Leggi l'articolo

Assassin's Creed: Bloodlines (PSP)

Assassin's Creed: Bloodlines (PSP)
Informazioni Assassin's Creed: Bloodlines
7.5

Recensione Assassin's Creed: Bloodlines  Scritto da: Leandro "White Lhio" Rossi | Data: 2009-11-27

Non è un semplice spin-off, ricordatelo.

Bloodlines è uno spin off della serie Assassin’s Creed, sviluppato in esclusiva per PSP, che porta avanti le vicende narrate nel primo episodio, uscito anni fa su console casalinghe. Qualcuno potrebbe pensare ad un’operazione commerciale atta a promuovere Assassin’s Creed 2 (sul mercato da una settimana). Tuttavia, dati alla mano, sarebbe fuorviante parlare di un semplice porting. E’ vero che le meccaniche del titolo ricordano molto da vicino quelle già viste in passato, ma dobbiamo tuttavia constatare che gli sviluppatori si sono impegnati nella creazione di un gioco che si adattasse alle caratteristiche della portatile Sony, senza riproporre "solo" una versione castrata dell’action adventure uscito un paio d’anni or sono. Certo, Bloodlines è indissolubilmente legato all’originale Assassin’s Creed, come chiunque potrebbe accorgersi dopo una breve sessione, ma è dotato anche di un’anima propria che lo rende abbastanza dissimile dalla controparte in alta definizione.

L’operazione che si è provato a compiere è stata quella di adattare alla PSP un gioco che porti il nome e la struttura dell’originale prodotto Ubisoft, senza imbottigliare quest’ultimo dentro uno stretto UMD. In Pratica, Bloodlines non è “Assassin’s Creed su PSP”, ma è “un episodio della serie Assassin’s Creed su PSP”.
Una volta chiarita la differenza, è tempo di giudicare l’eventuale successo (o débâcle) di tale esperimento.

Altair crede ancora nell’assassinio.


Dopo aver eliminato il suo maestro Al Mualim e aver recuperato il Frutto dell’Eden, Altair continua la lunga e sanguinosa lotta contro i templari, decisi più che mai a recuperare il prezioso artefatto. Durante i suoi viaggi, nel tentativo di scoprire cosa stanno tramando i suoi nemici giurati, l’assassino cattura una donna con cui si era già confrontato in passato: Maria, anch’essa un membro dell’ordine dei templari. Decide di risparmiarla, ma la costringe a seguirlo fino all’isola di Cipro, dove Armand Bouchart e i suoi uomini si stanno riorganizzando. Gli eventi prenderanno una piega inaspettata e le scelte di Altair si riveleranno cruciali per il destino del mondo…
La trama potrebbe risultare difficile da seguire per chiunque non abbia terminato l’originale AC. Infatti, vengono dati per scontati molti elementi che invece sono essenziali per cogliere il filo conduttore della storia. Ad esempio, la parola “Animus”, ricorrente soprattutto nel tutorial, potrebbe suscitare qualche perplessità. Si tratta infatti del macchinario che permette di ricavare, dall’analisi del codice genetico, le memorie dei nostri antenati e di riviverle in prima persona. Potremo anche citare l’importantissimo ruolo giocato dai personaggi, soprattutto dal protagonista, di cui non viene fornito alcun retroscena.
Tra i difetti del comparto narrativo segnaliamo inoltre una regia fin troppo spartana, che si preoccupa soltanto di mostrarci gli avvenimenti da angolazioni poco ricercate e, spesso, statiche. Ottimi invece i dialoghi, a parte lo splendido doppiaggio italiano, alcuni scambi di battute riescono a tener vivo l’interesse del giocatore. Purtroppo capita che alcuni intermezzi filmati siano meno incisivi sotto questo punto di vista.
Scoprirete comunque, che la trama, oltre a offrire momenti godibili, rappresenta un tassello importante ai fini dell’esperienza complessiva.

