Anche i grandi devono cominciare da qualche parte e così i ragazzi di Massive che non mandano sul mercato certo un titolo all’anno, come Guitar Hero o Call of Duty, in favore di una politica che favorisce il tempo di sviluppo per migliorare la qualità finale. Sicuramente azzeccato come modo di fare, basta vedere il curriculum di questi ragazzi: Gound Control con relativo seguito e World in Conflict. Tutti pezzi da novanta della strategia in tempo reale grazie alla loro intuibilità, alla trama coinvolgente e gameplay innovativo. Inoltre non si accontentano mai di motori preconfezionati come l’Unreal o l’Aurora Engine, ma preferiscono crearsi da se motori ad-hoc con risultati strabilitanti. Basti vedere la grafica di Ground Control 2 a cui anche un occhio esperto fatica ad attribuirgli ben sette anni sul groppone. Oggi però ci spostiamo ancora più indietro all’inizio del nuovo millennio. Superata la paura del millenium bug i computer poterono regalarci altri titoli oltre a Dune e Archom: il primo Ground Control, poi ampliatosi con Dark Cospiracy chiudendo il cerchio.
Un nuovo inizio
L’ipotesi della terza guerra mondiale è sempre la più gettonata per un ambientazione post apocalittica. In particolare qui viene definita la guerra dei “sedici minuti” che ha decimato la popolazione terrestre. Prima del conflitto un gruppo conosciuto come “Ordine della Nuova Alba” mise al sicuro con se nei rifugi atomici la conoscenza dell’umanità, così da non ripartire da zero una volta tornati in superficie. Per questo acquistarono subito grande prestigio e seguaci una volta aperti i bunker. Ovviamente si salvarono anche le grandi potenze economiche. Una fra tutte la Crayven Corporation.
La Terra è diventata inospitale e questo spinge l’umanità a colonizzare nuovi pianeti: il pianeta madre funge principalmente da quartier generale dove risiedono tutti gli enti rappresentativi delle fazioni. La ricostruzione dell’umanità inizialmente procede bene, ma in un secondo momento la Nuova Alba e la Crayven cominciano a pestarsi i piedi fino ad arrivare alla guerra aperta per il controllo dei settori spaziali e dei pianeti. E’ in questo contesto, sul pianeta Krig-7B, che prendiamo i panni del protagonista: il maggiore Sarah Parker dell’esercito della Crayven Corporation. Inizialmente si svolgono lavori di routine, ma subito appare chiaro che la Nuova Alba sta nascondendo qualcosa, forse un oggetto che potrebbe capovolgere le sorti dell’intera guerra.
Mai singole unità
Come detto nell’introduzione, Massive cerca sempre di creare gameplay innovativi. In un periodo in cui Starcraft spopola alla grande, loro mettono sul mercato il suo opposto. Nessuna risorsa da raccogliere, nessuna base da gestire e difendere; soltanto una zona di atterraggio e le nostre unità.
Prima di lanciarci nella missione parteciperemo sempre ad un briefing dove ci vengono spiegati gli obiettivi, le manovre e gli ostacoli della missione. Il tutto impostato come una teleconferenza. Fatto questo ci troveremo in una schermata dove ci vengono date delle unità a nostra disposizione e le navette da trasporto, entrambe ben limitate. Come si intuisce non possiamo portarci tutto il nostro arsenale ma, come in una vera battaglia, solo i mezzi e gli uomini che entrano nei mezzi da sbarco. Quelli atterrano sul pianeta e con quelli bisogna portare a temine la missione. Se facciamo un errore di valutazione, se non portiamo unità in grado di attaccare le unità aeree e la mappa è piena di bombardieri nemici… Si soccombe, come in una battaglia vera. L’unica opzione possibile è riavviare la mappa. Per questo bisogna sempre prestare attenzione ai briefing ed ascoltare quali unità incontreremo, oltre che cercare di portarci dietro unità il più possibile variegate in modo da poter rispondere ad ogni situazione. Ovviamente questo implica delle mappe più “statiche” rispetto alle controparti più classiche. Questo perché le unità nemiche non possono cambiare tipologia in quanto noi non abbiamo i mezzi per modificare la tattica adottata e reagire di conseguenza. Un’altra peculiarità del titolo (che troviamo anche nelle successive produzioni Massive, anche se non così marcatamente) è che non ci troveremo mai a comandare singole unità, ma soltanto interi gruppi precomposti. Per esempio quella che sull’HUD vediamo come un’unità marin in realtà è un gruppo composto da 20 soldati. Questo gioca decisamente a favore della giocabilità, resa più intuibile e meno dispersiva in quanto con un solo click selezioniamo un intera squadra, senza disegnare i classici rettangoli su schermo per selezionare più unità.
