Unbound Saga

Quante 500 Lire spese...
Scritto da Mail@ mattscannail 27 gennaio 2011
Unbound Saga Recensione

Unbound Saga è un gioco, allo stesso tempo, sia originale sia più classico possibile. Un controsenso direte, non proprio vi risponderemmo noi, poiché per quanto l'idea di fondo sia divertente e quasi mai esplorata, le meccaniche che fondano la base di questo beat'em up sono del tutto tranne che inedite. Certo, infilare il protagonista in un mondo-fumetto dove appaiono conigli assassini, uomini tigre e alieni non si può proprio chiamare un tentativo non coraggioso da parte degli sviluppatori, ma al di là della trama e delle ambientazioni, delle quali parleremo più approfonditamente in seguito, in Unbound Saga non c'è praticamente nulla di nuovo.

Vogster Entertainment si ispira a quegli ormai antichi capolavori del genere come Double Dragon e Streets of Rage, quando negli anni '80 questa originale tipologia di videogame 2D a scorrimento laterale impazzava nelle console e sopratutto nelle sale giochi arcade dell'epoca. Altri nomi? Cadillac & Dinosaurs, Final Fight e quanti altri volete. In Unbound Saga c'è un po' di tutto questo, anche se pare non funzionare tanto bene come succedeva nei succitati 'maestri'.


Sia maledetto il Creatore!

No, non siamo impazziti e non è a “quel” Creatore che ci stiamo riferendo, ma una forse non felice traduzione ha portato la figura di The Maker, il nemico principale in Unbound Saga, in Italiano a diventare Il Creatore, ossia l'autore del fumetto che fa da mondo di gioco e casa per i personaggi. I personaggi, appunto. Rick Ajax è un buttafuori in una sporca discoteca in quel di Toxopolis, unica città rimasta su un pianeta consumato da guerre e inquinamento. Oltre a questo non troppo stimolante lavoro, Rick ha un hobby: salvare il mondo, o se stesso, dalle più bizzarre avventure che il creatore gli propina ogni mese. Avevamo già citato infatti lo stile Comics di Unbound Saga, ma qui la particolarità, e forse l'idea più carina del gioco, consiste nel fatto che Rick sia perfettamente a conoscenza dell'esistenza del Creatore e della sua parte nell'albo, ben conscio di essere solo un disegno su una tavola. La sua risoluzione è però quella di fuggire da questa situazione e riconquistare la libertà, odiando il suo disegnatore per tutte le situazioni pericolose in cui lo fa entrare.

A disturbare la sua monotonia, tra un numero del fumetto e un altro, fa la sua comparsa un'avvenente ragazza di nome Lori Machete, la quale chiede a Rick di seguirlo, promettendogli di aiutarlo a farlo uscire finalmente dalla sua prigione di carta. Dopo alcuni attimi di incredulità, il muscoloso protagonista si imbarcherà in un viaggio lungo 10 livelli assieme alla donna, attraversando luoghi insoliti e dovendo costantemente sfuggire ai nemici che il Creatore disegnerà ogni volta davanti al loro cammino (carino l'effetto della mano con la penna che riempie gli ambienti di barboni affamati o mostri di ogni tipo).


Whack! Wham! Yawn...

Il gameplay è veramente elementare e facilmente comprensibile da chiunque. L'azione avviene all'interno di un mondo a due dimensioni, dove però i personaggi si potranno muovere su diversi piani e qui fa capolino già il primo grosso difetto di Unbound Saga: la confusione! Nonostante l'assenza quasi totale di un qualsiasi motore fisico, non riusciremo quasi mai a capire quando siamo stati colpiti, quando possiamo colpire o quando non è possibile farlo perché il nemico si trova su un altro piano, più in alto o più in basso, rispetto a noi. La confusione farà da padrona in questi frangenti, dove al gioco non pare interessare la nostra posizione rispetto agli avversari ma soltanto se la nostra arma o il nostro calcio impattano la figura del cattivo di turno. Non molto realistico. Inoltre, anche quando andremo a segno o invece qualcuno sarà riuscito a superare le nostre difese, le brutte animazioni e una qualsiasi mancanza di feedback aumenteranno il disagio e a volte potremo morire o ricevere decine di colpi, con l'unica – simpatica – trovata delle onomatopee fumettistiche a ricordarci che, in fondo, ci stiamo picchiando selvaggiamente con dei lupi mannari.

