Halo Wars

Halo cambia genere ma fa di nuovo colpo!
Scritto da Daniele “DenFox” Scarciail 13 marzo 2009
Halo Wars Recensione
Dopo una prima comparsa all’X06 di Barcellona, in cui il famoso team di sviluppo Ensemble Studios ne annunciò lo sviluppo al fianco di Microsoft, è finalmente giunto il momento di mostrarsi al pubblico anche per Halo Wars, il primo dei diversi spin-off basati sull’universo di Halo e annunciati tempo addietro che ci accompagneranno nei prossimi mesi fino ad un’ipotetica uscita di Halo 4 sulla prossima (?) generazione di console. Uno di questi dovrebbe essere Halo ODST (precedentemente intitolato Halo Recon) che è in dirittura d’arrivo per questo autunno.
Ensemble Studios, lo ricordiamo, è nota per aver curato in passato tutti gli episodi della saga di Age of Empires, una delle pietre miliari nella storia degli strategici in tempo reale. L’obiettivo prefissato dagli sviluppatori è quello di creare un Halo diverso dal solito ma che mantenga l’anima della serie stessa. Dopo un’attenta analisi alla versione finale, siamo pronti ad esprimerci sul gioco in questione.

In principio fu Halo Wars

Halo Wars è essenzialmente un prequel di tutta la saga. È ambientato 20 anni prima dell’intramontabile Halo: Combat Evolved e narra di come il progetto Spartan si sia evoluto fino a portare successivamente alla creazione di Master Chief, il prototipo finale di Spartan. Gli Spartan non sono altro che il risultato di un progetto di creazione del “super soldato”, individui creati appositamente per essere impiegati in circostanze particolari e in missioni speciali. Diversamente dagli altri episodi, dove l’unico Spartan che incontriamo siamo noi stessi, ovvero Master Chief, in questo episodio faremo la conoscenza di Douglas, Jerome e Alice, tre delle decine di Spartan creati, che potremo direttamente controllare sul campo di battaglia. Inoltre ci saranno altri nuovi personaggi che compariranno fin dalle prime battute di gioco, come il capitano James Cutter, comandante in carica della Spirit of Fire (la nostra nave-colonia interstellare, simile alla Pillar of Autumn), il sergente John Forge che controlleremo il più delle volte con le nostre truppe, la dottoressa Adams e l’intelligenza artificiale installata sulla Spirit of Fire, Serina (simile a Cortana); dalla parte dei covenant invece rivedremo il profeta della verità e l’arbiter di nome Shirley. La storia ha inizio con la Spirit of Fire che investiga su delle strane attività che i covenant stanno svolgendo su Harvest (il primo pianeta ad essere attaccato dai covenant), che portano poi alla scoperta di un manufatto dei precursori che, se utilizzato, potrebbe addirittura determinare la fine della guerra, ed è qui che entra in gioco l’esercito dell’UNSC con l’obiettivo di impedire ai covenant di portare a termine il loro piano.

La storia del gioco è resa godibile dalle eccellenti scene di animazione di computer-grafica, per le quali bisogna fare davvero i complimenti agli sviluppatori, oltre che per l’ottima fattura, anche per l’immersività che offrono.


Punto cruciale: sistema di controllo

L’obiettivo principale degli sviluppatori era quello di creare un titolo semplice e immediato; per ottenere ciò era fondamentale un sistema di comandi adeguato in un RTS su console. Dopo aver messo le mani al controller e aver provato per tutto il tempo Halo Wars, possiamo dire di essere rimasti piacevolmente colpiti dal lavoro svolto da Ensemble Studios. I comandi di Halo Wars sono semplici e immediati, vien quasi “naturale” compiere alcune azioni. Chiaramente, il tutto deve essere rapportato al genere: questo è si un RTS, ma in molti aspetti molto semplificato, ed è appunto per questo che un sistema di comandi del genere va bene, altrimenti se fosse stato molto più sviluppato e complesso come altri titoli del calibro del già citato Age of Empires oppure dei titoli della serie Warcraft, dove la gestione delle risorse, dell’esercito e la creazione di unità e della propria base in generale è molto più complessa, il gamepad non sarebbe bastato e l’esperienza di gioco sarebbe risultata frustrante.

