Era il 1999 quando Squaresoft lanciava sul mercato il controverso Final Fantasy VIII. Sulla scia del clamoroso successo diFinal Fantasy VII, SquareSoft si guadagnò una grandissima fiducia da parte di giocatori e critica di tutto il mondo, ma quel Final Fantasy VIII pieno di aspettative riuscì a dividere molto il pubblico tra giocatori soddisfatti e altri profondamente delusi dalla nuova creatura minata da una sceneggiatura altalenante, incentrata principalmente sul bel tema della preziosità dei ricordi, che si perdeva in una love story mal organizzata e diverse scelte narrative contraddittorie, nonché un gameplay dalle buone idee sviluppate in malomodo (il Junction System è il perfetto esempio di sistema di crescita ampiamente migliorabile e mai più ripreso).
Nel 2000 però, sotto la direzione di Hiroyuki Ito e supervisione di Hironobu Sakaguchi, esce Final Fantasy IX, ultimo capitolo su PS1 della fortunata saga che fa tornare SquareSoft alla ribalta, perfetto erede di quel Final Fantasy VII che incantò tantissimi giocatori anni prima, e che da Sakaguchi, il padre della saga, fu considerato il suo capitolo preferito.

Con Final Fantasy IX si attua un ritorno al passato, al fantasy classico e sobrio distante dalle tinte realistiche/occidentalizzate dell'ottavo e dal distinto cyberpunk del settimo. È una storia prettamente ironica che con il suo stile semplice e goliardico tratta con superbia temi più delicati e seriosi del capitolo precedente. È una scelta che spiazza inizialmente chi ha giocato i due giochi antecedenti ed è la gioia di chi adora il fiabesco perchè, davvero, tra animali antropomorfi e colori sgargianti il nono episodio centra il bersaglio del ritorno allo steampunk degli esponenti su SNES.
The place I'll return to someday
Fiabesco e avventuroso, Final Fantasy IX ci porta nel mondo di Gaia. È la storia dell'epico viaggio di Gidan e del suo gruppo di compagni uniti casualmente dal destino in una rocambolesca nottata.
Tutto inizia nella festosa città di Alexandria. Nel giorno del sedicesimo compleanno della principessa Garnet uno spettacolo teatrale è previsto in serata. In questo giorno, le vite di un giovane ladro, un timido maghetto nero, una fiera guardia del corpo e una principessina piuttosto vivace stanno per incrociarsi.
Infatti, da lontano, sta giungendo l'areonave che porta con sé la troupe teatrale. Facciamo conoscenza di Gidan Tribal e presto scopriamo il vero intento della combriccola: rapire la principessa. Sotto la guida del tamarro capo Kalò, Gidan e compagni preparano lo schema per portare via la nobile ragazza sotto le spoglie di compagnia teatrale.
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Tuttavia, qualcosa va storto. O meglio, va PARZIALMENTE storto...
La giovane principessa decide di fuggire di sua spontanea volontà, complice il comportamento sospetto della madre, scatta una ricerca da due fronti differenti: da una parte Gidan e compagni tentano di rapirla, dall'altra parte il maldestro capitano Adalberto Steiner e il suo squadrone “platò” cercano di portala indietro e, nel frattempo, il piccolo maghetto nero, Vivi, precipita anche lui nel tumulto che finisce con la disastrosa fuga dei rapitori che riescono nel loro piano, ma precitano subito dopo nelle vicinanze di alexandria...
Comincia così il lungo viaggio di Gidan e Garnet, accompagnati dall'austero Steiner e il piccolo Vivi, attraverso il vasto continente della nebbia ricco di grotte e centri abitati verso l'incredibile città degli idrovolanti, Lindbum. A poco a poco, tasselli dell'intricata storia vengono alla luce, va a costruirsi un ricco mosaico composto da rivelazioni piuttosto inaspettate, conoscenza di nuovi compagni: si unisce presto al gruppo di Gidan Frejya, draghiera alla ricerca del suo amato; un improbabile esperta di magia blu appartenente ad un clan tutto particolare, Quina, interessata ad espandere le sue conoscenze culinarie del mondo, e così via, in un turbinio di eventi che vanno a caratterizzare chi più e chi meno, che portano a visitare quasi ogni angolo di questo fantasioso pianeta trasmettendo un senso di avventura degno di Grandiae Dragon Quest.
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