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Jedi Knight 2: Jedi Outcast

Jedi Knight 2: Jedi Outcast
Informazioni Jedi Knight 2: Jedi Outcast
9.5

Recensione Jedi Knight 2: Jedi Outcast  Scritto da: Ferdinando "Mega Man" Gamboni | Data: 2011-01-13

Kyle Katarn torna in azione, in un videogioco all'insegna della forza.

Dopo gli ottimi Dark Forces e Jedi Knight, la saga ritorna con questo terzo, bellissimo, capitolo.
Probabilmente, appena iniziato il gioco, avrete voglia d'impugnare subito la spada laser, ebbene no: perchè il gioco inizia proprio dove finisce il precedente capitolo, Misteries of the Sith, che vedeva Kyle Katarn abbandonare i propri poteri da Jedi per paura di passare al Lato Oscuro. Quindi, i primi livelli sono delle “semplici” sessioni da sparatutto. Virgolette volute, per il fatto che già dai primi livelli si vede la cura riposta nel level design e nei dettagli, senza dimenticare le aree segrete che fanno guadagnare oggetti particolari e munizioni extra.

Il nostro alter-ego, oltre all'energia vitale, possiede anche degli scudi personali (molto carino l'effetto di questi ultimi se si viene colpiti, poiché, appare la sagoma illuminata dello scudo, intorno a Kyle).
Le armi sono varie: si parte con una pistola energetica molto precisa e con la possibilità di caricare il colpo col fuoco secondario; per seguire col fucile d'assalto delle truppe imperiali, probabilmente l'arma su cui faremo più affidamento nelle prime sessioni di gioco (ed anche la più famosa nei primi tre film della saga): è meno preciso della pistola, ma con più volume di fuoco, che aumenta ancora di più col fuoco secondario, a scapito della precisione. Si prosegue con un fucile laser ad energia, che può caricare il colpo per polverizzare (letteralmente) il nemico con l'ausilio di un micidiale zoom ottico: è il fucile da cecchino in stile Star Wars! A seguire la balestra wookie che permette, col fuoco primario, di lanciare più colpi contemporaneamente in linea orizzontale, e col secondario un semplice colpo singolo a rimbalzo.
L'imperial heavy repeater potrebbe essere paragonato al mitra con lanciagranate della nostra epoca: infatti, col fuoco primario spara una raffica di pallini energetici, mentre col secondario lancia un'unica, potente, bolla d'energia.
Per finire, le armi pesanti: Il Golan, che dal fuoco secondario potrebbe essere paragonato al fucile a pompa dei giorni nostri, o più semplicemente al cannone Flak di Unreal Tournament, mentre col fuoco secondario spara delle sfere che esplodono al contatto (o dopo qualche secondo, se lasciate stare) con un nemico; per finire, un'arma a impulsi elettro-magnetici, consigliata contro i robot; il lanciamissili, per trattare con i nemici più resistenti; i Thermal Detonator, le granate del mondo Star Wars; i Detonator pack (si piazzano a terra, per poi farli esplodere a distanza) e, infine, delle mine con sensore laser che possono essere piazzate sul pavimento, sui muri o sul soffitto (molto divertenti da piazzare davanti ad una porta per creare degli agguati).
Ultima, ma non per importanza, la Spada laser, che probabilmente sarà la nostra compagna più fidata per tutto il gioco: si rivela infatti un'arma molto versatile ed efficace contro qualunque nemico, con l'unico difetto d'essere efficace solo a breve distanza.

Un gameplay e una trama sublimi

Come già detto, nelle fasi iniziali, il gioco presenta delle sessioni da “tipico” sparatutto, ma ottimamente sviluppate. In seguito ad un colpo di scena, in cui faremo la conoscenza del nostro nemico (ed anche il motivo per cui Kyle tornerà ad usare i poteri, ma questo è uno segreto che non voglio rovinarvi), Kyle tornerà alla Valle dei Jedi, ed a seguire all'accademia di Luke Skywalker per riacquistare i poteri della forza e la sua spada laser. Qui dovrete superare degli enigmi molto divertenti, in cui imparerete come usare i vostri poteri. Alla fine dell'addestramento farete la vostra prima missione!

