God of War: Ghost of Sparta

La quinta avventura del Fantasma di Sparta.
Scritto da il 23 dicembre 2010
God of War: Ghost of Sparta Recensione

Ready at Dawn... già conosciamo questi ragazzi: nel corso degli ultimi cinque anni li abbiamo visti all'opera su Daxter e sul porting di Ōkami per Wii, ma soprattutto sulla prima trasposizione tascabile delle avventure di Kratos, se escludiamo God of War: Betrayal, un grazioso gioco in 2D per cellulari uscito solo in Nord America nel 2007: parliamo ovviamente di Chains of Olympus, titolo in grado di dimostrare che, con un po' di pazienza, si può studiare un buon sistema di controllo per gli action anche su PSP.

Sulla scia del successo di Chains of Olympus​, Sony ha affidato lo sviluppo di Ghost of Sparta nuovamente ai Ready at Dawn, in collaborazione con l'ormai celebre studio di Santa Monica, responsabile della trilogia principale. Ci troviamo quindi a mettere le mani sul quinto episodio (sempre escludendo Betrayal) della serie in soli sei anni di carriera per il Fantasma di Sparta: che si sia esagerato? Non sembrerebbe, dal momento che il brand continua a godere di ottimi risultati e di altrettanto ottime critiche, con schiere di fan sempre più nutrite. D'altro canto, è impossibile non notare che la formula di gioco risulta ormai inflazionata; stavolta perdoniamo Kratos (altrimenti ci trucida), siccome Ghost of Sparta è il canto del cigno della portatile Sony, assieme agli ultimi grossi progetti Square Enix, cioè The 3rd Birthday e Agito. Tenendo conto che coi tempi che corrono fidarsi di Square Enix è bene, ma non fidarsi è pure meglio, l'ultima avventura di Kratos potrebbe essere l'ultimo grande blockbuster di qualità su PSP.


Drammi familiari

Questo capitolo è da ritenersi uno spin-off rispetto alla trilogia regolare, dal momento che non influenza in alcun modo gli eventi da essa narrati, bensì si focalizza unicamente sul personaggio del protagonista (chi altri, se no?), svelandoci interessanti retroscena sul suo passato e sulla sua famiglia. Kratos è sempre stato un eroe sì carismatico, ma anche monocorde, caratterizzato perlopiù dalla vendetta e dall'ira, che poi, si sa, vanno a braccetto; questa parentesi “intimista” lo rende più completo e amplia il background, che non è mai un male.

Cronologicamente, la nuova avventura si colloca fra God of War (con tanto di autocitazionismo nella scena iniziale) e God of War II, ma ovviamente gli avvenimenti del passato di Kratos sono raccontati utilizzando dei flashback, a volte anche interattivi. Non indugiamo oltre per non svelare assolutamente nulla, però possiamo dire che, a conti fatti, la vicenda risulta un buon pretesto per andare avanti, ma avrebbe potuto essere meno frettolosa sul finale, che arriva un po' troppo velocamente e anche un po' inaspettato.

Se, dunque, Kratos si sentirà un po' “a casa”, anche voi lo sarete, perchè Ghost of Sparta non si fa mancare assolutamente nulla rispetto ad ogni altro episodio uscito in precedenza: abbiamo la grafica muscolosissima, il sonoro maestoso, il battle system button mashing e la durata esigua, caratteristiche di quasi tutti i God of War usciti.


Maestoso!

Il primo impatto con il gioco è di quelli giusti, grazie al comparto tecnico quasi miracoloso, tenendo conto dell'hardware, e della regia virtuale che non lesina su inquadrature spettacolari. E di spettacolo in GoW ce n'è in gran quantità, violento, brutale e truculento, come da tradizione. Sulla grafica c'è ben poco da dire, se non che è praticamente perfetta: meriterebbe il 10 in pagella probabilmente, se non fosse per qualche ambientazione un po' ripetitiva o poco stimolante. Ready at Dawn ha dimostrato di essere tecnologicamente all'avanguardia sin dai tempi di Daxter, il cui motore sta alla base anche dei due GoW usciti in seguito, i quali però limano le piccole imperfezioni fino ad un risultato di assoluta eccellenza. Il sonoro non è da meno, e d'altronde non lo è mai stato: giocate con le cuffie, perchè merita!Anche il gameplay è granitico, volto a valorizzare la spettacolarità veicolata dalla grafica, tanto da sembrare quasi uno strumento ancillare rispetto ad essa: Quick Time Event, magie, esplorazione.... tutto è finalizzato al provocare stupore agli occhi del giocatore, che si trovano ad ammirare cotanta maestosità. In quest'ottica poco importa se il Battle System è rimasto quello di un tempo, con i problemi che si porta avanti da sempre; più che problemi, anzi, verrebbe da dire che sono scelte programmatiche che Sony non ha assolutamente intenzione di modificare in futuro. Devil May Cry (non quello che deve uscire, per carità! Quelli fino al quarto, diciamo) e Bayonetta hanno dimostrato che è possibile coniugare un sistema di combattimento raffinato a coreografie sorprendenti, però il prezzo da pagare sta nella complessità del gameplay. Indubbiamente God of War offre un'esperienza molto più immediata e fruibile da giocatori occasionali, ma anche un tipo di spettacolo molto diverso, decisamente virato verso la brutalità, piuttosto dello stile fine a se stesso che caratterizza molti action giapponesi: in questo senso, si può dire che il BS scelto è assolutamente congeniale, per quanto abbastanza “involuto”.

