L'abbiamo tanto atteso e finalmente è arrivato: da novembre è disponibile sul suolo inglese The Legend of Heroes: Trails in the Sky, uscito il mese successivo su PSN. Con un certo ritardo ora dovrebbe raggiungere l'Italia anche la Collector's Edition, che il sito di Gamestop ha datato 31 gennaio (anche se potrebbero esserci ulteriori ritardi senza preavviso). Ecco a voi un'immagine:
Dopo una prova accurata (il gioco è davvero immenso, come vedremo), VGN si appresta a formulare il suo articolato verdetto: siete pronti? Sarà un lungo ma fantastico viaggio!
Da grande voglio fare il bracer!
Senza annoiare ulteriormente il lettore con preamboli sulla maestosa serie di The Legend of Heroes, che potete già leggere nella nostra anteprima, ricordiamo soltanto che Trails in the Sky inaugura una nuova saga, quindi non c'è alcun bisogno di affrontare anche i precedenti titoli, mentre è consigliato giocare ai due successivi, quando usciranno.
I protagonisti di questa inedita epopea sono Estelle e Joshua, due giovani di sedici anni che hanno appena terminato la loro preparazione per diventare bracers. Ma cosa sono questi bracers? In breve, potremmo definirli avventurieri: per tramite della gilda, accettano incarichi su richiesta dei cittadini, fornendo un valido aiuto alla popolazione (d'altronde to brace significa “sostenere”, “rinforzare”). Sterminare mostri, cercare oggetti, scortare persone... queste sono le missioni-tipo che affronterete, soprattutto se svolgerete tutte le sub-quest approntate da Nihon Falcom, utili ad accumulare Bracer Points e salire di rango: come potete intuire, infatti, tali premesse si prestano perfettamente ad una struttura di gioco composta di sotto-trame e NPC a iosa. Il plot non incalza il giocatore sin da subito, ma gli lascia il tempo di familiarizzare con il mondo circostante; d'altronde non c'è fretta, dal momento che questa è solo l'introduzione ai prossimi due capitoli, in cui la vicenda entra nel vivo (diciamo dopo il colpo di scena che conclude questo primo episodio).
Uno degli aspetti più belli di Trails in the Sky è proprio “perdersi” nelle piccole cose, immergendosi da capo a piedi in un mondo talmente accurato da sembrare quasi credibile. Il lore vantato dalla serie è veramente impressionante: il Liberl Kingdom e l'Erebonian Empire hanno una propria storia (conflittuale), una peculiare tecnologia (ci troviamo nel bel mezzo di una sorta di Rivoluzione Industriale), diversi costumi e grandi città, piene di vita e di personaggi con cui dialogare, i quali dispongono di un elevato numero di battute a seconda del momento della trama in cui vi rivolgete a loro. Non dovrebbe a questo punto risultare un mistero il motivo per cui Trails in the Sky è una delle serie (se non La serie) con il maggior numero di linee di testo mai esistite, record che in passato aveva scoraggiato chiunque volesse localizzare il gioco; l'opera di traduzione di Xseed, che è pure di ottima fattura (la mezza porcheria della localizzazione della trilogia di Gagharv è un lontano ricordo), è un autentico miracolo, soprattutto se teniamo conto del modestissimo volume di vendite. Vendite che, in tutta sincerità, speriamo di incrementare anche noi col nostro pur modesto contributo.
Un piccolo appunto: è necessaria una discreta conoscenza dell'Inglese per godere appieno dell'opera di Nihon Falcom, dal momento che il tempo che si passa a leggere è davvero tanto. Non serve certo un CPE per comprendere i testi, ma una padronanza “scolastica” della lingua è quasi indispensabile.
Classico, ma con stile
In relazione al gameplay, l'impostazione è altrettanto classica: abbiamo un mondo vastissimo, un battle system a turni e un sistema di crescita che coniuga i livelli ad un meccanismo di skill simile a quanto abbiamo apprezzato quindici anni fa in Final Fantasy VII. Ciò non significa che non ci siano delle peculiarità, che rendono nel complesso Trails in the Sky uno dei JRPG classici più gradevoli da giocare.
Cominciamo dall'esplorazione: sì, è free-roaming, ma non utilizza la World Map tradizionale (facciamo un esempio: Tales of Eternia). Le numerose località sono fra loro collegate da strade, sentieri, pianure, senza soluzione di continuità. La maggior parte di voi ricorderà un'impostazione simile in Final Fantasy X, in cui però il risultato finale era minato da un'eccessiva linearità: le strade erano dritte, spesso non era possibile tornare sui propri passi e gli snodi erano davvero pochi; in questo caso non c'è di che preoccuparsi, dal momento che sono state inserite diverse biforcazioni e location opzionali. Il dettaglio più rilevante, però, è l'assenza di incontri casuali: come in Grandia (ma anche nei precedenti episodi di The Legend of Heroes), infatti, i nemici sono visibili sullo schermo, e non è impossibile evitarli, come invece succedeva spesso in Tales of Innocence.
Non sono pagato da Ghostlight, quindi tutti gli elogi sono sinceri, spontanei, oggettivi, mi verrebbe da dire: Trails in the Sky non è un gioco per tutti, ma la sua qualità intrinseca non può essere messa in discussione da nessuno. Compratelo, dal PSN, da Amazon, dal sito di Ghostlight, da dove volete; si tratta di un titolo che merita una chance da parte almeno di tutti gli appassionati del genere. Sosteniamolo, se vogliamo che anche i prossimi episodi siano localizzati: la mia Collector's Edition sta per essere spedita!
Ritmo abbastanza compassato: non è un difetto, ma qualcuno potrebbe desiderare una trama più “veloce”
7.5
L'engine è lo stesso di Ys: Ark of Napishtim, quindi è un po' datato. D'altronde, il gioco è uscito ben sette anni fa in Giappone, su PC (e aveva un frame rate migliore, a dire il vero).
8.5
Ottima OST, composta da una sessantina di brani, per una durata complessiva di oltre due ore. Il voice acting è presente solo in battaglia.
8.5
Il gameplay è classico e ben studiato. Apprezzabile la scelta di rendere i nemici visibli sullo schermo, in luogo degli incontri casuali.
9.5
Il lore e le numerose subquest allungano la vita ad un gioco già di per sé longevo: c'è da perdersi per settimane, nel mondo di Trails in the Sky.