LocoRoco

Un gioco per PSP. Su misura
Scritto da il 12 aprile 2010
LocoRoco Recensione

Già nei suoi primi anni, PSP viveva una situazione un po’ particolare, che si può dire si sia perpetrata nel tempo: da un lato le vendite hardware sono buone, anche se non ai livelli del DS, autentica miniera d’oro; d’altra parte, quelle software non sono esaltanti. Questo probabilmente è dovuto anche al software stesso, che molto spesso consiste in una semplice riduzione in scala di quanto già visto sulle console casalinghe, con il risultato che PSP si ritrova una line-up in buona parte priva di una identità forte e spesso costituita da adattamenti infelici, dal momento che alcuni limiti sono insormontabili, primo fra tutti l’assenza di un secondo analogico. Anche giochi inediti fallivano, dal momento che volevano riproporre meccaniche identiche ad altri titoli usciti su console casalinghe: un esempio su tutti è costituito dai FPS, o anche da alcuni giochi d’azione/platform 3D con orride telecamere difficilmente ruotabili.

Per fortuna, qualcuno si è accorto che PSP è una console con caratteristiche specifiche, che meritano di essere sfruttate da creazioni originali, con un gameplay progettato ad hoc: ne esce fuori questo simpaticissimo Locoroco, tanto semplice quanto geniale.


Di cosa stiamo parlando?

Vediamo di conoscere un po’ più da vicino gli allegri protagonisti di questo gioiellino firmato Sony: i LocoRoco sono rotonde creature canterine che vivono in santa pace nel loro pianeta in armonia con la natura, fino al momento in cui degli esseri oscuri chiamati Mojya non invadono il pianeta, costringendo i simpatici animaletti a partire alla riconquista della loro terra. La caratteristica più interessante dei LocoRoco è la loro capacità di unirsi in una grande palla che, all’evenienza, può separasi nei suoi componenti originari. Ciò è utile quando bisogna superare passaggi angusti, oppure premere contemporaneamente più di un pulsante, mentre la forma “accorpata” è preferibile nelle normali situazioni, in modo da non perdere di vista nessun esserino, che, lasciato solo per un periodo prolungato, viene divorato dai Mojya.

Esistono varie specie di LocoRoco, contraddistinte da colore e voce diversi per ciascuna di esse. Questo dettaglio è rilevante per il sonoro, dal momento che tutte le musiche sono cantate dai protagonisti; di conseguenza, scegliere un LocoRoco giallo piuttosto che rosa farà la differenza non solo per i vostri occhi, ma anche per le vostre orecchie! La colonna sonora è qualcosa di eccezionale, demenziale, e tipicamente nipponico, verrebbe da dire:in campo videoludico, è accostabile alla OST di Katamari Damacy, e questo non è un complimento da poco. La principale sensazione trasmessa è la spensieratezza, che può essere identificata con il messaggio del gioco, sempre detto che i giochi abbiano un messaggio.

La grafica è in linea con quanto emerge dai paragrafi precedenti e punta tutto su stile e colori, lasciando in secondo piano i “muscoli” e gli effetti speciali: tutto funziona alla perfezione, quindi non ci si può lamentare di questa scelta. Le tinte sono prevalentemente brillanti e vivaci e le forme tondeggianti; risulta difficile descrivere in maniera efficace il risultato finale (quindi vi rimandiamo alla gallery), ma in una parola sola si potrebbe dire ridente. D’altro canto, il profilo tecnico non è certo poco curato e non dà adito a nessuna lamentela, come è giusto che sia.


Platform 2D

Il genere di appartenenza di Locoroco è quello dei platform bidimensionali, ma, console alla mano, il feeling non è lo stesso di un Super Mario. E non si parla tanto dell’aspetto, quanto del sistema di controllo: non controllerete direttamente il (o i) LocoRoco, bensì l’inclinazione dei piani con i dorsali, consentendo alle creaturine di rotolare attraverso i quaranta livelli di gioco. Per quanto interessante, una scelta del genere si sarebbe rivelata eccessivamente limitante, se non fosse stato possibile gestire alcune azioni dei LocoRoco: ecco, dunque, che, premendo i due dorsali contemporaneamente si può saltare, mentre con il Cerchio si dividono e riuniscono le bestiole. Il sistema di controllo è molto semplice, ed è bene che sia così in un gioco portatile; inoltre, la scelta del 2D, unitamente a un level design ben studiato e a uno sviluppo perlopiù orizzontale, in modo da adattarsi al meglio allo schermo della PSP, rendono l’esperienza di gioco rilassante e alla portata di tutti. Anche un livello di difficoltà calibrato verso il basso è in linea con la filosofia di questo gioco. Raramente vi capiterà il Game Over, forse mai: i nemici scarseggiano, non sono molto reattivi e vi privano di un solo LocoRoco a ogni colpo. Tuttavia, ne esistono diversi tipi; ecco i principali:

  • i Mojya: svolazzano in giro e cercano di catturare i nostri amichetti. Con un colpo tornano al Creatore;
  • gli Ojya: sono i capi dei Mojya e infatti ci assomigliano in tutto, ma sono molto più grossi e resistenti. Fungono da boss, anche se in questo gioco non ce ne sono di veri e propri;
  • i Kojya: questi piccoli Mojya vi si attaccano rallentando i movimenti;
  • i Toge: corrispondono, in sostanza, agli spuntoni che affiorano dai pavimenti di un Prince of Persia a caso.

