Un nuovo cadavere crolla davanti al nostro eroe e, anche se con tanti rimorsi, riesce ogni volta a ritrovare la forza, perché sente che la sua vendetta si sta avvicinando, mentre la pioggia gli scivola sul volto e si mescola con il sangue delle sue vittime. Non è più il ragazzino che ha dovuto assistere alla morte della sua sorella gemella. Tanti anni sono passati da quel terribile momento, però il tormento e la sevizia di quegli attimi giacciono ancora intatti nella sua anima, quasi come un’essenza che gli dà la forza necessaria per portare a termine la sua missione.
Ma le cose cambiano e l’uomo può anche riuscire a dimenticare… se lo desidera.
“Siamo i padroni del nostro destino e spetta a noi decidere se dare ascolto all’istinto o alla razionalità, se seminare del bene o schierarci dalla parte del male…”.
Questo è, in poche parole, il biglietto da visita di Fable 2.
Ancora una volta, Molyneux…
Peter Molyneux, conosciuto e stimato produttore d’Oltremanica, può essere considerato come un autentico avanguardista del mondo dei videogiochi. Le sue produzioni, infatti, sono sempre state un passo avanti rispetto alla massa e, lentamente ma inesorabilmente, sono diventate dei classici, vedi i vari Populous, Syndicate, Black and White, Dungeon Keeper, Theme Park, The Movies o il primo Fable. Ed è esattamente da quest’ultimo che riprenderemo il discorso, visto che è stato uno dei giochi più venduti per Xbox e, al contempo, tra i più criticati a causa di una certa linearità (a dispetto di quanto era stato dichiarato) e una longevità non propriamente eccelsa.
Molyneux non è certo un tradizionalista e negli ultimi 5 anni è riuscito a plasmare una creazione che si avvicina molto di più alla sua idea originale. Il risultato è un’eccellente opera ludica, un universo nel quale saremo noi a determinare il nostro destino, a decidere se schierarci dalla parte del bene o del male, se mettere su famiglia o vivere in solitudine, se lavorare o, più semplicemente, andare a rubare.
Fatta questa premessa, direi di addentrarci nel pieno dell’articolo per scoprire quali sorprese ci aspettano nel mondo di Albion.
Il potere delle decisioni
Nonostante vi sia una storia principale che fa da filo conduttore, il gran numero di missioni secondarie, elementi addizionali e situazioni extra, rendono praticamente impossibile seguire solo ed esclusivamente l’obiettivo di partenza. Quest’ultimo, infatti, assumerà diverse sfaccettature al variare delle nostre azioni e delle opportunità che ci si presenteranno. Ad esempio, potremo giungere in un villaggio, conoscere una bella donna e sposarcela, dedicandoci a passare una vita tranquilla fatta di lavoro e amore verso la famiglia. In qualunque momento, poi, potremo decidere di riprendere le redini della storia principale o ritornare nuovamente nel tepore della nostra dimora.
Tutto ciò è possibile perché le decisioni sono diventate molto più complesse rispetto al prequel. In passato, infatti, si riuscivano a percepire abbastanza facilmente le scelte che ci avrebbero portato verso il sentiero del bene da quelle che, invece, ci avrebbero condotto verso il male, mentre adesso le cose non saranno più così evidenti.
Nel progredire dell’avventura, le decisioni prese celeranno degli effetti decisamente più intricati rispetto a quanto potrebbe sembrare in apparenza. Riuscirete a rendervi conto di quanto appena detto soltanto quando i dubbi vi assaliranno e vi porteranno ad osservare lo schermo per minuti, senza fare nulla, esaminando tutte le possibilità e valutando attentamente quelle che potrebbero essere le relative conseguenze.
Tutto ciò influirà in maniera rilevante sull’evoluzione del gioco: tanto per fare due esempi, dal nostro comportamento potrebbe dipendere la ricostruzione di un ponte distrutto o, al contrario, l’isolamento di una popolazione; e ancora, potremmo essere gli artefici del ritrovamento di un figlio smarrito o, di riflesso, della disperazione di una madre. Le possibilità sono davvero numerose e la quantità di alternative a disposizione del giocatore è elevata quasi quanto la vita reale.
Anche qui esistono gli speculatori?
