Reality Fighters

Dai la cera, toglia la cera, dai la cera, togli la cera…
Scritto da @ Dagheloril 04 marzo 2012
Reality Fighters Recensione

E’ giunta da pochissimo tempo sul mercato, con relativo poco hype da parte di Sony per quanto riguarda il lancio – le prime pubblicità sono spuntate in tv soltanto un paio di settimane prima del day 1 – e già ha catturato tutta l’attenzione e le simpatie della stampa specializzata: stiamo ovviamente parlando di PS Vita, il nuovo, piccolo gioiellino dedicato al mondo dell’intrattenimento portatile. A fare da contraltare ad una poco massiccia campagna pubblicitaria c’è stata però, il giorno del lancio della console sul mercato, un’inversamente proporzionale mole di software disponibile bello ed impacchettato sugli scaffali, pronto a soddisfare le più svariate esigenze video ludiche di qualsivoglia giocatore, e tra i numerosi titoli componenti di una line-up di tutto rispetto, spiccava anche un titolo di discrete prospettive, Reality Fighters.


Prendere pugni sul naso e non sentirli

Dopo aver avviato il gioco ed aver atteso il caricamento iniziale, sarà impossibile per i giocatori non notare la generale povertà insita nel menù principale, da cui si diramano tutte le varie opzioni di gioco e non solo: ovviamente quella che spicca su tutti sarà la canonica modalità storia, vera manna dal cielo per gli inguaribili lupi solitari del mondo videoludico. Ma precedentemente a ciò bisognerà fare un appunto fondamentale su quella che è una delle peculiarità di Reality FIghters: prima di cominciare i vari combattimenti che verranno proposti senza soluzione di continuità, ai giocatori verrà data la possibilità di creare da zero il proprio alter ego digitale; sembrerebbe una canonica funzione concessa in tutti i titoli di egual genere, detta così, ma la vera particolarità sarà quella di poter dare il proprio volto al lottatore in fase di creazione: tramite le due fotocamere infatti, si potranno ottenere foto del proprio o dell’altrui volto per poi sistemarlo bellamente sui vari lottatori che andranno a comporre il roster dei combattenti inediti, che richiederanno poi ovviamente una cura discreta per essere assemblati nel miglior modo possibile, scegliendo corporatura, muscolatura e tutti i vari ammennicoli che lo addobbino al meglio e lo rendano riconoscibile e differente da tutti gli altri.

I lottatori saranno quanto mai strampalati: avete mai visto un cowboy... con uno sturalavandini?

Una volta superata la fase di creazione del proprio personaggio, si passerà dunque alla storia vera e propria: qui il maestro Miyagi – che i più stagionati ricorderanno con nostalgia per i vari film legati al mondo cinematografico di Karate Kid – accompagnerà il cammino dei giocatori verso la perfezione nell’arte del combattimento. Percorso che passerà attraverso una serie di lotte contro i più strampalati personaggi partoriti dalla mente degli sviluppatori, e che andranno dal breakdancer di strada al cowboy del selvaggio west, passando per un supereroe svolazzante in giro per lo stage. Altre storia invece per quanto riguarda le altre modalità, create ad uso e consumo dei videogiocatori, tra le quali troviamo l’allenamento, utile per affinare le proprie tecniche combattive, Sfida a tempo, nel quale l’obbiettivo sarà quello di distruggere quanti più oggetti possibili tra quelli che appariranno sullo schermo, nei sessanta secondi sanciti dal timer, al fine di ottenere una delle tre medaglie disponibili; ultima, ma non meno importante, la modalità Sopravvivenza, in cui gli utenti dovranno affrontare una serie infinita di nemici, che terminerà solo in caso di time up o di KO del proprio personaggio.

