Huang Lee è un ragazzo cinese pieno di speranze, alla ricerca del classico sogno americano, trasformato in fattorino per l’occasione. La merce è una spada, dono simbolico per il nuovo capo della Triade, la “famigghia” a cui appartiene il protagonista, nonché zio di Huang Lee, incoronato boss dopo la morte del padre dell’eroe. Giunti a Liberty City la vicenda prende una piega particolarmente pericolosa dal momento in cui Huang Lee viene scaraventato in fondo al mare dopo una breve colluttazione con alcuni brutti ceffi. Per fortuna il nostro alter ego virtuale riesce a salvarsi e raggiungere la riva. Da qui la vera trama di GTA Chinatown Wars ha inizio.
A volte ritornano..
Rockstar Leeds non può certo compiere l’errore di mancare l’appuntamento con l’universo Psp, di conseguenza il porting di GTA Chinatown Wars era doveroso.
Un ritorno alle origini anche per quanto riguarda l’intero palcoscenico di Liberty City il quale si ripresenta come nel lontano primo episodio su Psone, con visuale dall’alto (in perfetto stile Sensibile Soccer) con, ovviamente, un restyling grafico degno di nota.
Come nel più perfetto stile Rockstar, GTA Chinatown Wars è un insieme innumerevole di missioni e compiti al limite della legalità in cui il nostro Huang Lee è chiamato ad affrontare diverse sfide come inseguimenti, smercio di auto, gare clandestine, estorsioni e chi ne ha più ne metta. Il live motiv di GTA Chinatown Wars si consuma nel mondo della droga e della compravendita di sostanza stupefacenti, in sostanza il metodo più veloce per far soldi: Liberty City vanta di un ottimo numero di spacciatori dove acquistare e vendere la merce, ma il tutto deve essere fatto con una cognizione degna del vero affarista dato che i prezzi cambiano a seconda delle tendenze di mercato, quindi ogni soffiata via mail e il peso delle bande sono alcune delle variabili da tener conto per la buona riuscita dei nostri affari e, di conseguenza, un aumento sostanzioso del capitale a disposizione.
La polizia locale non sta certo a guardare: Huang Lee è spesso costretto a rubare un auto e scappare a gambe levate cercando di seminare gli sbirri: le classiche stelle da ricercato indicano quante volanti sono alle costole dell’eroe. Sfuggire alla cattura significa far perdere le proprie tracce oppure distruggere i veicoli dei tutori della legge sfruttando le buone vecchie speronate.
Oltre alla storia principale è possibile affrontare alcune sezioni di gioco dedicate al multiplayer in cui si è chiamati a vincere una corsa, consegnare il bottino raccolto, difendere una determinata zona in modalità cooperativa oppure il classico Deathmatch, insomma un vero e proprio paese dei balocchi per gli amanti del gioco in rete.
Minigiochi senza touch?Mmmm…
La grossa novità inserita in questo nuovo episodio di GTA risiede nella massiccia dose di minigiochi da affrontare durante le azioni più semplici: per esempio, per rubare un auto parcheggiata bisogna disattivare il sistema di allarme mettendola in moto prima che scada il tempo limite. Esistono alcuni sistemi diversi attraverso cui procedere, come staccare e riattaccare i fili oppure trovare il codice corretto per l’avvio, ma la vera chicca risiede proprio nell’affrontare queste sfide in maniera sequenziale. Ma c’è dell’altro; come creare molotov, che obbliga a recarsi da un benzinaio, pagare la benzina, muovere la pompa e inserire nelle bottiglie i fazzoletti da incendiare. Psp purtroppo non vanta di uno schermo touch quindi il tutto viene limitato ai movimenti dello stick analogico, di conseguenza la profondità e la varietà di gameplay ne risente se paragonato con la versione Ds.
I movimenti sia a piedi che tramite mezzi di locomozione invece rimangono legati alla mappatura classica senza particolari innovazioni.
Giochi di colori
GTA Chinatown Wars portato su Psp ha come conseguenza una maggior precisione in ambito tecnico, soprattutto in campo grafico: il motion engine non si discosta molto dalla controparte per Ds ma il maggior numero di poligoni e la precisione dei dettagli trasformano l’intera esperienza in una vera e propria chicca visiva. Le strade di Liberty City sono sempre riconoscibili e ricordarsi se quel determinato punto è stato visitato è un gioco da ragazzi; purtroppo come per la versione Ds i cartelli pubblicitari creano dei fastidi, ma niente di troppo importante.
Il comparto audio come sempre è ottimo e immancabili sono le stazioni radio attivabili una volta a bordo di un automezzo.
La Ia gestisce i personaggi nemici davvero in maniera perfetta sia nei momenti a piedi che a bordo dei veicoli: l’utilizzo di mitra, pistole e molotov si alternano a inseguimenti mozzafiato dove il giocatore deve necessariamente giocare d’astuzia per aver salva la pelle.