Oreshika: Tainted Bloodlines

L’atteso JRPG di Sony è finalmente arrivato. Capolavoro o delusione?
Scritto da Mailil 11 marzo 2015
Oreshika: Tainted Bloodlines Recensione

Tra i titoli più attesi della line-up PlayStation Vita di questo 2015 spicca sicuramente Oreshika: Tainted Bloodlines, peculiare gioco di ruolo giapponese nato dalla collaborazione tra Sony Computer Entertainment America e Alfa System. Il gioco in realtà nasce come sequel di una serie nipponica pressoché sconosciuta dalle nostre parti, Ore no Shikabane o Koete Yuke, rilasciata su PlayStation nel 1999, e con cui condivide alcune meccaniche. Si tratta dunque di una sorta di evoluzione sia per quanto concerne il gameplay sia nel comparto tecnico, che offre anche tutta una serie di novità interessanti e originali. Andiamo quindi a sviscerare nel dettaglio Oreshika: Tainted Bloodlines.


Un lignaggio maledetto

Oreshika propone una storia piuttosto originale e completamente slegata dal precedente capitolo: il tutto ha inizio nell’antico Giappone, dove daremo vita al nostro clan di guerrieri, tuttavia un malvagio stregone lo maledirà e sarà dunque necessario sconfiggerlo al fine di liberare i nostri compagni dalla terribile maledizione. Principalmente i malefici saranno due: il primo permetterà ad un membro del clan di vivere per un massimo di due anni, mentre il secondo impedirà a tutti gli appartenenti al clan di procreare, a meno che non vi si unisca con un’entità divina o con un altro membro di un clan maledetto. Sarà dunque questo il fulcro su cui ruoterà il gioco in tutto l’arco della sua durata. Il nostro compito infatti non sarà unicamente cercare di spezzare la nostra maledizione, ma anche ottenere devozione sconfiggendo demoni, accoppiarsi con la divinità di turno e permettere così alla nostra stirpe di progredire nelle future generazioni. Il nostro clan insomma ricoprirà un ruolo molto importante, e per questo il primo passo da compiere non appena avvieremo il gioco sarà crearne uno; innanzitutto sarà necessario dargli un nome, successivamente attraverso un semplice editor daremo vita ai nostri primi tre guerrieri, con la possibilità di personalizzare il volto con una serie di opzioni differenti, o al limite scattare una foto al nostro viso per poi riprodurlo nel gioco, senza però aspettarvi chissà quale somiglianza. Una volta generati i guerrieri che daranno poi inizio al nostro lignaggio, sarà il momento di scegliere il ruolo che svolgeranno in battaglia. Sostanzialmente vi saranno otto classi differenti: Spadaccini, Alabardieri, Lancieri, Arcieri, Demolitori, Fucilieri, Danzatori ed infine Esperti di Arti Marziali; ognuna sarà dotata come al solito delle sue caratteristiche principali, dei suoi punti di forza e anche delle sue debolezze.


