Child of Eden

Tetsuya Mizuguchi torna a farci sognare nel suo mondo di luci e musica.
Scritto da Truden "Exsos" Tigejil 30 giugno 2011
Child of Eden Recensione

Non sono passati più di 10 anni da quanto la United Game Artists ci regalò quel piccolo capolavoro audiovisivo che era Rez, di recente riproposto per XBLA in versione HD nel 2008, da allora i giocatori hanno lesinato informazioni alla ricerca di un possibile annuncio di un seguito, fino all'arrivo dell'E3 del 2010, quando Ubisoft annuncia sul suo palco il seguito Child of Eden a cura dello studio di Tetsuya Mizuguchi, Q?. Il buon Tetsuya allora si presentò di spalle al pubblico, esaltando la sala mentre agitava le mani davanti allo schermo e rivelando contemporaneamente il supporto dell'allora nuova periferica di Microsoft, Kinect, con un gameplay già bello che funzionante. Il tempo è passato e tra i vari rumors che vedevano da prima il gioco venduto in versione digital delivery, sino alla definitiva conferma e rilascio del titolo in versione retail, abbiamo finalmente avuto la possibilità di mettere le mani sul gioco.

Non certo un ambiente di gioco banale, al centro si nota il cursore circolare


Video immersive experience

L'impatto visivo che accompagna Child of Eden è di quelli a cui non bastano delle semplici parole per descrivere il tripudio di luci e avvenimenti che si dipanano sullo schermo in mezzo ad un marasma di colori, tenendo il giocatore incollato allo schermo. I 5 livelli del gioco - Matrice, Evoluzione, Bellezza, Passione e Viaggio - rappresentano i 5 stadi per riportare in vita Lumi, il programma che riproduce la personalità umana la quale aveva dato inizio agli eventi in Rez, rappresentata visivamente dal volto di Rachel Rodhes, già protagonista dei video che accompagnano il gruppo musicale Genki Rockets, di cui Mizuguchi è anche co-produttore. Ogni livello ha poi un suo stile e un suo background di fondo diversificato. Come già succedeva su Rez, la struttura dei livelli si basa su percorsi a binari in cui dovremo purificare tutte le creature e le strutture al suo interno cercando di arrivare ai vari boss illesi. Una volta terminati i livelli si avrà accesso ad una serie di premi che sbloccheranno immagini nella galleria e elementi di personalizzazione degli stage quali nuove skin o effetti sonori. Oltre ai suddetti elementi, si avrà accesso anche ad un ultimo livello di cui non parliamo per non rovinare la sorpresa. La differenza più importante dal punto di vista visivo è concentra sul fatto che, a differenza del suo predecessore, Child of Eden non presenta nessun protagonista “visivo” sullo schermo a vestire i panni del giocatore, che invece si ritroverà a lavorare da vero e proprio Avatar muovendo soltanto il mirino su schermo, una scelta voluta per creare un approccio più immersivo. Tra le varie possibilità di scelta chi si sente più coraggioso si potrà perfino rimuovere totalmente l'hud dallo schermo.


Elettro J-pop

La direzione musicale ha di certo preso una piega culturale più “popolare” avvalendosi delle musiche dei Genki Rockets, non disprezzando piccoli momenti di elettronica pura. Approcciandosi al gioco si avrà la sensazione non solo di seguire le musiche ma di farne parte in prima persona, partecipando tramite i vari “combattimenti” alla soundtrack stessa, creando cosi dei ritmi che accompagnano la struttura musicale dei vari livelli. Il ritmo infatti diventerà fondamentale per eseguire i migliori punteggi, e, anche se all'inizio non risulterà ben chiaro come seguire la musica, dopo aver riaffrontato i vari livelli un paio di volte si avrà ben chiara la struttura, visto che i nemici compaiono in un ordine ben stabilito. A questo punto selezionarli nel giusto ordine prima di scagliare l'attacco creerà la giusta combinazione di suoni oltre che un miglior punteggio. Ovviamente non si è obbligati a seguire un determinato stile, chi non ha un orecchio musicale troppo accentuato può tranquillamente godersi l'esperienza senza problemi giocando in maniera tradizionale.