Il primo livello che affronterete, dopo l'addestramento, si dimostra notevolmente ben fatto e “spettacolare”: edifici altissimi e possibilità di cadere nel vuoto in qualsiasi momento; questo significa che potrete anche spingere i vostri nemici giù nei precipizi, grazie al potere “push” (all'inizio è poco potente, e dovrete usarlo più volte anche per spingere un nemico di pochi metri).
Anche se questi primi nemici non sono certo abili come dei Jedi, sapranno, comunque, essere ostici. Infatti cercheranno di ripararsi, schivare i vostri colpi e fare azione di gruppo.

E' notevole la cura nel level design: per esempio, all'entrata di una stanza, bisogna stare stare attenti ad eventuali fessure nei muri, in cui possono essere appostati dei nemici che vi prenderanno di sorpresa. Negli ambienti all'aperto, invece, ci sono varie postazioni (alcune veramente difficili da localizzare) per i cecchini, che sono davvero pericolosi, siccome un colpo caricato al massimo, del fucile a energia, può uccidervi in un attimo; tuttavia, grazie ai vostri poteri Jedi, c'è una probabilità di riuscire a schivare il colpo (dipende dalla vostra abilità Jedi: verso la fine del gioco li schiverete, quasi, sempre). Si nota anche la cura nei dettagli, ad esempio: nel livello dell'inceneritore ci saranno vari container e carrelli pronti per essere scaricati; nei livelli ambientati in un'astronave ci saranno varie casse di rifornimenti, tubi dell'elettricità (alcuni mortali, con l'elettricità che scorre direttamente sulla superficie del tubo), schermi d'energia ecc.

In quasi tutto il gioco c'è la “variabile” dei precipizi senza fondo, e più avanti sarà davvero uno spettacolo fare duelli a colpi di spada laser su un ponticello largo mezzo metro e sospeso sul vuoto!
Oltre ai normali combattimenti, anche gli enigmi sono parte integrante del gioco, che possono andare dall'attivare vari pulsanti per aprire una porta, trovare una chiave, spingere o collocare un qualsiasi container o macchinario, per passare, ecc. Se a volte può trattarsi di enigmi rapidi, altre volte saranno veramente lunghi e faranno parte di un intero livello.

Veniamo adesso ai poteri della forza che il protagonista acquisirà più avanti nel gioco: inizialmente avremo solo i poteri di base, cioè spinta, utile per far cadere i nemici da altezze elevate; richiamo, ottimo per attirare a sé oggetti lontani o locati in un pertugio irraggiugibile; salto, per arrivare ad altezze elevate; e velocità: questo potere è davvero utile per sbrogliarsi da una situazione complicata con un elevato numero di nemici, dato che il tempo intorno a voi rallenterà mentre voi andrete più veloci del normale. Inoltre, alcuni enigmi richiedono proprio l'utilizzo della “force speed”.
Durante il gioco questi poteri si evolveranno automaticamente senza possibilità che il giocatore possa decidere quali favorire. Questo è necessario per dare una compostezza al level design: se il giocatore potesse decidere di potenziare il “salto di forza”a piacimento, potrebbe accedere troppo facilmente a locazioni che i level designer hanno invece deciso di rendere accessibili solo tramite appositi enigmi.
Inoltre, acquisiremo altri poteri, come la quasi indispensabile cura ed il fulmine.
Per usare la forza è necessario del “mana”: il suo consumo dipende dall'utilizzo che si fa dei poteri e bisogna stare attenti a non esagerare, perché, se è vero che si ricarica in automatico, è anche vero che succede soltanto mentre non ci sono poteri in uso: se per esempio avrete attivo il “force speed”, dovrete stare attenti a non usare troppo il salto o la spinta, altrimenti rimarrete a secco di mana.

Non dimentichiamo le varie abilità da usare con la spada laser, che può essere lanciata verso il nemico (a seconda della nostra abilità, prima potremo lanciarla semplicemente in avanti; poi roteerà mentre è in aria; ed infine, la spada attaccherà automaticamente tutti i nemici nelle vicinanze) ed è utile per parare e respingere i proiettili, come si è visto nei film.Ci sono, inoltre, varie “combo” da eseguire.

Insomma, questo Jedi Outcast ha un gameplay che si fa apprezzare, sia per via delle armi a disposizione, da usare secondo la situazione, sia per merito dei poteri sia della spada laser, che è davvero divertente da usare: difficilmente il gioco potrà annoiarvi, complice anche la trama che s'intrica sempre di più, fino a sbrogliarsi verso la fine.

