Splinter Cell Conviction

La vendetta arriva in punta di piedi
Scritto da Leandro "White Lhio" Rossiil 27 aprile 2010
Splinter Cell Conviction Recensione
Sam Fisher abbandona i panni dell’agente segreto più silenzioso del mondo per vestire quelli di un vendicatore solitario; è questo ciò che accade in Splinter Cell Conviction, ultimo capitolo della serie stealth più famosa al mondo (insieme a Metal Gear Solid). Il gioco mantiene inalterata la sua forma, ma muta profondamente nella sostanza; Dimenticatevi il fantasma avvolto nell’oscurità che portava a termine i suoi obbiettivi senza lasciare traccia del suo passaggio. Sam si è duramente allenato in questi anni ed è diventato un terribile avversario per i suoi nemici. Destrezza e brutalità accompagnano ogni azione del protagonista, che non esita a imbracciare il fucile se necessario. Qualcuno potrebbe chiedersi “ma, allora, non abbiamo più a che fare con un gioco stealth?”. La risposta a questo interrogativo è, per fortuna, negativa.

La rabbia di un padre

Sam Fisher ha ormai abbandonato Third Echelon: il suo scopo adesso è trovare i responsabili della morte di Sara, sua figlia. Tuttavia, il passato non smette di perseguitarlo: una sua vecchia conoscenza, Grim, lo contatta in cerca di supporto. La donna si è infiltrata in un’organizzazione criminale ma la sua condizione gli impedisce di muoversi liberamente. Toccherà a Sam risolvere la situazione. Il nostro eroe inizialmente non sembra interessato a tornare in azione, ma quando gli viene promessa una certa ricompensa si vede costretto ad accettare l’incarico. Non vogliamo svelarvi il colpo di scena che segue (anche se in fin dei conti viene rivelato immediatamente). Alcuni potrebbero non voler essere messi al corrente dei particolari più importanti della trama, quindi ci fermeremo qui. Se volete sapere come continua, bèh, dovete procurarvi il gioco…Il comparto narrativo non è paragonabile a quello dei mostri sacri della “cinematografia videoludica” (termine coniato dall’autore di questo articolo per indicare i videogame incentrati sulla trama e caratterizzati da un’ottima regia), anche se il risultato finale è notevole. I dialoghi sono molto più interessanti che in passato anche se alcuni personaggi non sembrano sufficientemente caratterizzati (in particolare gli antagonisti). Sam Fisher invece, personalmente coinvolto negli avvenimenti, si fa apprezzare per il suo carisma e le sue battute (dopo aver eliminato un nemico si prende gioco dello stesso, a volte con un marcato sadismo, impagabile…).Il titolo, come in passato, fa un uso molto ridotto delle sequenze di intermezzo, intese nel senso più classico del termine. A parte un paio di filmati, l’avventura viene vissuta attraverso gli occhi del protagonista, e nella maggior parte dei casi la telecamera può essere spostata a piacimento in ogni direzione. Quindi, se vi aspettavate un approccio più cinematografico, fatto di inquadrature e angolazioni, resterete delusi. D’altronde questo è da sempre lo stile della serie; stile che appare comunque perfettamente funzionale.

