Deadlight

In fondo al tunnel risplende una luce meravigliosa
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 30 luglio 2012
Deadlight Recensione

Sapete qual è una delle piccole grandi gioie per un videogiocatore di vecchia data? Potersi concedere di tanto in tanto un'avventura virtuale a due dimensioni, di quelle che mostrano quante cose abbia ancora da dire il 2D (o meglio, il 2,5D). Specie se si tratta di un titolo che non solo si presenta con una tradizionale struttura su binario, ma ripropone perfino meccaniche già conosciute ai più anzianotti, preoccupandosi allo stesso tempo di dare una spolverata al tutto. E' il caso di Deadlight, prodotto in grado di lasciare il segno fin dai primi minuti di gioco (poi capirete di cosa stiamo parlando). Un action adventure dal sapore vintage eppure squisitamente moderno in ogni suo aspetto. Una piccola perla che non mira a ricreare intense sparatorie o improbabili acrobazie; il vero fulcro del gioco risiede infatti in un gameplay riflessivo che incentiva il giocatore a risolvere le varie situazioni attraverso l'ingegno. Ma forse ci stiamo dilungando troppo con quest'introduzione. Meglio procedere immediatamente con l'elenco dei punti che rendono Deadlight un titolo che ogni appassionato del genere dovrebbe per lo meno provare.


Le ombre camminano...

La trama vede protagonista Randall Wayne, un uomo molto serio e dall'aspetto un po' trasandato, che vive in un mondo devastato da una guerra nucleare. Il conflitto, oltre a provocare numerosi danni, ha lasciato dietro di se una scia di morti viventi affamati di carne umana. Un manipolo di sopravvissuti, di cui fa parte anche Randall, cercherà di resistere all'invasione recandosi verso la famigerata “zona sicura”. Ma il nostro eroe, durante il viaggio, dovrà anche scoprire cosa è accaduto alla sua famiglia...

La storia di per se non è originalissima, ma è supportata da una serie di personaggi ben caratterizzati e interessanti. La narrazione si sviluppa in modo molto simile a quanto visto in Metal Gear Solid - Portable Ops e in Metal Gear Solid - Peace Walker: vengono mostrati in sequenza dei disegni fatti a mano, parzialmente animati, su cui sono state registrate le voci dei doppiatori. Un espediente non certo innovativo, vero, ma considerato il valore di Deadlight non ci farete assolutamente caso. E questo ci porta a parlare di uno dei migliori pregi del titolo di Tequila Works.

La qualità grafica e artistica raggiunge livelli altissimi. Difficile descrivere quali sensazioni si provino fin dalla schermata del menu principale; sicuramente si resta impressionati, ma è solo dopo la conclusione del filmato introduttivo che si avverte quel “sense of wonder” difficile da trovare nella maggior parte dei videogame. In un gioco chiamato Deadlight non potevano mancare degli ottimi effetti d'illuminazione capaci di esaltare ogni centimetro quadrato dello schermo. Resterete a bocca aperta nell'osservare le ombreggiature che sovrastano il protagonista o i timidi raggi solari che filtrano dalle assi di una finestra. E nel momento in cui inizierete a muovervi scoprirete anche quanto siano fluide le animazioni (forse alcuni zombie si muovono un po' malamente, ma è probabile che si tratti di un effetto voluto). Non staremo qui a discutere della bontà dei modelli poligonali o delle texture, sempre curatissimi; ciò su cui vorremmo concentrarci sono due aspetti del titolo che lo elevano, almeno sotto il profilo tecnico, da “ottimo gioco” a “diamante raro”. Per primo citeremo il livello di dettaglio delle ambientazioni, semplicemente sbalorditivo. Bando a ogni forma di minimalismo, in Deadlight qualsiasi schermata è infarcita di dettagli che la rendono unica. Le cianfrusaglie, la vegetazione, le auto abbandonate o le macerie che troverete durante il percorso saranno sempre diverse a seconda della zona in cui vi verrete a trovare. Lo stesso vale anche per i magnifici sfondi che contornano, come una pregiata cornice, lo spazio contenuto entro i bordi del televisore. Infine, e questa è forse la chicca migliore, una menzione d'onore per quanto riguarda l'atmosfera. Deadlight è uno di quei pochi titoli che riesce a creare stati d'animo differenti solo con un' immagine, anche se l'emozione che prevarrà sarà una sorta di malinconia mista a inquietudine. Cosa si potrebbe chiedere di più? Ogni dettaglio è stato studiato con estrema cura, e si vede, eccome: guardate gli oggetti sfocati che si frappongono occasionalmente tra voi e il protagonista, guardate la pioggia e il movimento degli alberi o degli elicotteri, guardate con quale maestria sono stati diluiti gli effetti grafici...