Il denaro, in Fable 2, rappresenta un elemento molto importante. Ad esempio, se vogliamo sostituire i nostri vestiti da straccione in favore di un abito elegante e ricercato, avremo bisogno di soldi, i quali si possono ottenere aprendo i forzieri nascosti, rubandoli o, più semplicemente, come ricompensa per il lavoro prestato, visto che potremo intraprendere un certo numero di attività manuali e non, principalmente come fabbro, barista o boscaiolo. Si tratta di piccoli minigiochi routinari che sono in grado di trasmetterci alla perfezione le sensazioni derivanti dell’arduo lavoro, visto che il loro evolversi si farà sempre più complicato e stancante quanto maggiore sarà il tempo che gli dedicheremo.
Da quanto detto, è facile intuire che la moneta avrà le funzioni tipiche di un gioco di ruolo, per cui ci servirà per comprare vestiti, oggetti e armi, ma ci permetterà anche di diventare degli autentici speculatori. In effetti, gestendo il denaro in maniera saggia e ponderata, potremo influire (e molto) sulla ricchezza e sulla prosperità di ognuna delle città del gioco. Volete comprare dei vestiti? Perché non acquistare direttamente il negozio? Oppure, perché non acquisire l’intero quartiere e vivere di rendita affittando gli alloggi?
Possedere molte proprietà, però, avrà effetti negativi sulla nostra percezione come eroe, visto che in questo modo ci ancoreremo a un mondo nel quale perderemo di vista sia i valori da paladino, che quelli di una persona normale, come il lavoro, la casa, la moglie e i figli. C’è da dire, infatti, che importanti come l’economia e le sue numerose variabili, saranno anche le relazioni sociali che stabiliremo con le varie persone che incontreremo lungo il nostro cammino.
Premendo RB, avremo a disposizione una serie di possibili interazioni sociali, che ci permetteranno di migliorare (o diminuire) il nostro status nella collettività. Perché non mettersi al centro della piazza cittadina e cominciare a ballare per attirare l’attenzione delle persone? In questo modo guadagneremo l’apprezzamento della gente e quando avremo al seguito un numero suffciente di persone, potremo mostrare uno dei nostri trofei di guerra e guadagnare onore e rispetto in quella popolazione, fattore essenziale per affrontare alcune missioni (se non saremo abbastanza conosciuti, infatti, non godremo della fiducia necessaria per farci affidare determinati incarichi).
La cosa più interessante, però, è mettere in pratica tutte quelle tecniche di corteggiamento per guadagnare, con il nostro charme o, al contrario, con la nostra ruvidezza, le attenzioni di una bella damigella (o fanciullo) che, arrivate ad un certo punto, saranno ansiose di sposarsi con noi. Ovviamente, per poter chiedere la loro mano, avremo bisogno di un anello e questa operazione sarà più o meno dispendiosa a seconda del rango sociale che occupa la nostra promessa sposa.
Una volta sposati, dovremo comprare casa e, successivamente, potremo avere dei figli. Per assolvere ai doveri del buon padre di famiglia, quando saremo fuori casa potremo assegnare un determinato numero di monete d’oro per il sostentamento dei nostri cari. Tuttavia, se passerà troppo tempo dal momento in cui usciamo di casa a quello in cui decidiamo di ritornare, i nostri figli saranno ben che cresciuti e la coppia potrà cominciare a stancarsi del matrimonio e pensare, di conseguenza, ad una separazione. Sicuramente la vita da sposati non è facile, tanto meno se il destino ci ha forgiato come un eroe che gira il mondo senza soluzione di continuità.
Se ancora non vi fosse chiaro, in Fable 2 è possibile fare tutto e il contrario di tutto, quindi, ad esempio, potremo diventare degli autentici demoni. Per evitare inutili stragi, è presente una opzione che evita di uccidere un innocente per errore, ma una volta disattivata sarà molto facile seminare il caos e il terrore al nostro passaggio. Tutto ciò, sia chiaro, scolpirà il temperamento del nostro personaggio. Ogni piccola decisione avrà, nel complesso, delle precise conseguenze nel futuro: mangiare molto ci farà ingrassare, sposarci e avere figli causerà una perdita di purezza, avere rapporti sessuali senza protezioni ci esporrà al rischio di malattie, compiere missioni importanti migliorerà la nostra reputazione, uccidere gente senza motivo ci condurrà verso il tunnel della malvagità… le variabili sono numerose e sempre imprevedibili nelle conseguenze.
