Anno 1997. La Game Arts, famosissima casa per aver creato perle del genere JRPG come i mitici episodi della serie Lunar, compie un grande passo nel genere presentando al grande pubblico giapponese, inizialmente su Saturn, quello che è considerato uno dei migliori giochi di ruolo giapponesi della storia e primo titolo del genere a rappresentare il vero passaggio alle console 32 Bit. Grandi cose furono!
Un perfetto mix d’innovazioni e stile rendeva il capolavoro in questione un titolo peculiare per ogni suo pixel grazie, soprattutto, a una bellissima storia all’apparenza semplice ma condita da elevati picchi di emotività e immersione. Un solo nome:
Grandia .
Di come Grandia segnò un’epoca nel suo genere c’è molto da dire. Innanzitutto dobbiamo citare il maestoso livello tecnico e grafico generale, un Battle System dalle dinamiche innovative e un sistema di crescita dei personaggi originale, che resero il gioco un titolo molto avanti rispetto ai titoli contemporanei come il leggendario
Final Fantasy 7 e altri successivi come l’ambizioso
Xenogears .
Game Arts guadagnò una posizione degna di nota nel mercato dei JRPG e da loro non ci si aspettava che un nuovo grande capolavoro.
Il secondo episodio di Grandia era atteso trepidamente da molti e, nel 2000, game Arts lanciò su Dreamcast l’attesissimo Grandia II, riscoperto per voi dal Retroclub.
Memory of the gods.
Si racconta che millenni orsono una terribile guerra devastò il pianeta, la guerra del Bene e del Male. I due contendenti della guerra furono due dei: Granas, dio benevolo, e Valmar, il maligno.
Granas vinse la battaglia e sconfisse Valmar con la sua spada, incidendo sull’intero pianeta profonde cicatrici conosciute come le granacliffs, una sorta di canyon pieno di luce. Valmar, però, non fu sconfitto del tutto, ma diviso in parti che sono sigillate per tutto il pianeta.
A distanza di millenni, la storia riguardante la grande guerra rimane perlopiù una leggenda raccontata nei villaggi e custodita all’interno di sacri libri, nella biblioteca della grande cattedrale.
La fede in Granas aiuta la gente e vivere meglio ma, guarda caso, la santa chiesa predice che un giorno la luna di Valmar tornerà in cielo a predire la resurrezione del malvagio dio.
Come il Grandia precedente, il concetto base della storia non è sicuramente dei più originali mentre, invece, gli sviluppi sono la componente che più conta poiché, nella sua semplicità, Grandia si dimostrò colossale.
Grandia 2 è riuscito pure nell’intento?
The ones hidden within the darkness.
La storia di Grandia 2 ruota intorno al protagonista Ryudo, un diciassettenne che si guadagna da vivere facendo il Geohound, una sorta di mercenario che svolge compiti di tutti i tipi sotto retribuzione.
A inizio storia vediamo Ryudo terminare una sua rocambolesca impresa aiutato dal suo fido compagno, Skye, un pennuto ciarliero che lo accompagna da anni e gli da man forte dall’alto.
A termine dell’impresa Ryudo completa tutto un po’ goffamente e, per puro caso, ritrova e legge un messaggio lasciatogli da un parroco di un villaggio vicino, una nuova impresa lo attende.
Arrivato al villaggio, Ryudo scopre che deve fare da custode a una ragazza chiamata Elena, una “Songstress” (colei che canta inni in nome di Granas) che opera presso la Santa chiesa, in vista di un’importante cerimonia.
Gli eventi si succedono velocemente, un po’ troppo. Il gioco ci fa conoscere Ryudo come un uomo sadico e cinico nei confronti di ciò che riguarda la religione, un tipo di stereotipo che inizialmente non prende il giocatore, con un’immersione nell’azione quasi immediata.
La fase iniziale di Grandia 2, certo, non è delle migliori finché non si assiste al primo colpo di scena.
Il rito va male, e qualcosa di sinistro si sente nell’aria. Ryudo si precipita a salvare le suore che ritrova uccise per la grande torre e, infine, salva Elena che viene impossessata da Valmar trasmettendogli le “ali”.