Il cappuccio sopra gli occhi.


Tecnicamente, ACB si dimostra incapace di competere con le migliori produzioni PSP, ma allo stesso tempo si eleva ben al di sopra della media. Innanzitutto, dovremmo spendere alcune parole in merito al level design.
In Assassin’s Creed (il primo) le città che visitavamo erano piene di vita e ricolme di dettagli. Purtroppo, in Bloodlines, esse vengono spogliate della loro ricchezza; per le strade si incontra poca gente, e le abitazioni paiono dei blocchi di cemento sparsi qua e là. È indubbio che gli sviluppatori abbiano dovuto fare i conti con i limiti tecnici della PSP, ma non va dimenticato che sulla stessa console abbiamo visto girare titoli del calibro di GOW Chain of Olympus. Va anche rilevato un altro difetto evidente: l’effetto nebbia. Chiunque abbia provato un qualsiasi episodio della serie “Silent Hill” ha senz’altro afferrato il problema. Per tutti gli altri, sappiate che si tratta di una “barriera invisibile” che ci impedisce di vedere parte dello scenario oltre qualche metro di distanza. Stavolta però abbiamo a che fare con qualcosa di diverso. Parliamo di una cortina che si deposita su tutto quello che ci circonda: in lontananza, case e palazzi appaiono come sagome piatte e monocromatiche, mentre gli oggetti vicini vengono, talvolta, leggermente offuscati. Va rilevato comunque che non tutte le aree del gioco presentano lo stesso difetto e, fortunatamente, il gameplay non ne risente affatto.

I modelli poligonali sono accettabili, sia per quanto riguarda i personaggi, sia per quanto concerne tutto il campionario di oggetti inanimati (utensili, edifici, ornamenti). Analogo discorso per le texture: a parte qualche slavatura che si riscontra di tanto in tanto sulle superfici dei palazzi, e un livello di dettaglio generale non troppo alto, ci si può accontentare del lavoro svolto in sede di programmazione. Ovviamente, per il protagonista e per alcuni dei personaggi principali, si è tenuto un occhio di riguardo, perché è su di loro che si concentra l’attenzione per tutto il gioco.
Veniamo adesso alle animazioni, vero e proprio pilastro, nonché segno distintivo, del capostipite. Sempre richiamandoci ai limiti imposti dalla macchina di riferimento, dobbiamo ammettere la bontà del risultato. I movimenti sono infatti fluidi, rapidi e realistici. Vi sono due fasi distinte, a tal proposito, da tenere a mente: i normali spostamenti da una zona a un'altra e le arrampicate. Il primo punto non merita una menzione particolare, mentre il secondo è l’esempio perfetto di tutti gli elogi che abbiamo fatto qualche riga in alto. E’ appagante vedere Altair scalare finestre, saltare da un tetto a un altro e restare in equilibrio sopra una trave di legno, pronto a colpire l’avversario. Il divertimento è tale che a volte sceglierete la via “panoramica” anche se la vostra destinazione è a pochi passi da voi.

Uccidere, rubare e correre.


