Se c’è un titolo che ha saputo farsi rispettare nel corso degli anni in quanto a innovazioni e carisma generale, nell’ambito dei picchiaduro, quello è certamente
Soul Blade. Pietra miliare prodotta da Namco per la mitica playstation.
Originariamente, con il nome di
Soul Edge nella versione nipponica e USA, codesto titolo apparve nelle sale giochi scatenando la gioia dei giocatori più incalliti a dispetto di un
Tekken molto amato e sopravvalutato all’epoca.
Vediamo, infatti, che la sua edizione Arcade fu distribuita in ben due versioni differenti, nelle quali vennero risolti bug e aggiunti nuovi personaggi giocabili, ma la sua vera fortuna arrivò con la trasposizione su console casalinga.
The edge of soul.
“trascendendo la storia e il mondo, una storia di anime e spade eternamente raccontata”
L’intro della conversione per Playstation è una delle più belle mai realizzate in un videogioco. Sul sottofondo dell’energica The edge of soul sfilano sequenzialmente i diversi personaggi componenti il cast del gioco. La macchina da presa è rapida nei movimenti e propone interessanti accorgimenti cinematografici. Ogni personaggio propone un brandello della sua storia e delle motivazioni per cui ricerca con dedizione la leggendaria Soul Edge; i modelli poligonali utilizzati ricalcano pressappoco quelli sfoggiati all’interno del gioco, ma il filmato realizzato in Computer Grafica gli conferisce una fluidità e una foggia maggiore.
Uno dei motivi per cui preferire la versione nipponica a quella occidentale risiede in alcune gravose applicate nel filmato iniziale: il personaggio di Sophitia in una inquadratura appare ignuda in pieno petto ricordando per movenze la Venere dipinta dal Botticelli (in questo caso le sua candide mani fanno in tempo a coprire le grazie), ma verso la fine della sequenza ella è ancora ignuda ed emerge dall’acqua all’apparire di una divinità greca nella versione giapponese, mentre in quella europea risultava munita di magliettina a coprire le parti intime in un fotomontaggio decisamente mal riuscito).
Le storie che si intrecciano in questo mondo sono tutti particolari e allo stesso tempo verosimili, poiché, Soul Blade si ambienta nel nostro mondo, precisamente nel 1584 D.C.
Una spada leggendaria, la Soul Edge, è l’elemento portante della trama di gioco. Una leggendaria arma che è considerata come una lama della salvezza, una spada d’eroi, una spada invincibile con cui abbattere chiunque, ecc.
Proprio alla sua ricerca, molti grandi guerrieri hanno lasciato la propria patria e famiglia senza ricavarne alcun buon esito. Nel corso degli anni il mito è andato sempre più aumentando e, alla fine, solo un uomo riuscì a trovarla: il Capitano Cervantes, ma su di lui non si ebbero più notizie...
I personaggi che controlliamo nel gioco hanno tutti come scopo il ritrovamento di questa spada per proprie ovvie ragioni e, a differenza di altri esponenti dell’epoca, in Soul Blade assistiamo a una narrazione degli eventi molto ben eseguita grazie a scene ricreate con il motore grafico di gioco, o illustrate nei libri dei nostri avventurieri. Senza dubbio è una delle grandi innovazioni che l’hanno reso famoso nel corso degli anni e modello d’esempio per tutti gli altri a venire.
Welcome to the Stage of History
Siamo i benvenuti ad assistere alle numerose tappe della storia.
La schermata principale ci pone dinanzi le numerose modalità di gioco a disposizione, tra le quali spiccano la famosa Arcade, trainining, Versus e una completamente nuova: Edge master mode.
Per le prime non c’è bisogno di dilungarsi a lungo, ma un discorso appropriato serve per la terza, elemento importantissimo del gioco.
La
modalità arcade è la classicissima sessione di combattimento in cui scegliamo il lottatore di turno tra una rosa di ben dieci combattenti pronti all’uso. Dopo aver scelto il futuro avatar, si gareggia in undici scontri diversi, i cui parametri sono già decisi in base alle opzioni scelte nel menù della schermata principale e comprendono: la larghezza del ring, il limite di tempo in ogni stage che può non avere limiti, l’uso da parte degli avversari di armi nuove sbloccate (e quindi più efficaci a volte) e l’abilità dell’intelligenza artificiale avversaria.
Ogni match è suddiviso in differenti set, che vanno da uno a dieci, e si vincono abbassando la barra vitale dell’avversario a zero, buttandolo fuori dal ring o rimanendo con più salute dell’opponente nel caso il timer s’azzeri.
Al termine degli undici scontri si assiste ad un filmato in grafica di gioco che mostra le ultime vicissitudini del nostro alter ego dopo “l’ambito premio”.
