Samurai Shodown Sen

Samurai Shodown torna e questa volta in tre dimensioni... Missione compiuta?
Scritto da Nicolò "Cocò" Pellegattail 07 giugno 2010
Samurai Shodown Sen Recensione

Dici samurai e la mente corre prontamente ai film di Akira Kurosawa, I sette samurai, La sfida del samurai, Ran: sontuosi allestimenti in costume che hanno scardinato una volta per tutte una certa arroganza di chi volgeva lo sguardo al Giappone feudale, terra di contrasti e di bassa moralità quando il resto del mondo si assiepava alle soglie della modernità.

Volendo trovare un altrettanto immediato aggancio con il panorama videoludico, viene in mente la serie SNK, Samurai Shodown (Samurai Spirits in terra natia): non certo rivoluzionaria per il videogioco nipponico quanto Kurosawa per il cinema; per questo bisogna quantomeno rivolgere lo sguardo a Fatal Fury/King of Fighters.


Il passaggio alle tre dimensioni

Dopo anni e anni di onorevoli combattimenti sui campi bidimensionali, rigorosissimi uno contro uno tra affilate katane, SNK Playmore decide per una svolta a 360 gradi e pubblica nel 2008 Samurai Shodown Sen su TAITO Type X-2, sfoggiante comparto grafico e gameplay in tre dimensioni: un annetto più tardi ecco giungere tra le nostre mani la conversione per Xbox 360. E quest'oggi siamo appunto qui per parlare della sua bontà...

A onore della cronaca già negli anni '90 la serie incrociò le spade con la tecnica 3D su Playstation e sulla scheda arcade Hyper Neo Geo 64, ma furono certo risultati di poco conto, gettati con noncuranza nella mischia da SNK, che, grazie al cielo, non sbagliò (quasi) mai un colpo con il filone bidimensionale. Tuttavia, Samurai Shodown Sen è infinitamente più importante per la salute della serie, dopo che il sesto capitolo del 2005 ha momentaneamente congelato l'estro di SNK: ora la rinascita tridimensionale dovrebbe condurre a una nuova era, più o meno come il totale rifacimento dell'aspetto grafico di The King of Fighters XII.

Ironia della sorte, fate un copia incolla dei pareri circa l'ultimo picchiaduro di Terry e soci ed avrete il nostro pensiero a proposito di Samurai Shodown Sen. Ancora una volta gli sviluppatori dimostrano di avere padronanza tecnologica e artistica di quanto mostrato su schermo, ma pad alla mano si scade in un gameplay banale, intricato, confuso.


Bello da vedere...

Gli artwork sono curati da Senri Kita, il quale ha dato un'impronta assai evocativa all'intero gioco: i menù paiono stampe tradizionali nipponiche, mentre i testi scivolano via come inchiostro sulla carta porosa; dovunque un colore nero seppia avvolge i combattenti in un eterno viaggio che attraversa i secoli e i continenti. In un eccessivo estro creativo SNK ha espanso il proprio storico cast della serie in lungo e in largo, coinvolgendo cowboy, afroamericani e vichinghi. Fortunatamente la cosa non si rivela traumatica, al massimo colorita (ricorda alla lontana la serie World Heroes, sempre di SNK), lungi dalle astruse collisioni di Tekken.

Gli sfondi si lasciano anch'essi apprezzare con la loro atmosfera porosa, avvolta da quel seppia di qui sopra, fotografie di un era (quella dei samurai) legata ormai al mito e al folklore nipponico. Alle arene critichiamo semmai una certa essenzialità, già presente nei capitoli bidimensionali, ma che la terza dimensione amplifica a dismisura: Virtua Fighter 5, che anch'egli non esagera nei dettagli degli scenari, si giustifica con la massima garanzia di un combattimento realistico, cosa che certo non può avanzare Samurai Shodown Sen col suo cast multicolore.

E se le immagini su schermo rievocano ottimamente un'atmosfera ben precisa, è merito dello splendido adattamento europeo (curato da XSEED Games) che il titolo può giungere in Occidente senza censure, né faticosi tagli a ciò che può essere compreso solo da un giapponese: la cura nella resa europea è certamente grandiosa, ben più professionale delle precedenti pubblicazioni da parte di Ignition, che delle licenze SNK fece ciò che volle, ignorando in primis release date precedentemente annunciate. Una reale operazione in cui la dignità e il rispetto per l'opera artistica (esposizione comunque di un sentire tradizionale) sono poste al primo posto, rappresenta la più convincente garanzia della serietà con la quale Rising Star ha maneggiato la licenza.


... ma non da giocare

I problemi cominciano ad emergere, anzi si fanno giganteschi, quando si giunge ad analizzare il gameplay. Ora è ovvio che nel passaggio dalle due alle tre dimensioni SNK abbia guardato alla serie SoulCalibur, ma Sen pare ignorare certi insegnamenti già di pubblico dominio con SoulEdge. I corpi sono statici, le belle animazioni nascondono movimenti legnosi, ingessati, estranei a qualsiasi 8-way run. Non c'è possibilità di concatenare combo, l'azione è sempre spezzata, frantumata, da inconsulte combinazioni di tasti. E se in questo frangente Virtua Fighter fa tutto con tre pulsanti, Tekken con quattro (due per i calci due per i pugni), il genio dietro Samurai Showdown Sen ne adopera ben sei; ma ovviamente dimenticate la chiarezza di Street Fighter IV, la mappatura dei tasti è tarata su di un polipo con otto braccia, richiedendo complessi incroci dei polpastrelli adagiati sullo stick arcade. Le mosse più potenti (incluse le inedite “Rage Explosion”, utilizzabili al riempimento di una barra) si servono della pressione congiunta di due o più tasti, cosa tranquillamente fattibile nel beat'em up Sega, mentre in quello SNK le combinazioni sono talmente tante (sei alla seconda) da mandare in crisi chiunque.

COMMENTO
Nicolò "Cocò" Pellegatta

Samurai Shodown Sen ha dalla sua un'apprezzabile confezione, una puntuale presentazione grafico/sonora, una scala cromatica molto simile alle tonalità dei capitoli bidimensionali. Al fronte grafico si contrappone un insufficiente gameplay, una maldestra imitazione di SoulCalibur, di Virtua Fighter, di Tekken. Purtroppo SNK non riesce a rivitalizzare una serie a lungo “congelata” e probabilmente la destina a un ignominioso oblio. Bye bye!

GRAFICA:7.5D'atmosfera, riesce a rendere vividamente odori e suggestioni del giappone feudale. Dignitose le animazioni.
SONORO:7Anche il comparto audio si rivela all'altezza dell'investitura: la colonna sonora è totalmente suonata da strumenti musicali del folklore nipponico.
GIOCABILITà:4.5Caotica, confusa, di difficile interpretazione. Una regressione totale rispetto al tecnicismo degli episodi in due dimensioni.
LONGEVITà:6.5Per una conversione da arcade la longevità non è mai elevatissima. SNK trasporta il titolo su console senza abbellirlo con troppi fronzoli...
VOTO FINALE6
PRO:- Ottima edizione europea
- Comparto grafico d'atmosfera
CONTRO:- Gameplay raffazzonato e confuso
- Serve l'abilità di un polipo per realizzare le combo
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Cover Samurai Shodown Sen

Samurai Shodown Sen

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