Qui inizia la vera missione di Ryudo, Salvare Elena e portarla dal papa Zera Innocentius, l’unico in grado di esorcizzarla, attraverso un lungo viaggio che li porterà a esplorare il grande continente di Silesia e a far i conti con i più tetri aspetti della chiesa, i misteri della fede e a far conoscenza di personaggi importanti come la focosa Millenia, il giovane Roan e altri rappresentanti del fanatismo religioso che “governa” il mondo.
Come on, Lets go travel!
Il gameplay rimane, quasi, prevalentemente invariato rispetto al precedente capitolo. Grandia 2 rimette a disposizione il battle system unico e innovativo dell’epoca, accompagnato da una componente esplorativa molto marcata.
Come in precedenza, il gioco si svolge in modo lineare, passando da città in città attraverso dungeons o vallate da attraversare.
Essendo alle prese con un vasto spazio in 3D siamo liberi di seguire la “strada” principale, oppure, fuoriuscirne per cercare tesori, o sentieri alternativi, che portano ad altrettante ricchezze.
Il dungeon design, quindi, non delude. Guidiamo Ryudo alla scoperta di un mondo molto vasto che sfrutta le potenzialità della console Sega in modo appropriato. I dungeon sono divisi in estese zone nelle quali s’interagisce con diversi elementi dello scenario, da distruggere per aprirci la strada, e scrigni contenenti armi, oggetti di cura, oppure borse piene d’oro da spendere nei negozi dei villaggi.
Ad aiutarci nelle nostre peregrinazioni c’è la fida bussola in alto a destra, che segna a nostro piacimento le uscite ed entrate nei dundeons, o le località visitabili all’interno dei villaggi (edifici di personaggi fondamentali, locande e negozi).
Come nota dolente c’è da segnalare la scomparsa delle “bird view”, un vecchio sistema che ci permetteva, in alcuni punti, la visione dall’alto del dungeon, in modo tale da comprendere il sentiero giusto da seguire.
Ad ogni modo, Grandia 2 sembra valere molto nel dungeon design, ma dimostra un grandissimo passo indietro nella ricreazione delle città.
Scordiamoci i vasti luoghi popolati del primo e limitiamoci a piccole case composte da un'unica stanza e grandi palazzi con interni stretti.
Un passo indietro verso la generazione precedente che male si addice, così come l’interazione con gli oggetti dell’ambiente molto limitata. Niente più vasi o appendiabiti, disposti in modo frequente, che oscillano al nostro tocco.
Ciò non è sicuramente un grosso problema, ma si sente davvero la mancanza di un mondo che reagisce ai nostri movimenti in diverse occasioni.
D’altro canto, la limitata interattività e le casupole fanno spazio ad un elemento già accennato e incriticabile…
Purification Of Darkness ~ Battle With The Parts.
Ci muoviamo per un sentiero e vediamo dinanzi a noi un essere animato che al nostro avvicinarsi ci viene contro. Inizia il combattimento!
Come in precedenza, i nemici sono visibili sulla mappa e andandoci contro si da inizio alla pugna, ma attenti a come vi imbattete!
Uno scontro frontale farà iniziare una battaglia senza bonus-malus, sorprenderli da dietro ci darà l’iniziativa e farci prendere alle spalle (o entrare in contatto con un compagno che ci segue) innescherà un’imboscata ai nostri danni (praticamente è l’iniziativa avversaria).
A incontro avvenuto siamo catapultati nell’arena, che prevede un battle system a metà tra turn based e real time, dove i componenti del gruppo si muovono liberamente su campo, mentre lo svolgersi delle azioni è dettato dalla IP Gauge (in basso), la barra temporale che mostra l’ordine d’azione di ogni personaggio giocante e avversario.
L’icona di Ryudo si muove da sinistra a destra, cosicché, quando arriva alla zona “Com”, il tempo si ferma per dargli un comando che può essere una combo, un attacco forte o una abilità magica. Di seguito si entra nella zona Act, che indica il caricamento dell’attacco che è eseguito.