Di seguito c’è la
Team Battle Mode. Con quest’ opzione accediamo a una particolare modalità che permette di creare una propria formazione di un totale di cinque lottatori contro altri cinque scelti a “random” dalla CPU o dall’altro giocatore tramite Joystick secondario.
Lo scopo è sconfiggere tutta la squadra avversaria e a ogni match perso si sacrifica un elemento della propria.
La successiva, la
Time attack mode, ci mette di fronte a una sfida contro il tempo, dove il nostro obiettivo è impiegare meno tempo possibile nella disfatta degli avversari. Meno tempo impieghiamo con un particolare personaggio e più questo scalerà la classifica consultabile nel menù di gioco.
La penultima,
la Pratice Mode, è la classicissima sessione di allenamento, dove possiamo allenarci nell’esecuzione delle varie tecniche contro un avversario controllato dalla CPU in base alle nostre preferenze (può rimanere fermo come un ebete a farsi flagellare, muoversi continuamente, effettuare un certo tipo di attacchi oppure combatterci normalmente). Gli imput eseguiti con il controller vengono visualizzati in basso, così da farci capire quale movimento abbiamo sbagliato, mentre la lista delle tecniche eseguibili si può consultare tramite il menù accessibile premendo START.
Eccoci arrivati, finalmente, alla modalità più particolare e colonna portante del gioco, la
Edge Master Mode. Accedendo a quest’ultima, si ha a possibilità di seguire le gesta di ognuno dei personaggi di gioco tramite una modalità storia raccontataci tramite un libro. Inoltre, talvolta capita di ottenere nuove armi equipaggiabili, le quali apportano cambiamenti sostanziali nei combattimento. Sempre continuando, in certe fasi si può scegliere il percorso da effettuare attraverso bivi che prevedono una scelta da parte nostra. In base alle nostre scelte modifichiamo lo svolgersi degli eventi che porta ad avere finali diversi ecc.
Durante le nostre peregrinazioni attraverso il mondo, alla ricerca della Soul Edge, ci s’imbatte in innumerevoli scontri che richiedono particolare tattiche per essere superati. Succede che l’avversario deve essere lanciato in aria ed essere colpito in quell’istante, oppure sopravvivere per un certo quantitativo di tempo, oppure vincere prima che la nostra Life Bar si consumi del tutto.
Le avventure sono tante, anche i nostri eroi.
La celebre lama è molto ambita. In molti l’hanno cercata e solo uno c’è riuscito. I nostri eroi hanno tutti diversi ideali, ma il loro obiettivo è solo uno: mettere le mani sulla Soul Edge.
Hwang è un eccellente guerriero. Fu addestrato fin da giovane dal maestro Seung Han Myong, nell’arte della spada lunga, fino a diventarne il miglior studente. La sua vita sembrava svolgersi pacificamente finché il Giappone non invase la tua terra e ciò lo spinse ad arruolarsi per difenderla. Nel corso del tempo la leggenda della spada patriota cominciò a diffondersi e lui si convinse che doveva andare a cercarla così da sconfiggere il nemico. È così che inizia il viaggio di Hwang, al quale si svolgerà parallelamente quello di Seoug Mi Na, unica figlia del maestro Seoung. Anch’essa è una dei suoi migliori studenti e dopo una vita in cui è trattata da ragazzina, decide di mettersi anch’essa alla ricerca della spada in opposizione a Hwang.
Alla loro ricerca si accompagna la missione di Rock, una montagna di muscoli vissuto fin dalla giovane età della Savana del Nord America. Egli, da giovane, perse i genitori a causa dell’attacco di Cervantes che portò via la spada dal padre che fu ucciso insieme alla madre. Di seguito si risvegliò su una spiaggia sconosciuta e peregrinò da solo con l’obbiettivo di sopravvivere, dimenticando la sua lingua e madrepatria e vivendo insieme ai nativi americani che l’accolsero. Solo da adulto ricorda tutto della Soul Edge e dei suoi genitori, e da qui nasce il desiderio di ritrovare l’assassino.
Con essi troviamo Taki, donna ninja che parte alla ricerca della spada malvagia per distruggerla, così da eliminare l’aura maligna che infesta l’aria e ripristinare i poteri delle sue armi con cui va a caccia di demoni.
