Lifeless Planet: Premier Edition

Un titolo che è un avviso ai naviganti. Anzi, agli astronauti
Scritto da Mail@ mattscannail 21 maggio 2015
Lifeless Planet: Premier Edition Recensione

Immaginate di trovarvi sullo shop online di Xbox One e trovarvi in cerca di un gioco nuovo con cui passare qualche ora senza spendere troppo. Navigando tra le offerte, tra uno State of Decay e un Ori & The Blind Forest, notate un certo Lifeless Planet, con tanto di astronauta in copertina. La vostra passione per lo spazio è di quelle durature e intense, così – intrigati – decidete di investire il soldo nel download di questa Premier Edition, ri-edizione (o meglio, porting) di un gioco indipendente uscito circa un anno fa sui PC di tutto il mondo.Pad in mano, l'inizio è di quelli abbastanza promettenti. Il nostro non meglio identificato cosmonauta si ritrova solo e perduto sul pianeta di destinazione della sua missione. Missione che consisteva nel visitare un potenziale sito per la colonizzazione umana, dagli studi pre lancio apparentemente dotato di tutte le caratteristiche utili ad ospitare la vita. Anzi, ad attendere il nostro dovrebbe esserci un lussureggiante ambiente, ricco di vita e risorse!

La realtà dei fatti, dopo soli dieci minuti di gioco, si rivela essere ben diversa. Il pianeta sul quale siamo sbarcati e sul quale si ambienterà l'interezza di Lifeless Planet: Premier Edition è esattamente come il titolo del gioco suggerisce: senza vita. Peccato che senza vita sia un po' tutta la produzione Stage 2 Studios; e non dite che non eravate stati avvertiti...


Comunisti su Marte 

La storia di Lifeless Planet si dipana così tra un mare di rocce marroni e poco altro, con l'occasionale tunnel, galleria o costruzione. Costruzione sì, perché – come forse ci si poteva attendere – il pianeta si rivelerà dopo poco non così spoglio o vuoto. Niente omini verdi tuttavia: il primo incontro con i segni della civiltà si tradurrà in una camminata per un insediamento tanto umano, campeggiante falce e martello. In qualche modo infatti, decine di anni prima della spedizione statunitense, i russi riuscirono ad arrivare a mezza galassia di distanza, iniziando a sfruttare le risorse di questo ricco habitat interstellare. Ma come mai sono spariti tutti? Come mai tutto sembra in rovina? Dove sono le foreste e la fauna della cui esistenza anche gli audio log (tanto Dead Space, no? ndr) trovati in giro per gli insediamenti comunisti testimoniano? Sono queste le domande alle quali Lifeless Planet: Premier Edition risponderà nelle cinque o sei ore che ci metterete per portarlo a termine, attraversando distese di rocce marroni con l'occasionale cambio di scenario.

La qualità dell'intreccio o la sua durata non sono comunque i problemi del gioco, il quale soffre di linearità, ripetitività e alcune topiche tecniche. 


Questa roccia devo averla già vista. Sulla PS2

In quanto a gameplay, Lifeless Planet si traduce in un mediocre puzzle-platformer in tre dimensioni, nel quale risolveremo semplici rompicapo, salteremo – anche grazie al nostro jet-pack – in giro per le desolate valli del pianeta e cammineremo, cammineremo senza apparente soluzione di continuità.

Questo mix suona davvero bene a priori e si dimostra anche decente nelle prime mezzore spese nel gioco, ma dimostra tutti i suoi limiti in breve tempo. Dopo un inizio promettente infatti, si palesa la linearità di quella che dovrebbe essere un'avventura di esplorazione stellare: pochissime volte le locations mostreranno strade secondarie e, quando lo faranno, solo a volte la nostra curiosità verrà ricompensata con almeno qualche collectible. Le sezioni platformer, preponderanti, sono rovinate dalla fisica dei salti, fatta proprio “un tanto al chilo”.A tutto ciò va aggiunta una realizzazione tecnica poco scusabile anche per un indie, con textures e modelli poligonali almeno di una generazione di console più arretrate. Si salva solo la draw distance, in un quadro davvero poco edificante nel quale alla monotonia degli ambienti si aggiunge anche una caterva di bug, glitch, clipping e un frame-rate ballerino. L'interezza dei reparti tecnici della produzione Stage 2 viene salvata dalla evocativa colonna sonora composta dal bravissimo Rich Douglass, rimasterizzata e ampliata per questa Premier Edition.

A parte un buon concept, una storia solida e l'amore incondizionato per lo spazio, Lifeless Planet, anche in questa sua incarnazione Xbox One, si dimostra un lavoro insufficiente, seppur con riserva. Se saprete chiudere un occhio – o forse due – sulla grafica e sulla fisica dei salti, i più riflessivi e melliflui di voi potrebbero anche apprezzarlo. Per gli altri, se mai vi ritrovaste a cercare un bell'indie sull'ammiraglia di casa Microsoft come l'ipotetico personaggio nell'incipit di questa recensione, non curatevi di Lifeless Planet: Premier Edition, ma guardate e passate.

Cavoli, siamo pure riusciti a finire con una semi-citazione Dantesca.

COMMENTO
Mail@ mattscanna

La mia esperienza con Lifeless Planet è peggiorata di ora in ora. All'inizio ero contento di non stare giocando l'ennesimo side-scroller 2D e poter esplorare un pianeta come un Neil Armstrong qualunque, poi la noia, la ripetitività e i salti imprecisi mi hanno decisamente fatto “scendere la catena”.

GRAFICA:4.5Roba da PlayStation 2, seriamente.
SONORO:8Ottime musiche, sorprendenti.
GIOCABILITà:5.5Esplorazione limitata e fisica al limite dell'accettabile.
LONGEVITà:6Un numero di ore adeguato.
VOTO FINALE5
PRO:- Una storia interessante
- Finalmente un indie platform 3D
- Musiche di atmosfera
CONTRO:- Una distesa di marrone
- Fisica approssimativa
- Più lineare di quel che sembri
SCHEDAGIOCO
Cover Lifeless Planet: Premier Edition

Lifeless Planet: Premier Edition

Scheda completa...
Lifeless Planet: Premier Edition2015-05-21 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni-xbox-one/lifeless-planet-premier-edition-49485/Un titolo che è un avviso ai naviganti. Anzi, agli astronauti1020525VGNetwork.it