Dopo aver compiuto l’azione imputata, la sua icona torna a sinistra e avanza fino al prossimo turno.
Inoltre, il ricevere attacchi comporta un ritardo nel caricamento del turno. Gli elementi su schermo reagiscono fisicamente ai colpi ricevuti in maniera realistica. L’icona di Ryudo o del suo avversario rimane ferma per qualche secondo, ritardandosi nella turnazione, e si può vedere uno dei propri personaggi accasciarsi completamente al suolo per poi rialzarsi e riprendere lo scontro. Un sistema molto realistico che mostra ancora potenzialità nel caricamento degli attacchi, che richiedono tempo extra prima di essere sferrati e, in caso di attacchi combo o forti, i movimenti dell’attaccante e dell’obiettivo influiscono sulla riuscita di essi, poiché, se il nostro Ryudo va contro l’avversario, e questo si distanzia da lui, ciò può comportare una perdita del turno a causa della distanza elevata. Infine, è possibile fermare il caricamento di un attacco nemico eseguendo in tempo un attacco forte nell’istante necessario (l’effetto “Cancel”), mentre attaccandolo prima che attacchi l’altro provoca danno aggiuntivo per effetto “counter”.
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Da ciò si evince che il sistema è pressoché identico al precedente, ma c’è qualche differenza sostanziale.
Innanzitutto, un attacco speciale viene eseguito all’istante dopo essere caricato, mentre in precedenza Justin doveva prima avvicinarsi all’avversario in tempo reale, senza che questo si fermasse. In più, il tutto è reso più veloce e ciò fa sembrare l’azione meno tattica e più immediata.
Sistema di potenziamento rinnovato.
A un Battle system profondo va anche affiancato un sistema di crescita degno di nota.
Grandia mostrava un sistema di abilità che andavano migliorandosi in rapporto al loro utilizzo, e dava accesso a nuovi attacchi che andavano a miscelarsi con gli elementi appresi per sferrare magie di vario genere. Inoltre, c’erano anche diversi tipi di armi (ogni personaggio poteva brandirne più tipi) da padroneggiare. Ciò creava un perfetto mix esplosivo, pieno di genialità e immediatezza, poiché, si era molto più concentrati sullo sviluppo di abilità piuttosto che sul livellamento sfrenato.
Grandia 2 abbandona un po’ questa filosofia, portando a un approccio più immediato e meno originale. Ecco le tipologie di crescita:
- Moves: Ogni personaggio possiede un unico stile d’attacchi speciali chiamati “Moves”. Per usarle il personaggio è tenuto a impararle tramite gli “special coins” ottenuti alla fine delle battaglie (che ben differiscono dall’esperienza atta al passaggio di livello o al denaro da spendere). Si accede al menù abilità di un membro specifico e si potenziano le abilità già apprese o si imparano quelle contrassegnate da punti interrogativi. Diverse abilità permettono anche l’effetto Cancel quando sferrate, e potenziandole si aumentano la velocità di caricamento e l’efficacia.
- Mana Eggs:Di seguito troviamo le magie, che vanno equipaggiate tramite i vari “Mana Eggs”, che otteniamo durante la storia. Questi sono suddivisi in vari livelli, e se ne apprendono le magie tramite i “magic coins”, anch’essi ottenibili a fine battaglia. Ogni Mana Eggs, a differenza del tipo (di cura, attacco, della terra, dell’oscurità ecc.), contiene liste di magie che vanno imparate progressivamente in base alla loro natura e livello. I Mana Eggs non sono unici per ogni personaggio e si possono passare da un componente all’altro del gruppo senza problemi.
- Books:Infine, ci sono le abilità, che vanno apprese tramite libri simili ai Mana Eggs. In questo caso, i libri non vanno equipaggiati singolarmente, ma sono le stesse abilità che possono essere affibbiate ai protagonisti una alla volta, in base alle nostre preferenze e loro slot disponibili (questi vanno ad aumentare lungo il corso della trama). Le abilità comportano l’aumento dei parametri come la velocità, il caricamento delle abilità magiche, il numero di HP ecc.