Luci e ombre

Conviction utilizza un motore grafico un po’ datato, ma riesce comunque a sfruttarlo come si deve; in questo modo il divario coi giochi di ultima generazione viene praticamente appiattito. A fare la differenza sono soprattutto gli effetti di illuminazione (e sappiamo quanto siano importanti in tali circostanze), insieme alle texture e alla pulizia dell’immagine. Occasionalmente si avverte un leggero tearing, ma è un difetto marginale, soprattutto a paragone col precedente episodio. I modelli poligonali sono buoni, e le animazioni estremamente fluide. In ultima analisi, abbiamo a che fare con un prodotto molto curato e rifinito, appena una spanna al di sotto di altre opere più recenti.Il level design si attesta su livelli altissimi, come sempre. La varietà delle ambientazioni è solo uno degli elementi che saltano all’occhio; sono da prendere in considerazione anche i dettagli che infarciscono l’immagine e la possibilità di interagire con tutto quello che ci si para davanti. Per quanto riguarda il primo punto, si vede come anche il più angusto corridoio sia cosparsio di particolari e solo un occhio poco interessato potrebbe passare oltre. Così facendo però non riusciremo ad apprezzare il lavoro svolto dai programmatori, e ciò sarebbe una vera ingiustizia. Per esempio, nel primo livello, vi basterà avvicinarvi a una delle tante bancarelle che ci offrono riparo; potrete constatare voi stessi, se avete qualche dubbio, la veridicità delle nostre parole.In merito all’interazione con l’ambiente, stiamo parlando di un aspetto essenziale che ha caratterizzato la serie Splinter Cell fin dal primo episodio. Tuttavia, con conviction è stato fatto un passo in avanti. Forse però è meglio rimandarvi al paragrafo successivo, che entrerà nel cuore del gameplay e analizzerà le mille possibilità offerte dal gioco.

Basta giocare a nascondino

La frase riportata qui sopra è fin troppo eloquente. Splinter Cell conviction cambia le carte in tavola e fa dello stealth soltanto uno strumento, non più un fine. Mentre in passato era essenziale agire con indiscrezione, adesso potremo scegliere 2 tipi di approccio; uno è quello classico appena descritto, l’altro impone l’uso della forza. Fucile alla mano potremo sbaragliare ogni nemico che ci si para davanti tenendo il dito premuto sul grilletto. Se pensate però che Splinter Cell sia diventato come Gears of War vi sbagliate di grosso. Essere impulsivi vi porterà senza dubbio alla tomba, anche perché Sam è ben poco resistente ai proiettili nemici, i quali, se vi dovessero intercettare, potrebbero darvi filo da torcere. L’IA delle guardie è infatti abbastanza elevata e, dopo aver commesso anche un solo piccolo errore, vi ritroverete circondati. Si aprirà di fronte a voi uno scenario alla Die Hard, con tanto di pallottole che volano rapide in ogni direzione. Bene inteso che anche se decideste di portare a termine una missione nel modo più silenzioso, sarà opportuno prendere tutte le precauzioni possibili: le sentinelle si insospettiscono ad ogni rumore, e riescono a vedervi bene a anche da lontano (talvolta scorgono la sagoma del protagonista perfino al buio, se si avvicinano troppo). In verità esiste una terza via, la quale presuppone l’unione delle due tecniche in questione: stealth e violenza bruta. Per metterla in pratica è necessario saper sfruttare a dovere i vari elementi dello scenario. Qui entrano in gioco le abilità acrobatiche di Sam, novello Prince of Persia dei giorni nostri. Egli potrà nascondersi dietro ogni parete, rannicchiarsi contro la mobilia, arrampicarsi su una sporgenza e restare appeso, oppure aggrapparsi sulle tubature e superare indenne una stanza ricolma di nemici. Il tutto con una rapidità degna dell’uomo ragno. Insomma, dimenticatevi il personaggio lento e cauto che avete conosciuto nei precedenti Splinter Cell, perché stavolta avrete a che fare con un uomo addestrato e capace di azioni incredibili. Tutto ciò è dovuto allo svecchiamento che il gioco ha subito negli ultimi anni di sviluppo, e che ha fatto guadagnare al gameplay molto più dinamismo. Purtroppo, sono stati commessi alcuni errori che potrebbero far storcere il naso ai puristi della serie. Ad esempio, non è più possibile spostare i cadaveri una volta eliminati, e il visore notturno diviene parte dell’equipaggiamento soltanto nelle fasi più avanzate dell’avventura.Adesso veniamo ad un'altra importante caratteristica del titolo, l’agganciamento automatico dei bersagli, che tanto ha fatto discutere settimane addietro. In pratica, se riusciamo a mettere fuori combattimento una guardia in un corpo a corpo, otterremo l’abilità di selezionare 2 o più bersagli. Una volta in posizione, con la pressione di un singolo tasto, Sam eliminerà automaticamente le vittime designate. Più l’arma in dotazione sarà potente, e più nemici potremo eliminare in questo modo. Alcuni potrebbero obiettare che una simile implementazione rende il gioco troppo facile, ma in realtà non è affatto così. Innanzitutto, in determinate circostanze, servirsi della tecnica sopra menzionata potrebbe risultare controproducente; il rischio di allarmare i nemici nelle vicinanze è infatti elevato. Secondo, non va dimenticato che prima di tutto è indispensabile uccidere una sentinella a distanza ravvicinata senza usare armi, operazione non sempre possibile.Se eventualmente verremo scoperti, scatterà l’allarme. I cattivi inizieranno a sparare verso di noi, o almeno così dovrebbe essere, esatto? Invece no! I programmatori hanno avuto una brillante intuizione, perfettamente coerente con lo spirito del gioco. I nemici si concentreranno sull’”ultima posizione nota”, ossia l’ultimo punto in cui Sam è stato avvistato. Questo ci permette di aggirare il pericolo, elaborare una serie di strategie interessanti, creare diversivi e quant’altro ci serva per sfuggire alla morte.  In merito all’equipaggiamento, ci è consentito portare 2 sole armi per volta. Potremo raccoglierle dalle nostre vittime o da apposite stazioni di rifornimento. Le pistole e tutti gli altri gadget (tra cui figurano le bombe e l’EMP, congegno in grado di causare un black out momentaneo) saranno interamente potenziabili. Non che vi siano poi sostanziali differenze tra le varie armi, e questo è un peccato perché la scelta così si riduce quasi interamente alla sola preferenza estetica.Da menzionare infine gli interrogatori. In verità sono piuttosto banali; non dovremo fare altro che premere un pulsante in corrispondenza di un oggetto, e gustarsi la tortura che Sam ha riservato ai suoi amici.

