Tactics Ogre: Let Us Cling Together

Il re è tornato, più in forma che mai!
Scritto da il 28 maggio 2011
Tactics Ogre: Let Us Cling Together Recensione

Square Enix, nel corso degli ultimi tempi, non ne ha combinata una giusta, o quasi: recentemente sono stati resi noti un po' di dati su questo ultimo anno, che si chiude con la colata a picco di vendite, scese del 38,4%, e di ricavi totali, scesi del 74,1%. Come stupirsene, d'altronde? Final Fantasy XIV è probabilmente il flop più allucinante della storia dell'intera compagnia, e di certo neanche Front Mission Evolved e Mindjack rimarranno negli annali. Un po' meglio siamo andati sul versante PSP, che però non ha certo brillato di luce propria: l'atteso The 3rd Birthday non ha convinto pienamente critica e pubblico, mentre Dissidia 012 Final Fantasy e Final Fantasy IV: The Complete Collection sono sì buoni prodotti, ma si tratta in buona parte di materiale non inedito, specialmente nel secondo caso; aggiungiamoci la parziale delusione per Final Fantasy XIII dell'anno scorso e l'attesa infinita per Versus e il quadro è completo.

Tutto questo deprimente cappello introduttivo per dire cosa? Beh, che Tactics Ogre: Let Us Cling Together rappresenta la fortunata eccezione al trend negativo. Tra l'altro, vale la pena di mettere bene in evidenza e applaudire la meravigliosa Premium Edition, l'unica versione del gioco commercializzata al momento: sotto potete vedere la foto della copia acquistata dal nostro Giacomo “Gek” Quadrio, la quale comprende – oltre al gioco, ovviamente - una cover rigida, un artbook (e quando il character designer è Yoshida non si può che esultare) di 44 pagine e un mini-CD contenente la pregevole OST. Quest'ultima conta ben 65 tracce (potete dunque intuire che non è inclusa nella sua interezza nel mini-CD), per la maggior parte (50) eccellenti riarrangiamenti, mentre gli ulteriori 15 brani sono inediti. Tutto ad opera di Iwata e Sakimoto, già autori dell'originale OST della versione primigenia di Tactics Ogre, cioè quella uscita per SNES del 1995. Per chi non lo sapesse, insomma, il titolo che ci troviamo ad analizzare in questa sede è un remake (o forse un enhanced porting, cambia poco) dell'omonimo gioco uscito su SNES, Saturn e PlayStation (e pure Virtual Console), ma fino ad ora inedito in Europa. Riteniamoci fortunati, comunque, perché questa è la migliore versione esistente del capolavoro di Quest.


Let us cling together!

Abbiamo già avuto occasione di parlare della complessa Ogre Battle Saga in sede di anteprima, quindi ci limitiamo a ricordare che Tactics Ogre è il settimo capitolo della serie (ma in realtà ne sono usciti solo tre!), giocabile come stand alone, in fin dei conti; narra la storia di Denam Pavel, un giovane di etnia Walister intenzionato a liberare il suo popolo dalla tirannia di Galgastan: per riuscire nell'impresa, dovrà affrontare una strada irta di pericoli e, soprattutto, di scelte morali difficili, che metteranno a dura prova il nostro eroe e noi giocatori, dal momento che saremo chiamati a prendere decisioni sofferte in grado di modificare significativamente l'intreccio. Proprio questo è uno degli elementi centrali per quanto riguarda il comparto narrativo: entro i primi due capitoli, il playthrough sarà definitivamente inquadrato in uno dei tre path (Lawful, Chaotic e Neutral), con conseguenze sullo svolgersi degli eventi e sui personaggi reclutabili. I plot della saga si caratterizzano per toni maturi (siamo dalle parti del dark fantasy), tematiche politiche e belliche: insomma, rispetto al suo epigono Final Fantasy Tactics, Tactics Ogre risulta meno legato a temi soprannaturali in favore del realismo, comportando anche svolte più credibili, ma magari meno fantasiose. Le corpose aggiunte allo script operate da Matsuno stesso completano un quadro che brilla di una intensa luce nuova.

