Halo 4

Master Chief è tornato
Scritto da Mail@ M4rCuSil 01 novembre 2012
Halo 4 Recensione

Ad Halo, volenti o dolenti, vanno riconosciuti più meriti: quello di aver portato l’attenzione sulla prima console Microsoft, ad esempio, facendo avvicinare in particolar modo tutti gli amanti del genere a quell’oggetto misterioso chiamato joypad. Ma ha anche il merito di aver indirizzato molti altri videogiocatori verso il genere degli sparatutto, contribuendo in gran parte alla sua consacrazione come uno dei più prolifici degli ultimi anni. Infine ha puntato fortemente sulle funzionalità online di Xbox Live, che dall’uscita di Halo 2 ha incrementato sempre più la sua importanza, portando alla creazione di una community enorme e dando di fatto il via all’era del gaming online su console. Tutto ciò senza dimenticare che Halo è probabilmente la saga di maggior importanza per Microsoft, un successo planetario costituito da una trilogia principale e tre spin-off. Questo novembre segna però l’inizio di una nuova trilogia che, dopo il passaggio di testimone da Bungie a 343 Industries, si dà una rinfrescata promettendo davvero grandi cose.


Benvenuti su Requiem

Sono passati quattro anni dall’epico finale di Halo 3, Master Chief riposa congelato in una crio-camera nella metà rimasta intatta della Forward Unto Dawn, che vaga alla deriva nello spazio. Sulla nave sono presenti solo lui e Cortana, che si trova costretta a risvegliarlo nel momento in cui la nave si avvicina ad un pianeta misterioso e i Covenant, nemici ormai non più temuti, si rifanno vivi con intenzioni poco amichevoli. Il primo livello di gioco è un omaggio piuttosto palese al primo episodio della serie, nel quale ci troviamo in una nave sotto attacco Covenant in rotta di collisione con una pianeta sconosciuto. Raggiunto il ponte di comando riusciamo ad abbattere una nave nemica, ma nello stesso momento viene attivato un pozzo gravitazionale del pianeta che ci attira al suo interno, facendo inevitabilmente precipitare la nave. Requiem, questo è il nome del pianeta, si rivelerà presto un mondo-scudo, una sorta di installazione costruita per racchiudere al suo interno un pianeta in modo da salvarlo dall’attivazione degli anelli. Da questo momento in poi il gioco propone un crescendo di azione e svolte narrative, con tanti colpi di scena ma anche molti momenti di riflessione. Cortana, infatti, ha raggiunto gli otto anni di servizio, età alla quale un’intelligenza artificiale comincia il declino che la porta alla fase Rampancy, nella quale l’IA letteralmente pensa fino alla morte. Durante l’intera campagna Cortana mostrerà i segni di questa fase, sebbene Master Chief sia deciso a salvarla. Il rapporto che si è creato tra i due nella prima trilogia trova il suo apice in Halo 4, Chief e Cortana sono legati quasi come fossero corpo e anima di una sola persona e la narrazione riesce a cogliere questo importante rapporto in maniera incredibile.
In generale la nuova direzione artistica è clamorosa, la storia è interessante e piena di colpi di scena, la narrazione perfetta e dal ritmo incalzante, sottolineata da una colonna sonora magnifica che regala più volte momenti da pelle d’oca. I ragazzi di 343 Industries hanno dimostrato di voler continuare la saga di Master Chief in grande stile, senza perdersi in storie trite e ritrite. Le basi gettate da Halo 4 sono solide e fanno ben sperare per il proseguimento di questa nuova trilogia.

Spartan in forma

Il gameplay del gioco è rimasto pressoché invariato, anche se qualche nuova aggiunta ha rinfrescato un po’ il tutto. In particolare è stato inserito lo scatto (attivabile tramite la pressione del tasto X), che questa volta è indipendente dalle Abilità dell’armatura. Anche queste ultime sono state rinnovate, sebbene siano ancora presenti abilità come l’ologramma o il jetpack, il nuovo pianeta ha riservato delle sorprese anche da questo punto di vista. Master Chief potrà utilizzare sentinelle, scudi supplementari o la visione prometeica, che ci permetterà di individuare i nemici oltre gli oggetti. L'armeria ha subito la stessa sorte e per la prima volta nella storia della serie si amplia grazie alle armi raccolte dai cadaveri dei nuovi nemici, gingilli che sparano raggi di luce solida dalla potenza devastante. Si tratta per lo più di riproposizioni delle classiche armi, pistola, fucile a pompa, lanciarazzi, etc, ma con lo stile proprio di Requiem e dall’impatto visivo molto accattivante. Sono poi ovviamente presenti anche le classiche armi dell’UNSC e dei Covenant, che ormai ben conosciamo.
Per quanto riguarda la barra vitale, gli sviluppatori hanno scelto di fare un passo indietro e riproporre un’unica barra degli scudi che si scarica subendo colpi e si ricarica in maniera automatica quando ci ripariamo. È finita l’era dei medikit, anche nel multiplayer.
La difficoltà del titolo è rimasta in linea con quella dei precedenti episodi, anche a normale alcune fasi si riveleranno ardue da superare, mentre a leggendario dovremo sudare le proverbiali sette camice per portare a casa la vittoria.
IFrame

