Escape Plan

Lil e Laarg protagonisti di uno dei migliori titoli del lancio di PS Vita
Scritto da Mail@ BlackDukeITAil 29 febbraio 2012
Escape Plan Recensione

Un famoso ritmo di musica classica suona in sottofondo. Ambienti semplici, in sfumature di bianco e nero, vedono un piccolo personaggio camminare, piano piano, verso una porta. La porta che conduce alla salvezza, probabilmente. All’improvviso, ad un passo dalla libertà, BAM. L’omino è stato schiacciato da una pressa, e il sangue (sempre nero ovviamente) colora con spruzzi le pareti. Così si potrebbe descrivere, in poche parole, una delle tante scene di questo interessantissimo Escape Plan. Il titolo Fun Bits Interactive ha uno stile, sia grafico che di gameplay, che non può passare assolutamente inosservato e, ve lo diciamo subito, è già da ora una piccola perla da avere assolutamente.


Piacere di conoscervi, Lil e Laarg 

I due protagonisti di Escape Plan sono due silenziosi omini dalla faccia bianca e il corpo scuro, di nome Lil e Laarg. Come in ogni coppia che si rispetti, Lil è lo smilzo agile e “versatile”, mentre Laarg è la sua paffutella spalla “fisica”. Non saranno sempre assieme però: spesso i livelli che il giocatore sarà chiamato a superare vedranno protagonista solo uno dei due, ma lo scopo rimane sempre lo stesso: la lotta per la libertà. La trama in Escape Plan è assolutamente poco influente, né tantomeno invasiva, venendo raccontata tramite brevi sequenze disegnate: i due sono stati rinchiusi in prigionia da Bakuki, Signore del Male, nella sua Fabbrica di Fluido. Quello messo in scena da Escape Plan è, manco a dirlo, un enorme e lunghissimo piano di fuga. Ovviamente la missione non è semplice, dato che la Fabbrica di Bakuki è piena, ricolma di ogni tipo immaginabile di trappole, enigmi, ostacoli, servitori leali al Signore del Male e… pecore, tante pecore. Compito del giocatore è quello di portare sani e salvi i due, e per farlo non avrà altro strumento che… le sue dita.


Tutta questione di abilità…manuale 

Escape Plan non sfrutta quasi per niente i controlli classici gentilmente offerti da PlayStation Vita: a parte per la gestione della telecamera (zoom e posizione, stiamo comunque parlando di un titolo bidimensionale) affidata ai due analogici, infatti, il gioco è unicamente controllato tramite touch e tilt. Con il touchscreen anteriore si controllano i movimenti di Lil e Laarg, dando il “via” (ed eventualmente lo stop) al movimento in una delle due direzioni; ma non solo, dato che si potrà andare ad interagire con una marea di oggetti, da piattaforme a leve, da particolari contenitori di gas a ventole e quant’altro. Con il touchpad posteriore si potrà invece interagire con il fondale, creare dei diversivi con cui distrarre i nemici, semplicemente “bussando” sui muri (Solid Snake, hai fatto storia), interagire con altri tipi di piattaforme ecc. Come se non bastasse, a volte sarà necessario “pinzare” il personaggio (in particolare Lil), cioè schiacciarlo tra touchscreen anteriore e touchpad posteriore, per sfruttare sue particolari abilità. Difatti, come abbiamo già detto, Lil è quello “versatile”: smilzo, sì, ma nonostante questo può gonfiarsi di gas e spiccare il volo (controllato tramite il giroscopio della console), accelerare velocemente con emissione di “gas”, oppure guadagnare temporaneamente uno scatto veloce bevendo qualche liquido misterioso (azzardiamo: caffè) che lo rende molto “brioso”. Laarg invece è lento ed impacciato, ma ha dalla sua la stazza fisica per sfondare porte e pavimenti, quando ciò si renda necessario. Assicuratevi che la caduta sia attutita, nel caso. Anche qualche pecora va bene.

IFrame


Prova, Muori, Riprova. Rimuori. :) 

Le possibilità offerte da Escape Plan sono tantissime, ma il tutto non viene spiegato più di tanto, così da obbligare il giocatore a provare e riprovare. “Chissà se faccio così”, “e se invece facessi prima questo?”. Ad ogni azione corrisponde una conseguenza, spesso drammatica per i due protagonisti, che verranno ammazzati in continuazione ed in una incredibile quantità (e qualità) di modi. Elettrificati, schiacciati, soffocati, punti, trafitti o tagliati a fettine. Non c’è pace per i due sventurati, e ad ogni morte corrisponde non solo il ritorno all’inizio del livello, ma la peggiore delle pene: la vergogna. Difatti, ogni vita sprecata o comunque persa si va a sommare al numero presente sulla pancia del protagonista. Si parte da zero ovviamente, ma a quanto si arriverà a fine gioco? Questo dipende dalla vostra abilità e freschezza mentale. Ma non vergognatevi poi più di tanto: Escape Plan non è un titolo frustrante, quasi mai, ma anzi riuscirà a regalare sorrisi in continuazione, se non grasse risate.

