Square Enix ritorna ancora una volta nel mondo dei JRPG.
Square Enix è ormai famosa per l’altissima qualità dei prodotti distribuiti, soprattutto per quanto riguarda il genere dei giochi di ruolo: Final Fantasy, Kingdom Hearts e Dragon Quest sono solamente alcuni dei capolavori che la casa giapponese ha regalato ai propri fan. Intrecci narrativi complicati e ricchi di scena, coadiuvati da chicche tecniche di prim’ordine sono solamente alcuni degli aspetti che caratterizzano il parco giochi di Square Enix.
Lord of Arcana è il classico JRPG in cui il giocatore veste i panni dell’eroe di turno, completamente customizzabile sia a livello fisico che di corde vocali, chiamato a percorrere la strada del proprio destino e riuscire a dominare i sette spiriti magici denominati Arcana. Horodyn Calazzar è il nome del fondatore della omonima regione di Horodyn, luogo in cui le gesta del proprio leader non hanno trovato alcun erede, con conseguente totale abbandono dei misteriosi poteri degli Arcana. Un giorno appare a Porto Carrillo un avventuriero senza nome che ha dimenticato il proprio passato, consapevole solamente di essere stato invocato direttamente dagli Arcana ed avente il compito di emulare il prode Calazzar. Ovviamente lo sconosciuto protagonista dovrà dimostrare di essere degno e portare così a termine le missioni della Gilda degli Eroi.
Melting Pot videoludico.
Il plot narrativo non brilla certo di luce propria e per l’occasione viene utilizzato un canovaccio particolarmente abusato in avventure di ogni genere. Inoltre l’intero sistema di gestione del personaggio pesca a piene mani dalle fasi viste in Monster Hunter, sia a livello di editing del personaggio che nel gameplay, dal momento in cui costruire armi e armature grazie agli oggetti droppati dai nemici sconfitti e la presenza stessa delle Quest sotto forma di missioni affrontabili previa iscrizione alla gilda sono solamente alcuni dei particolari in comune con il titolo di Capcom.
Le missioni vere e proprie si svolgono prettamente in dungeon dalla diversa localizzazione e suddivisi da una serie di zone differenti, collegate tra loro grazie a semplici archi o da speciali portali in grado di teletrasportare il giocatore tra un luogo e l’altro. In ogni quest è presente un obbiettivo ben preciso da portare a termine, ovviamente target messo in discussione dai mostri che infestano le zone interessate. A differenza del sopra citato Monster Hunter i combattimenti avvengono in perfetto stile Final Fantasy, teletrasportando il giocatore nella speciale arena possedente un limite ben preciso.
Gli scontri avvengono come in ogni action rpg che si rispetti: il giocatore muove il proprio alter ego virtuale e seleziona le mosse da eseguire in tempo reale. Il sistema di controllo pone il giocatore di fronte ad una mappatura dei quattro tasti collegati ad attacco, parata, attacco speciale e richiamo della magia, abilità da coltivare in maniera approfondita dal momento in cui gli incantesimi sono strettamente collegati con l’arma utilizzata e il grado di competenza raggiunto. Inoltre è possibile sfruttare una speciale carta, denominata Ultimate Spell e ricorrere così ad una vera e propria evocazione.
L’intero equipaggiamento viene suddiviso in cinque armi differenti, totalmente personalizzabili e in grado di sfruttare ad hoc le scelte di potenziamento scelte dal giocatore. Ogni arma infatti possiede una caratteristica esclusiva che va dalla potenza alla lunga gittata, le quali però mettono sempre in condizione il giocatore di affrontare ogni missione. Ovviamente non bisogna sottovalutare le fasi di livellamento, utili a superare scogli altrimenti insormontabili.
In ogni combattimento è necessario tenere sotto controllo le tre barre fondamentali, le quali descrivono la salute del personaggio, il potere magico e la fatica. Il mana power viene riempito sferrando attacchi normali e ovviamente cala quando viene richiamato l’incantesimo; una volta riempita la barra è possibile sferrare l’Ultimate Spell. Immancabili sono i Quick Time Events, per l’occasione sotto forma di mosse finali, veri e propri brutali colpi di grazia che terminano con una pioggia di sangue.
Poco smalto in cabina di regia.
Il comparto tecnico di Lord of Arcana purtroppo cade sotto i colpi di un motore grafico poco curato e modelli poligonali effettivamente troppo semplici e possedenti una qualità di animazione che ricorda molto da vicino alcuni titoli per PsOne. Lo stesso difetto viene riscontrato nelle ambientazioni circostanti, spoglie e poco ispirate. Solamente le armature vengono caratterizzate a dovere e risultano davvero ben ricreate.
Molto buona è la tracklist presente in Lord of Arcana, in grado di accompagnare perfettamente le gesta di questo nuovo eroe senza nome.