Era una notte buia e tempestosa...
Una Ferrari nera come le ali di un corvo si ferma in derapata nei pressi di una misteriosa costruzione. L'odore di pneumatico bruciato aleggia ancora nell'aria quando da essa scende un uomo dai capelli rossi…
Il dottor Lester Knight Chaykin, giovane fisico dalla mente geniale attraversa la porta di un ascensore che lo condurrà all'interno di un avveniristico laboratorio scientifico. Non è la serata ideale per uscire, e nell'aria si avverte l'avvicinarsi di una tempesta. Ma Lester sa che il progetto 23 non può attendere. Passata l'identificazione di accesso, Lester si presta ad avviare l'acceleratore molecolare. Ma qualcosa va storto....poco prima che le particelle accelerate raggiungano il punto di arrivo, un fulmine colpisce
la struttura, interferendo con l'esperimento e investendo Lester con un misterioso raggio che lo teletrasporta...in un altro mondo.
Dopo essere scampato miracolosamente all'aggressione da parte di un temibile mostro alieno grazie all'intervento di misteriosi e nerboluti umanoidi, Lester scoprirà che i suoi “salvatori” in realtà hanno intenzioni tutt'altro che amichevoli... Catturato e rinchiuso in una gabbia all'interno di una stazione mineraria, farà la conoscenza con colui che diverrà il suo unico amico e ancora di salvezza in un mondo ostile....
E' con questa premessa che ha inizio uno dei videogiochi più famosi e rivoluzionari della storia.
Another World è un platform game sviluppato dalla Delphine Software, allora giovane casa francese nata nel 1988, ma il vero padre di questo gioco è il programmatore francese Eric Chahi, il quale non solo ha curato l'aspetto grafico del gioco ma ha anche personalmente disegnato la locandina che si può ammirare sulla confezione del gioco.
Il gioco presenta un gameplay studiato su comandi estremamente semplici; l'azione si basa principalmente sui comandi saltare-correre-sparare.
Durante il gioco non potremo disporre di un arsenale bellico degno dell'esercito israeliano, bensì di un'unica, formidabile arma aliena: una pistola a raggi laser in grado di incenerire i nostri avversari e capace inoltre di creare campi di forza protettivi o un potentissimo raggio distruttivo semplicemente mantenendo la pressione sul tasto di fuoco per alcuni secondi.
Se la cosa può far storcere il naso agli amanti della varietà, la possibilità di utilizzare l'unico strumento di morte reperibile durante il gioco ben si addice all'impostazione realistica del gioco: infatti non è dato sapere quando la pistola finirà le munizioni (la parsimonia è d'obbligo) e non di rado vi troverete nell'infelice situazione di aver esaurito la carica dell'arma.
Fortunatamente durante l'avventura troverete alcune (rarissime) celle di ricarica che rimpingueranno il caricatore dell'arma.
Uno strumento semplice ma funzionale insomma. Unico inconveniente: i nemici che incontrerete durante l'avventura disporranno tutti del medesimo gingillo.
Maledetti Scorpioni!!
La longevità è un aspetto controverso in Another World. Le prime partite saranno caratterizzate da un elevato tasso di mortalità e da un discreto livello di difficoltà, in progressivo aumento man mano che del gioco si svilupperà. (niente scudi, protezioni o barre di energia... un solo morso di “scorpione alieno”un singolo colpo di laser, una caduta da altezza elevata e il nostro Lester sarà pronto per concimare margherite)
Lester inoltre non sarà obbligato a seguire un unico inevitabile percorso, ma potrà perlustrare gli angusti corridoi e le fredde caverne dell'ambientazione in lungo e in largo, salvo poi commettere madornali errori di valutazione nello scegliere quale strada intraprendere, con il rischio di rendere impossibile il proseguimento dell'avventura. Dettagli che possono inizialmente infondere al giocatore inesperto una sorta di frustrazione mentale.
Fortunatamente il numero di vite a disposizione è illimitato e ogni qualvolta il personaggio morirà l'azione riprenderà dall'ultimo check-point raggiunto, recuperabile anche dopo aver spento il nostro Megadrive, grazie a un comodo sistema di inserimento di una password di salvataggio. Peccato che una volta imparato a memoria il percorso ideale, il gioco può essere tranquillamente finito in meno di 40 minuti.
Come al cinema!
Senza dubbio l'aspetto grafico di Another World è il fulcro gravitazionale di tutto il gioco. Per realizzare la sequenza di movimenti dei personaggi è stata utilizzata la tecnica del rotoscope:
già utilizzato per anni nella realizzazione di cartoni animati, il rotoscope prevede che l'animatore, partendo da un filmato in riproduzione, tracci di un oggetto in movimento il suo contorno e tutto ciò che è al suo interno può essere facilmente estratto dal resto della scena, per poi ricollocarlo in una diversa scenografia.
Con l'avvento della computer grafica questo espediente è stato largamente utilizzato per la realizzazione di videogiochi; il leggendario Prince of Persia è stato uno dei primi titoli realizzati in rotoscope. Ma con Another World il livello di realismo ha toccato picchi mai visti fino a quel momento.
L'ambientazione e la trama rendono bene l'idea di un mondo alieno e completamente estraneo al personaggio; l'atmosfera è molto curata, grazie alle numerose animazioni presenti anche sullo sfondo, ma gran parte del merito spetta alle avvincenti e dettagliate sequenze di collegamento realizzate con grafica poligonale in 2d, che conferiscono al gioco una profonda vena cinematografica e che porta a un concetto affrontato per la prima volta da Another World: l'importanza della fisicità e dell'espressività dei personaggi nella realizzazione di un videogioco. La totale assenza di dialoghi durante il gioco non impedisce alla storia di evolversi in maniera chiara e scorrevole, anzi ne diventa parte integrante.
Anche l'orecchio vuole la sua parte e per fortuna la colonna sonora (realizzata dal francese Jean-François Freitas) è azzeccata e ben realizzata. Discreto anche l'audio di gioco, che sfrutta ottimamente le potenzialità del Megadrive (avvincenti i combattimenti a colpi di laser).
The End (?)
Another world termina in maniera enigmatica ed estremamente hollywoodiana: un vero capolavoro di grafica altamente scenografico, un ulteriore motivo per scoprire questo meraviglioso videogame.
Tutto lascia comunque intendere ad un seguito del gioco, cosa avvenuta su piattaforma MegaCd con “Heart of An Alien”, gioco che riprende lo spirito del gioco ma supportato da un dettaglio grafico superiore e da una qualità audio straordinaria, che, però, non ottenne uguale successo di critica.
Considerazioni Finali
indubbiamente un capolavoro, forse non premiato da una diffusione commerciale al di sotto delle aspettative, ma che comunque non ha scalfito la sua notorietà. Affascinante e apprezzabile anche oggi. Qualche recriminazione sulla scarsa longevità che impedisce ad Another World di raggiungere la perfezione. Ma di poco…
Il classico gioco che non dovrebbe mancare nella vostra ludoteca.