Il level design del gioco è assolutamente inspirato: i livelli sono tanti e brevi, perfetti per il gioco portatile, e spesso (ma non sempre) non richiedono che qualche decina di secondi per il loro completamento. Ovviamente c’è tutto un sistema di punteggio basato sia sulla velocità di risoluzione di quello che è in fin dei conti un puzzle, che sul numero di “tocchi” (meno ne fate, migliore sarà la vostra valutazione) necessario per raggiungere la soluzione dell'enigma. E’ il classico gioco da “un altro livello e poi smetto”, e così via finchè il giorno si trasforma in notte. Nei livelli sono poi nascosti una trentina di oggetti collezionabili, non tantissimi a dire il vero, ma la rigiocabilità è comunque buona. Oltre alla modalità Storia si trova poi una serie di sfide, aggiornate settimanalmente se ci si connette ad internet (questa almeno è la promessa, dato che siamo ancora alla prima settimana di vita per…PS Vita, ci sarà da aspettare per vedere che tipo di sfide verranno aggiunte).


Stile classico. Ma quel sangue cos’è? 

Lo stile grafico di Escape Plan è probabilmente la prima cosa che colpisce: curato, ben definito, il gioco non può che catturare la vostra attenzione con i suoi ambienti in bianco e nero e con due personaggi così espressivi, pur nel loro accentuato mutismo. Beh sì, alla fine sono le tragiche morti la loro massima attività espressiva, ma va benissimo così. Sotto il mero profilo tecnico, il gioco è davvero un gioiellino, anche se di sicuro non riesce a mettere in mostra tutti i bellissimi colori dell’OLED di PlayStation Vita. La fisica è altrettanto curata e realistica, per quanto le situazioni rappresentate non lo siano assolutamente; in ogni caso, ogni minimo tocco avrà un effetto sugli oggetti, facendoli muovere di conseguenza. Ma il gioco acquista ancora più spessore una volta indossate le cuffie: la colonna sonora del titolo è assolutamente di prim’ordine, con tantissimi brani ripresi direttamente dalla tradizione Classica o Jazzistica, che calzano alla perfezione con lo stile generale dell’opera. Davvero, l’accoppiata di stile grafico e sonoro scelto da Fun Bits Interactive supera, a nostro parere, titoli dello stesso spessore come Echochrome e Limbo. Scelta magistrale e realizzazione altrettanto riuscita.


L’Evasione dei Cervelli è iniziata 

Escape Plan è davvero un gioiellino della line-up di PlayStation Vita. Raramente si vedono titoli capaci di intrattenere e divertire con un sistema di controllo nuovo e interessante (che raramente, solo nelle situazioni più concitate, può incasinarsi), di sorprendere con uno stile grafico/sonoro assolutamente azzeccato. Una delle principali pecche, a parte il fatto che “prima o poi finisce”, è il prezzo di lancio: 12.99€ è troppo. Li vale comunque, ma per essere più competitivo dovrebbe, come tutti gli altri titoli disponibili solo tramite PlayStation Network, essere prezzato intorno ai 7-8€, e speriamo che Sony capisca presto che la via da seguire è questa. Nonostante tutto Escape Plan pregherà per essere giocato, finito e rigiocato, e la sua struttura a brevi livelli è perfetta per una console portatile. Imparare ad utilizzare i protagonisti, ma ancora di più ad interagire (in modi davvero mai provati) con il livello sarà la principale fonte di divertimento. Oltre ovviamente alle morti dei poveri malcapitati. E alle puzzette.

COMMENTO
Mail@ BlackDukeITA

Senza dubbio, Escape Plan era uno dei miei titoli più attesi per quanto riguarda il lancio di PlayStation Vita. Il gioco Fun Bits, nonostante tutto, mi ha saputo sorprendere, grazie al suo stile magistrale ed alla colonna sonora azzeccatissima, che assieme fanno una combo davvero da non perdere. Certo, costa parecchio per essere un gioco PSN, ma vale comunque la spesa. Se volete un titolo accattivante, divertente ma che richieda anche materia grigia, il lavoro Fun Bits è ciò che fa per voi. Sperando in nuove, spassose avventure di Lil e Laarg al più presto!

GRAFICA:8.5Stiloso, pulito, con una buona interazione ambientale. Di certo non lascerà di stucco, ma è comunque ben realizzato.
SONORO:9Si va dal Classico al Jazz, in una alternanza quasi perfetta. Cuffie assolutamente raccomandate.
GIOCABILITà:9Buon ed innovativo uso di touch anteriore e posteriore, probabilmente tra i più interessanti del momento. A volte ci si può incasinare un attimo, ma nulla di grave.
LONGEVITà:8Il titolo dura abbastanza, nonostante la sua struttura a brevi livelli consecutivi. La rigiocabilità è solo buona. Aspettiamo le sfide settimanali…
VOTO FINALE9
PRO:-Stile grafico accattivante
-Gameplay fresco ed interessante
-Colonna sonora degna di nota
CONTRO:-Prezzo troppo elevato
-Allora, le sfide settimanali?
-A volte servono 12 dita
EchochromeAltro titolo in bianco e nero, altro puzzle game basato sull’interazione diretta con il livello.
Limbo ( PS3 )Limbo ha uno stile tutto suo, ed è molto più incentrato sul platform di quanto sia Escape Plan.
SCHEDAGIOCO
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