Il genere di appartenenza di Let Us Cling Together è quello dei JRPG tattici, non particolarmente in voga dalle nostre parti e relativamente di nicchia pure in patria. Per quale motivo? Probabilmente perché è tutt'altro che immediato e richiede, oltre ad una certa dose di materia grigia, anche molta pazienza ed una buona memoria, per imparare tutte le statistiche, le classi, le variabili di altra natura, ecc.Il gioco in questione, poi, è veramente complessissimo a causa della sua incredibile ricchezza e vanta anche una certa difficoltà, quantomeno nelle fasi iniziali e centrali; i novizi e i semplici curiosi, a questo punto, staranno già cliccando sulla X in alto a destra, ma farebbero un errore, perché, d'altro canto, Tactics Ogre è anche una delle migliori strade per approcciarsi al genere, grazie alle aggiunte di questa versione (che i veterani possono scegliere di non usare) e alle sue caratteristiche di gameplay, imitate un po' ovunque dagli altri tattici.La prima agevolazione consiste nel Chariot Tarot System, il quale consiste in una sorta di “macchina del tempo”, permettendo di tornare indietro fino a 50 turni per correggere errori nell'impostazione dello scontro. In modo lungimirante, però, è stata annullata la possibilità di barare: se un attacco è stato fallito la prima volta, non andrà mai a segno, così come non sarà mai colpo critico.Un'altra feature meravigliosa è quella legata al tasto Select, del quale vi consigliamo di abusare con prepotenza: in sostanza, qualunque scritta o “simbolo misterioso” che compare sulla schermata di gioco ha una sua esaustiva spiegazione immediata. Davvero utile, sia in battaglia, sia nella fase di gestione delle truppe.A ciò deve aggiungersi anche un ricco tutorial tematico, suddiviso in argomenti di base e tattiche; esso è ubicato all'ultima voce del Warren Report, una sorta di enciclopedia a cui si può accedere dalla World Map. Il Warren Report contiene tutte le informazioni possibili e immaginabili su storia e personaggi, sviluppando un lore impressionante, le musiche sbloccate, il summenzionato tutorial e anche la nuovissima Wheel of Fortune, grazie alla quale potrete rivivere tutti gli eventi della trama e, una volta portata a termine l'avventura, intraprendere nuove strade nei già citati bivi.

Per il resto, si tratta soltanto di applicarsi con una certa dedizione e mettere insieme i vari meccanismi appresi, in modo da poter sviluppare un proprio stile organico e versatile: grazie ad un job system flessibile, che si combina con uno skill system ampio ma decisamente meno diversificato rispetto al primo, è possibile plasmare i personaggi a proprio piacimento ed elaborare approcci strategici assolutamente personalizzati. In fin dei conti, la gestione delle truppe fuori dal campo è importante almeno quanto – se non più – della tattica bellica vera e propria: operazioni come valutare l'impatto di un class change su statistiche, skill, equipaggiamenti e dinamiche interne al party sono fondamentali, nonché massimamente appaganti.


Le trovate intelligenti...

Ad ogni modo, se tutto ciò vi riesce difficile e le sconfitte si susseguono senza soluzione di continuità, è possibile racimolare esperienza e skill points con gli incontri casuali. L'allenamento è stato pensato in maniera davvero intelligente e, in particolar modo la gestione dell'esperienza merita una standing ovation: essa, infatti, è ripartita in eguali quantitativi sulla base non del singolo personaggio, ma della classe di appartenenza. Ciò significa che i combattenti non hanno un livello personale, bensì solo quello della classe, mentre rimane proprio di ciascuno il quantitativo di Skill Point, anch'essi ripartiti in uguali porzioni, ma non fra classi, appunto. Questo eccellente sistema ha tre conseguenze assolutamente positive: la prima è che non è necessario grindare con i personaggi che magari sono stati trascurati o che sono entrati nel party con un livello basso, perché, di fatto, il livello è determinato dalla classe; in secondo luogo, si pone fine alla noiosa pratica primitiva di far compiere più azioni possibili ad un guerriero in modo da farlo expare; infine, la gestione diversa di esperienze e skill points permette comunque di favorire (giustamente!) i lottatori titolari rispetto ai “panchinari”.

In definitiva, il maggior pregio del gioco, oltre alla completezza incredibile raggiunta da questo remake, è proprio la logica che si cela dietro le scelte di game design, scelte che migliorano le vecchie meccaniche dove possono e che aiutano i principianti, senza per questo tediare gli hardcore gamer. Raramente qualcosa è lasciato al caso o appare irrazionale, tanto che, nel suo genere, Tactics Ogre: Let Us Cling Together probabilmente è la miglior approssimazione dell'idea di perfezione. Ciò non significa che non ci siano piccole ingenuità o aspetti perfettibili, a cui dedichiamo l'ultima sezione di questa trionfale recensione.


