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Panzer Dragoon Orta

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Informazioni Panzer Dragoon Orta
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Recensione Panzer Dragoon Orta  Scritto da: Nicolò "Cocò" Pellegatta | Data: 2010-10-07

Sulle ali di un drago tra sogno e incubo

Potevamo forse noi di VgNetwork esimerci dal trattare una delle tante perle sviluppate da Sega in esclusiva per la prima console Microsoft? Certo che no…
Impresa ben più ardua è stata la scelta del titolo da recensire; nel cestone dei titoli per Xbox ne abbiamo pescato diversi in grado di assolvere l’onere di rappresentare la casa di Sonic in terra Microsoft. Outrun 2, Jet Set Radio Future, Gunvalkyrie o i due Otogi, ma alla fine il candidato è stato Panzer Dragoon Orta. Non che il restante vada trascurato dai nostri esimi lettori o dalla redazione, beninteso. L'appuntamento è solo rimandato alle settimane venture.
Il titolo Smilebit rappresenta il supremo estro di una software house sempre prodiga di colpi di classe, indomita nell’affrontare l’ignoto. Lo ha dimostrato egregiamente con il Dreamcast e Jet Set Radio, arricchendo la console di perle di rara bellezza, confezionate con cura e guarnite con immenso amore per il Videogioco, insuperato tutt’oggi in alcuni casi. Ma si sa anche i sogni migliori sono destinati a svanire, ed ecco che il colosso nipponico fu costretto a dare le dimissioni come casa hardware, supportando la mai troppo amata concorrenza con il proprio estro e la propria capacità. In virtù del nomadismo di Sega e di una ricerca spasmodica da parte di Microsoft di andare incontro a una utenza di tutt'altra pasta rispetto a quella PC, il connubio tra le due case risultò essere una scelta dettata dal reciproco desiderio di sopravvivere nel mercato. Panzer Dragoon Orta nasce anzitutto da questa necessità, dare consistenza videoludica a Microsoft e consistenza monetaria a Sega. Tra i due colossi si pongono i ragazzi di Smilebit, già autori in tempi non sospetti del travolgente Jet Set Radio...

Memorie storiche

Panzer Dragoon uscì nel 1995 su Saturn, rivelandosi un discreto successo in materia di sparatutto su binari capace di farsi valere specialmente per l'ottima grafica e atmosfera. Il seguito ufficiale è Panzer Dragoon Zwei, mentre Panzer Dragoon Saga è uno spin off della serie dai connotati ruolistici e dall'intenso valore registico. Dopo l'ultima parentesi su Saturn, con Panzer Dragoon Orta gli sviluppatori hanno scelto un ritorno alle origini, omaggiando il primo capitolo di un degno aggiornamento che sia in grado di dipanare il gameplay della serie e la sua peculiarità caratteriale senza gli impedimenti di un hardware zoppo nell'ambiente tridimensionale, come lo era il 32 bit Sega. Ed in effetti graficamente è davvero ben fatto sia per quanto concerne lo sfruttamento del potente hardware Microsoft, sia per il livello di ispirazione raggiunto. Lo spirito cupo e la predilezione per tonalità opache fanno del mondo di Orta un luogo inospitale, selvaggio, dal forte richiamo desertico. Alla malsanità del level design, sopperiscono occasionali scelte cromatiche più accese, minuscole fiamme in una stanza oscura. Brandelli di fantasia, rimasugli della florida antichità. Le ali del drago cavalcato dalla giovane protagonista, fonti di illuminazione, dalla flebile e vana intensità, che rifulgono negli angoli bui, donando una consistenza scenografica finalmente marcata. Nel tentativo di rinnovare il patto tra Panzer Dragoon e il Saturn, quest’ultima incarnazione della serie è portatrice di una caratterizzazione scenica invadente oltre ogni modo, sacrificando a volte la giocabilità del titolo, in virtù di una ricercata voglia di stupire il giocatore con piccoli accorgimenti grafici. Stupore mai esagerato, ma sempre ammantato da una patina malinconica, misteriosa e cinica. E’ dunque obbligatorio un comparto grafico all’altezza di un tale compito, e Smilebit non lesina di certo poligoni nel tentativo di dare fisicità non solo ai protagonisti, ma anche alle comparse; il lavoro è mitigato dalla oscurità delle texture, dalla opacità dei contorni e dalle scelte cromatiche cupe. Fortunatamente, diversi livelli variano questo cliché sfoggiando tonalità più accese, anche se il motore grafico non proporrà mai tinte pastello o colori “arcobalenici”. Si oppone a tale definizione poligonale, l'ombra cupa dei fondali di gioco, in simil-2d per omaggiare i primi due titoli della serie e la loro tristissima fantasia bicromatica. Le animazioni risultano davvero convincenti, sinuose e fedeli alle esigenze grafiche. I movimenti delle creature sono morbidi, ma al contempo aggressivi, coreografici in planate e virate, per quello che assomiglia più a una danza che a un confronto bellico. Tutto ciò rende maggiormente possibile al giocatore la codificazioni degli spostamenti nemici e delle tattiche adottate, ma viene notevolmente sacrificata la naturalezza e la spontaneità del volo.