Il nostro amico fedele
Indipendentemente dalle scelte che effettueremo, potremo sempre contare sull’apporto del nostro fedele cane. Dopo avergli salvato la vita nel corso del tutorial, l’animale si affezionerà a noi e non ci lascerà mai, sempre ansioso di prestarci aiuto ogni qual volta potremmo averne bisogno. Il suo olfatto serà essenziale per trovare i tesori, visto che ci indicherà, tramite latrati o segni (oltre ad un’utile icona sopra la sua testa) che ha localizzato un forziere o qualche altro segreto nascosto. Ovviamente potremo ricambiare il favore giocando con lui, dandogli da mangiare o facendogli delle coccole, così come sarà possibile rimproverarlo se farà qualcosa che non ci piace o giusto per essere crudeli con lui. Durante i combattimenti, inoltre, non esiterà ad attaccare i nemici di turno per aiutarci o difenderci, mettendo a repentaglio la sua stessa salute.
Probabilmente è l’amico più fedele tra quelli che potremo incontrare in giro per il mondo.
Sistema di combattimento
In Albion non vi sono tante creature demoniache o nemici da affrontare. In generale, nella nostra vita tra i campi e le città (dove passeremo gran parte del tempo), non dovremo affrontare grandi minacce, potendo portare a termine le tipiche mansioni quotidiane senza dover subire particolari molestie (sporadicamente ci si potrà scontrare contro banditi e malfattori).
Sarà nelle caverne, nelle prigioni segrete, nei sepolcri e negli altri territori proibiti, che dovremo combattere contro ogni tipo di essere infernale dal carattere violento e aggressivo. Per affrontare tutte queste creature, avremo a nostra disposizione un sistema di combattimento completo e intuitivo da gestire. I tasti chiave da utilizzare saranno tre: la X, che ci servirà per gli attacchi corpo a corpo; la Y, che ci permetterà di utilizzare armi a distanza; la B, che verrà utilizzata per le magie. A partire da questi semplici parametri, potremo sviluppare varie tipologie di tattiche e strategie, ottenendo gradualmente delle combos più avanzate e complesse, che influenzeranno nettamente il nostro modo di affrontare i combattimenti.
Il gioco offrirà una serie di punti esperienza a seconda dalle modalità con cui affronteremo un combattimento e dagli esiti degli stessi. Senza accorgercene, finiremo per cercare di ottenere il massimo dell’esperienza da ogni scontro. Per esempio, da una sporgenza elevata potremo utilizzare un’arma a lunga gittata (arco, pistola, balestra…) per uccidere i nemici mentre cercano di avvicinarsi a noi. Oppure, potremo “interagire” direttamente con loro utilizzando la nostra spada per attaccarli senza pietà. In ultimo, c’è la sempre interessante opzione della magia, con la possibilità di scegliere tra incantesimi collettivi o per obiettivo. Combinare tutte queste abilità, sappiatelo, sarà essenziale per ottenere successo.
I nemici lasceranno cadere delle sfere colorate, che dovremo raccogliere premendo il grilletto destro (cosa che, durante i combattimenti, ci renderà vulnerabili agli attacchi, mentre se lo faremo alla fine, molte sfere saranno già sparite…) e successivamente, potremo utilizzarle per acquisire nuove abilità. I diversi colori che le distinguono, si associano a varie caratteristiche, siano esse fisiche, magiche o attitudinali. Per esempio, potremo migliorare il nostro fisico, le nostre capacità di difesa, affinare la mira, o, nel caso delle magie, scegliere tra un’importante varietà di sortilegi che va dai classici incantesimi di fuoco, fino a complesse tecniche per far resuscitare i morti (a proposito, ogni qual volta verremo abbattuti, perderemo una certa percentuale di esperienza per poter recupare la nostra vitalità e continuare a combattere).
Bisogna tenere presente, inoltre, che ognuna di queste abilità è dotata di un margine di progresso molto esteso, per cui dovremo collezionare un gran numero di sfere per poterci potenziare al massimo. I combattimenti, pertanto, risulteranno molto dinamici e quasi mai ripetitivi, visto che la costante crescita del personaggio avrà sempre dei riflessi importanti sulle modalità di gestione di un nuovo scontro.
Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico, Fable 2 è davvero gradevole e mantiene un’identità simile al primo episodio. Seguendo uno stile che attinge dai racconti classici, la bellezza che caratterizza le ambientazioni ci attrae gustosamente in ogni momento. La grafica pulita, dettagliata e perfettamente colorata riesce a farci sentire vivi, il tutto sublimato da scenari magici e, allo stesso tempo, realistici. Camminare per i sentieri, muoversi attraverso una palude, addentrarsi nei boschi… ogni azione genera delle sensazioni che quasi impongono al giocatore di fermarsi ad ammirare il fascino e l’attenzione con la quale è stato ricreato ogni singolo dettaglio di Albion.
Le animazioni dei personaggi sono particolareggiate e il disegno di ognuno di essi è soddisfacente. Colpiscono soprattutto gli eccellenti effetti di luce, dotati di un grande realismo e capaci di dare credibilità ad albe e tramonti mozzafiato.
Il comparto grafico, tuttavia, presenta anche delle lacune, soprattutto per quando riguarda l’interazione fisica dei personaggi. In un gioco che ha intenzione di renderci parte attiva di un mondo incantato, è strano avere a che fare con un grottesco clipping che ci porta ad “attraversare”, nel vero senso della parola, il nostro cane o a “bloccare” altri personaggi in alcune situazioni. Fortunatamente, però, questo bug non causa gravi problemi alla giocabilità.
Per quanto riguarda il comparto musicale, le melodie sono dotate di un tocco epico e risultano efficaci per ogni situazione. La maggior parte di esse, grazie alla presenza delle cornamuse, nascondono un’essenza che ci porta direttamente al Medioevo, mentre altre sono ricoperte da un misticismo che concorda alla perfezione con certi paesaggi di Albion. Va detto, inoltre, che l’esperienza sonora migliora notevolmente se connettiamo la console ad un decodificatore con uscita ottica che ci permetta di sfuttare il Dolby Digital 5.1. Molto bene anche il doppiaggio e gli effetti sonori, entrambi di indubbia qualità e che completano un comparto melodico di cui solo i grandi giochi sono dotati.
Modalità cooperativa
Fable 2, nonostante i dubbi che lo hanno accompagnato fino alla release ufficiale, è dotato di una modalità multigiocatore. Quest’ultima si basa su un sistema cooperativo per 2 giocatori, il che, purtroppo, limita in partenza i sogni di molti utenti di potersi confrontare con più giocatori contemporaneamente o, magari, riunirsi tutti insieme in qualche luogo ricreativo di Albion. Per accedere alla modalità cooperativa, potremo invitare i nostri amici per via diretta, oppure selezionare i cerchietti luminosi, sparsi lungo gli scenari, che indicano la presenza sul Live di un altro utente (sta a voi decidere se permettere la visualizzazione di tutti gli utenti o solo degli amici).
Una volta entrati nel pieno della modalità, ci si accorge che gli sviluppatori hanno deciso di standardizzare i personaggi, in modo tale da evitare che gli utenti che hanno appena acquistato il gioco si trovino in difficoltà. In parole povere, non potremo utilizzare il nostro personaggio così come lo avremo forgiato durante la campagna single player, ma dovremo scegliere tra una serie di modelli di default modificabili solo nell’aspetto e nell’arsenale, che varierà a seconda del livello della partita alla quale si viene invitati. Fortunatamente, però, tutte le monete e l’esperienza che acquisiremo durante la partita in multiplayer verrà trasferita al nostro personaggio principale.
Infine, dal momento che le telecamere sono state programmate per inquadrare simultaneamente i due personaggi, non potremo ruotare la prospettiva come nel gioco in singolo, causando una pesante limitazione nei movimenti.
Concludendo, la modalità on-line rappresenta sicuramente un motivo in più per continuare a giocare a Fable 2, però è evidente che la sua realizzazione non è stata curata come il resto del gioco.
Conclusione
Fable 2 è un titolo davvero divertente, pieno di possibilità e decisamente appagante nel breve e lungo periodo. “Decidere” rappresenta la parola chiave del gioco, visto anche la più piccola delle nostre azioni causerà dei cambiamenti importanti nel mondo che ci gira intorno. La sublime giocabilità, semplice e rispondente perfettamente alle indicazioni del controller, aiuta molto ad immergersi nel pieno dell’avventura.
Se, come dice Molyneux, ancora non è stata raggiunta la perfezione che egli ha in mente di ricreare in futuro, allora non ci rimane che aspettare con ansia le prossime produzioni di Lionhead Studios. Nell’attesa del “gioco definitivo”, possiamo tuffarci con fiducia nell’enorme mondo di Fable 2.