Halo: Infinity

Come i fan della serie ben sapranno, in Halo 4 non è più presente la modalità sparatoria introdotta da Halo: Reach. Questa modalità è stata sostituita dalle Spartan Ops, una sorta di campagna spezzettata in più episodi con cadenza settimanale. Ogni episodio è composto da cinque missioni che andranno scaricate gratuitamente da Xbox Live e garantiranno, dicono gli sviluppatori, più ore di gioco di quelle previste dalla campagna di Halo 3. Noi abbiamo provato il primo episodio (ognuno di essi è accompagnato da un video che narra eventi che fanno da sfondo alle vicende di Halo 4) e per ora la modalità è composta da missioni abbastanza varie, ma soprattutto divertenti da giocare con tre amici. Purtroppo per poter giocare a queste missioni dovremo essere connessi a Xbox Live, quindi scordatevi i party in split screen offline. A dire il vero questa è una scelta un po’ strana in quanto le missioni vengono scaricate sulla console, quindi la connessione è superflua, per quale motivo dovremmo restare collegati per giocarci?
Le missioni ruotano attorno ad un gruppo di Spartan (sì, Master Chief non è più l’unico) facente parte dell’equipaggio della UNSC Infinity, la nave che arriva in soccorso di Chief nelle fasi iniziali del gioco. Ci troveremo quindi impegnati sul suolo di Requiem con missioni di supporto che forniranno retroscena interessanti sulla trama. L’iniziativa è davvero lodevole, soprattutto vista la durata stimata, ma ancor più lodevole è il fatto che tutti gli episodi della prima stagione saranno gratuiti, così che tutti, anche ai più spilorci, possano godersi questa modalità.
Sia chiaro, non immaginatevi una struttura simile alle operazioni di Call of Duty, le Spartan Ops sono meno profonde a livello di trama e più simili alla modalità Sparatoria, ma non per questo meno interessanti. In particolare danno il meglio se giocate in compagnia di amici, grazie anche alla vastità degli ambienti e alla possibilità di utilizzare i mezzi di trasporto.

Divertimento per tutti

Il vero fiore all’occhiello di Halo, si sa, è il multiplayer. Una modalità profonda, potenzialmente infinita e piena di oggetti da sbloccare. In Halo 4 guadagna ancora più profondità grazie ad una serie di elementi che invitano il giocatore a giocare sempre di più per sbloccare nuovi oggetti e abilità. Queste ultime si dividono in due categorie: il Pacchetto tattico e i Potenziamenti di supporto. Il primo fornisce più velocità, più protezione, velocità di ricarica migliorata, etc etc (a scelta, ovviamente), mentre il secondo fornisce più munizioni, sensore migliorato, etc etc. Ognuno va sbloccato, così come ogni altra parte di equipaggiamento, con 1 o 2 SP, punti che vengono forniti ad ogni aumento di livello. Grazie a questi punti potremo non solo sbloccare i potenziamenti, ma anche le abilità dell’armatura, le armi e le armature. Come da tradizione, anche queste ultime sono completamente personalizzabili e, man mano che avanzeremo di livello, si renderanno disponibili più parti da utilizzare. L’equipaggiamento sarà completamente personalizzabile, permettendoci di scegliere arma primaria e secondaria, granata, abilità dell’armatura e potenziamenti.
Le modalità di gioco disponibili rimangono praticamente le stesse, con qualche aggiunta e modifica. La modalità Flood (evoluzione della modalità Zombie) vede ora le due squadre differenziate anche dal punto di vista visivo, i flood saranno infatti “fisicamente” dei flood e non più degli Spartan dotati solo di spada. La modalità Dominio, invece, è una sorta di variante di Re della collina, in cui le due squadre si contendono tre punti di interesse che vanno conquistati e difesi. Quando una squadra conquista tutti e tre i punti si attiva un countdown entro il quale la squadra avversaria deve riconquistare almeno una base, pena la perdita della partita. Dopo un certo periodo, però, le basi vengono fortificate ed equipaggiate con sistemi di sicurezza e armi aggiuntive, rendendo ancora più ardua la riconquista. Oltre a queste modalità, non mancano ovviamente il classico slayer, regicidio, teschio, SWAT e tutte le modalità ormai famose della serie Halo. 
Le mappe, tutte inedite, sono ben bilanciate e ispirate, in grado di mettere in scena battaglie interessanti e ponderate. Non mancano gli stage ad ampio respiro per le modalità più grandi come Dominio, dove l'utilizzo dei veicoli è possibile e fortemente consigliato.
L’introduzione dei potenziamenti e il rinnovamento di alcune meccaniche come lo sprint sempre disponibile garantiscono un’esperienza fresca ma fedele allo spirito della serie. I fan non devono preoccuparsi, Halo è sempre Halo.
IFrame