Il problema è che a tratti i combattimenti risulteranno ripetitivi e le mosse (specialmente i QTE), per quanto belle da vedere, dopo quattro o cinque ore cominciano a stancare. Fortunatamente intervengono esplorazione ed enigmi blandi a spezzare la monotonia delle battaglie, ma la sensazione è che con qualche novità si sarebbe potuto ottenere un risultato migliore nel complesso.


Cos'è cambiato?

Visto che abbiamo sfiorato l'argomento, parliamone: cosa c'è di nuovo in Ghost of Sparta? Poco, molto poco, purtroppo. Innanzitutto, è stato ripensato in alcuni elementi non essenziali il sistema di controllo elaborato per Chains of Olympus: laddove quest'ultimo richiedeva la pressione congiunta di R e di uno dei tasti frontali per eseguire le magie, ora è sufficiente premere Su, Dx o Sx sulla croce direzionale. Semplice ed efficace, questo sistema non comporta complicazioni per lo switch dell'arma (sono solo due, comunque), imputato alla direzione Giù. Il tasto R adesso è utilizzato per la Piaga di Thera, l'unica innovazione degna di nota in fin dei conti: si tratta di una magia particolare che conferisce alle Lame di Atena il potere del fuoco, utile a distruggere i nemici corazzati e alcune parti dello scenario. Alle solite due barre dell'energia e della magia, quindi, se ne aggiunge una terza, come in God of War III, solo che non si trattta della barra degli oggetti, ma di quella della Piaga di Thera. Un'altra novità, sicuramente di minor impatto, è costituita dal placcaggio, che ha il nome altisonante di Carica di Iperione: difficilmente ne farete uso, dal momento che il gioco non incoraggia mai tattiche particolarmente elaborate, se non forse al massimo livello di dificoltà.Giocando a livello standard (Eroe), invece, l'avventura scorrerà liscia per concludersi in sette ore appena, che sono qualcosa di più di Chains of Olympus, ma che non risultano comunque soddisfacenti. La dotazione di extra, per fortuna, è abbastanza soddisfacente: ci sono le classiche Sfide degli Dei (tredici in tutto) e altro da sbloccare con grosso dispendio di sfere rosse al Tempio di Zeus, tra cui gallerie e filmati extra. Inoltre, ricominciando il gioco, possono essere utilizzati alcuni collectibles raccolti nella partita precedente che confriscono speciali poteri. Il problema, semmai, è trovare lo stimolo di fare tutte queste cose, dopo aver finito cinque God of War così simili...

COMMENTO

Piacerà indubbiamente ai fan e a quanti cerchino un'esperienza spettacolare “a portata di mano”. Diciamo che io non rientro più di tanto in queste due categorie, però riconosco la qualità del prodotto. D'altronde, i Ready At Dawn sono una garanzia! Mi piacerebbe vederli all'opera su una loro creazione originale...

GRAFICA:9.5La grande qualità che contraddistingue la serie sin dagli albori. Probabilmente non uscirà nulla di meglio per questa console. Alcune inquadrature sono davvero spettacolari, anche se siamo “solo” su PSP.
SONORO:9.5Anche qui nulla da eccepire: colonna sonora maestosa ed epica, doppiaggio in Italiano ed effetti di qualità. Da questo punto di vista, GoW non tradisce mai.
GIOCABILITà:7.5Spettacolare, ma semplicicstica negli elementi che la compongono. La valutazione è penalizzata dalla scarsità di novità, che comincia a pesare sulla serie.
LONGEVITà:77 ore per finirlo a difficoltà standard, senza grossi problemi. Bisogna vedere se vi lascerete tentare dalla discreta dotazione di extra, fra cui ben tredici sfide degli Dei, qualche galleria e qualche filmato.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Spinge PSP ai suoi limiti
- Spettacolare e furioso, come al solito
- Amplia il background di Kratos
CONTRO:- Breve, anche se un pochino meno di Chains of Olympus
- Le novità sono poche e non significative
- Alcune fasi con scarso mordente
God of War: Chains of OlympusSe volete altre avventure tascabili per Kratos, questa è l'unic alternativa. In fin dei conti è inferiore a Ghost of Sparta, per cui giocate prima a CoO.
Castlevania: Lords of Shadow ( PS3 )Il nuovo Castlevania occidentale (almeno in buona parte), ha qualcosa di GoW, ma soprattutto è un gran bell'action/adventure.
SCHEDAGIOCO
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God of War: Ghost of Sparta2010-12-23 09:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-sony-psp/god-of-war-ghost-of-sparta/La quinta avventura del Fantasma di Sparta.1020525VGNetwork.it