Unit 13

Zipper manda in avanscoperta del nuovo hardware Sony una sua nuova produzione
Scritto da @ Dagheloril 07 marzo 2012
Unit 13 Recensione

Dura la vita del soldato in zona di guerra. Passi per l’estenuante addestramento, che logora spirito e fisico allo scopo di temprare membra e mente, ma il trovarsi sempre nell’occhio del ciclone, con proiettili che vagano a pochi centimetri dalle proprie zucche, è un’esperienza sconsigliata a tutti. Ovviamente questa è, purtroppo, una triste realtà che quotidianamente viene riproposta (giustamente in maniera per nulla cruenta) dalle emittenti televisive: non sorprende dunque che la speculazione in ambito bellico abbia raggiunto picchi massimi anche nell’industria videoludica, con titoli che vanno a coprire un arco di tempo di circa cento anni, riproponendo grandi battaglie del passato, dalla Seconda Guerra Mondiale dei primi titoli della serie Call of Duty (e, prima di lei, Medal of Honor) agli scontri “futuristici” (ma nemmeno poi tanto) di un Battlefield 3: insomma, il mercato è saturo di sparatutto in prima persona che trasportino il giocatore nei più vari scenari di guerra, non lasciando praticamente nulla all’immaginazione.

Un ritorno sulla scena bellica di interessante spessore è indubbiamente quello degli Zipper Interactive, che i più ricorderanno per aver dato i natali alla serie tattico/bellica che risponde al nome di Socom (visto l'ultima volta alle prese con PlayStation Move in Special Forces). Ma non staremo questa volta a parlare del brand che ormai possiamo definire storico, perché ad andare in avanscoperta del nuovo hardware di casa Sony, la sbrilluccicante PlayStation Vita, i ragazzacci (si fa per dire eh!) di Zipper Interactive ci hanno mandato un nuovo soldato, pronto a farsi le ossa sul campo di battaglia e dimostrare il proprio valore dietro il calcio del fucile: Unit 13.


Coprimi!

Quel che da sempre ha creato scompiglio nell’ambito dello sparatutto - in prima o terza persona – portatile, per quel che riguarda Sony, è stato senza ombra di dubbio l’assenza di un secondo stick analogico: i pochi titoli (come, ad esempio, i Coded Arms di Konami) che hanno provato a sdoganare un genere prima totalmente appannaggio delle console casalinghe, dotate di comodi pad dal doppio stick e dalla mappatura dei tasti decisamente comoda, non hanno potuto che arrendersi mestamente ad un sistema di controllo che metteva in difficoltà gli utenti, costringendoli a sacrificare i movimenti del proprio alter ego digitale pur di prendere comodamente la mira, lasciando quindi lo stesso alla mercè degli impietosi colpi avversari.

La musica pare però essere decisamente cambiata con l’avvento della nuova creazione prodotta dalle brillanti menti in quel di Sony, giunta finalmente anche sul mercato occidentale: ad un secondo stick analogico vanno infatti ad aggiungersi numerose varianti, che sfruttano tutte le funzionalità di touchscreen e touchpad posteriore, che fanno di PS Vita un piccolo gioiellino di tecnica e giocabilità. Ne approfitta subito Unit 13, che si presenta fin da subito comodissimo da padroneggiare, con i controlli del personaggio e della visuale – rigidamente in terza persona, come da sempre ci ha abituati Zipper Interactive – gestiti dai canonici stick analogici.

Il cambio dell’arma in dotazione al proprio personaggio, durante i feroci scontri a fuoco che non mancheranno di presentarsi al cospetto dei giocatori, è stato invece assegnato al triangolo, mentre col cerchio si potranno sfruttare le numerose coperture offerte dagli stage in cui ci si troverà a vagare, nel tentativo di portare a compimento il più agevolmente possibile le proprie missioni: di indubbio spessore risulta questa ultima feature, che ovviamente garantisce al titolo in questione una maggiore tatticità, consentendo agli utenti di osservare per bene il campo in cui andranno poi a muoversi, e pianificare con attenzione le proprie mosse. Interessanti l’implementazione dei controlli tramite touchscreen: quest’ultimo sarà infatti deputato alla ricarica delle armi, previa pressione dell’icona presente sullo schermo, ed al lancio delle granate, nonché all’attivazione ed al disinnesco di bombe ed alla liberazione dei prigionieri; certo, nulla per cui gridare al miracolo, sia ben chiaro, ma già queste piccole accortenze possono dimostrare quanto potrà dare, in futuro anche l’utilissimo touchscreen alla causa della console.

L'uso delle coperture è fondamentale, come per qualsiasi altro sparatutto!


Ingaggiare battaglia!

Con un sistema di controllo tanto equilibrato e duttile, la quantità e la qualità delle missioni potrebbe quasi passare in secondo piano: non è ovviamente così, vista la propensione di Zipper Interactive di donare ad ogni suo titolo il giusto quantitativo di scontri a fuoco, e questa volta ce n’è davvero per tutti i gusti.