Molto particolare è, invece, lo scopo di Mitsurugi, samurai solitario, conosciuto come “the great swordman”, che fa di professione il mercenario. Dopo aver registrato grandissime imprese sul campo di battaglia, il suo unico obiettivo era trovare un avversario più forte e fu così che seppe di Tagenashima, guerriero che si serviva di un fucile. Del tutto basito da tale arma ne uscì, infatti, sconfitto. Del tutto stravolto da tal evento cercò qualcosa che fosse più potente del suo fucile e fu così che udì della spada leggendaria, partendone all’indagine
Distante da tutti, nella Grecia, c’è ancora qualcuno che crede negli dei. Il suo nome è Sophitia e, dopo essere scelta da Efesto (il dio della forgia), parte in cerca della lama maligna guidata dalla Dea Atena, con il compito di distruggerla.
Allo stesso tempo, in giappone, a un assassino chiamato Li Long viene assegnato il compito di uccidere il leader dei Vakou, i pirati del sud, e di ritrovare la valorosa soul Edge. Li Long, approfittando della guerra scoppiata, si spinge oltre i limiti della propria missione, ritrovandosi poi gravemente ferito e in seguito curato in una locanda da parte di una ragazza, Chie, del quale s’innamora. Però, Chie viene uccisa da qualcuno durante un assalto alla locanda e Li Long, del tutto turbato emotivamente da tale evento, giura vendetta contro lo spadaccino colpevole (la ferita mortale di Chie era causata da una spada), mirando immediatamente a Mitsurugi che è alla ricerca della spada. Egli decide così di ritrovare la spada prima di Mitsurugi e ucciderlo.
Nell’altro lato del mondo, nell’Italia meridionale, su un’isola sconosciuta una guardia protegge il tesoro del suo padrone. Voldo, ormai diventato cieco e pazzo, ha come unico obiettivo la protezione del tesoro del padrone Vercci, il mercante di morte. Voldo nel corso degli anni difende il tesoro da vari ospiti indesiderati e dopo diversi scontri sente nominare da un profanatore morente la Soul Edge. In quell’istante, nella memoria di voldo, riecheggia il desiderio del suo padrone d’impadronirsi della spada e parte così alla sua ricerca con l’intento di custodirla insieme a tutti gli altri beni lì conservati.
Poco più in su, in Germania, il giovane Siegfried, figlio di Federick e abilissimo spadaccino, decide con la sua banda di uccidere tutti coloro che tornano indietro dalle crociate tradendo la patria. Dopo innumerevoli agguati uccide per sbaglio l’amato padre ormai di ritorno. Il giovane, impazzito per l’atto accidentale, si convince che in realtà sia stato un’altro bandito ad aver ucciso Federick, e dopo aver udito della Soul Edge crede che solo il suo possessore possa aver ucciso un uomo formidabile come il padre e ne parte, così, alla ricerca.
Infine, in spagna, il capitano Cervantes, detentore della Soul Edge, si risveglia dopo un lungo sonno iniziato dopo il ritrovamento della spada e con il suo veliero, capace di volare ora, gira il globo e si scontra contro chi lo ostacola risucchiandogli l’anima.
Chi riuscirà a batterlo?
Meccaniche di gioco innovative
Soul Blade non innovò solo per l’importazione di una trama portante nel susseguirsi degli scontri, ma anche per il gameplay.
Rispetto a tekken, ove i personaggi su schermo potevano avanzare solo “orizzontalmente”, in Soul Blade per la prima volta si sfruttano appieno le tre dimensioni dell’arena di gioco. Attraverso la pressione simultanea dei tasti SU e GIU’ della freccia direzionale (oppure uno dei tasti dorsali adibiti a tale funzione) il personaggio controllato può effettuare una scivolata laterale che gli permette di andare a fianco dell’avversario e improvvisare nuove tattiche di combattimento, grazie anche ad un numero di mosse molto considerevole.
Ogni personaggio ha un proprio stile di combattimento un numero di tecniche di attacco considerevole e, soprattutto, un numero di armi utilizzabili che man mano si consumano se si effettuano paratate o si eseguono attacchi speciali. Di sotto la barra vitale dei combattenti dell’arena è posta una barra che indica la durevolezza del ferro abbracciato. Questa dopo essersi esaurita ci rende disarmati, ma con ciò non diventiamo mica innocui. Infatti, prendiamo controllo di un secondo stile di combattimento che, seppur non vantando molte mosse, ci permette di attaccare, con tecniche corpo a corpo, come meglio possiamo senza rimanere inermi.
Secondo il sistema di controllo standard, gli attacchi son divisi in tre tipi diversi: attacco verticale (triangolo), attacco orizzontale (quadrato) e calcio (cerchio).
questi tre attacchi, se combinati tra loro, formano differenti combo e se uniti alla pressione dei tasti direzionali, corsa e indietreggiamento, formano altrettanti attacchi in sequenza e nuove mosse dall’alto potenziale e spettacolarità.