Lucidiamo l'armatura

Dal punto di vista tecnico Halo 4 è maestoso. Non ci sono altri termini per definire la resa visiva di questo titolo, che rispetto al precedente episodio ha fatto un grosso passo avanti. Gli effetti di luce, sia all’interno delle installazioni che sulla superficie del pianeta, sono di altissimo livello e regalano dei panorami mozzafiato. I dettagli delle armi sono incredibili, così come la cura riposta nella costruzione delle location che Master Chief si trova ad esplorare nel corso della sua avventura. Il gioco gode anche di un level design di tutto rispetto, con le strutture dei Precursori che nella loro maestosità ricordano molto i livelli di Metroid. Ma anche gli angusti corridoi delle navi, l’interno delle strutture umane o la superficie di Requiem, ogni singolo elemento è posizionato perfettamente nel mondo di gioco e rappresenta una vera gioia per gli occhi. Menzione d'onore va fatta alle espressioni facciali, che quasi non ci fanno invidiare la tecnologia di motion capture utilizzata in L.A. Noire.
L’aspetto sonoro, poi, è clamoroso. Composte da Neil Davidge, che ha raccolto la pesante eredità di Martin O’Donnel, le musiche di Halo 4 sono superlative, capaci di sottolineare con forza ogni momento chiave della trama. Dal menu iniziale fino all’epico finale, la soundtrack accompagna il videogiocatore nell’ennesimo viaggio di Master Chief immergendolo nelle sue atmosfere come ben poche colonne sonore sanno fare. Prevalentemente di stampo orchestrale e corale, le musiche offrono anche svolte più “elettroniche” che ben si prestano alle strutture dei Precursori, dal look tecnologico e futuristico. Anche il doppiaggio (in inglese, ma in Italia il gioco sarà completamente in italiano) si attesta su livelli altissimi e la recitazione convince appieno in ogni intermezzo di gioco.
Il comparto tecnico di Halo 4 è immenso, i ragazzi di 343 Industries si sono impegnati al massimo per non deludere le aspettative dei fan e il risultato è un gioco bello da giocare, da vedere e da ascoltare. 

L'inizio di un nuovo viaggio

Halo 4 segna il ritorno in grande stile di Master Chief e consacra 343 Industries come nuova “mamma” a pieno dritto della saga. L’impegno che gli sviluppatori hanno riposto nel confezionamento di Halo 4 è lodevole e sicuramente farà tirare un respiro di sollievo a tutti i fan della saga. Il comparto multiplayer, forse il più importante per la serie, è solido e completo, in grado di divertire per ore i videogiocatori più accaniti. Se siete fan della serie potete tranquillamente aggiungere quel mezzo punto che manca al raggiungimento del punteggio pieno, perché il gioco riuscirà ad emozionarvi e a tenervi impegnati come non mai. Le basi per un’ottima trilogia ci sono tutte, noi personalmente non vediamo l’ora di giocare Halo 5 e 6, e voi?
COMMENTO
Mail@ M4rCuS

Vorrei dire solo una cosa a 343 Industries: grazie. Grazie per aver mantenuto intatto lo spirito della saga e nello stesso tempo essere riusciti a potenziare l'esperienza di gioco. La campagna mi ha rapito come ben pochi giochi riescono a fare e considero la narrazione di Halo 4 come una delle piu efficaci degli ultimi anni. Non vedo l'ora di mettere le mani sui prossimi due capitoli della trilogia, nel frattempo mi gusto l'ottimo multiplayer online!

GRAFICA:9.5Un grande passo avanti sotto questo punto di vista.
SONORO:10Musiche incredibili, così come il doppiaggio inglese.
GIOCABILITà:9.5Nuove aggiunte e alcune modifiche elevano il gameplay ai massimi livelli.
LONGEVITà:9.5Campagna non lunghissima, ma multiplayer praticamente infinito. Le Spartan Ops garantiscono parecchie ore di gameplay e divertimento.
VOTO FINALE9.5
PRO:- Storia interessante
- Narrazione superlativa
- Multiplayer ottimo
CONTRO:- La campagna non dura tantissimo
Halo: ReachIl prequel degli eventi narrati nella prima trilogia.
Halo Combat Evolved Anniversary ( X360 )Il primo Halo rimasterizzato in HD.
SCHEDAGIOCO
Cover Halo 4

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