Il vaso frantumato

Devastato da remote battaglie, il mondo di Panzer Dragoon Orta è ormai allo sbando politico, economico e soprattutto sociale. Diverse tribù, infatti, si sono costituite sulle rovine di vetuste città, un tempo popolate dagli Antenati. Una di queste è riuscita a risvegliare un potente marchingegno ed è stata in grado di assoggettare le popolazione confinanti.
Una cupa notte cinque cavalieri dell’Impero a cavallo sui propri Dragonmare assaltano un agglomerato urbano nel tentativo di rapire una ragazza tenuta a sua volta prigioniera nella torre più alta e impervia della cittadella fortificata. In suo soccorso giunge un imponente drago, creatura considerata da molti come mitologica, che salva la misteriosa ragazza, dall'enigmatico nome Orta. Oscuro il suo passato, fumoso il suo destino.
L’ambiguo prologo del gioco è solo l’inizio di una trama coinvolgente e ricca di spunti epici, ma anche poetici e sentimentali, che indaga sui risvolti psicologici ed emozionali dei protagonisti; una trama imperniata di buoni sentimenti, quale l’amicizia, ma anche tetra e misteriosa, come il legame che si instaurerà tra Orta e le varie personalità facenti parte della complessa vicenda politica e bellica del mondo di gioco, vivo e sensibile. La narrazione avviene attraverso eleganti sequenze in Computer Grafica, dall'approccio mai basilare, ma sempre destinato ad una esaltazione epica, in voluto contrasto che la palpabile decadenza dell'Impero.
Sul campo Orta rimane fedele alle caratteristiche della serie, onesto e leale verso un gameplay già collaudato. Il rispetto verso la serie da parte degli sviluppatori si tramuta in una esaltazione scenografica e stilistica, supportata da una giocabilità solida e da un level design sempre prodigo di sorprese, nonostante una ripetitività di fondo all'interno di alcune situazioni tipo.
E’ necessario a questo punto precisare, o meglio constatare, la natura stessa di Panzer Dragoon Orta. Già, perché nonostante i buoni meriti circa il comparto tecnico e narrativo, il titolo nasce sin dall’inizio come retrogame, prima ancora che il tempo lo consegni alla gloria passata. E' nella fattispecie un titolo lungamente enigmatico: non è il pubblico a limitarne il successo commerciale, ma gli stessi sviluppatori, che per estro personale hanno deciso sin da subito chi avrebbe fruito la loro opera e chi no. Una connotazione di tale tipo, razzista e dichiaratamente snob, viene esemplificata dal genere di appartenenza di tale gioco. Il suo essere sparatutto su binari fin nel midollo lo pone su un piano destinato al rapido tramonto, che unito al suo essere “potente” sulla console più “potente” della passata generazione, lo rende ciò per cui è universalmente riconosciuto: intramontabile. Orta è da lungo tempo un classico della ludoteca Xbox e deve il merito di tale sua privilegiata condizione all'utenza della console, che non ha mai faticato ad appoggiare le offerte più nichiliste ed hardcore. Nel prodotto Smilebit ritroviamo una tridimensionale versione dei classici shoot’em up, gli sparatutto bidimensionali tanto in voga sul finire degli anni ’80, mentre dall’altro il sottogenere degli sparatutto sui binari, al quale appartengono pietre miliari della produzione Sega quali Virtua Cop e The House of the Death: un melting pot già lungamente omaggiato con il capostipite della serie. In parole povere in Panzer Dragoon Orta ci ritroveremo a bordo di un nobile drago, equipaggiati della sola pistola; il mondo di gioco scorrerà inesorabilmente sotto i nostri piedi, lasciando a noi la preoccupazione, tramite docili colpetti al control stick, di evitare l’artiglieria nemica e occasionali insidie naturali, oltre ovviamente al fragoroso compito di annientare i sostenitori imperiali. Tutto ciò è terribilmente fuori moda al giorno d’oggi, totalmente obsoleto come concezione di gioco rispetto a ben più blasonati titoli: la sua semplicità concettuale è inversamente proporzionata alla sua popolarità. Ciò rende Orta un titolo palesemente di nicchia, che non nasconde una origine arcade, parzialmente nascosta dalla monumentale costruzione geografica e narrativa.