Un'ottima grafica e delle musiche immersive

La grafica, complice il motore di Quake 3, è pulita e tecnicamente ben fatta, con delle texture realizzate in modo eccellente, oltre agli effetti di luce, come quello della spada laser, veramente piacevoli. Il motore, permette di attivare i filtri, come l’anti aliasing e anisotropico, oltre alle ombre dinamiche, che richiedono un'ottima scheda grafica onde evitare cali di frame rate.
Il motore non era particolarmente pesante all'epoca, complice anche la grande scalabilità delle opzioni per i sistemi meno potenti. Con una Radeon 9000 si poteva già godere al meglio alla risoluzione di 1024x768 senza ombre e filtri, mentre con le schede attuali si può tranquillamente spingere al massimo dettaglio, godendosi al meglio una grafica che, ai tempi nostri, può ancora essere piacevole.

Il sonoro è ottimo, dato che gli effetti delle armi e quelli ambientali sono presi direttamente dai film di Star Wars. Inoltre c'è una piccola chicca per i fan della serie: v’imbatterete in Lando Carlissian, che è doppiato dall'attore originale, Billy Dee Williams.
Il gioco è solo in inglese, sia per l'audio sia per i sottotitoli: è quindi indispensabile una conoscenza almeno scolastica della lingua d'albione per apprezzare la trama.
Le musiche sono immersive (anch'esse prese in buona parte dai film) e dinamiche, nel senso che cambiano secondo la situazione: in un monento di calma, verrà riprodotto un brano tranquillo e poco “invasivo” per le vostre orecchie; quando, invece, ingaggerete battaglia, inizierà una canzone “forte” che v'immerge nell'azione, e così a seguire. Inoltre, il fatto che buona parte se non tutte le canzoni siano prese dai film, contribuisce ancora di più a farvi sentire nell'universo di Guerre Stellari.
Riguardo alla longevità, il titolo può durare una quindicina d'ore circa per un giocatore medio. Non c'è un vero motivo per rigiocarlo, se non per gustarsi nuovamente l'ottimo gameplay (il sottoscritto, ha giocato e finito il gioco tre volte, ma si tratta di gusti prettamente personali ndr).

Una saga non troppo ricordata

Il predecessore di Jedi Outcast innovò alcuni poteri particolari che sono ancora oggi usati nei videogiochi, ma pochi se ne ricordano. Si tratta in buona parte degli stessi presenti in questo seguito.
Tempo fa, un certo Max Payne, probabilmente ispirandosi al film Matrix, “innova” il bullet time, una modalità in cui tutto l'ambiente circostante appare rallentato. Un potere simile c'era già nel 1997 in Dark Forces 2: Jedi Knight: il Force Speed di cui si è parlato prima, con cui il protagonista si muove ad una velocità superiore al normale e tutto l'ambiente circostante appare rallentato.
In Max Payne, c'è semplicemente un tempo rallentato senza la possibilità di muoversi più velocemente (è la mira a rimanere a velocità “normale”).Questa funzione è usata, ad esempio, anche nel più recente F.E.A.R. Infatti, pare che in pochi si ricordino di quale gioco introdusse questo potere.
E' bene ricordare che, comunque, il primo FPS in assoluto ad aver introdotto dei poteri nel gameplay è stato, l'ancora più anziano, System Shock.

In alternativa a Jedi Knight 2: Jedi Outcast
Jedi Knight: Dark Forces 2Jedi Knight: Dark Forces 2

Il secondo Dark forces è stato l'inizio della storia di Kyle Katarn. Facile da recuperare è altamente consigliato!
Il commento dell'autore su Jedi Knight 2: Jedi Outcast
Avatar di Ferdinando
 
Ferdinando "Mega Man" Gamboni

n.d.


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Pregi del gioco

Bella trama

Tornano i poteri della forza!

Ottimo gameplay ed enigmi divertenti
Difetti del gioco

Una volta finito, non avrete molte motivazioni per ricominciarlo.

Pagella del gioco
Voto grafica
9.5
il motore di Quake 3 viene spremuto a dovere, molto buono sia nelle ambientazioni che modelli poligonali.
Voto sonoro
9
La colonna sonora raccoglie pezzi della saga cinematografica e immerge nel mondo di gioco.
Voto giocabilit
10
i poteri della forza donano molta profondità al gameplay.
Voto longevit
8
una longevità nella media (dell'epoca) che si attesta sulle quindici ore. Gli spunti per rigiocarlo sono pochi.
 
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