Tearaway

Correre con le forbici in mano non è mai stato così bello
Scritto da Mail@ VinVincasil 20 novembre 2013
Tearaway Recensione

Muoviamo i nostri primi passi in un coloratissimo mondo di carta e cartone che si apre davanti ai nostri occhi – con i suoi toni sgargianti impreziositi dall’OLED di Vita – un po’ come i “libri gioco” con le figure a pop-up che ritroviamo nei nostri ricordi d’infanzia. C’è stato dato un messaggio da consegnare, un’avventura da seguire, una storia da scrivere. Un’unica meta: il sole che all’improvviso è comparso nel cielo, e che un po’ tutti gli adorabili abitanti di questo strano universo osservano con un misto di apprensione e curiosità – all’urlo di “Guarda, c’è un Tu!”.Lo osserviamo meglio: ma siamo noi! Proprio così: nel mezzo del disco dorato, fa mostra di sé il nostro bel faccione – ripreso costantemente in diretta dalla telecamera frontale della console che abbiamo tra le dita.Tearaway, l’atteso titolo Media Molecule in esclusiva per PS Vita, gioca continuamente su questi due piani: il mondo reale chiamato ad interagire con quello cartaceo, virtualmente parlando; il giocatore che dall’alto, come una piccola divinità, sorveglia e guida l’avventuriero che, passo dopo passo, si sta avvicinando al sole.L’avventura di carta e bit che tutti i possessori di Vita attendevano è finalmente arrivata. E, senza troppi giri di parole, Media Molecule ha confenzionato un prodotto adorabile per gli affezionati di casa Sony, ancora una volta. 


Iota, Atoi, Tu!

Fin dalla sua prima apparizione – sul palco della conferenza Sony in quel di Colonia, due anni fa – il piccolo iota, protagonista dell’avventura, ha destato non poco interesse nel pubblico, con una certa grazia e tenerezza che conserva anche nella sua versione finale: non solo perché fratello più giovane del Sackboy di Little Big Planet (stesso sangue, quello di Media Molecule, ma materiale diverso! ndr.), ma soprattutto perché chiamato a risollevare – sulle sue sole spalle di carta, o quasi – le sorti di una console che, allora come oggi, ricercava una "mascotte" che potesse darne un'identità.Di certo non ha tradito le aspettative il nostro Iota – o Atoi, nella sua controparte per il pubblico femminile (con tanti ricci di carta arancione a contornarle il volto a forma di busta, ndr.). Due divinità del mondo cartaceo - voci narranti e "orchestratori" del trittico di storie che scriveremo noi, console alla mano - affidano a iota il compito di "consegnare se stesso" - trattasi infatti di una busta contentente un importante messaggio per il videogiocatore. Il mondo di Tearaway, però, per quanto colorato e popolato da adorabili personaggi (che non mancheranno di interagire col messaggero), è anche un posto irto di pericoli: un varco spazio-temporale col mondo reale del Tu ha lasciato campo alle Cartacce, infide creature quadrate che, generalmente in gruppo, non mancheranno di ostacolare il cammino. Senza contare i temibili Wendigo - mostri ancor più cresciuti e temibili (al lettore il piacere di scoprire fino a che punto, poi, ndr.). Nel suo paper world, il paperboy ha a disposizione poche, semplice tecniche che vanno a costituire il gameplay legato ai tasti frontali della console, basico e assai intuitivo: il salto (immancabile in un gioco dalle numerose sezioni platform), la capacità di appallottolarsi fino a diventare un proiettile di carta che schizza sul terreno, una fisarmonica (azionata dai grilletti dorsali) in grado di risucchiare le Cartacce volanti e risputarle come pallottole. Fin qui, tutto normale. L'aspetto più caratterizzante (e divertente) di Tearaway è, però, il programmatico abbattimento della "quarta parete" al quale è chiamato il videogiocatore. Tutto merito delle features hardware che gli ingegneri Sony hanno voluto inserire nella scocca della loro portatile; gli sviluppatori Media Molecule si sono rapportati all'hardware a disposizione nella maniera migliore possibile, sfruttandone tutte le componenti a dovere (una volta tanto) e senza dare l'impressione di strutture imposte e forzate (come si è visto, purtroppo, da altre parti, ndr.). Il Tu che osserva il mondo di iota dall'alto, lo squarcia, letteralmente: premendo con i polpastrelli sul touchpad posteriore, in corrispondenza di particolari aree a schermo segnalate dai classici simboli dei controller PlayStation, le nostre dita faranno capolino nel mondo di iota, pronte a spostare leve e, soprattutto, attaccare direttamente i gruppi di Cartacce. Touchpad utilissimo anche per i salti nevralgici: a ritmo del suono di un tamburo, spesso saranno i nostri colpi di polpastrello a dare la molla a iota per raggiungere le piattaforme più elevate. Nonostante nella versione finale ci siano state alcune riduzioni rispetto alle situazioni mostrate nei trailer di sviluppo (nessun aeroplanino di carta da far volare con soffi sul microfono, ndr.), l'interazione con la console non finisce qui: per non rovinare la sopresa, lasciamo al lettore la scoperta dei piacevoli modi di utilizzo di touchscreen e microfono per popolare il mondo di Tearaway di suoni e colori. 