Vediamo ora nello specifico come sono stati mappati tutti i controlli del gamepad. I controlli della telecamera per lo spostamento sul campo di battaglia sono stati affidati agli stick: il sinistro serve per muoversi a nord, sud, est ed ovest, mentre il destro è utile per zoomare (peccato per il “poco” zoom possibile) e ruotare a destra o sinistra la telecamera. La selezione delle unità può avvenire in diversi modi: è possibile selezionare una singola unità con il tasto A, oppure, cliccandoci due volte velocemente sempre con il tasto A, selezioneremo tutte le unità di quel tipo, o, ancora, tenendo premuto il medesimo tasto, dopo qualche attimo viene visualizzata sullo schermo un’area circolare con la quale è possibile andare a “toccare” tutte le unità che ci interessano; i dorsali possono anche essere utilizzati per funzioni di selezione più generiche e di massa: con il destro vengono selezionate tutte le unità riprodotte sullo schermo, mentre con il sinistro selezioneremo tutte le unità presenti nell’intero scenario di gioco. I pulsanti dedicati all’attacco sono X e Y: col primo è possibile eseguire l’ordine di attacco normale alle nostre unità, mentre col secondo utilizzeremo l’attacco speciale, che cambia da unità ad unità. I grilletti svolgono in parte la funzione del tasto A in quanto con il destro e il sinistro è possibile spostarsi tra i vari tipi di unità selezionate. La croce direzionale ha diverse funzioni: il tasto in alto permette di accedere ai poteri speciali, di cui alcuni sono uguali per tutti (curare le unità, trasportare le unità eccetera) mentre altri cambiano in base al leader scelto (ad esempio con il sergente Forge avremo l’abilità speciale bombardamento, con il capitano Cutter sarà possibile utilizzare il potente raggio CAM della Spirit of Fire e così via); i tasti destro e sinistro permettono di spostare immediatamente la visuale sulle nostre basi in caso di attacco, risultando perciò molto utili. Infine il tasto in basso permette semplicemente di spostare la visuale sulle ultime unità selezionate. Con il classico pulsante Start metteremo in pausa il gioco mentre con select è possibile visualizzare gli obiettivi della missione. In definitiva, è chiaro come con pochissimi tasti a disposizione si ha il completo (o quasi) ed immediato controllo di tutto il campo di battaglia.


Classico ma immediato

Il gameplay di Halo Wars non si discosta molto dai RTS tradizionali. Le azioni da compiere sono molto classiche: esplorare la mappa in modo da evidenziarne le zone d’ombra in modo da trovare interessanti risorse o altro, creare la propria base d’appoggio per rifornirsi, creare nuove truppe e ricercare nuove tecnologie che migliorino le nostre forze, creare delle difese e infine attaccare i contingenti nemici e spazzare via le basi nemiche con tutte le proprie truppe. Il tutto avviene in modo “lineare”, molto guidato, perchè Halo Wars punta all’immediatezza, pertanto anche il level design è pensato apposta per creare una precisa pista da seguire passando di pari passo da un obiettivo al prossimo. Tutto ciò è appunto trattato in modo da rendere l’approccio con il gioco il più semplice possibile. La creazione della propria base e delle proprie forze è sicuramente molto meno complessa di quella dei classici RTS; ce ne accorgeremo fin dall’inizio, quando costruendo le prime basi salta all’occhio la semplicità e la velocità con cui è possibile schierare diversi edifici in brevissimo tempo. Infatti, la base è espandibile con un massimo di sette edifici e quattrp torrette costruibili, non una di più ne una di meno. E come se non bastasse, non è possibile edificare ovunque la nostra base, ma solo in determinate aree della mappa già predisposte a questo compito. Sarà comunque necessario il più delle volte costruire almeno due basi per assicurarsi un buon rifornimento di risorse, che avviene in modo automatico costruendo gli appositi edifici.

Le unità reclutabili sono le più disparate: si parte dai classici Marine e Spartan per la fanteria, gli Scorpion, Wolverine e altro per le unità corazzate fino ad arrivare al Warthog e ai velivoli aerei. Ovviamente questo vale anche per la controparte Covenant e in parte anche per i Flood. Il numero massimo di unità arruolabili è in genere di 30, con un massimo di 40 nel caso venga ricercato il potenziamento adeguato; questo per prevenire il sovraffollamento dell’area di gioco, che renderebbe l’azione ingestibile. I vari potenziamenti riguardano per la maggior parte il miglioramento delle unità di combattimento e sono disponibili a patto che la nostra tecnologia sia abbastanza sviluppata da permetterlo. I combattimenti sono molto bilanciati. Dovremo ragionare il più delle volte su quale unità scegliere per eliminare una determinata unità, in quanto ogni tipo di unità ha un suo punto debole. Un punto a sfavore lo si deve attribuire alla IA nemica: ci è capitato molte volte che il nemico insista nell’utilizzare la stessa tattica fallimentare, andando avanti in questo modo praticamente all’infinito. Difficilmente vedrete aggirarvi con una manovra evasiva da parte dei vostri nemici. Tutto ciò fa risultare l’IA avversaria abbastanza prevedibile e purtroppo questa è un dettaglio di non poco conto in un RTS. Una piccola nota va fatta per le “chicche” presenti nel gioco e che sono secondarie al fine del gioco: si tratta dei teschi collezionabili in ogni missione e che ci donano diversi vantaggi per ultimare la missione e delle scatole nere, che vanno a sbloccare la time-line presente in una sezione del menù, utile per approfondire dettagliatamente le vicende che caratterizzarono la guerra tra umani e covenant.