Veniamo adesso all’aspetto principale del titolo in esame, quello che più di ogni altro desta interrogativi sull’effettiva qualità del gioco. Stiamo ovviamente riferendoci al gameplay. In molti di noi è ancora vivo il ricordo del primo AC, il cui tallone d’Achille si poteva individuare proprio nella giocabilità. Altair era costretto ad affrontare missioni ripetitive e identiche fra loro per oltre 10 lunghissime ore....
Sappiamo tutti che la varietà serve a stimolare il giocatore a proseguire; se essa viene a mancare, la noia prenderà il sopravvento, e il gioco sarà abbandonato precocemente. AC 2 lascia intendere che alla Ubisoft abbiano imparato la lezione, ma si potrebbe dire lo stesso per Bloodline? Si e no.
Si perché, da un lato, non dobbiamo più eseguire una serie di compiti che si ripetono ciclicamente a ogni livello. No perché le sfide che ci si parano dinnanzi sono poco ispirate. Si tratterà sempre di parlare con qualcuno, recapitare un messaggio o uccidere l’obbiettivo designato: in ultima analisi, quel che dobbiamo fare è spostarci da una zona a un'altra e premere un tasto. Vi sono poi delle missioni principali, indispensabili per proseguire nella storia, che metteranno alla prova tutte le nostre abilità di assassino. In pratica è in esse che si concentrano tutte le difficoltà incontrate in precedenza; difficoltà che appaiono adesso come una sorta di allenamento in vista dello scontro decisivo. Purtroppo, nonostante sia richiesto un certo impegno per portare a compimento una di queste imprese, alla lunga la monotonia potrebbe prendere il sopravvento se i giocatori non si abituano allo stile di ACB.

Ma non dimentichiamo che Altair, per sopravvivere, può contare sulle sue abilità acrobatiche e sui gadget a disposizione (e tutto ciò va a favore del divertimento). Abbiamo già accennato alla possibilità di arrampicarsi ovunque vi siano delle sporgenze. In effetti, l’interattività con l’ambiente è sorprendente. L’assassino può scivolare da un tetto a un altro, può lanciarsi nel vuoto e aggrapparsi all’ultimo istante, può saltare lateralmente da una tapparella all’altra, può usare parti dello scenario come nascondiglio, può correre sui muri, ecc… Considerando che tutte le missioni richiedono di agire senza mai rendere manifesta la nostra presenza, le doti di Altair risultano essenziali e permettono di risolvere una situazione nei modi più fantasiosi (e questo si, influisce sulla varietà).
Gli accessori di cui il protagonista può disporre sono in realtà delle macchine di morte tascabili. Abbiamo la lama retrattile, i pugnali da lancio, e ovviamente l’inseparabile spada, utilissima nei combattimenti. Grazie al letale armamentario potremo scegliere come uccidere le nostre vittime, se a distanza ravvicinata oppure in uno scontro ad armi pari, se in silenzio oppure rumorosamente. Certo, la natura di Altair gli imporrebbe di restare nascosto nell’ombra senza allarmare le guardie, ma se ritenete che lo stile degli assassini non faccia per voi, siete liberissimi di optare per la soluzione che più vi aggrada.
I combattimenti richiedono un minimo di strategia, ma una volta imparato il meccanismo riuscirete a eliminare tutti i nemici rapidamente e con una certa dose di spettacolarità. Sono necessarie due azioni distinte: l’attacco e la difesa. Il primo consiste nello scagliare un fendente che, se colpirà direttamente il nemico lo ucciderà, e se invece verrà bloccato potrà dar via ad una combo. Infatti, ad ogni cozzare di spade, premendo il tasto giusto al momento appropriato, si comanderà ad Altair di proseguire con un altro fendente. È necessario ripetere l’azione finché il nemico, esausto, cadrà sotto i nostri colpi. La difesa ci permette invece di contrattaccare, un’operazione che si rivela utilissima; da un alto la tecnica può atterrare l’avversario, dandoci l’occasione di ucciderlo selezionando tempestivamente la lama nascosta, dall’altro lo intontisce, rendendolo vulnerabile.