Il punto forte è che non esistono abilità inutili come in molti altri JRPG, e quasi tutte sono usate senza problemi.
Insomma, il nuovo sistema propostoci è al contempo fresco, ma non il massimo dell’originalità, anche se non esistono magie o abilità inutili.
Peccato però che l’apprendimento di moves e affini sia troppo veloce, e ci si potenzia presto in modo esponenziale, riducendo di molto il livello di sfida.
''Heh, They Didn't Even Get To Fight Back!''
Siamo di nuovo di fronte ad un Gameplay di altissimo spessore e qualità imprescindibile? Quasi!
Grandia 2 mantiene un battle system perlopiù invariato (anche se ciò non si dimostra certo un male) e un sistema di crescita semplice e intuitivo.
La difficoltà si ripresenta di nuovo molto bassa, lo svolgimento rimane lineare come nel precedente e l’esplorazione risulta molto buona.
Purtroppo, è il livello di sfida basso rovina molto la giocabilità generale, e ciò penalizza questo parametro, un vero peccato!
Una grafica “grandiosa”.
Quando si parla di dreamcast, si pensa sempre a un’ottima qualità tecnica (qualcuno ha nominato Shenmue?) e sonora, viste le potenzialità che la console è capace di dimostrare.
Game Arts, per Grandia 2, ha preparato un ottimo engine che svolge benissimo il proprio dovere.
Nel primo Grandia erano le vaste ambientazioni e gli ottimi sprite 2d a fare da padroni. Grandia 2 si presenta con un eccezionale motore interamente in 3D che esibisce texture di ottima qualità, unendo il tutto ad un design di prim’ordine.
Infatti, siamo di fronte ad ambienti molto vasti che spaziano da pianure estese a dungeons molto ramificati pieni di dettagli.
La macchina di SEGA muove tutto senza il minimo rallentamento, anche negli ambienti più vasti e pieni di elementi come edifici all’interno delle città che, come i dungeons, son sempre piene di particolari che le caratterizzano.
D’altra parte, ci sono presentati modelli dei personaggi stilizzati e abbastanza ben animati (come Ryudo che porta sulle spalle uno zaino che reagisce ai suoi movimenti) e anche con un buon character design.
La mano di Yuji Kanoe ha dato vita a personaggi dall’aspetto convincente e in relazione col gioco in sé. Comunque, non passano inosservati piccoli particolari come la “farfallina” che Ryudo tiene disegnata sul petto (
ma come può piacere ad un uomo cinico come lui? Ndr), la gonna in seta bianca quasi trasparente di Millenia, o lo stile di vestiario di Elena che rendono perfettamente l’idea di “ragazza di chiesa” (una sorta di suora insomma).
I nemici, dal canto loro, sono anch’essi originali e ben numerosi, senza ricadere in esseri alquanto bizzarri (Final Fantasy VII dice nulla?).
Nelle battaglie, i modelli dei protagonisti hanno animazioni convincenti. Le corse e gli attacchi sono realizzati ad hoc, così come i nemici che non sfigurano.
Tuttavia, se vogliamo trovare un difetto c’è da segnalare la mancanza di elementi del viso. I modelli sono stilizzati, e presentano solo gli occhi sulla faccia, mentre l’interpretazione delle loro espressioni è data dai text boxes che presentano i loro ritratti che aiutano ad immergersi nei dialoghi (
il facepalm di ryudo si addice molto. ndr).
Continuando, c’è da segnalare l’ottimo uso di filmati, in Computer Graphic, che mettono in risalto le scene di gioco più importanti (mostrando competitività alla Square Soft) e le magie più potenti. Siamo di fronte a rappresentazioni delle magie a dir poco eccezionali. Ci teniamo a nominare Burnstrike (che mostra uccelli infuocati scendere dal cielo e colpire), Dragon zap (un drago composto da fulmini che investe i bersagli), Ba-Boom (un esplosione molto simile ad un big bang), e per finire tutti gli attacchi speciali di boss e nemici che fanno rimanere a bocca aperta.