Multi-cell

Il multiplayer (che in Conviction rappresenta una parte essenziale dell’esperienza complessiva) ci offre due differenti modalità: cooperativa e competitiva. Quest’ultima è chiamata “scontro finale”: saremo proiettati dentro un livello ricolmo di nemici. Il nostro scopo sarà quello di ucciderli e guadagnare più punti dell’avversario (che potrà allo stesso modo finire vittima dei nostri colpi).Nella modalità cooperativa, affronteremo insieme a un amico una missione che si pone, cronologicamente, prima dell’avventura di Sam Fisher. Vestiremo i panni di due agenti, uno russo e l’altro americano, Kestrel e Archer e solo collaborando porteremo a termine l’incarico assegnatoci. Ovviamente, sarà possibile elaborare decine di strategie differenti, senza parlare del modo in cui è stato sfruttato l’agganciamento automatico dei bersagli; in pratica, potremo duplicare il numero dei nemici da colpire, grazie alle forze combinate dei due personaggi giocabili.Vi sono poi altre modalità, tra cui “ultimo uomo” (dovremo difendere la nostra postazione da un assalto), “cacciatore” (eliminare tutti gli avversari), e infiltrazione (come la precedente ma molto più difficile; vi saranno infatti trappole sparse per i livelli e ogni allarme ci porterà al game over).Non è necessario aggiungere che tutto ciò giova parecchio alla longevità, vero?