E i giocatori più smaliziati? Per loro c’è la possibilità di andare alla ricerca di tutti gli oggetti disseminati nei livelli, in modo da completare il gioco al 100%. Non sarà un’impresa facile, dal momento che le aree segrete spesso sono nascoste con grande cura e possono richiedere anche una certa abilità nello spiccare i salti più arditi per raggiungerle. Peccato che proprio in questa fase “da esperti” si rendano fastidiosi i piccoli difetti che affliggono questa produzione: innanzitutto, i salti non godono di precisione millimetrica. Ciò non dà fastidio giocando tranquillamente, ma per il completista può essere un problema dal momento che non ci sono checkpoint nei livelli: certo, sono brevi, ma trovarsi a dover ricominciare uno schema per aver mancato un elemento al nono minuto di gioco può scoraggiare i meno volenterosi (me compreso, NdR). Secondariamente, alcune cose sono state occultate da una mente diabolica, probabilmente: ai nascondigli si accede entrando da pareti del tutto uguali alle altre (avete presente il binario 9 ¾ di HarryPotter?) o da buchi nel soffitto che dovrete aprire a suon di craniate. Anche in questo caso, è impossibile individuare le zone che possono essere distrutte, col risultato che si finisce per saltellare e rotolare un po’ ovunque, alla ricerca casuale di passaggi segreti. Quanto detto non inficia la qualità complessiva del gioco, ma forse vi farà desistere dal raccogliere proprio tutto.


Le cose in più

In cosa consistono questi extra sbloccabili con tanta fatica? Abbiamo, principalmente, minigiochi e elementi da utilizzare nella Loco House e nell’editor di livelli, oltre alle varie musiche che compongono la straordinaria OST. I primi sono due semplici diversivi all’avventura principale e non sono particolarmente originali o divertenti: uno è un gioco con le gru, l’altro prevede di scagliare un LocoRoco in un percorso a ostacoli. L’editor, considerato come il terzo minigioco, è ben più interessante, anche se ha il solito difetto tipico degli editor, ossia di risultare intrigante solo per gli smanettoni che abbiano abbastanza tempo a disposizione per creare (ed eventualmente condividere in rete) qualcosa di decente. Lo schema standard fornito può essere riempito con varie strutture (scale, girandole e quant’altro), utilizzabili nella quantità in cui le avete raccolte durante il gioco. La Loco House funziona in modo analogo: è a vostra disposizione uno spazio più contenuto da riempire con i medesimi elementi di cui sopra. Ancora una volta, il tempo speso dipenderà dal vostro estro. Segnaliamo una scarsa sensibilità dell’analogico, che rende faticosi alcuni posizionamenti “di precisione”. In fin dei conti, è più probabile che collezionerete questi extra più che giocarci effettivamente: ciò contribuisce comunque alla longevità, non proprio il punto di forza di questo titolo.

I livelli sono quaranta e, giocando tranquillamente, ma cercando anche di scovare almeno alcuni dei numerosi elementi nascosti, durano una media di dieci minuti, che si abbassa notevolmente se ci si limita ad attraversarli senza curarsi del resto. Chi scrive ha finito il gioco in sette ore, trovando, però, poco più della metà dei Mui Mui, gli amichetti dei LocoRoco che vi regalano i tesori, presenti in ciascun livello nel numero di tre.

COMMENTO
Bello, mi è piaciuto. Ci ho giocato per ingannare il tempo in autobus, quando andavo all’Università: mi metteva il buon umore per affrontare le lezioni, decisamente meno gioiose. L’impatto iniziale è stato davvero eccezionale, dal momento che non avevo giocato in passato altri titoli della serie, oppure Patapon. Svanito l’entusiasmo iniziale, comunque, non ho potuto fare a meno di apprezzare lo stile scanzonato e un gameplay semplice, ma divertente, per una volta adatto - non adattato – a PSP. Consiglio Locoroco a chiunque non abbia paura di essere infantile e non debba necessariamente sparare o menare fendenti quando gioca.
GRAFICA:8.5Non sarà un esercizio di tecnica a livello di Daxter, ma sotto un profilo stilistico non ci si può certo lamentare. Locoroco è coloratissimo e rotondo, come è giusto che sia.
SONORO:9Davvero ineccepibile: spensierato, strampalato, scemo, metterebbe allegria a chiunque. I Locoroco sono animali (?) canterini, e le loro voci e canzoni sono diverse a seconda del loro colore.
GIOCABILITà:8Non è perfetto, ma le piccole sbavature risultano fastidiose solo se volete fare le cose più difficili e completare il gioco al 100%. Se, invece, ci giocate in autobus per divertirvi un po’ è l’ideale.
LONGEVITà:7Dipende dal livello di completamento che volete raggiungere. Giocando tranquillamente, ma senza velleità da completisti, finirete i 40 livelli in un tempo che oscilla fra le 6 e le 7 ore.
VOTO FINALE8
PRO:- A misura di PSP
- Stile da vendere
- Gioioso e genuinamente divertente
CONTRO:- Non dura molto
- Minigiochi non entusiasmanti
- Raccogliere tutto può rivelarsi inutilmente frustrante
LocoRoco 2Sostanzialmente una espansione di Locoroco [cit. Cocò]: se avete amato il primo, amerete anche il secondo, nonostante l’assenza di originalità.
PataponNon è lo stesso genere, però quel qualcosa che piace in Locoroco c’è pure in Patapon.
SCHEDAGIOCO
Cover LocoRoco

LocoRoco

  • data d'uscita: 23 giugno 2006
  • produttore: Sony Computer Entertainment
  • sviluppatore: SCE JAPAN Studio
  • Distributore: Sony Computer Entertainment Europe
  • Genere: Piattaforma
  • Multiplayer: 1-2 giocatori Locale
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 3+
  • Sito di LocoRoco
Scheda completa...
LocoRoco2010-04-12 16:59:09http://www.vgnetwork.it/recensioni-sony-psp/locoroco/Un gioco per PSP. Su misura1020525VGNetwork.it