Varie saranno infatti le tipologie di missioni, tra le 36 previste dallo “story-mode” in single player, e tutte saranno ovviamente fini a se stesse, ottime dunque per una sessione “mordi e fuggi” da una decina di minuti: quattro saranno i tipi di missioni diverse, affrontabili dopo aver completato l’utilissimo tutorial che istruisce a dovere sui controlli, e tutte varieranno sia per durata che per effettive “mansioni” destinate all’utente. La prima, quella più classica di tutte in ambito bellico videoludico, è “Azione Diretta”, che catapulterà il proprio alter ego nel vivo dell’azione, con unico compito quello di conseguire i propri obiettivi e riportare al punto di estrazione la sua dura pellaccia. Molto più tattiche risulteranno invece le missioni “Incognito”, dove i giocatori dovranno fare molta attenzione per evitare di essere scoperti, facendo quindi affidamento quanto mai utilissime armi silenziate e sul combattimento corpo a corpo, per mettere fuori combattimento col minor trambusto possibile tutti i nemici che si pareranno sul proprio cammino. “Limite” costringerà invece tutti ad affrontare la missione assegnata quasi in apnea, per portare la stessa a termine prima che un impietoso timer, posto in alto a sinistra dello schermo, raggiunga lo zero. Ultima, ma di sicuro non meno importante, almeno per quanto riguarda gli hardcore gamer più spinti, sarà “Elite”: questa è di sicuro la tipologia di missioni che più affascina, dal momento che la barra della salute, questa volta presente sullo schermo per dare ai giocatori un’idea quanto mai precisa delle proprie condizioni di salute digitali, non si ripristinerà se non sfruttando uno dei medikit (ce n’è solo uno per ogni livello, quindi attenzione) disponibili nella mappa in questione; inutile dire che la tattica bellica sarà quanto mai fondamentale per poter sperare di uscire vivi dalla zona rossa, dal momento che un eventuale scontro a fuoco potrebbe risultare alquanto fatale.

Tutte queste missioni avranno poi una loro variante “Dinamica”, che si attiverà al conseguimento di una votazione consona al termine della missione originale: il dinamismo delle stesse consterà nella variazione, volta per volta, degli obiettivi da conseguire, mantenendo inalterato solo il set nel quale si svolgerà dunque il tutto, fattore che incrementerà notevolmente la rigiocabilità di Unit 13. Longevità che trova anche nella possibilità di affrontare, cooperativamente tramite il PSN, con un amico (o un perfetto sconosciuto, incontrato nella lobby di gioco) le svariate missioni che il gioco mette a disposizione.


Soldati, a rapporto!

Tutte le varie tipologie di missioni sopra elencate saranno affrontabili contando su un discreto plotoncino di militari, ognuno con le proprie caratteristiche: ci sarà il rude veterano con la scorza dura ed una sputafuoco dall’inestimabile potenza di fuoco, oppure il giovane tecnico dalle mille risorse, o ancora lo spietato cecchino, fonte di numerose imprecazioni nelle mappe online di qualsivoglia sparatutto. Sei saranno quindi in totale i diversi personaggi, tutti con peculiari attributi fisici e di armamentario che sarà bene alternare per essere sicuri di riuscire ad uscire vincitori dalle immancabili zuffe a suon di piombo che non mancheranno di fare capolino sullo schermo della piccola PS Vita. Importante sarà poi il potenziamento degli stessi, che avverrà automaticamente attraverso i punti accumulati nel corso delle missioni, e che potenzierà ulteriormente quelle che già da principio si presentano come macchine da guerra.

Teatro delle svariate missioni saranno le più svariate ambientazioni di stampo medio-orientale, con interni ed esterni finemente riprodotti e che ben immergono il giocatore nel vivo dell’azione, sebbene questa non consenta un libero peregrinaggio degli utenti, data l’estrema linearità delle missioni, con una mappa ad hoc, piazzata in basso allo schermo, che fornirà costantemente un’idea precisa del dove ci si trova e di quale sia l’effettiva missione da portare a termine.

Insomma, un’esperienza, quella di Unit 13, che si dimostra di buonissima qualità, sia dal punto di vista del gameplay che da quello prettamente tecnico, con una grafica dettagliata al punto giusto ed un sonoro che, merito anche di un doppiaggio di buona fattura, si dimostra altamente performante : Zipper Interactive, nell’ambito degli sparatutto tattici in terza persona, è sinonimo di qualità, come Socom ha insegnato nel corso degli anni, e l’arrivo su PlayStation Vita non poteva essere più incoraggiante per quelli che potranno essere i futuri lavori dello sviluppatore.

COMMENTO
@ Daghelor

Un titolo che mi ha lasciato estremamente soddisfatto, che nelle lunghe sessioni di gioco ha dimostrato il proprio valore senza mai deludere, grazie soprattutto alla svariata tipologia di missioni messe insieme dagli sviluppatori, e ad un sistema di controllo che si risulta molto performante. Certo, una maggiore libertà di movimento sarebbe stata gradita, vista l’estrema linearità con cui si svolgono gli incarichi assegnati ai giocatori; ma è sicuramente un piccolo difetto in un mare di virtuosismi videoludici.

GRAFICA:8Grafica molto dettagliata: qualche sbavatura nella compenetrazione poligonale, ma sono eventi che si mostrano raramente.
SONORO:8.5Doppiaggio di buona qualità ed effetti sonori ben realizzati.
GIOCABILITà:9Controlli comodi, anche per quanto riguarda l’utilizzo del touchscreen.
LONGEVITà:9Tante missioni, alto fattore di rigiocabilità, cooperativa online: serve altro?
VOTO FINALE8.5
PRO:-Missioni mordi e fuggi
-Controlli ben bilanciati
-Longevità massiccia
CONTRO:-Qualche sbavatura con la compenetrazione poligonale
-Linearità troppo marcata
Uncharted: L'abisso d'OroSu PS Vita, Uncharted: L'Abisso d'Oro è l'alternativa principale quando si parla di action/shooter.
SOCOM 4: Special ForcesIn ambito tattico/bellico, la serie Socom, di cui Special Forces è l’ultimo esponente, non ha eguali su console.
SCHEDAGIOCO
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