It's a paperworld for a paperboy

L'OLED di Vita risplende dei colori di un intero mondo di carta che si muove in sincrono con i passi del nostro messaggero: è un dispiegamento continuo di modelli a schermo, animati con precisione anche nei dettagli più minuti come le fiamme di un fuoco di carta nel caminetto o le onde bianche di una porzione di mare sotto il faro. Il viaggio verso il Tu, passo dopo passo, attraversa la ridente Vallecarta fino ad alcune cime innevate popolate di simpatiche renne, scende nelle profondità di Songport, pittoresca cittadina di pescatori e uomini temprati dal mare di carta, sfuma in ambientazioni oniriche ed allegoriche, costellate di pagine e pianeti. Ma il comparto che spicca nel complesso - aspetto forse intuibile già dai trailer di questi anni di sviluppo - è il sonoro: musiche deliziose, perfettamente in tono con l'ambientazione di turno, accompagnano il messaggero con consapevolezza, fino a diventare assolute protagoniste in squarci di pura poesia videoludica. 


 

Personal stylist

Dalla bambole di pezza alla carta colorata, con TearawayMedia Molecule segna il ritorno ad una dimensione ludica infantile ancor precedente, se vogliamo: l’epoca dei disegni tutti pasticciati, in cui esprimere un intero mondo di dettagli e colori con mezzi rudimentali e che, riproposti in maniera digitale su schermo OLED, sono necessari al nostro iota per portare a termine alcuni incarichi commissionati da adorabili personaggi random. Primo esempio, in ordine di tempo: lo scoiattolo che, per diventare a tutti gli effetti Re degli scoiattoli di Vallecarta, ha bisogno della sua corona.Nessun problema, per chi può impugnare PS Vita e darsi da fare sul piano di lavoro preparato dagli sviluppatori: tracciando forme con una matita, su fogli di vari colori, il taglio finale con un paio di forbici darà vita alla nostra composizione (con tanto di pietre preziose di carta!), pronta all’uso per il nostro amico scoiattolo. Sfruttando gli stessi strumenti – un po’ imprecisi, a dir la verità, ma nulla di troppo fastidioso – potremo offrire al mondo di Tearaway tante piccole creazioni da piazzare qui e là: non solo strumenti necessari allo sviluppo della storyline, ma anche e soprattutto decorazioni sceniche, per sfondi e personaggi ( potreste perdere ore e ore a decidere di che colore fare il cravattino di iota, ad esempio).Quando, invece, il gioco ci chiamerà a portare sprazzi del nostro mondo a Vallecarta e dintorni, armati di PS Vita dovremo catturare immagini e composizioni che poi, trasportate digitalmente, andranno a costituire texture utilizzabili per gli oggetti di carta (chi vi scrive ha incontrato nel suo cammino renne con il manto targato Charlie Brown, immortalato dalla coperta sul letto). Un intero mondo di carta da personalizzare a piacimento e da condividere. Iota, infatti, non a caso, è un perfetto "uomo social" con la personale macchina fotografica che, scatto dopo scatto, potrà permettere di immortalare luoghi e personaggi, da caricare anche direttamente sul sito ufficiale del gioco, a disposizione di tutti. 