La spia definitiva

Splinter Cell Conviction, è forse il migliore episodio della serie. Dinamico, longevo, estremamente rigiocabile, tattico e molto bello da vedere. Probabilmente alcuni non gradiranno molti dei cambiamenti apportati, ma è indubbio che stiamo parlando di un titolo destinato a entrare nel podio degli Stealth game.E adesso scusate, ce ne andiamo a penzolare sul cornicione, avvolti da un manto di oscurità…

Secondo parere su Splinter Cell Convictiondi "Giacomo Quadrio"

Se dicessi di essere un fan della serie Splinter Cell mentirei, anzi vi dirò di più, la serie in realtà m'è sempre stata sul groppone: il gameplay era troppo tecnico, troppo rigido e la componente stealth eccessivamente presente per i miei personalissimi gusti. Con questo non voglio dire che non fosse un buon titolo ma anzi, credo che, nella scorsa generazione, abbia rappresentato uno dei picchi più alti nel suo genere. L'unico problema insomma era che non c'azzeccava proprio con quel che io cercavo.Ora vi starete chiedendo: “Come mai sto tizio sta scrivendo un secondo parere su Conviction?”. Domanda lecita, la risposta è che provando la demo ho potuto constatare come il gioco abbia effettivamente cambiato volto, prendendo una direzione nettamente diversa dai suoi predecessori; così ho deciso di farlo mio.Se sin dal primo episodio, agire nell'ombra era la parola d'ordine, adesso il tutto è diventato invece molto più “tranquillo e rilassato”: non solo non potremo più nascondere i corpi dei nostri nemici, fregandocene altamente delle tracce che lasceremo alle nostre spalle, ma la loro quantità sarà nettamente più alta e le loro reazioni molto più violente e coreografiche rispetto al passato. Niente più allarmi che decretavano il game over o difficili sessioni per evitare i terroristi di turno. Anche il sistema di luci/ombre è diventato meno rigido, nonostante ci sia ancora la possibilità di creare l'oscurità per agire al meglio. Gli scontri a fuoco sono divenuti insomma una componente molto più di peso che in passato, facendo storcere il naso a più di qualche fan.Il comparto tecnico è invece di buonissima fattura, con texture curate, modelli poligonali ben animati ed un frame rate stabile. Unica pecca è forse un eccessivo aliasing che di tanto in tanto rovina alcune location: un vero peccato vista l'ottima cura globale! Nessun commento negativo invece per l'audio, davvero ispirata la colonna sonora così come il doppiaggio in italiano, d'effetto e coinvolgente.L'aveva detto Ubisoft che avrebbe cambiato volto alla serie e, nonostante questo Conviction sia un ottimo titolo e mi piaccia più dei prequel, mi sento di appoggiare, più per solidarietà, il giudizio dei fan!
COMMENTO
Leandro "White Lhio" Rossi

Non posso nascondere il mio entusiasmo; Splinter Cell Conviction, per quanto mi riguarda, segna un punto di svolta nella storia degli stealth. Certo, gli mancherà l'estrema complessità di altri giochi del medesimo filone, ma non posso considerarlo un difetto. Quel che metto al primo posto è il divertimento, e SCC ne offre a tonnellate, oltre a risultare fruibile da una larga fetta di giocatori. Probabilmente in futuro sarà necessario sviluppare un titolo ancor più elaborato e completo, anche se la strada da percorrere è senza dubbio questa.

GRAFICA:8Non fa gridare al miracolo ma si difende benissimo
SONORO:8Buona colonna sonora, in grado di enfatizzare ogni momento del gioco.
GIOCABILITà:9.5Fantastico se giocato in single player, ancor meglio in multy.
LONGEVITà:8La componente online dona al titolo una longevità molto alta. Peccato che se giocato in solitario la durata si riduca drasticamente.
VOTO FINALE9
PRO:- E' il nuovo punto di riferimento del genere stealth
- Estremamente dinamico
- Il level design (oltre ad essere molto curato) offre innumerevoli possibilità
CONTRO:- Qualche piccola imperfezione grafica
- Poco longevo in single
Metal Gear Solid 4: Guns of The PatriotsLa conclusione di una delle più amate saghe di tutti i i tempi
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SCHEDAGIOCO
Cover Splinter Cell Conviction

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