Insomma, una volta imparato a gestire il personaggio, il combattimento si rivelerà uno dei “passatempi” più divertenti.
Inerente al gameplay è anche il ritrovamento di alcune monete d’oro e d’argento, nascoste in tutte le città. Trovarle non è affatto semplice, anzi, potremmo dire che si tratta della sfida più impegnativa. Tuttavia, saremo adeguatamente ricompensati; al termine di ogni livello (o blocco di memoria, adottando la terminologia dell’animus) avremo accesso alla schermata dei potenziamenti, dove potremo spendere il denaro guadagnato durante l’avventura, per perfezionare le nostre abilità e i vari gingilli di morte che ci portiamo appresso. Ovviamente, le monete raccolte fanno aumentare sensibilmente il numero di crediti complessivo. È lampante dunque che la personalizzazione dell’alter ego virtuale sia alla portata di tutti.
C’è ancora qualcosa da aggiungere: il sistema di controllo. Mantenere la struttura originale di AC su PSP non è affatto semplice, perché mentre su PS3 o X360 potevamo disporre di un pad con due analogici e diversi pulsanti in più, queste caratteristiche sono del tutto assenti nella piccola Sony. Eppure gli sviluppatori sono riusciti in quest’opera di adattamento. A parte la gestione della telecamera, affidata al dorsale sinistro, che risulta un po’ scomoda in certi momenti, tutto il resto risponde perfettamente alle nostre esigenze; non siamo mai indotti a premere il pulsante sbagliato o a dover perdere ore per comprendere il meccanismo che regola i movimenti.

La prossima vittima chi sarà?

ACB si rivela un buon titolo, da tenere in considerazione se si è appassionati della serie. Magari potreste farci un pensierino se, attualmente, non potete permettervi AC2 ma avete ugualmente voglia di sguainare le spade. Non ve ne pentirete, ma non aspettatevi comunque un capolavoro assoluto: alcune missioni sottotono potrebbero rallentare il ritmo di gioco, ma considerato che non sarete obbligati a accettare tutte le sfide che vi vengono poste, potreste anche trovare il modo di divertirvi un sacco.
In alternativa a Assassin's Creed: Bloodlines
Assassin's Creed ( PS3 )Assassin's Creed ( PS3 )

Dovete giocare per forza il primo episodio, per godere al meglio di questo Bloodlines.
Assassin's Creed II ( X360 )Assassin's Creed II ( X360 )

Il secondo episodio è quasi un obbligo. Anzi, togliamo il quasi.
Il commento dell'autore su Assassin's Creed: Bloodlines
Avatar di Leandro
 
Leandro "White Lhio" Rossi
L’impatto col primo Assassin’s Creed è stato traumatizzante. Calato l’entusiasmo iniziale, mi sono reso conto che le immense potenzialità che il titolo Ubisoft aveva, non erano state minimamente poste in essere. Fortuna vuole che Assassin’s Creed Bloodlines sia, paradossalmente, più vario e divertente (ed anche immediato) del predecessore. Questo mi fa ben sperare per AC2, che vedrò di recuperare in tempi brevi. Per adesso mi godo questo gioiellino PSP che, nonostante i difetti menzionati in sede di recensione, è un titolo che merita un posto nella collezione dei possessori della piccina Sony.


Stay Tuned on VGNetwork.it


 
Pregi del gioco

Possibilità di personalizzare assassino e “modus operandi”.

Combattimenti frenetici e divertenti.

Le abilità acrobatiche permettono un’ampia interazione con lo scenario.
Difetti del gioco

Graficamente un po’ sottotono.

Missioni secondarie poco ispirate.

Pagella del gioco
Voto grafica
7
Buona, ma senza dubbio era nelle possibilità dei programmatori fare di più.
Voto sonoro
7.5
Mancano dei brani orecchiabili ma il doppiaggio e gli effetti sonori sono degni di nota.
Voto giocabilit
7.5
A tratti diverte moltissimo, in altre occasioni invece perde un po’ di mordente.
Voto longevit
8
Per completarlo al 100% impiegherete un bel po’.

Guarda la gallery
Assassin   Assassin   
Assassin   Assassin   
Assassin   Assassin   
 
Iscriviti al Feed RSS di VGNetwork.it Accedi al canale YouTube di VGNetwork.it VGNetwork e' anche su Facebook! VGNetwork e' anche su Twitter! Segui VGNetwork su FriendFeed! Segui VGNetwork su FeedBurner!