Un altro punto focale di tutto il gameplay è l’APC di comando. Un unità sempre presente in tutte le missioni, è quella che comanda tutte le squadre sul campo di battaglia. E’ il punto vitale di tutto il gioco: se tutte le unità sono morte meno che l’APC, la missione può proseguire. Se tutte le unità sono vive e l’APC viene distrutto, è game over. A questo va aggiunta la possibilità di fallire gli obiettivi primari della missione, che vanno perseguiti cercando di prendere il controllo di alcuni punti chiave ben indicati.
Gli anni passano
Se Ground Control II maschera gli anni che si porta dietro, il predecessore tradisce la sua veneranda età. All’occhio moderno la grafica risulta molto sgranata. Tuttavia 11 anni fa questo livello tecnico era ottimo, Massive diede prova di se con la prima versione del suo engine (battezzato appunto Masstech Game Engine). I particolari sono curati nel dettaglio, tanto che i mezzi sbarco alzeranno polvere ed i missili, prima lanciati e poi a segno, produrranno fumo e detriti. Parlando dell’audio, il comparto musicale è buono con melodie adatte ed un abbassamento di queste ultime durante il parlato (accorgimento molto gradito). Il doppiaggio, totalmente in italiano, è ad ottimi livelli: le voci sono dosate e rispecchiano le situazioni, facendo trasparire la rabbia, la preoccupazione o la perplessità dei personaggi animati dalla computer grafica.
In compagnia è bello
Il single player ha certamente un ottimo comparto di missioni, ampliate anche dall’espansione Dark Cospirancy che chiude le vicende di Sarah, ma Ground Control è anche un ottimo titolo multiplayer che ha conosciuto vera crisi solo di fronte all’uscita del seguito. Il funzionamento, in realtà, è molto simile al single player: scegliamo delle unità da mettere nelle navi da sbarco e si parte all’avventura. La differenza è che le mappe sono molto più piccole, con scontri molto più frequenti fra i giocatori, e vi è la possibilità di far arrivare navi da sbarco in continuazione. Ovviamente una partita multiplayer con soltanto uno sparuto gruppo di unità durerebbe pochissimo. Lo spirito comunque non cambia, poiché le unità scelte non potranno essere cambiate. Dobbiamo quindi reagire prontamente alle azioni del nemico con le risorse a nostra disposizione!
Se questa recensione vi ha incuriosito e volete provare un grandissimo gioco di strategia per farvi un idea personale, sappiate che non dovete spendere un soldo! Massive Entertaiment e Sierra (che al tempo era il distributore, prima che i ragazzi svedesi passassero sotto l’ala di Ubisoft) hanno reso il primo Ground Control liberamente scaricabile da questa pagina web. Cosa aspettate a provarlo?
Massive è l’incarnazione del detto “chi fa da se fa per tre”. Ad ogni lavoro creano un motore ad-hoc per il titolo ed i risultati sono lampanti nella qualità eccelsa. Tuttavia i giochi Massive (non parlo solo di Ground Control) non sono ottimi solo dal punto di vista tecnico, ma anche della trama e del gameplay sempre innovativo e diverso, ma senza stravolgere i canoni.
Come in tutti i lavori Massive la fattura grafica è ottima data da un motore studiato ad-hoc.
8.5
Audio totalmente in italiano con doppiaggio eccellente. Si poteva fare qualche cosina in più per il comparto musicale che forse diventa troppo ripetitivo a lungo andare.
9
Innovativo, rivoluzionario, diverso dai suoi simili del tempo impegnati ad imitare Starcraft e Warcraft. Giocabilità molto intuitiva e veloce grazie alla gestione in squadre.
9
Oltre alla campagna primaria, già di buona durata, si aggiunge l’espansione Dark Cospiracy con le sue 15 missioni aggiuntive ed una nuova fazione giocabile. Il multiplayer non è più giocato per ovvie ragioni, ma al tempo offriva altre ore di divertimento.