Il pianeta possiede due anime.
Una faccia esterna e una interna.
Il lato della luce e il lato oscuro
Dopo quarantasei miliardi di anni dalla nascita del pianeta,
La crescita e il declino diventarono due volontà.
La volontà del lato della luce generò nuova vita.
Dalla volontà del lato oscuro, discese l’era glaciale.
Dal lato della luce nacquero forme di vita intelligenti.
Il rapido progresso diramò le proprie radici.
Dalla volontà del lato oscuro si generarono paura e disarmonia.
Il lato della luce e il lato oscuro vennero chiamati “Dio” e “diavolo”.
| Questo particolare prologo ci da già, fin dall’inizio, una spiegazione di ciò che sta per attenderci, poiché, Terranigma, apparso su Super Nintendo nel 1996, è uno dei titoli affascinanti della vecchia console giapponese e terzo capitolo della serie iniziata con Soul Blazer e seguita da Illusion of Gaia. Uno dei tratti che più lo contraddistinguono è, soprattutto, il fatto che il gioco in questione non è mai arrivato in america. È un caso nel quale un titolo Giapponese sia arrivato solo in versione PAL a causa dei propri contenuti a carattere religioso, ma ciò non ha neppure impedito che Terranigma abbia ricevuto censure e diverse critiche. L’opera qui trattata è una perla del genere Action RPG, uno dei titoli che più avrebbero meritato nel corso degli anni, ma che passò un po’ inosservato…
|
Un inizio apparentemente tranquillo.
Il giocatore impersona Ark, un ragazzo orfano che vive nel villaggio di Crystal e cresciuto dall’anziano. Crystal si trova nel lato oscuro della terra e, malgrado ciò, regna la pace e la tranquillità… se solo non fosse per Ark!
Infatti, il nostro protagonista vanta la sua popolarità da mattacchione che combina molti danni. La mattina in cui inizia il gioco, Ark deve far fronte a ciò che ha scatenato giorni prima in uno dei suoi pasticci ed è obbligato ad andare a scusarsi con chi di dovere.
In questa parte si fa conoscenza dei primi personaggi di gioco e in particolare di Elle, ragazza del villaggio che comprende Ark, alla quale è molto affezionato. Inoltre, veniamo a sapere che nella casa dell’anziano c’è una porta sigillata che non deve essere mai aperta, ma la tentazione è forte e, spinto da alcuni suoi compagni, Ark la butta giù. Questa, mostra al suo interno un piccolo dungeon sotterraneo che porta ad un misterioso oggetto che si rileva essere il Vaso di Pandora, ove è custodita all’interno una bizzarra creatura, Yomi, che accompagnerà Ark per tutta la durata del gioco.
Qualcosa va improvvisamente storto. Moltissimi abitanti del villaggio divengono congelati e ad Ark è commissionato il compito di recarsi nelle cinque torri situate nell’Underworld, pieno di montagne e fiumi di lava, con lo scopo di far rivivere i cinque continenti del lato esterno e far ritornare in vita gli abitanti del villaggio.
In the dungeons.
Terranigma è un ARPG che miscela sapientemente il vecchio gameplay di Illusion of Gaia con altri elementi derivanti da Zelda.
In primis c’è da precisare che Terranigma è un dungeon crawrler e gran parte degli ambienti sono, appunto, caverne e altri luoghi oscuri in cui si combattono grandi quantità di nemici attraverso un sistema di combattimenti in stile action e inquadriamo Ark da una prospettiva a volo d’uccello.
Il sistema di combattimento di per sé è molto semplice e intuitivo, anche troppo. Conta su quattro attacchi ben distinti che hanno differente efficacia sui diversi tipi di nemici, ma c’è soprattutto la possibilità di guadagnare punti esperienza e salire di livello.
Ci muoviamo tramite i tasti direzionali verso le otto direzioni consentiteci e col tasto A interagiamo con personaggi e oggetti. Con B facciamo balzi che possono essere allungati nel caso corriamo, tramite il tasto Y, mentre con X utilizziamo gli oggetti equipaggiati dall’inventario cui si accede dalla schermata del personaggio tramite l’apertura del Vaso di Pandora mediante il tasto Select.
Il vaso di pandora si presenta come un sotto-menù nel quale Yomi è il nostro cursore che ci permette di interagire con le tante opzioni, raggruppate in “stanze”.
in quella principale possiamo visualizzare differenti menù come quello delle opzioni di gioco, spiegazione dei movimenti, delle tecniche di attacco ecc. Nelle altre sezioni accediamo ai tre tipi d’inventario che ci mostrano le armi, armature, oggetti di cura ed equipaggiabili.