Oltre a queste inesattezze, tutto il resto è veramente noioso e ripetitivo. Orde e orde di nemici tutti uguali (o diversi solo nell'aspetto, ci sono una decina di modelli di avversari oltre ai Boss), senza la minima intelligenza artificiale, i quali però potranno intrappolarci in combo assassine dalle quali non potremo sfuggire facilmente... che frustrazione in certi momenti! Come fare a ridurre all'innocuità queste malvagie orde? Semplice, impersonando uno dei due protagonisti (si potrà fare il cambio in ogni momento) e facendoci strada a pugni, calci, prese e altre combinazioni acquistabili da un apposito negozio. Oltre a ciò, sarà molto importante interagire con l'ambiente, raccogliendo oggetti da terra per usarli come arma con Rick o sfruttando le zone d'ombra per colpire con la fatale Lori. La varietà ci sarebbe anche, ma alla fine ci si riduce ad utilizzare le mosse base o semplici prese, efficaci comunque e molto più facili da portare a termine.


In due si picchia più forte

Tecnicamente sufficiente, con modelli grafici semplici, animazioni macchinose ma ambienti davvero ben realizzati, spesso interattivi, e musichette discrete, Unbound Saga fatica però a imporsi su un qualsiasi piano. La trama e l'idea di fondo sono simpatiche, ma tutto si immerge in un oceano di imperfezioni e pressapochismo. Il lavoro di Vogster Entertainment non aveva inciso su PSP un anno prima, non incide oggi su Xbox Live Arcade, dove la ben fatta aggiunta di una modalità cooperativa, giocabile anche online (vi sfidiamo a trovare qualcuno!), addolcisce la pillola, presentando un'alternativa anche divertente per passare qualche ora con un amico.

Poche ore, in ogni caso, visto che la storia ne dura circa tre/quarti al massimo e la modalità Sopravvivenza, dove dovrete uccidere nemici fino a quando non perderete la vita, è inutile e noiosa. Extra come Premi Avatar e tavole fumettistiche – a proposito, lo stile dei personaggi e delle cut-scene è senza dubbio il punto più forte del gioco – spingono forse a giocare una seconda volta, combattendo per prendere una valutazione di fine livello migliore o sbloccare tutte le mosse, ma davvero, dopo 5/6 ore di combattimenti confusionari non ne potrete forse più.

Non gridiamo allo scandalo, perché qualche qualità Unbound Saga ce l'ha, ma i vostri 800 Microsoft Points potreste spenderli decisamente meglio altrove.

COMMENTO
Mail@ mattscanna

Unbound Saga è un titolo che con il 2011 ha poco a che fare. Approssimativo come realizzazione tecnica, poco profondo e appartenente a un genere che oggi sembra oggettivamente superato. Certo, parliamo di un Live Arcade che non costa più di 10 €, ma con gli stessi soldi potreste scegliere definitivamente qualcosa di meglio. Da salvare l'originalità della trama e dello stile in generale.

GRAFICA:6Non male in fondo. Però niente che si ricorda, al di là degli artwork e delle cut-scene.
SONORO:7Orecchiabile.
GIOCABILITà:3Un disastro. In due rimedia qualcosa, ma qui non funziona nulla, dalla fisica all'IA.
LONGEVITà:5Ripetitivo e terminabile in quattro ore scarse. Ok, è un XBLA, però qui manca anche l'intensità.
VOTO FINALE5
PRO:- Carina l'idea e i personaggi, stile Comics americano
- Premi Avatar
- Discreto numero di combo e ambienti distruttibili
CONTRO:- Corto ma soprattutto ripetitivo
- Non capirete, a volte cosa succede, chi vi sta colpendo
- Un gioco che nel 2011 sa troppo di vecchio
Castle Crashers ( X360 )Uno dei Live Arcade meglio realizzati e di successo, recentemente arrivato anche su PSN, dove in multiplayer ci si diverte al meglio.
Viewtiful JoeSe avete ancora in casa una PlayStation 2 o (meglio) un Gamecube, cercate di procurarvi questo capolavoro cartoon made in Capcom. Unbound Saga, ahahahah...
SCHEDAGIOCO
Cover Unbound Saga

Unbound Saga

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Unbound Saga2011-01-27 09:27:48http://www.vgnetwork.it/recensioni-xbox-360/unbound-saga/Quante 500 Lire spese...1020525VGNetwork.it