Game Arts supera se stessa, e riesce a competere con Square Soft che sul campo degli effetti e filmati ha mostrato sempre un’abilità di prim’ordine.
Traditional Song ~ The Villager's Chorus.
Noriyuki Iwadare torna, e svolge un grande lavoro.
Grandia 2 presenta anch’esso una bella ost, ma per certi versi è un lavoro ben lontano dal precedente capitolo della serie.
Con Grandia, Iwadare aveva firmato il suo capolavoro, ma con il secondo si può notare un grande passo indietro. Innanzitutto, moltissimi brani sono rifacimenti della canzone principale, “Cancão do povo”, e sono scomparsi i canti tribali, BGM che identificano molti dungeons (scordatevi perle come il vecchio “
twin tower’s theme”) o un gran numero di tracce. L’OST generale conta un totale di 46 brani, un numero inferiore all’OST precedente, ma non mancano composizioni degne di nota.
Le due canzoni principali “
Cancão do povo” e “
A deus” rispecchiano fedelmente il tema principale del gioco, e sono cantate in una sorta di spagnolo un po’ maccheronico e peculiare. Del resto rimangono da citare diverse buone tracce come “
Granas Sanctuary”, “Despair and Hope”, “Skye’s Reminiscence”, “
Come on, let’s travel” (che è probabilmente il BGM più bello del gioco), “
LIVE!LIVE!LIVE!” e “
Have Faith in Yourself”.
Per finire sulle musiche, rassicuriamo tutti i fan su un argomento delicato. Ricordate le eccellenti Battle theme di Grandia? Ebbene, Iwadare si ripete, regalandoci temi da battaglia molto buoni, tra cui spiccano l’ispiratissima “
Purification Of Darkness ~ Battle With The Parts” (che si classifica come uno dei battle theme più belli di sempre), “
FIGHT!! Ver.3 ~ Middle Boss Battle “ e la bellissima Last Battle Theme che ritrae una battaglia finale lunga e intensa.
Purtroppo si contano solo cinque brani, mentre in precedenza erano di più, ma sono più che ascoltabili e appagano pienamente le battaglie più significative.
Altro elemento da commentare è il doppiaggio, molto azzeccato per tutti i personaggi a parte, forse, Elena. Jennifer Hale svolge un ottimo lavoro, ma la sua voce (che ha doppiato egregiamente Fall-From-Grace di Planescape: Torment) sembra troppo giovane e a tratti infantile per un personaggio che è sì fragile, ma che ha anche 17 anni. Inoltre, le parti dove Elena canta le due canzoni principali del gioco fanno stonare ancora di più la voce scelta per il voice acting.
Nelle battaglie, comunque, abbiamo una qualità delle voci superiore rispetto al predecessore, con numerose frasi che ritraggono il lancio di magie e attacchi speciali differenti (un esempio per tutti: “tenseiken slaaaaaash!!” ndr).
Infine, tocca agli effetti sonori essere valutati. Questi, purtroppo, deludono le aspettative e sfigurano dinanzi ad altre produzioni, rimanendo ancorati alla generazione 32 BIT (molto simili al primo Grandia, per la maggior parte) e ammettiamo che si poteva fare molto di più.
In definitiva, Grandia 2 si attesta su buoni livelli di sonoro. La colonna sonora di ottima fattura e il doppiaggio non deludono, mentre gli effetti sonori blandi lasciano a desiderare. Tuttavia non c’è molto di cui lamentarsi e ci riteniamo abbastanza soddisfatti del lavoro di Game Arts.
LIVE!LIVE!!LIVE!!!
Grandia 2 è un gioco perlopiù adulto, che tocca argomenti delicati come la fede religiosa, i lati oscuri della chiesa (simile a quella cristiana), il fanatismo, la morte, il sacrificio e l’amore.
Nello sviluppo della storia si può assistere a numerosi avvenimenti significativi, che vanno a incidere molto sul profilo psicologico dei protagonisti che si evolvono e crescono interiormente.
