusionaria, vi devo confessare.

Ultra Despair Girls mi ha davvero conquistato, ad ogni modo. Tutto mi aspettavo tranne che di giocare una versione di Dead Space in minigonna con elementi da romanzo interattivo, basata su orsi killer comandati da bambini demoniaci. Vi consiglio di dargli una chance, soprattutto per gli amanti della cultura giapponese, grazie anche ad un ottimo doppiaggio e una solida sceneggiatura. Seppur un po' pazza, lo ammetto.

COMMENTO
Mail@ mattscanna

Non mi aspettavo di vedere tante morti, temi così pesanti e una visuale alla Resident Evil 4. Ultra Despair Girls è da provare assolutamente, se non fosse per certi momenti in cui cerca di confonderti passando da 3D a 2D a CG manco fosse una trottola.

GRAFICA:9La realizzazione 3D è più che adeguata e le tante anime stilistiche vincono.
SONORO:9Ottimo doppiaggio, davvero.
GIOCABILITà:7.5Come TPS non vale molto, ma tutto considerato, è una formula che funziona.
LONGEVITà:8La storia è appassionante e lunga il giusto.
VOTO FINALE9
PRO:- Visual Novel incontra l'azione
- Doppiaggio inglese di livello altissimo
- Crudele e adulto sotto una patina infantile
CONTRO:- Magari troppo lineare?
Danganronpa: Trigger Happy Havoc ( PS Vita )Si ambienta tra questo e il seguito.
Zero Escape: Virtue's Last Reward ( PS Vita )Lo stile ricorda l'altra grande serie Spike Chunsoft.
SCHEDAGIOCO
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