Il gameplay del primo Panzer Dragoon derivava direttamente dalla necessità di stupire i consumatori, mettendo in mostra i muscoli tecnologici del Saturn. Occorre leggere secondo quest’ottica la precisa scelta di dotare il titolo non di una direzione di sparo, ma di ben quattro! In questo modo è possibile ruotare la visuale di 360°, sparando secondo la summenzionata impostazione tetradirezionale. Questa linea di design conferisce al titolo una sensazione di oppressione e di inseguimento davvero notevole, con gruppi di nemici che sbucano da ogni anfratto possibile. Come ulteriore riprova dell’originalità del gioco vi è la presenza di un mirino mobile in grado di “agganciare” i nemici, intenti nel volare attorno a voi, in una affascinante manovra coreografica; questo mirino consente di poter sparare contemporaneamente a più di un avversario, gettando ulteriore benzina sul fuoco alla frenesia e adrenalina dispensata al giocatore.

La struttura di base di Panzer Dragoon Orta rimane la stessa dei due prequel sviluppati sul 32 bit Sega: si segue un percorso prestabilito, selezionando sovente davanti a un bivio una strada piuttosto che un'altra, e si spara a nemici proveniente da qualsivoglia direzione, con l’ausilio di un mirino mobile in grado di “disarcionare” stormi di contendenti.
Puntando verso un approccio più cooperativo, atto a valorizzare il pensiero strategico e l'approccio al sistema di gioco, tra il drago e il suo cavalcante, Panzer Dragoon Orta introduce alcune novità al sistema di controllo. Tramite i tasti B e X è possibile accelerare per un breve tratto o decelerare. Questa intuizione acuisce la componente strategica, permettendo un maggior supporto in fase difensiva. Il tutto è regolato da una barra, che si riempie in seguito all'abbattimento dei nemici. Una seconda barra è deputata alla salvaguardia della vita della protagonista, mentre una terza permette di caricare un devastante attacco furia, eseguibile tramite i tasti bianconero. Il lavoro di potenziamento delle abilità del rettile cavalcato viene ulteriormente esaltata dalla possibilità di potenziare “ruolisticamente” la creatura, la quale potrà salire di livello e arricchire le capacità offensive e difensive. Complica la vicenda il fattore metamorfosi, il quale sdoppia in tre le bestie cavalcabili, pur essendo fisicamente la medesima. Una prima possiede abilità bilanciate tra loro, la seconda predilige la fase di attacco, mentre la terza quella di difesa e di velocità.

Decadenza incontrollata


Come detto poc'anzi, gli sviluppatori hanno curato in modo esasperato l’aspetto scenografico del titolo, uno studio dell’artwork puntuale e minuzioso, che conferisce credibilità ad un contesto geo-fisico assolutamente fantastico. Il Medioevo di Panzer Dragoon Orta nasce da una visione cupa del periodo storico, fatto di paesaggi brulli e aridi, oltre che da una generale apatia e sfiducia. Le guerre antiche hanno devastato la conformazione geografica e morfologica del territorio, e per questo motivo i livelli di gioco caleranno il giocatore in malsane caverne e desertiche lande; se da un lato questa prospettiva può condurci a un ispirazione geologica africana, dall’altro l’aspetto culturale e tradizionale, unito alla particolare concezione di abiti e vestiari tradisce tale ipotesi. Le creature che scorrazzano lungo le immense distese sono assolutamente originali e appartenenti a nuove famiglie animali, nelle quali la componente animale si accosta a quella vegetale. La presenza dei draghi svia notevolmente il giocatore dal conferire un ispirazione terrestre al mondo di gioco; questi ultimi si rifanno alla cultura nordeuropea, fedeli alla tradizione fantasy tolkeniana, più che alla mitologia orientale. La cura nella caratterizzazione dei personaggi è spiccatamente nipponica, ma non priva di più variegate influenze: la protagonista Orta è una ragazza estremamente “carina” (come intende a dire lo stesso Mobo, personaggio secondario dotato di grande ironia) e determinata, ma misteriosa e fragile al tempo stesso, taciturna eppure non priva di fascino.