Gli oggetti da equipaggiare si distinguono in quelli di cura e quelli “chiave”. In quasi tutti i dungeon ci sono differenti azioni da compiere con oggetti specifici che vanno equipaggiati e sono visualizzati, in base alla zona in cui ci troviamo, nella parte superiore dello schermo.
Il gameplay generale si mostra dunque semplice e intuitivo, ma capita talvolta di rimanere bloccati per molto tempo senza capire cosa fare per proseguire. Per risolvere ciò, diventa opportuno dialogare con i personaggi secondari all’interno dei luoghi abitati e andare a procurarsi oggetti particolari in posti che sembrano del tutto nascosti. Oltre questi esempi capita anche di dover muovere elementi dello scenario verso posizioni precise e per capirlo, talvolta, interviene un personaggio secondario a farcelo sapere, oppure s’intuisce dalla conformazione dell’oggetto designato. Sta di fatto che facilmente a un dialogo non si presta buona attenzione perdendo il prezioso indizio. Ciò provoca un vero senso di dispersione nel giocatore che, talvolta, è portato a grandi imprecazioni sia a causa dell’ennesimo dungeon da superare e sia per la zona richiesta da scoprire. Fortunatamente esistono, nella gran parte delle città, le cosiddette “fortune teller”, figure che ci leggono il futuro e ci forniscono informazioni su come proseguire nella storia.
Lungo il nostro percorso imperversano pure numerosi scontri con Boss che, fortunatamente, non richiedono particolari tattiche per essere battuti salvo rari casi in cui siamo aiutati da personaggi secondari o necessitano dell’utilizzo di elementi dello scenario. Per il resto, la difficoltà non si presenta particolarmente alta e Ark, aumentando di livello abbastanza facilmente, batte senza troppe preoccupazioni tutti gli avversari che si presentano. I maggiori intoppi si creano solo nella risoluzione di enigmi che richiedono uno studio approfondito dell’ambiente e buona lettura dei dialoghi.
Una colonna sonora “mistica”.
Uno dei più grandi pregi di terranigma è certamente la colonna sonora che ricalca fedelmente l’atmosfera mistica e avventurosa del gioco.
I maestri “Miyoko Kabayashi” e “Masanori Hiki” hanno composto una delle più belle colonne sonore dell’era SNES, capace di rivaleggiare con il leggendario Chrono Trigger, per un totale di oltre trenta pezzi di assoluto spessore. Si parte dall’opening a dir poco trascendente, ”
Light and Darkness”, a bellissimi pezzi rilassanti come “
Elle’s Theme”, “
Hometown”, e, soprattutto, la bellissima “
Resurrection”, un particolare brano suonato col piano e qualche leggera brezza percussionista, che nella sua semplicità riesce ad immergere nei momenti “simbolici” in cui è utilizzata.
Di seguito troviamo altre piccole gemme come la misteriosa “
Dark Side Field”, la stimolante “Zue”, andando a finire a ottimi pezzi quali “Evergreen”, “Willfull Lyon (Leim’s Quest)” , “Unforseen Occurence” e “A hero’s Final Day”.
Troviamo poi la bellissima boss battle theme, “Fight Against Powerful Enemies”, (unica per tutta la durata del gioco) e la colossale “Final Battle” che ricalca un combattimento finale lungo e disperato, che difficilmente dimenticherete.
Rimangono componimenti corti, ma molto toccanti come “Silence”, “F
eathers and Flight” e “
life Sprought”.
Infine eccoci di fronte a una bellissima
Ending Theme. Lunga e toccante, così come lo stesso finale di
Terranigma che molti giocatori ha incantato.
Allo stesso tempo gli effetti sonori sono estremamente curati e ben adatti alle azioni di gioco. I colpi sferrati cambiano in base alla tecnica eseguita, i salti godono degli effetti dello spicco e del tonfo per caduta da grandi altezze e, soprattutto, altri piccoli tocchi di classe come gli oggetti dello scenario gettati in acqua e l’utilizzo di differenti magie godono di una ottima realizzazione. D’altra parte il parlato è risaltato solamente da piccoli imput sonori che danno l’idea del proferimento di parole, pertanto il lavoro generale è molto curato e fa guadagnare ancora più rispetto nei confronti del titolo.
Un mondo verosimile.
La realizzazione grafica di terranigma è anche ottima, pur non essendo sicuramente il top su SNES.
Il mondo in cui ci muoviamo è colorato, sgargiante e, soprattutto, pieno di particolari e di tocchi di classe. La stessa world map gode di un mode 7 che riesce a far intendere un ambiente simil 3D come andava di moda all’epoca e, soprattutto, gli sprite di gioco vantano una puntigliosa realizzazione. Ark corre e cammina in modi differenti e scivola in caso di cambio di direzione. Lo stesso salto ha un animazione diversa in base all’andatura e piccoli particolari come il movimento dei capelli sono risaltano all’occhio.