Vita di un clan maledetto

Una volta creati i nostri tre samurai verremo trasportati all’interno della sede del clan, il quale farà da hub centrale nel corso dell’intera avventura. Qui potremo selezionare il party da portare in battaglia, guardare le statistiche dei nostri membri, addestrare i nuovi arrivati, mettere in ordine o vendere i vari oggetti raccolti nei dungeon, equipaggiare i nostri guerrieri, fare un salto in città, pianificare le nostre missioni oppure effettuare un Rito dell’Unione. Principalmente ci soffermeremo su quest’ultime tre azioni, le più importanti ai fini del gioco. Le città ci permetteranno di acquistare armi, armature, oggetti curativi e quant’altro; inoltre potremo investire soldi nella nostra città al fine di potenziare strutture già esistenti - sbloccando così nuova merce - oppure aprirne di nuove, come templi, ristoranti e via discorrendo. Tra l’altro nel corso del gioco sarà possibile visitare anche altre località che ospiteranno a loro volta altre città: queste ci permetteranno di acquistare nuove armi o oggetti, arruolare nuovi compagni o procreare con i membri del clan del posto, effettuare il Rito di Unione con alcune divinità locali ed infine dar vita a delle piccole competizioni tra i clan per vincere la medaglia della città di turno. Parliamo ora dei Riti di Unione che, come avrete capito, serviranno a generare i figli che manderanno avanti il nostro clan nelle generazioni a venire; sostanzialmente, una volta acquisita la giusta devozione, potremo selezionare uno dei nostri membri, maschio o femmina che sia, rigorosamente maggiorenne, e scegliere di conseguenza una divinità di sesso opposto, la quale fornirà al futuro guerriero caratteristiche uniche. Ê giunto ora il momento di parlare della pianificazione dei nostri viaggi. In Oreshika avremo molta libertà d’azione, forse anche troppa per certi versi, infatti non avremo degli obiettivi precisi e la storia andrà ad influire davvero poco sulle nostre azioni, quasi a sembrare inesistente, e per questo motivo saremo noi a decidere dove andare e come trascorrere il nostro tempo. Ovviamente il nostro compito principale sarà sempre quello di sconfiggere il malvagio stregone, ma costui comparirà solo in determinati dungeon e in vari periodi dell’anno. Il trascorrere del tempo sarà infatti un altro elemento fondamentale e verrà misurato in mesi: il tempo trascorso nei dungeon, quando ci riposeremo, viaggiare in un’altra località e così via, dando una certa sensazione di velocità non indifferente, un po’ come accadeva in Atelier Rorona. Ciò comporta ovviamente il cambio di stagione, saldi particolari nei negozi della città, la morte di alcuni nostri compagni, la nascita dei nostri figli, il raggiungimento della loro maturità e così via.


Escursioni demoniache

Una volta pianificato il nostro viaggio sarà il momento di visitare i vari dungeon sparsi nelle località del gioco. Questi saranno molto particolari e tutti basati sul folklore nipponico: dunque potremo imbatterci in grotte infernali, canyon attraversati da cascate, terme demoniache, lunghe distese verdeggianti, paesaggi innevati e via discorrendo. All’interno di questi labirinti, come già detto, non avremo un obiettivo specifico; semplicemente dovremo sconfiggere demoni, sbloccare porte e aprire forzieri, in pieno stile dungeon crawler, tuttavia qui avremo il peso del tempo sulle nostre spalle e sarà sempre importante tener d’occhio lo stato dei nostri guerrieri o eventi particolari fissati in un preciso periodo dell’anno. Insomma, come già detto, per certi versi il gameplay ricorda molto da vicino Atelier Rorona, e il problema fondamentale però è quello tipico di questo genere, ovvero una ripetitività di fondo davvero pesante che il gioco non tende a stemperare in alcun modo, tra l’altro lo scorrere del tempo da quella sensazione di essere costantemente braccati rovinando così l’esplorazione dei dungeon, rendendo il tutto ancora più frustrante. Segnaliamo inoltre una telecamera piuttosto fastidiosa che limiterà la nostra visuale frontale e il più delle volte ci farà imbattere in un combattimento improvviso. Finora ci siamo andati un po’ pesanti, fortuna che i combattimenti siano di ben altra qualità. Una volta ingaggiato un nemico partirà una sorta di schermaglia: da una parte avremo i nostri quattro guerrieri posizionati frontalmente o nelle retrovie, stessa cosa varrà per i nemici. Questo andrà ad influenzare molto i combattimenti visto che le varie classi potranno attaccare i nemici in base alla loro arma e alla posizione sul campo di battaglia: ad esempio lo spadaccino potrà attaccare solo frontalmente data la lunghezza della sua lama, l’arciere potrà attaccare chiunque sia dalle retrovie che nella fila frontale, gli alabardieri potranno attaccare un’intera linea frontale e i danzatori saranno in grado di attaccare intere file sia frontali che non e via discorrendo. Dunque sarà necessario piazzare nel giusto modo le nostre unità e sfruttare al meglio le loro abilità combattive. Tra le altre cose il clan sarà in grado di eseguire alcune arti magiche che apprenderemo combattendo contro i demoni, e queste potranno essere utilizzare anche in gruppo in modo da massimizzare i danni ai nemici. Infine vi saranno delle tecniche speciali, ovvero le tradizionali mosse devastanti che spazzeranno i nostri nemici in un battito di ciglio. Come da tradizione al termine di ogni battaglia vi saranno delle ricompense, qui verranno però decise da delle slot machine ad inizio match, ma ancora una volta il tempo influenzerà il tutto, infatti se non saremo abbastanza veloci i demoni fuggiranno con il nostro bottino. Dunque dovremo sempre cercare di abbattere quanto prima il leader del gruppo nemico in modo tale da portare rapidamente la vittoria a casa. Insomma si tratta di un classico sistema di combattimento a turni, tuttavia è piuttosto articolato e mescola il tutto con un leggero innesto strategico, ma sottolineiamo che anche qua alla lunga la noia incomincerà a farsi sentire, vista anche una difficoltà abbastanza morbida negli scontri.


