In un momento in cui il mercato è oltremodo saturo di sparatutto in prima persona, Activision ha trovato il coraggio di lanciare un altro proprio FPS proprio nel periodo in cui uscivano i due titoli più attesi dell'anno. E pensare che è stato proprio il suo predecessore, nel lontano 1997, a spianare la strada all'allora incerto quanto fertile terreno del genere FPS su console. Goldeneye 007 per Nintendo 64, infatti, è considerato una pietra miliare nel suo campo, anche grazie alla modalità multiplayer (fino a 4 giocatori in split-screen) ed anche per alcune sequenze della modalità singola che includono elementi stealth e obiettivi multipli. Non a caso ha venduto più di 8 milioni di copie.
Già un anno fa Activision ha pensato bene di far uscire il gioco in esclusiva Wii, forse per mantenere un legame con lo spirito dell'originale, concepito ed uscito esclusivamente su piattaforma Nintendo, per poi sdoganarlo anche al resto delle console con quello che è a tutti gli effetti un remake del remake, con l'aggiunta dell'alta definizione. Tuttavia è opportuno fare una precisa distinzione tra i due livelli di remake, in quanto il primo, uscito per Wii, ha rappresentato una rielaborazione originale del capostipite per Nintendo 64, con una riproduzione alquanto convincente almeno per quanto riguarda il contenuto, sopratutto nel connubio tra sparatutto ed action game in stile stealth che aveva caratterizzato il classico firmato Rare, attualizzato quanto basta per renderlo godibile anche al giorno d'oggi senza necessariamente fare leva sul piano nostalgico. Partendo da questa base, si può affermare che questo ulteriore remake non è altro che un semplice aggiornamento grafico del titolo precedente, già frutto di un'intensa rielaborazione dell'originale.

Gli ambienti sono fatti discretamente
Un nuovo James Bond per una old story
Goldeneye 007: Reloaded propone una storyline inedita rispetto alla versione del 1997. Tanto per cominciare viene mandato in pensione il buon vecchio Pierce Brosnan, protagonista della prima versione del gioco, per lasciare spazio al più moderno Daniel Craig. Decisione, questa di attualizzare il personaggio di James Bond, che lascia qualche perplessità , in quanto Brosnan è anche l'effettivo attore del film a cui si ispira il gioco. Non che questo cambi molto l'esperienza di gioco, visto che non c'è molto tempo per i dialoghi all'interno dell'azione di gioco. Non mancano poi le citazioni al film, a partire dal tuffo senza paracadute dalla diga fino al folle inseguimento per le strade di San Pietroburgo a bordo di un carro armato. Ancora una volta vedremo fondersi le dinamiche stealth con l'azione nuda e cruda, in una commistione particolarmente riuscita, alternando sapientemente momenti adrenalici con proiettili che volando da tutte le parti, a sezioni più calme e ragionate, in cui la forza bruta rappresenta la soluzione peggiore, dove l'azione silenziosa viene premiata e il raggiungimento di vari obiettivi tattici diventa nodo indispensabile per il proseguimento della storia. Utilizzando quindi le tattiche della guerriglia, agendo nell'ombra e di soppiatto si possono evitare inutili spargimenti di sangue, evitando trappole e meccanismi di sorveglianza o con l'ausilio di armi silenziate. Qui però si inizia a notare un eccessivo legame con il passato, i nemici infatti molto spesso non si accorgono dell'eliminazione dei compagni anche a breve distanza e il rilevamento dei cadaveri non esiste in quanto questi scompaiono dopo pochi secondi, con una soluzione, apputo, troppo antiquata. Inoltre per sistemare le telecamere di sorveglianza basterà spararci contro senza destare il minimo sospetto, purchè si usi un'arma silenziata, e l'utilizzo di sistemi di hacking e spionaggio è limitato a momenti predisposti e in generale non sono molti i percorsi alternativi per passare inosservati.
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