Se si parla di Xbox non può non venire in mente la serie Halo, d'altra parte la prima pargola Microsoft ha debuttato proprio con quell' Halo Combat Evolved che all'epoca rivoluzionò in maniera abbastanza netta il genere degli FPS. Ambientazioni enormi, tantissimi nemici a schermo, approccio totalmente diverso all'azione, multilpayer in locale semplicemente incredibile. Con Halo 2 è poi arrivata la rivoluzione dell'online, diventando in poco tempo un vero e proprio fenomeno di massa. Infine, con Halo 3, il gioco in rete è stato ulteriormente perfezionato ed affinato rendendolo il capolavoro che tutti noi conosciamo. E dopo Halo 3? Beh dopo c'è stato Halo Wars, spin-off della serie che ha abbracciato, con discreto successo, il genere degli strategici in tempo reale. I titoli successivamente annunciati sono invece tornati al genere FPS: Halo 3 ODST, un'espansione su disco di Halo 3, ed Halo Reach. Il secondo è ancora totalmente avvolto nel mistero, mentre il primo, è disponibile da ormai qualche giorno nei negozi ed indovinate un po? É proprio il gioco che andremo a recensire! Nuovi orizzonti Dal punto di vista narrativo, Halo 3 ODST è però un vero e proprio spin-off. Non impersoneremo infatti l'ormai famosissimo Master Chief, bensì quattro diversi personaggi, ponendo quindi il giocatore dinanzi ad una stessa trama raccontata però da diversi punti di vista. In particolare, vivremo le terribili ore dell'attacco di New Mombasa da parte dei Covenant, scoprendo quindi come le forze locali hanno cercato di tenere testa all'invasione aliena e cercato di salvare la pelle loro e degli abitanti. La struttura narrativa studiata è poi estremamente interessante: partiremo infatti con il controllare La Recluta, il più inesperto dell'intero gruppo, che si risveglierà, dopo un turbolento atterraggio, ad attacco ormai terminato, cioè quando ben poche truppe Covenant stanno infestando la città. Quello che ci troveremo dinanzi sarà quindi un panorama di completa distruzione e desolazione, dove ben poco è rimasto da difendere e salvare. La parte interessante però non è ancora arrivata: esplorando quel che rimane di New Mombasa capiterà di imbatterci in qualche strano oggetto che analizzandolo farà partire dei flashback riguardanti gli altri tre personaggi! In questo modo potremo scoprire nel dettaglio, passo dopo passo, cosa è esattamente accaduto e quali imprese hanno compiuto i vari Dutch, Romeo e Mikey, gli altri componenti della squadra ODST. Non c'è che dire, un metodo assolutamente originale e ben congegnato per raccontare il tutto. Un plauso a Bungie quindi, che è stata in grado di offrire, almeno narrativamente, un'esperienza immersiva ed intrigante, come non se ne vedevano da un bel po' di tempo a questa parte! Halo è sempre Halo ... O no? E del gameplay cosa possiamo dire? Beh essendo un'espansione di Halo 3, questo ODST va da se che erediti molti degli elementi che già avevamo largamente testato in passato. Nonostante questo però, aggiunge qualche elemento totalmente inedito che sicuramente verrà gradito da non poche persone. Partiamo subito con il dire che si, le sparatorie si svolgono in effetti proprio come il precedente episodio: dovremo affrontare orde intere di covenant per difendere varie zone della città, utilizzando come sempre ogni mezzo a nostra disposizione. Fucili, pistole al plasma, mitragliatrici fisse, carri armati e tanto altro ancora sono solo alcuni dei mezzi con cui far fuori il nemico. Da sottolineare poi come alcune fasi necessitino di peculiari tattiche per essere affrontate: spesso ci troveremo a dover sconfiggere da soli una quantità decisamente alta di nemici; quale modo migliore quindi di farlo se non imbracciando un bel fucile da cecchino, alieno o umano che sia? Se invece ci imbattiamo in due giganteschi cacciatori, un buon modo per uscire dalla pericolosa situazione è quello di utilizzare le granate a contatto piuttosto che aggirare il nemico ed abbatterlo a suon di fucile a pompa. Quello che piace di Halo è proprio la varietà d'azione alla quale ci costringe il gioco: un'errata tattica porta matematicamente al game over, già a livelli intermedi di difficoltà! Ma le novità in questo ODST dove stanno? È presto detto: per prima cosa non avremo più l'energia infinita di cui era dotato Master Chief, in quanto essendo dei normali uomini, subire attacchi comporterà una naturale diminuzione permanente della barra della vita. Per recuperarla sarà necessario avvalersi di specifici medikit sparsi lungo tutti i livelli di gioco; un elemento questo, che porta di conseguenza ad un incremento della difficoltà, nonché ad un tipo di approccio completamente diverso alle battaglie rispetto al passato. Un'altra novità che Bungie ci ha voluto regalare è stata la presenza di un pratico visore notturno che ci permetterà, oltre che a vedere di notte, anche di individuare nel buio sia amici che nemici con diverse colorazioni. Un elemento che poi è stato introdotto, a nostro avviso con successo, è la nuova struttura delle ambientazioni: tutto il titolo si svolgerà infatti, come avevamo già accennato, in una gigantesca città che sarà interamente percorribile; una struttura già vista in altri titoli ma che nella serie Halo viene proposta per la prima volta con risultati molto buoni! Buona poi l'IA dei nemici, ereditata in tutto e per tutto da quella già soddisfacente di Halo 3, così come il repertorio di armi e mezzi.