Tuttavia, i nostri attacchi e resistenza ai colpi subiti dipendono anche dall’arma equipaggiata. Ogni arma sbloccata, attraverso la modalità storia per i vari personaggi, si differenzia per l’ammonto dei danni apportato, la velocità degli stessi, la resistenza ai colpi nemici, il peso e la durezza.
Differenti armi portano a sperimentare nuove strategie di attacco dando ancora più varietà ad un gameplay di per se eccellente, se non fosse per la difficoltà d’esecuzione di alcune particolari tecniche che richiedono la pigiatura dei testi direzionali per molte direzioni, ma oltre ciò siamo di fronte a qualcosa di ottima fattura che raggiunge il massimo dei voti nel parametro giocabilità.
Colpi di spada in tre dimensioni.
La spettacolarità che offre Soul Blade in fatto di prestazioni grafiche non è molto comune. Siamo di fronte ad un engine grafico sorprendente che muove sullo schermo modelli grafici curatissimi nei dettagli e nelle animazioni (ogni lottatore ha quattro Skin differenti ).
Non solo ogni lottatore si distingue per il proprio stile di lotta, ma anche per molti altri accorgimenti come il movimento dei capelli in coordinazione alle movenze, il sobbalzo dei propri seni (non potevamo evitarla ndr) le varie pose mostrate in caso di vittoria e non è tutto!
Al termine dell’arcade mode c’è mostrato un intero filmato in grafica di gioco che ci illustra gli ultimi momenti salienti della propria avventura, in cui i propri beniamini sembrano sul serio degli attori con tanto di animazioni facciali. A completare il tutto troviamo anche un sistema d’illuminazione che sembra proiettare un’ombra molto reale che segue ogni movimento del lottatore. Ultimo elemento che risalta all’occhio sono le scie colorate lasciate dalle armi durante l’esecuzione dei colpi donando una maggiore dinamicità.
Molto sorprendente si dimostra anche la realizzazione degli ambienti. Le arene sono realizzate in un FULL 3D davvero ben riuscito con pavimentazioni e terreni naturali molto convincenti. Infatti, oltre alla normale “area prestabilita”, si notano decorazioni secondarie come statue, distese erbose e altri splendidi fondali che contribuiscono a donare più caratterizzazione ai lottatori legati ai propri ambienti; come non dimenticare la Zattera in movimento ondulatorio sull’acqua nello stage contro Li Long!?
Non una, né due, ma tre colonne sonore!
Anche sul versante del sonoro soul Blade non delude, ma continua a stupire. All’interno del CD di gioco troviamo ben tre colonne sonore differenti. Le musiche originali, le altre remixate e alcune del tutto alternative.
Ogni personaggio del cast è legato perfettamente alla propria theme, così come al brano del proprio, o meglio dei propri, finali.
Le tre compilation raccolte si distinguono in “
Original Version”, “
Arrange Verion” e “
Super Khan Session”. Le tre OST contengono ognuna 58 brani e, sebbene due di esse ne abbiano pochi diversi, la qualità non è sempre eccelsa. La Super Khan Session, che presenta molti brani in stile techno, mal si sposa con lo stile originale molto epico. Ciononostante siamo di fronte a un ottimo lavoro e non si può far altro che applaudire agli autori, Bentenmaru, Taku Iwasaki, Masumi Ito, Yoshiyuki Ito, e Aki Hata per il loro operato.
Per concludere il discorso sulla colonna sonora vi elenco tra i più bei brani presenti:
The Edge of soul (la fantastica theme d’apertura),
Epic Calling, Kkaduri, Dragon’s Call, The gears of Madness, Soul and Sword, Mighty Continent, Brave Folk Song, A desperate Struggle, Finale and Credits, The Deed is Done, Sunrise Promise, No Living No Mortality, An Oath of the Sword, A Mediterrian Call, Our Way Home, e molte altre di eccellente fattura.
Oltre alla splendida colonna sonora troviamo anche un buon doppiaggio eseguito magistralmente da gente che sa bene il proprio mestiere. Le voci inglesi vantano delle ottime frasi d’effetto con toni perfettamente attinenti ai personaggi (tra i migliori spicca senza dubbio Cervantes).
Non c’è che dire; le lodi per Soul Blade si sprecano anche qui.
Diversi extra e tanto divertimento
Come nei migliori esponenti del genere, Soul Blade vanta diversa roba da sbloccare che spazia tra le armi dei personaggi (di cui un’ottava, da ottenere in modo particolare) e diversi lottatori secondari, dei quali ce ne sarebbero stati molti altri che non furono inseriti, ma sono riscontrabili nel codice di gioco. Ovviamente, gli extra sbloccabili oltre ai diversi finali non sono tanti, ma bastano a tenere il giocatore incollato allo schermo per diverso tempo.