… e le (pochissime) pecche

Dopo tanti elogi, sarebbe ingiusto non spendere qualche riga su quegli elementi che avrebbero potuto essere migliori, regalando a Tactics Ogre il perfect score. Il primo che balza all'occhio, ovviamente, è la grafica, che non è propriamente un difetto, bensì l'unico profilo di non eccellenza: qualche restauro è stato fatto rispetto al passato, ma il look è – per così dire – molto fedele all'originale. Il vero rimpianto è che gli scenari, per quanto tridimensionali, non siano ruotabili (e qui faccio un' errata corrige rispetto all'anteprima, scusandomi con i lettori: il fatto è che sembrava scontata questa possibilità, in luce della nuova tridimensionalità, ndr), rendendo di difficile lettura alcune situazioni. Fortunatamente è stata aggiunta una visuale dall'alto (mostrata qui sotto) per risolvere i problemi.

Gli ultimi due appunti si devono fare all'intelligenza artificiale e ai menù.La prima non è traumatica e la difficoltà intrinseca del gioco la adombra: affiora, però, quando ci sono dei guest in squadra o dei personaggi destinati ad unirsi al gruppo nel caso in cui sopravvivano, che spesso andranno spavaldamente incontro alla morte, per evitare la quale vi toccherà consumare oggetti curativi o far avanzare pericolosamente i curatori.Per quanto riguarda i menù, invece, essi si rivelano poco pratici quasi esclusivamente nei negozi, complicando un po' le operazioni di rinnovamento degli equip e di crafting, altra novità di cui non abbiamo parlato per evitare di trasformare questo pezzo in una sorta di compendio enciclopedico.D'altronde, le parole da spendere su Tactics Ogre sarebbero infinite, ma a questo punto si sarà già capito che stiamo parlando di un capolavoro imprescindibile per chiunque non disdegni il gaming orientale. Giocateci, scopritelo e studiatelo. Ma soprattutto, divertitevi.

COMMENTO

Apprestandomi a scrivere questo articolo, ho provato quasi un timore reverenziale nei confronti del gioco, non facile da recensire per mille motivi: si inserisce in una saga incompleta che ha avuto vicende alterne per quanto concerne la localizzazione, possiede una mole di contenuti semplicemente impressionante, sfoggia meccaniche raffinate, alla base del genere custom da quindici anni... insomma, un capolavoro merita una recensione all'altezza. Non so se ci sono riuscito, ma sicuramente vi ho fatto capire che è un titolo a cui tutti dovrebbero dare una chance, vista la qualità senza eguali di tutti i suoi elementi (tranne la grafica, magari). E che nessuno si azzardi a dire che assomiglia a Final Fantasy Tactics, perché, semmai, è Final Fantasy Tactics ad assomigliare a Tactics Ogre!

GRAFICA:7Il comparto meno curato, per motivi di budget probabilmente. L'aspetto più fastidioso consiste nell'impossibilità di ruotare l'inquadratura, sopperita in parte della visuale dall'alto.
SONORO:9L'ottima OST originale, magistralmente riarrangiata dai suoi autori (Iwata e Sakimoto). I brani sono ben 65, di cui 15 inediti. Doppiaggio solo negli intermezzi narrativi fra un capitolo e l'altro.
GIOCABILITà:9.5Si sfiora la perfezione: ci si può lamentare solo dell'intelligenza artificiale altalenante dei guest e di qualche menù poco immediato.
LONGEVITà:10Siamo sulle canoniche 40 ore, ma ci sono 3 path (Lawful, Chaotic e Neutral) e davvero numerosi extra. Per vedere tutto, potrebbero volerci circa 120 ore.
VOTO FINALE9.5
PRO:- L'apice nel suo genere
- Potenzialmente eterno, o quasi
- Tantissime aggiunte!
CONTRO:- Inglese poco intuitivo
- Graficamente si sarebbe potuto fare di più
- Menù non sempre user friendly
Final Fantasy Tactics A2: Grimoire of the RiftLa serie FFT in un certo senso discende da Tactics Ogre, ma questo pur discreto episodio non ha un briciolo della classe dell'opera di Matsuno.
Agarest: Generations of War ( PS3 )Un feeling retro “grazie” alla grafica antiquata, un interessante sistema a generazioni e abbondante fanservice: un valido prodotto di nicchia per appassionati.
SCHEDAGIOCO
Cover Tactics Ogre: Let Us Cling Together

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Tactics Ogre: Let Us Cling Together2011-05-28 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-sony-psp/tactics-ogre-let-us-cling-together/Il re è tornato, più in forma che mai!1020525VGNetwork.it