Every ending has a beginning

A giudicare da quanto detto fin'ora non è poi così impensabile la presenza di una sezione chiamata Scatola di Pandora, all’interno della quale sono riuniti approfondimenti tecnici del mondo di Orta e dei precedenti Panzer Dragoon, inedite possibilità ludiche slegate rispetto alla storia principale, la facoltà di rigiocare le missioni dello story mode modificando alcune impostazioni e come ciliegina sulla torta al termine del gioco si renderà disponibile la versione emulata del primo episodio della saga. Più che una sezione extra, la Scatola di Pandora raccoglie e cataloga appunti sparsi dal mondo di Panzer Dragoon; offre una ricercata selezione di informazioni circa tale universo, coronamento di una serie che è sempre andata oltre alla mera essenza blastatoria.
Di pregevolissima fattura il comparto audio, firmato da grandi musicisti videoludici, già al lavoro su passati episodi della serie o altri progetti firmati Sega. L’atmosfera misteriosa è qui resa perfettamente da sonorità enigmatiche e altamente complesse, effimere e incoglibili prontamente, ma altamente ricche di ispirazione. L’ending del titolo Anu Orta Veniya, firmata da Hayato Matsuo (Ogre Battle, Final Fantasy XII), è l’emblema di questa particolare via artistica intrapresa. Oltre a colonna sonora spettacolare e effetti sonori azzeccati, si aggiunge un doppiaggio ricco di carisma e originalità: la lingua del parlato è ignota (o meglio è stata ideata appositamente per la serie, attraverso un sopraffino studio filologico sovra innumerevoli parlate indoeuropee), ma coerente con la cultura del mondo di gioco.

In alternativa a Panzer Dragoon Orta
Jet Set RadioJet Set Radio

Il primo colpo messo a segno dai ragazzi di Smilebit, perfezionato poi da Jet Set Radio Future per Xbox.
James Camerons Avatar: The Game (X360)James Camerons Avatar: The Game (X360)

Quei draghi cavalcati dai Na'vi non vi ricordano gli alati ddstrieri di Panzer Dragoon?
Il commento dell'autore su Panzer Dragoon Orta
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Nicolò "Cocò" Pellegatta

In fin dei conti Panzer Dragoon Orta è un manifesto della creatività e dell’esperienza Sega; è ben più di un videogioco, è un chiaro messaggio verso coloro che davano per spacciata la casa di Sonic dopo la dipartita del Dreamcast. L’aspetto puramente ludico è massiccio, sintesi di una giocabilità maturata nel tempo, che affronta la nuova generazione con rinnovato spirito competitivo. Al di là di altisonanti paroloni non possiamo che consigliare il qui presente titolo all’appassionato duro e puro, al fan di vecchia data della grande S, al giocatore occasionale in cerca di una grande e inedita esperienza di gioco. Si prenda il capolavoro Smilebit per il coronamento ultimo di una serie manifesto di un phatos e di una filosofia culturale di ampio respiro: forse certe meccaniche possono apparire dubbiose, ma finchè si gioca Panzer Dragoon Orta è seriamente difficile rimanere apatici di fronte a un tale dispiegamento artistico e ludico.


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Pregi del gioco

Comparto grafico di spicco

Colonna sonora di grande atmosfera

Gameplay discretamente originale
Difetti del gioco

Sporadiche limitazioni del gameplay indotte dalla componente scenografica

Pagella del gioco
Voto grafica
9
Una scenografia magniloquente s'alterna a un sapiente cromatismo perlopiù cupo ma capace di insoliti sprazzi. Non sfrutta al massimo l'hardware Xbox, ma è artisticamente ineccepibile
Voto sonoro
9
Musiche d'atmosfera, sempre capaci di sottolineare ogni attimo con una classe cristallina
Voto giocabilit
9
Ridona vigore a una formula nata per sopperire a debolezze tecnologiche e in Orta si ritrova ad essere l'ossatura del Videogioco d'autore
Voto longevit
9
L'avventura non è lunghissima, ma le opzioni inserite all'interno del Vaso di Pandora concedono altre ore di immersione nel magico mondo di Panzer Dragoon Orta

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