L'apocalisse di un uomo qualunque

A prima vista Deadlight può apparire come il classico platform in 2,5D, condito con elementi adventure. E in effetti... è così. Randall è in possesso di capacità degne dei migliori atleti, anche se non è possibile compiere azioni “inverosimili” come accade in altri videogame. Egli può aggrapparsi alle sporgenze, scavalcare cancelli, correre, sfondare porte a calci e rotolare. In alcune occasioni avremo perfino la possibilità di farlo “rimbalzare” su di una parete per dargli la spinta necessaria per raggiungere appigli altrimenti troppo alti. Quello che invece il nostro eroe sembra non saper fare è... nuotare. Infatti, l'equipaggiamento che si porta appresso pare tanto pesante da impedirgli di muoversi in acqua con la stessa agilità con cui si sposta sulla terraferma. Una scelta forse discutibile, ma che viene impiegata sapientemente per creare situazioni “pericolose”. A questo punto vi starete chiedendo come può un gioco dalle meccaniche tanto semplici riuscire a intrattenere anche i giocatori più esigenti? Ebbene, il segreto è tutto nella varietà d'azione; basta prendere il pad in mano e condurre il personaggio in giro per meno di un'ora e vi renderete conto di quante cose potrete fare con salti, corse e rimbalzi. Merito, va detto, di un level design semplicemente ottimo e di un impianto scenografico magnifico. La realizzazione dei livelli infatti è studiata a tavolino per sfruttare al massimo le abilità di Randall, e per far si che il giocatore si serva di quelle stesse abilità in modi sempre diversi. Questo risultato viene reso possibile anche grazie all'implementazione di piccoli enigmi ambientali che aumentano di difficoltà man mano che ci si avvicina alla fine del percorso. Perché è di questo che stiamo parlando: di una lunga strada irta di difficoltà, di una lotta per la sopravvivenza. Aggiungiamo poi le decine di segreti da scovare e un livello di rigiocabilità piuttosto alto e scoprirete da cosa deriva il nostro entusiasmo.

Ma ovviamente vi sono anche loro, gli zombie (o ombre, se preferite). I nemici fanno emergere l'anima survival del titolo, dato che vi ritroverete a fuggire dai morti viventi per la maggior parte del tempo. Quando ne avrete l'occasione, potrete comunque farli a pezzi con un ascia o fargli saltare le cervella con delle armi da fuoco (soluzione estrema considerato che i proiettili scarseggiano). Sappiate comunque che in determinate situazioni sarete costretti a eliminare i cattivi in modi più “creativi”, per esempio attirandoli verso l'elettricità o su delle travi spezzate, così da friggerli o farli spiaccicare al suolo. In ogni caso, dovrete fuggire via il più lontano possibile dai gruppi di tre o più zombie, altrimenti Randall farà una brutta fine...

Una piccola parola va spesa per i controlli: è vero che inizialmente ci si debba abituare ai vari pulsanti, e che il sistema simil Prince of Persia (quello classico intendiamo) possa generare un po' di spaesamento nei giocatori più giovani. Vi assicuriamo tuttavia che i tasti del pad rispondono alla perfezione e che i movimenti del personaggio sono fluidi. L'azione si svolge infatti veloce e dinamica, senza alcuna sbavatura (a parte qualche salto che talvolta finisce male, ma si tratta di un difetto che si presenta raramente).


Andare verso la luce?

Questo nuovo gioiellino merita di essere giocato fino in fondo, perché oltre a un comparto grafico da brivido c'è anche tanta, tantissima sostanza. E questo risultato non viene raggiunto attraverso meccaniche intricatissime o vasti scenari labirintici. A trionfare è invece la semplicità: un paio di salti, un'ascia e un corridoio che va da sinistra a destra. L'ennesima dimostrazione che le buone idee e un po' di talento riescono a produrre qualcosa di grande con molto poco.

COMMENTO
Leandro "White Lhio" Rossi

Ho intuito le potenzialità di questo prodotto non appena mi è apparsa davanti la prima schermata. Quando poi ho cominciato a giocare mi sono reso conto di non riuscire più a smettere (in senso metaforico, fortunatamente non ho ancora raggiunto quel livello di dipendenza!). Il titolo è veramente uno dei migliori Live Arcade su cui mi è capitato di mettere le mani, meglio addirittura di tante opere più “elaborate”. E quando un gioco mi lascia a bocca aperta per la bellezza della sua grafica e per la solidità del suo gameplay... bé, non c'è niente da fare: va premiato con una scintillante medaglia d'oro (visto che siamo nel periodo delle olimpiadi...).

GRAFICA:9Artisticamente sopraffino e tecnicamente eccezionale. Non riuscirete a distogliere gli occhi dallo schermo!
SONORO:7.5Forse non rifinito quanto meritava, ma comunque adatto ad ogni circostanza.
GIOCABILITà:9Divertente, veloce, vario e allo stesso tempo semplice. Il gameplay di Deadlight riuscirà a farvi pronunciare la storica frase “ancora cinque minuti...”
LONGEVITà:8Il gioco si completa in circa cinque ore, ma il fattore rigiocabilità è a livelli stellari.
VOTO FINALE9
PRO:- Visivamente impressionante
- Ottima giocabilità
- Vario sia nel design che nel gameplay
CONTRO:- In alcune fasi risulta un po' frustrante
Shadow ComplexCondivide con Deadlight la struttura generale.
Prince of Persia ( X360 )I movimenti di Randall ricordano quelli del Prince of Persia!
SCHEDAGIOCO
Cover Deadlight

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Scheda completa...
Deadlight2012-07-30 18:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-xbox-360/deadlight/In fondo al tunnel risplende una luce meravigliosa1020525VGNetwork.it