Come ogni buon “sonaro” sa, Ratchet & Clank è una celebre serie platform/TPS nata su PlayStation 2 dalle menti fantasiose di TedPrice e compagni, i quali hanno abbandonato Spyro al suo destino per realizzare qualcosa di assolutamente nuovo: si trattò del secondo brand di successo per InsomniacGames, che ha sviluppato un gran numero di episodi tra PS2 e PS3. Esatto, non per PSP: l’handheld Sony ha visto ben due capitoli della saga, ma nessuno di essi è opera del creatore originale, bensì di High Impact Games. Un po’ di diffidenza in questi casi è d’obbligo, ma basta fare due ricerche per mettersi l’animo in pace almeno un po’: lo studio, infatti, è stato fondato nel 2003 da fuoriusciti di Insomniac Games e Naughty Dog. Non è un caso, dunque, che i loro primi progetti siano tutti legati a Racthet & Clank e Jak and Daxter. Roba buona, tutto sommato, anche se non all’altezza dei fratelloni su home console.
Ratchet & Clank: L’altezza Non Conta (titolo originale: Ratchet & Clank: Size Matters, che vuol dire grossomodo l’opposto…) è stato la prima fatica di High Impact Games, frutto di una scelta - non del tutto azzeccata, c’è da dire – di Sony, che voleva tutti i suoi maggiori franchise “miniaturizzati”: nel 2006 uscì l’ottimo Daxter, nel 2007 questo SizeMatters, mentre l’anno successivo fu la (prima) volta di God of War… e potremmo andare avanti con Killzone, Resistance e MotorStorm. Da un certo punto di vista è cosa buona e giusta rimpolpare la lineup di una console con titoli di richiamo e di qualità, ma allo stesso tempo bisogna chiedersi se, invece di adattare – talvolta alla bell’e meglio - meccaniche di gioco nate in ambito home console, non sarebbe stato più proficuo elaborare nuovi concept ad hoc per PSP, magari sfruttando anche qualche serie famosa, ci mancherebbe altro; è stato fatto (Locoroco e Patapon sono grandi esempi), ma forse non abbastanza.
Gli eroi non vanno mai in vacanza…
… più o meno! I nostri protagonisti, infatti, si trovano in spiaggia a prendersi il loro meritato riposo, ma vengono importunati da una ragazzina, che darà il via alla quinta avventura del Lombax e del suo compagno robot, infarcita come sempre di spassosi dialoghi e humour; forse questa volta siamo vagamente sottotono in alcuni frangenti, ma non è il caso di preoccuparsene più di tanto: Ratchet, Clank e il Capitano Qwark sono presenti all’appello, con i loro soliti doppiatori (GiuseppeCalvetti sostituirà SimoneD’Andrea alla voce di Ratchet solo dall’era PS3) e le gag che hanno contribuito a renderli famosi. Forse manca solo un cattivone degno di tale nome, ma la trama riveste sempre e comunque un elemento secondario nella formula vincente della serie, riassumibile in tre parole: armi, risate e spettacolarità. Quest’ultima non è certo assente, anche se non siamo agli stessi livelli di PS2, dove –ricordiamolo! – Insomniac aveva sviluppato un motore grafico da urlo; High Impact Games non ha voluto essere da meno, e ha messo a punto un comparto tecnico assolutamente degno dell’hardware su cui gira, che è lo stesso che ospita un gioiellino del calibro di Daxter. Spiccano in particolar modo i modelli poligonali dei protagonisti e delle armi, decisamente più dettagliati dei comunque buoni fondali.
Ecco il primo livello: notate sdraio e ombrellone
Sul versante audio, il prodotto si assesta su buoni livelli, ma sotto tono rispetto alla grafica e a quanto ascoltato negli episodi precedenti, non a causa del doppiaggio (abbiamo già detto che le voci sono quelle, anche se il cast è meno ampio), bensì di una colonna sonora non memorabile, che si limita a svolgere il suo lavoro. Effetti nella media, abbastanza familiari per i fan della serie.
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