Limbo

L'arte si fa portatile
Scritto da Mail@ VinVincasil 13 giugno 2013
Limbo Recensione

Limbo è un po' come del buon vino: passano i mesi, stagiona, ma la sua qualità, se assunta a distanza di tempo, rimane inalterata o - addirittura - sembra migliorare. Sono passati un paio di anni da quando la curiosa creatura dei danesi di Playdead, team capeggiato dal geniale Arne Jensen, ha fatto la sua comparsa sul mercato, prima su Xbox 360 e poi su PS3 e PC, per la gioia di un pubblico via via più numeroso che ha decisamente apprezzato. I molteplici riconoscimenti di critica e pubblico conquistati di volta in volta, soprattutto in riferimento alla valenza artistica del titolo, in questo senso sono assai significativi. Oggi, alle porte dell'estate 2013, il giovane protagonista senza nome dell'avventura targata Playdead approda anche sullo schermo OLED di PS Vita. Non c'è passare delle stagioni che tenga: l'arte è sempre arte, anche quando trasposta sulla portatile di casa Sony


Il protagonista senza nome non deve morire (semi-cit.)

La filosofia alla base di questa piccola perla nel panorama videoludico degli ultimi anni - un'avventura che metterà subito in mostra molti elementi spiccatamente platform - è sintetizzabile nella formula "keep trying": più e più volte, infatti, non potremo fare altro che vedere il nostro protagonista perire nelle pericole e inospitali lande del "limbo" nel quale si è risvegliato, a causa di un salto andato a male, l'attivazione di un interruttore nascosto che palesa la sua presenza tra l'erba solo dopo esser stato inavvertitamente azionato, la zampa di un ragno gigante sbucato all'improvviso dal fitto tetto di nodosi rami che ci sovrasta. In questi (molti) casi, l'unico mezzo a nostra disposizione è il caricamento dall'ultimo checkpoint: le nozioni acquisite sui pericoli che ci circondano, morte dopo morte, saranno il bene più prezioso, tanto più che l'ometto che si muoverà sotto i nostri tasti è un indifeso giovanotto sempre nascosto nell'ombra (fatta eccezione per due vivi occhi scintillanti), senza nome, senza armi. Alle caratteristiche di questo insolito protagonista si intreccia un gameplay semplice ed essenziale, anche su PS Vita legato esclusivamente ai tasti frontali (nessun utilizzo delle feature hardware della portatile, quindi): un tasto per saltare, un altro per interagire con l'ambiente circostante - per lo più spostare oggetti utili o attivare leve e pulsanti, azioni essenziali per superare i numerosi ostacoli che si frapporranno nel nostro cammino. Verso dove? Qual è la metà finale del nostro eroe senza nome? Su questo punto - chi a Limbo non è un novizio lo ricorderà bene - il titolo Playdead palesa la sua natura speciale, quasi metafisica, se ci è concesso il termine: il protagonista si risveglia senza un background ben preciso nelle terre inospitabili di una dimensione non meglio precisata, alla ricerca di una figura femminile, la sorella, da salvare. Nessun filmato o riga di testo interviene (o meglio: disturba) nella magia dell'ambientazione a spiegare bene cosa il videogiocatore si trovi davanti: alla ricerca di un perché, Limbo continua a prestarsi ad una molteplicità di interpretazioni diverse.