Non mancherà poi la canonica modalità multi giocatore, sia questa ad hoc, contro un proprio amico in locale, sfruttando lo scambio di dati tra le due console, sia online, contro avversari provenienti da tutto il mondo, sfruttando la connessione via wifi della console: è proprio questa la modalità forse più sollazzante di tutte, dal momento che porterà gli utenti a confrontarsi senza troppi fronzoli, ed a prendersi allegramente a pugni sul grugno.


Arti Marziali Miste o rissa da strada?

Il vero problema di Reality Fighters, andando ad analizzare più approfonditamente le varie sfaccettature del prodotto completo, risiede nella profondità del gameplay: a fronte di un sistema di personalizzazione del proprio alter ego digitale di discreta fattura, si riscontrerà, a controbilanciare le sorti del titolo, un parco mosse del tutto ristretto, per quanto i vari stili di combattimento raggiungano un numero abbastanza discreto; il problema è insito nell’impossibilità di concatenare colpi estrapolati dalle varie tecniche, costringendo il giocatore a fare affidamento, durante una determinata lotta, al solo stile scelto prima dell’inizio della stessa, e sulle rispettive (limitate) opzioni offensive: un vero peccato per un titolo che si mostrava tanto accattivante dal punto di vista concettuale. Altro neo è rappresentato indubbiamente da un sistema di controllo legnoso e che molte volte non rileva esattamente le collisioni tra i vari lottatori, andando ad influire negativamente sull’esito della lotta; causa di questo è forse anche la presenza della tanto pubblicizzata Realtà Aumentata, che permette di assistere a scontri nei luoghi più impensabili, grazie alla telecamera di PS Vita, ma che, tirando le somme, si presenta più come un vezzo che come un qualcosa di funzionale al gameplay.

Insomma, di questo Reality Fighters non si possono certo decantare le lodi, ma non si può nemmeno arrivare a lanciarlo verso l’abisso più profondo: un comparto grafico quanto mai quintessenziale nella rappresentazione dei lottatori, trova il suo punto di forza negli sfondi dei vari stage che, però, altro non sono che mere fotografie sulle quali si muovono i contendenti; a nulla è valso il doppiaggio in italo/cinese del caro Maestro Miyagi e, nonostante la potenziale longevità del titolo alimentata dalla modalità multigiocatore, dubitiamo che questa sia foraggiata tanto a lungo da una discreta mole di utenti da consigliarne l’acquisto a qualche mese di distanza dal lancio della console.

COMMENTO
@ Daghelor

Un esperimento senza dubbio molto simpatico, ma che però riesce a catturare solo per un paio d’ore, il tempo necessario a scoprire tutte le feature del titolo: decisamente troppo poco per un gioco che, comunque, viene venduto retail e comunque ad un prezzo abbastanza elevato. Una buona occasione persa, insomma, ma senz’altro utile per sfruttare il sistema di telecamere impiantato in PS Vita.

GRAFICA:6Essenziale, non brilla nei modalli poligonali dei lottatori.
SONORO:5.5Doppiaggio praticamente presente solo per il Maestro Miyagi e soundtrack anonima.
GIOCABILITà:5Sistema di collisioni impreciso e gestione della telecamera ostica.
LONGEVITà:5Modalità single player ridotta all’osso, e longevità che avrà vita breve.
VOTO FINALE5.5
PRO:- Idea concettualmente simpatica…
CONTRO:- … ma non ben realizzata
- Sistema di collisioni impreciso
- Gameplay scarno
Ultimate Marvel vs. Capcom 3 ( PS3 )Di sicuro uno dei prodotti più apprezzati in ambito di picchiaduro dell’ultimo periodo.
Street Fighter IV ( PS3 )Vera manna dal cielo per i videogiocatori che cercano un sistema di combattimento tanto profondo quanto tecnico.
SCHEDAGIOCO
Cover Reality Fighters

Reality Fighters

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Reality Fighters2012-03-04 12:30:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-ps-vita/reality-fighters/Dai la cera, toglia la cera, dai la cera, togli la cera…1020525VGNetwork.it