Kinect Vs Pad

Child of Eden fondamentalmente è stato sviluppato per l'utilizzo di Kinect, che non lo vede come un controller opzionale come accade con ben altri titoli ma bensì come il principale fulcro del gameplay. Come succedeva in Rez il giocatore dovrà agganciare i nemici su schermo passandogli sopra il mirino per poi sferrare l'attacco, questo in termini di Kinect si traduce nel muovere la mano destra per spostare di conseguenza il nostro puntatore in tempo reale sullo schermo per poi, tramite un gesto in avanti a mò di lancio, eseguire l'attacco. Ad accompagnare l'aggancio ci sarà l'attacco con la mano sinistra, il quale si traduce in un attacco laser che puntellerà il nemico come una mitragliatrice. Determinati nemici avranno bisogno di essere attaccati prima con un tipo di fuoco e poi con l'altro, in modo da arrivare ai punti sensibili e infliggere più danni. Come in Rez viene riproposto anche un attacco totale che colpirà tutti i nemici su schermo, da usare con cura nei momenti più concitati o durante i boss più coriacei, alzando entrambe le mani e poi abbattendole sullo schermo. Il suddetto attacco, detto Euforia, dovrà prima essere guadagnato uccidendo determinati nemici con una combo eccellente. Questo sistema vale anche per le varie componenti di forza vitale che appariranno su schermo, le quali dovranno prontamente essere colpite per aggiungerle all'energia in nostro possesso. Utilizzando Kinect c'è anche la possibilità di passare ad un differente metodo di controllo battendo le mani, cambiando così direttamente la tipologia di attacco in uso e permettendoci di utilizzare entrambe le mani senza differenze, previo ovvio calibramento per adattarsi alla velocità del giocatore.Non disperino i possessori del semplice pad, il gioco è giocabile tranquillamente anche con il classico controllo simil-Rez, con la levetta destra adibita all'aggancio dei nemici e il resto dei tasti per usare i diversi attacchi.La calibrazione della difficoltà cambia a secondo del tipo di controllo scelto, propendendo per una maggiore difficoltà per chi usa il pad. Ad ogni modo, una volta finito il gioco sarà disponibile la modalità “difficile” per entrambi i controlli, che richiederà una prontezza di riflessi e una conoscenza dei livelli acquisibile solo dopo diverse partite.

Wow.


Longevità retro-attiva, ma non per tutti

La natura alla base di Child of Eden porta la longevità del gioco a livelli minimali, consentendo al giocatore di finirlo in meno di un pomeriggio. Cinque livelli potranno sembrare relativamente pochi alla moltitudine di giocatori che preferiscono semplicemente arrivare alla fine senza minimamente interessarsi allo score e, nonostante lo sblocco di nuove opzioni, modalità e varie features possa allungare la longevità di qualche ora, a qualcuno ciò non potrebbe ancora bastare. Se poi si ragiona sul fatto che il gioco viene venduto ad un prezzo che molti potrebbero trovare elevato - poco meno di 50€ - il giocatore potrebbe trovarsi deluso dall'insieme dell'offerta proposta. Ovviamente chi ha già giocato a Rez sa quale sia il livello di aspettativa di questo titolo, ma, se possiamo dire la nostra, anche degli aficionados come noi ci siamo ritrovati sorpresi per il mancato supporto di possibili e futuri DLC. In un periodo dove il digital delivery è un mercato sviluppato e ben saldo, determinate scelte da parte di Ubisoft ci fanno pensare. Ad ogni modo questo non vuole sminuire la qualità del titolo che comunque si attesta su alti livelli, ma vuole essere una semplice riflessione per chi si approccia per la prima volta ad un titolo del genere.Child of Eden è un degno erede di quel piccolo capolavoro che fu Rez ai suoi tempi, arricchito da un supporto alla nera periferica Microsoft che non è una semplice aggiunta ma una parte fondamentale per godersi l'esperienza a pieno.

Lo abbiamo già detto "Wow", vero?

COMMENTO
Truden "Exsos" Tigej

Non mi aspettavo di meno da Child of Eden, mi ha emozionato al momento giusto regalandomi dei bei momenti, e sono rimasto anche soddisfatto di un sistema di controllo incentrato su Kinect funzionale e semplice nell'utilizzo, consigliatissimo a chi ha amato Rez.

GRAFICA:9Un level design stupendo, che accompagna il giocatore in un'esperienza visiva come poche.
SONORO:8,5La perfetta sintonia con la grafica e le luci rendono il sonoro di Child of Eden qualcosa di cui innamorarsi nonostante il cambiamento di genere rispetto al predecessore.
GIOCABILITà:8Entrambi i sistemi di controllo funzionano bene, pur non regalando perle di gameplay assoluto riesce con la sua semplicità a coinvolgere il giocatore e a portarlo in un altro piano di gioco.
LONGEVITà:6Il punto dolente del gioco, chi non ama ripetere i pochi livelli alla ricerca del punteggio perfetto troverà il tutto una bella ma brevissima esperienza.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Un'esperienza audiovisiva come poche
- Kinect ben supportato
- Liberi di usare il controller che più aggrada il giocatore
CONTRO:- Per molti potrebbe essere un'esperienza troppo breve
- Costo elevato
- Non supporta i DLC e per la prima volta potrebbe essere un difetto
Rez HDIl capostipite della serie non ha perso niente ancora oggi, meglio se nella versione HD.
SCHEDAGIOCO
Cover Child of Eden

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Child of Eden2011-06-30 12:00:05http://www.vgnetwork.it/recensioni-xbox-360/child-of-eden/Tetsuya Mizuguchi torna a farci sognare nel suo mondo di luci e musica.1020525VGNetwork.it