Grandia 2 è un viaggio nelle profondità dell’animo umano e si assiste a differenti colpi di scena che riescono a rimanere impressi nel giocatore nel lungo andare. Le parti umoristiche rimangono, ma solo molto esigue rispetto al precedente capitolo, mentre si fa spazio a un’atmosfera, come già accennato, molto più matura.
Per il resto, Grandia 2 rimane un titolo dalla solida trama, che non eccede in scelte senza senso e non tocca neppure grandi picchi di originalità.
Ciò che più colpisce rimangono i dialoghi tra personaggi, davvero maestosi, soprattutto nelle scene di ristoro, dove essi chiacchierano sugli eventi accaduti o altro. Si possono formare rami di dialogo differenti sia tra i protagonisti e sia con i PNG, con i quali si ha molto da dire.
Non ci sono parole per descrivere bene l’ottimo lavoro di Game Arts su questo fronte, veramente.
Soprattutto, rimane memorabile il triangolo amoroso che si forma tra i protagonisti della storia, e la conclusione della trama che presenta una parte pre-credits originale.
Grandia 2 è un titolo consigliato a tutti gli amanti del JRPG e ai fan del primo, colossale, episodio della serie… sempre che non rimangano delusi per l’impronta seria che permea l’intera sperienza di gioco.
The mythical World.
Grandia 2 è un titolo lineare. Si alternano continuamente città-dungeon-città…, senza la presenza di backtracking e di subquest. L’esperienza totale si attesta sulle quaranta ore o più di gioco, e si conta un solo dungeon opzionale con scontri molto duri da affrontare. La difficoltà, poi, è molto bassa poiché ci si potenzia molto facilmente e la rigiocabilità non è molto alta.
Come durata totale è quasi nella media, se solo non fosse per la mancanza quasi totale di extra.
Porting molto diversi.
La cover PS2 del gioco
| Grandia 2 è stato convertito anche per altre due piattaforme: PC e PS2. La versione PC vanta una qualità grafica al pari di quella DreamCast, con tanto di risoluzioni più elevate e filtri da inserire (“anti aliasing”). Però, i filmati sono visualizzati male, e soffrono di una sgranatura molto elevata, a causa della risoluzione identica alla versione DC. Il porting PS2 è quello che soffre di maggiori problemi. Fu eseguito da un gruppo esterno a Game Arts, e la qualità è molto bassa. Abbiamo colori spenti e ambienti e modelli i personaggi meno dettagliati. Davvero un peccato, viste le belle texture della versione originale!
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Un viaggio all’inglese.
Il gioco, in territorio PAL italiano, è arrivato in lingua inglese. Il lessico è molto elegante e ben strutturato. Ciò, infatti, può essere un ostacolo per i meno avvezzi con la lingua di Shakespere, che possono riscontrare problemi di comprensibilità. Inoltre, come al solito, Game Arts non ha aggiunto sottotitoli ai filmati di gioco e la comprensione di essi è abbastanza difficile.
Fortunatamente, un gruppo di traduttori italiani sta attuando la traduzione dei testi di gioco per la versione PC, cercando di risolvere anche il problema dei filmati in bassa risoluzione e sottotitolandoli.
Il loro indirizzo è:
http://www.figlidigaucci.eu/In conclusione:
Grandia 2 non delude. Abbiamo una trama solida, bei personaggi, ottima grafica, e un gameplay ricco, ma un livello di sfida molto basso.
La colonna sonora si presenta ottima, ma con pochi BGM che si vanno a ripetere, eccellenti Battle Themes, e diversi brani di egregia fattura. Game Arts si riconferma un’ottima casa produttrice, sebbene il suo prodotto sia in parte inferiore al Grandia originale. Pertanto, L’eccellenza è lontana, ma nulla ci toglie il dovere di consigliare questo JRPG che saprà coinvolgere gli amanti del genere.
Retroclub promuove Grandia 2, acquisto consigliato per tutti i possessori di un Dreamcast!