Infine, non ci resta che citare il comparto multiplayer che ci permette di giocare o in LAN o tramite Xbox Live diverse modalità: in particolare è possibile giocare da uno contro uno fino ad un massimo di tre contro tre, sia in deathmatch che in team party. Davvero ben fatta anche la modalità cooperativa. In tutto, il gioco saprà regalare almeno una dozzina di ore di divertimento, senza contare l’appena citato multiplayer che ha una longevità teorica infinita.


Scatto scattino

Il comparto tecnico di Halo Wars è senza dubbio di ottima fattura. Le animazioni delle unità sono molto buone e naturali, le texture del terreno e degli edifici abbastanza dettagliate, un pò meno quelle delle varie unità. D’altro canto, lo scenario di gioco trabbocca di poligoni, a parte di nuovo per qualche unità. Gli effetti particellari delle esplosioni e l’utilizzo delle fonti di luce è abbastanza azzeccato, risultando un bello spettacolo per gli occhi nei momenti più concitati della battaglia. Uno dei punti forti della grafica è certamente la risoluzione: il gioco gira a 1080p e cioè alla statosferica risoluzione di 1920X1080 in progressivo, sono veramente pochi i titoli a poter vantare una definizione del genere.

L’altra faccia della moneta è putroppo negativa, in quanto spesso il framerate si abbassa sotto i 30 frame per secondo e in alcune scene (ad esempio in alcuni momenti dell’ultima missione di gioco) intacca anche l’esperienza di gioco. Il doppiaggio in italiano è (stranamente) ben fatto, i vari personaggi sono caratterizzati da una voce abbastanza azzeccata e che non stanca mai. In generale, comunque, il mondo di gioco è in qualche modo familiare, in quanto l’atmosfera della saga di Halo è stata ricreata molto bene.

COMMENTO
Daniele “DenFox” Scarcia

Halo Wars è senza dubbio uno degli RTS approdati su console meglio riusciti non solo per l’ottima trama, grafica e sonoro, ma anche e soprattutto per aver ricreato un’ambientazione in linea con lo stile dei precendenti titoli di Halo, che permane in tutto lo scenario di gioco e dona un senso di déjà vu. Il fulcro principale del gioco è l’utilizzo della forza bruta per imporsi sul nemico ed avere la meglio, quindi per chi cerca qualcosa di adrenalinico ma con una componente strategica abbastanza sviluppata Halo Wars è senza dubbio un titolo da non farsi assolutamente scappare.

GRAFICA:8.5Il mondo di gioco è ben fatto e molto dettagliato.
SONORO:8Doppiaggio buono e ottimi effetti sonori.
GIOCABILITà:8.5Immediato, semplice e divertente, un tris vincente.
LONGEVITà:8Circa 12/13 ore di divertimento assicurato, molte di più per completare il gioco al 100%.
VOTO FINALE8.5
PRO:- Grafica e sonoro di qualità
- Modalità online e cooperativa decisamente ben fatte
- Trama e retroscena interessanti
CONTRO:- IA nemica il più delle volte prevedibile
- Qualche scatto di troppo nelle fasi più concitate
Warhammer 40.000: Dawn Of War IIUn ottimo strategico per PC, che piacerà sicuramente a tutti i fan del genere!
Imperium Civitas IIIPiù orientato sul gestionale ma comunque strategico. Consigliato a tutti gli amanti della storia!
SCHEDAGIOCO
Cover Halo Wars

Halo Wars

Scheda completa...
Halo Wars2009-03-13 20:33:30http://www.vgnetwork.it/recensioni-xbox-360/halo-wars/Halo cambia genere ma fa di nuovo colpo!1020525VGNetwork.it