Possono 2 budini grossi come meloni essere la motivazione principale per acquistare questo gioco?
Quando per la prima volta TECMO mostrò il trailer di Dead or Alive Paradise, spin- off del picchiaduro dall'omonimo nome, era ben chiaro cosa volesse fare: portare uno dei giochi meno riuscito, esclusiva X360 , su una console portatile come la PSP . Il motivo, a noi ignoto, che ha spinto i programmatori a voler importare la serie Xtreme con un nuovo suffisso, porta le bambole di porcellana di Tecmo nella "nuova" isola di Zack, pronte a passare del tempo tra giochi acquatici, d'azzardo,e sessioni di puro Relax.
Gioco di squadra
Nel gioco ritroviamo tutte le protagoniste dell'ultimo capitolo, insieme ad una new entry di nome Rio. Lo scopo del gioco è quello di intrattenere amicizie tra le protagoniste, dopo averne scelta una si potrà incominciare a fare shopping, e acquistare dei regali da scambiare, cosi da accattivarsi la compagnia delle altre ragazze. Facendo ciò si potranno formare dei team che consentano la partecipazione a delle partite di Beach Volley sarà necessario essere minimo in due. Vincendo nei vari giochi acquatici o da spiaggia si riceverà il denaro necessario alle spese minime per intrattenersi la notte nel Casinò. Il tutto è accompagnato dal solito voyeurismo voluto, con le ragazze che mostrano le loro prorompenti forme in costumi striminziti, e lo schermo della PSP che si trasforma in un obiettivo fotografico per scattare foto nelle posizioni più provocatorie. Il tutto accompagnato da una serie di pezzi pop che sostengono bene l'andazzo del gioco.
Fuoco di paglia?
Tecnicamente, il gioco si dimostra essere il peggio del peggio: nonostante il motore grafico che riporta le rotondità delle pulzelle funzioni discretamente, anche se con una “fisicità” dei modelli un po’ troppo ballonzolante, il resto della struttura è davvero penosa. I caricamenti sono spesso e volentieri insostenibili, troppi per sostenere un semplice cambio di schermata tra un menu e l'altro, contando anche l’impossibilità di installare parzialmente il titolo sulla memory stick, costringendo il lettore a degli sforzi assurdi e immotivati. Premettiamo che, durante i giochi al casinò, nei menù, l'unica cosa visibile è una serie di elenchi e icone, che raffigurano le eroine scelte; detto ciò, è davvero disarmante pensare a come sia possibile che il tutto risulti così frustrante: si porta il giocatore a stufarsi e smettere di proseguire. Perfino le schermate atte a rappresentare i vari store dove acquistare i numerosi accessori e costumi presentano difficoltà a caricarsi, mostrando da prima un immagine in bassissima risoluzione, che solo dopo il caricamento diventa visibile conformandosi allo schermo, una cosa mai vista per un produzione che porta un brand conosciuto come Dead or Alive.