Sulla porta dell'Inferno 

Il limbo non sono esistenziale nel quale ci risvegliamo, ​ormai si sarà capito, non è propriamente il luogo ideale er una scampagnata domenicale dei sogni: brulicante di pericoli di varia natura (non solo umana), porterà i giocatori ad usare la materia grigia per superare gli splendidi enigmi che costituiscono il nocciolo di Limbo, allestiti magistralmente dagli sviluppatori secondo una curva di difficoltà ben tracciata.Che sia nel bosco che ci accoglie all'inizio dell'avventura, dimora di ragni giganti, o nel fatiscente agglomerato di ferraglia al quale dovremo sopravvivere nella seconda parte, ciò che colpisce sempre del titolo e si impone all'attenzione del videogiocatore è l'atmosfera unica nel suo genere, che contribuisce in larghissima parte a donare lo stile peculiare, carta vincente di Limbo. Precisa scelta del team di sviluppo, infatti, è stata l'adozione di una grafica semplice e snella totalmente in bianco e nero, con gradazioni grigie nel mezzo per quanto riguarda alcuni elementi sullo sfondo, avvolti dalla cupa foschia del limbo: il personaggio senza nome, dunque, si muove di ombra in ombra, soltanto talvolta trovando sprazzi di luce (cosa che, il più delle volte, avrà ripercussioni importanti sul gameplay e il superamento degli enigmi). Altro aspetto importante è il comparto sonoro assai immersivo (cosa un po' difficile da cogliere nel trambusto di un tram, per questo resta consigliata, almeno alla prima run, un'esperienza più "quieta") : colonna sonora volutamente assente, per lasciare ampio spazio ad ottimi effetti di fondo - particolare attenzione ai dettagli! Il giocatore, così, ha per davvero la sensazione di esser stato lasciato da solo nel limbo: a lui il compito di scoprire cosa affrontare, come salvarsi, il perché di quel viaggio. La versione PS Vita, insomma, conferma la natura straordinaria di un'opera come Limbo che, come nelle altre edizioni, presenta come unico grosso difetto il fattore longevità: per ultimare il viaggio non impiegherete più di tre-quattro ore. Longevità che, anche su PS Vita, può godere, per i videogiocatori interessati, della manciata di trofei disponibili (tra tutti, quello che prevede il completamento dell'avventura con al massimo cinque morti, ndr.).Disponibile sullo store Vita al prezzo, un po' alto a dir la verità, di 12.99€, Limbo su entrambe le console Sony beneficia del Cross Buy, anche "retroattivo". Ergo, se a suo tempo avete spolpato il gioco su PS3 e oggi siete armati anche di Vita, c'è un Limbo che vi aspetta gratuitamente sui server del PSN. 

COMMENTO
Mail@ VinVincas

Limbo è un piccolo capolavoro, non lo scopro di certo oggi, con questa versione PS Vita: anche a distanza di tempo - o forse soprattutto per questo - riesce a stupire come pochi altri titoli, una vera metafora del viaggio della vita. Su PS Vita, poi, con uno schermo che mette bene in risalto i toni più scuri, è da giocare in tutta calma, sotto le coperte. E se avete acquistato a suo tempo la versione PS3, riscaricarlo su Vita è d'obbligo: è pure gratis, con il Cross Buy. 

GRAFICA:9Le meravigliose ambientazioni di Limbo sono ricreate in maniera superba anche su console portatile. L'OLED riproduce al meglio il nero che ci accompagnerà.
SONORO:8.5Colonna sonora volutamente non pervenuta, ma sono gli effetti sonori ad essere assai immersivi.
GIOCABILITà:9.5Sistema di controllo assai semplice, ma la perizia del team di sviluppo ha reso ogni enigma più profondo dell'altro.
LONGEVITà:6.5L'unica vera pecca di questa perla: per completare l'avventura ci si impiega poco più di un paio di ore.
VOTO FINALE9.5
PRO:- Ambientazione unica e suggestiva
- Musiche d'atmosfera
- Enigmi ben congeniati
CONTRO:- Dura poco
- Costo ancora elevato (ma il Cross Buy può mitigare la cosa)
- Feature PS Vita non sfruttate
Escape Plan ( PS Vita )Un simpatico puzzle game a colpi di touch, incluso già nella lineup di PS Vita.
Braid ( PS3 )Un'altra piccola perla, un platform assai suggestivo, decisamente più colorato.
SCHEDAGIOCO
Cover Limbo

Limbo

  • data d'uscita: 05 giugno 2013
  • produttore: Playdead
  • sviluppatore: Playdead
  • Distributore: Sony Computer Entertainment Europe
  • Genere: Avventura
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 16+
  • Sito di Limbo
Scheda completa...
Limbo 2013-06-13 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-ps-vita/limbo/L'arte si fa portatile 1020525VGNetwork.it