Mamma, dov'è mio mio modellino di Wendigo? 

L'abbatimento della famosa quarta parete, con conseguente interazione col mondo reale dei videogiocatori, non è solo questione di dita a schermo o di fotocamera, ma anche di un interessante sistema di papercrafting (pressoché unico nel mondo videoludico): al raggiungimento di particolari obiettivi, è legata la possibilità di download (dal sito ufficiale www.tearaway.me) di pdf da stampare, ritagliare e montare secondo le istruzioni, in modo da dar vita a verosimili modellini di carta direttamente a casa - si tratta di un po' tutti i personaggi del gioco, ma anche elementi più particolari come alberi e fiocchi di neve.Possiamo solo immaginare, al momento, il risultato di un'iniziativa del genere in ambito social: di sicuro, ci sono tanti piccoli dettagli che contribuiscono a far entrare iota e soci nei nostri cuori.​Media Molecule ci offre un'avventura per palati delicati - non esente da qualche difetto, su tutti la scarsa longevità e rigiocabilità (a meno di non essere risucchiati dal vortice delle decorazioni fai-da-te, ndr.). L'errore più grande per non godersela è interpretarla come un Little Big Planet riuscito male: Tearaway,  per sua struttura, non offrirà un sistema aperto di creazione e condivisione, ma un'esperienza più breve, ma più sentimentale - più intima. è il videogioco che si fa metavideogioco e si interroga su se stesso sotto forma di allegoria: il messaggio che arriva al videogiocatore dopo un lungo cammino che lui stesso ha diretto dall’alto, come una divinità costantemente dietro le quinte, e che, in definitivita, lui stesso ha contribuito a scrivere. Tutto il resto è questione di dettagli di carta: un altro "piccolo grande mondo", per piccole grandi emozioni portatili.

COMMENTO
Mail@ VinVincas

Da possessore di una PS Vita praticamente dal day one, attendevo con ansia iota e compagni, probabilmente ammaliato anche dalla presentazione a sorpresa alla Gamescom 2012, alla quale ho assistito dalle prime file.Tearaway è un prodotto adorabile, che restituisce senso a tutte le componenti di una console spesso non sfruttata a dovere. Non quel genere di titolo in grado di tenervi incollati alla console per mesi interi (è la sua struttura ad imperdirlo), ma un'esperienza delicata che ogni possessore di Vita dovrebbe avere in tasca. La next gen, è vero, è alle porte (orribile periodo per far uscire iota!), ma dategli una possibilità - anche per via del prezzo competitivo fin dall'uscita. 

GRAFICA:8.5L'OLED di PS Vita fa risplendere i colori di un mondo di carta tutto da scoprire.
SONORO:9.5Musiche di accompagnamento molto spesso superlative. Potreste decidere di rimanere nei livelli solo per ascoltare quelle.
GIOCABILITà:9.5Features hardware della portatile Sony finalmente sfruttate a dovere, senza forzature. Il giocatore è protagonista, con l'abbattimento della "quarta parete".
LONGEVITà:7.5Il più grande difetto del gioco: un'avventura che, per quanto intensa, finisce troppo in fretta.
VOTO FINALE9
PRO:- Hardware PS Vita finalmente sfruttata a dovere
- Personaggi adorabili
- Comparto sonoro eccellente
CONTRO:- Livello di sfida non altissimo
- Poco longevo
- Qualche problema con la telecamera
LittleBigPlanet PS VitaSu PS Vita ha trovato casa anche Sackboy - la prima, vera mascotte di Media Molecule.
Rayman Origins ( PS Vita )L'ultima, ben riuscita fatica della melanzana Ubisoft, un platform tanto colorato quanto frenetico
SCHEDAGIOCO
Cover Tearaway

Tearaway

  • data d'uscita: 22 novembre 2013
  • produttore: Sony Computer Entertainment
  • sviluppatore: Media Molecule
  • Distributore: Sony Computer Entertainment Europe
  • Genere: Avventura
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 7+
  • Sito di Tearaway
Scheda completa...
Tearaway 2013-11-20 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-ps-vita/tearaway/Correre con le forbici in mano non è mai stato così bello 1020525VGNetwork.it