Le stesse animazioni d’attacco, pur essendo poche mosse, sono convincenti e abbastanza originali poiché, stranamente, Ark usa armi come lance e picche anziché altre come canoniche come le spade.
Il resto dei personaggi si mostra abbastanza diverso con differenti sprite non molto ripetitivi. Sempre meglio, i nemici che s’incontrano sono tutti ben caratterizzati nei movimenti e negli attacchi, a partire dai semplici mostriciattoli monoculari ai boss.
I dungeon mostrano anch’essi una accorta progettazione. Il level design presente offre un’ottima varietà grazie a scenari deformabili in base alla situazione in cui ci si ritrova e vie secondarie per trovare scrigni segreti ecc.
La direzione artistica è anche molto buona con una scelta di colori azzeccata e moltissimi effetti come bagliori e altri effetti di luce. Non mancano neppure le zone cupe come gli imponenti castelli e grandi grotte difficili da superare.
in mezzo a tanta beltà, non mancano piccoli difetti in alcuni elementi dello scenario a causa dei propri “contorni” oppure la presenza di un insignificante bug in diverse zone dove si dovrebbe cadere nel vuoto anziché rimanere in piedi.
Una trama dai temi scottanti e affascinanti.
Terranigma non da il massimo per il proprio gameplay o livello tecnico, ma per l’immane spessore narrativo che ne fa da colonna portante.
Nel gioco rivediamo la storia del nostro mondo dagli occhi di Ark che ne riporta, inizialmente, in vita i cinque continenti, attraverso le prove che affronta nel mondo sotterraneo, per poi passare alla superficie e ripopolare tutto.
Nei capitoli della storia assistiamo alla comparsa delle forme di vita vegetali, alla venuta degli animali e, incredibilmente, alla venuta dell’uomo, tutti i suoi stravolgimenti, e non finisce qui!
Durante la nostra avventura ci imbattiamo persino in personaggi veramente esistiti come Blood Mary, Cristoforo Colombo, il Dalai lama e tanti altri (seppure non ci sia alcun background storico che arricchisca il mondo di gioco).
Terranigma fa le cose in grande e si rileva molto più profondo e maestoso dei precedenti capitoli pur riprendendone i temi centrali, attraverso una storia affascinante e ricca di simbolismi che ne hanno impedita l’importazione nel territorio americano.
La storia Ark sa essere piena di atmosfera e toccante, culminando con uno dei finali più belli mai prodotti, e solo per questa motivazione varrebbe la pena di acquistarlo!
Longevità nella media.
Il viaggio di Ark è un epopea sì, ma non raggiunge una durata troppo elevata. Per terminare il lunghissimo viaggio non basteranno meno di venti ore, ma allo stesso tempo non se ne raggiungono neppure una trentina se non si rimane bloccati per molto tempo o si cerca di completarlo al 100% facendo tutti gli extra come, ad esempio, aiutare le città a svilupparsi aiutando ci cosiddetti “geni” nelle loro invenzioni ecc.
il gioco dura il giusto, non ci sono parole. Gli extra ci sono e risultano ben variegati. Cosa chiedere di più?
in definitiva:
Terranigma è uno dei capolavori dell’epoca 16 Bit. I quintet hanno creato una pietra miliare dell’Action RPG. Peccato, però, che questo sia stato il loro ultimo lavoro per poi essersi sciolti. Il gioco conta su una realizzazione tecnica impeccabile, una colonna sonora da oscar e un comparto narrativo colossale ed è, soprattutto, uno dei pochissimi titoli a non essere giunti in america ma solo in Europa, ragione più che giustificata per acquistarlo non essendo rarissimo come altri titoli su aste online e, se si ha fortuna, in negozi che abbiano ancora vecchi giochi da vendere.
Ark non aspetta altro che essere guidato da voi nel suo meraviglioso viaggio!
Consigliatomi ardentemente dal mio carissimo amico Alessandro (comunemente conosciuto come Arks), fui spinto a giocare questo Terranigma diversi anni fa, rimanendo molto meravigliato per il concept e la realizzazione generale.
Terranigma è uno di quei classici per SNES da non lasciarsi sfuggire, si voglia per la bellissima colonna sonora, la narrazione ecc.
Consigliato a tutti quei giocatori dal palato fine e volenterosi di provare qualcosa di semplice e anche profondo, che termina con un finale molto emozionante. Un applauso ai defunti Quintet!