Dipinti giapponesi

Il comparto tecnico è senz’altro uno dei punti forti di Oreshika: Tainted Bloodlines. Il titolo tende ad omaggiare il Giappone feudale grazie alla sua esplosione di colori, alle sue sfumature di nero e ai contorni ben marcati dei modelli, tutto come se fosse un dipinto giapponese di quell’epoca. Splendide anche le cutscene animate, particolari e ben fatte, le quali vanno a sviscerare quel poco di trama che il gioco offre. Ottimi anche i modelli dei nemici, tutti tratti dal folklore nipponico, dagli uomini rana ai kappa, dalle donne fantasma ai classici oni giapponesi, potremo trovarci davanti davvero di tutto. Anche il comparto sonoro è ben realizzato, con brani che riportano alle tipiche atmosfere del Giappone medioevale. Che dire, Oreshika pone delle idee davvero carine e originali, ma queste sono state mal implementate e la pesante monotonia di fondo purtroppo non aiuta ad apprezzare il tutto. Se magari siete dei fan del genere o degli appassionati della tradizione nipponica potete anche dargli una possibilità, visto comunque il costo ridotto, l’importante è che siate coscienti dei problemi che attanagliano la produzione di SCEA e Alfa System

COMMENTO
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Sinceramente nutrivo grandi aspettative per Oreshika, purtroppo però il titolo soffre di una monotonia davvero pesante e una sensazione di velocità a tratti frustrante, un vero peccato perché vanta un comparto artistico eccelso e un buon sistema di combattimento. Insomma se siete fan del genere dategli una possibilità, ma siate consapevoli dei limiti di questa produzione.

GRAFICA:8Il titolo vanta un comparto tecnico davvero splendido, ispirato ai vecchi dipinti giapponesi.
SONORO:7.5I brani riportano alle tipiche atmosfere del Giappone feudale e sono tutte ben realizzate.
GIOCABILITà:6.5Il gioco purtroppo è afflitto da una monotonia abbastanza pesante e una costante sensazione di velocità che rende il tutto ancor più frustrante.
LONGEVITà:7.5Il titolo dura sulle trenta ore circa, ma dipende tutto da quanto tempo dedicheremo giornalmente al prodotto.
VOTO FINALE7
PRO:- Comparto tecnico eccelso
- Sistema di combattimento originale
- Alcune idee interessanti
CONTRO:- Costante sensazione di velocità
- Telecamera imprecisa durante l’esplorazione
- Pesante monotonia di fondo
Criminal Girls: Invite Only ( PS Vita )Dungeon crawler divertente e longevo sempre di stampo nipponico.
Atelier Rorona Plus: The Alchemist of Arland ( PS Vita )JRPG che condivide con Oreshika alcune meccaniche basate sul tempo.
SCHEDAGIOCO
Cover Oreshika: Tainted Bloodlines

Oreshika: Tainted Bloodlines

Scheda completa...
Oreshika: Tainted Bloodlines2015-03-11 11:30:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-ps-vita/oreshika-tainted-bloodlines-48831/L’atteso JRPG di Sony è finalmente arrivato. Capolavoro o delusione?1020525VGNetwork.it