Il peso degli anni E tecnicamente, come si comporta ODST? Il motore grafico è logicamente lo stesso del terzo episodio, con giusto qualche miglioria qua e la. Inutile dire che, nonostante gli anni trascorsi, il risultato a schermo è comunque molto buono, con location enormi ma al contempo dettagliate, ricche di elementi a schermo e mai banali. Nello specifico, il sistema di illuminazione è ancora uno tra i migliori di questa generazione, così come le texture dell'ambiente e gli effetti speciali quali esplosioni e collisioni. Da segnalare come sempre l'ottima fisica, marchio distintivo della serie e che ancora una volta costituisce un elemento fondamentale di questo ODST. Inutile poi evidenziare come la fluidità sia ottima, senza la benché minima incertezza nel frame rate, elemento che in un FPS non può essere trascurato. Unico elemento che fa storcere il naso? Beh probabilmente la pulizia e definizione dell'immagine, che in certi momenti mette in mostra un aliasing forse troppo eccessivo, anche se in effetti la situazione è stata comunque sensibilmente migliorata rispetto ad Halo 3. Parlando dell'aspetto artistico infine, possiamo dire che la città è stata concepita a regola d'arte, con uno stile futuristico molto azzeccato e forse più sobrio e meno pacchiano di quello degli altri episodi. Anche il comparto sonoro è come sempre alle stelle: brani epici faranno da sfondo alle nostre battaglie, risultando sempre adeguati e mai invasivi. Inoltre, ODST vanta come il suo predecessore di un ottimo doppiaggio in italiano che aumenta non di poco l'immersione nelle vicende che vivremo durante l'avventura. Un convincente contorno! Abbiamo parlato della trama, abbiamo parlato del gameplay del single player, abbiamo parlato della grafica... Cosa manca ancora? Beh, tanta roba! Innanzitutto partiamo dalla modalità multiplayer: nella confezione del gioco troverete, oltre che al disco di ODST anche un DVD contenente tutti i map pack sino ad ora usciti sul Marketplace per Halo 3, il quale includerà altre tre mappe di cui una derivante dal secondo episodio e due completamente inedite. Torna poi la co-op, per affrontare la campagna in compagnia di un massimo di quattro amici, sia online che offline. Sempre cooperativa è poi la nuova modalità introdotta con OSDT, molto simile all'orda di Gears of War 2 e che ci vedrà impegnati nel sopravvivere a continue ondate di Covenant. Obiettivo ultimo di tutto ciò? Naturalmente ottenere il punteggio più alto, infilando vere e proprie combo di uccisioni e battendo i record della nostra lista contatti. Sono ancora una volta una sfida gli obiettivi, divertenti ma altrettanto impegnativi da ottenere.
Halo 3 ODST è un vero e proprio gioiellino: la trama risulta originale non nel suo vero e proprio essere, quanto piuttosto nel peculiare modo in cui è narrata, una scelta davvero originale e in grado di coinvolgere come pochi altri titoli sanno fare. Anche il gameplay, ormai largamente collaudato già da Halo 3, risulta davvero ben fatto e appagante, sopratutto grazie ad un buon level desing e ad una varietà d'azione che costringerà a cambiare più volte tattica! La longevità non è poi così alta, si parla di cinque o sei ore per terminare il single player, ma la rigiocabilità è assicurata. Tecnicamente poi, il lavoro svolto è stato come sempre molto buono, anche dal punto di vista artistico. Peccato soltanto per quel solito problema legato all'aliasing, a volte decisamente fastidioso. Infine, anche con ODST c'è l'ormai consueta cura maniacale per la modalità multiplayer: in un sol titolo avremo tutte le mappe di Halo 3 più alcune inedite, un'ottima campagna cooperativa ed una nuovissima modalità sopravvivenza, divertente ed entusiasmante. Bungie ha quindi fatto di nuovo centro e se cercate un FPS divertente, vario e da giocare con gli amici, ODST è quello che fa per voi, alla faccia di quella che doveva essere una “semplice” espansione!
ODST mi ha sempre incuriosito, grazie soprattutto alla presenza di più personaggi giocabili. Inoltre, la particolare tecnica di narrazione mi ha davvero colpito, così come la nuova ambientazione e la modalità sopravvivenza. Un prodotto quindi confezionato davvero bene, come solo Bungie sa fare. Complimenti a lei e a Microsoft quindi!