ABZÛ

Ventimila leghe sotto i mari
Scritto da Francesco Rifugioil 05 agosto 2016
ABZÛ Recensione

Dopo essere stata la mente creativa dietro a Flower e Journey, Matt Nava ha fondato il proprio studio indipendente: Giant Squid, rilasciando quello che a tutti gli effetti appare come il seguito spirituale della sua ultima opera: ABZÛ, che riprende lo stile grafico tipico di Nava, spostando però l’ambientazione dagli aridi deserti di Journey ai fondali oceanici.

Se avete giocato ai titoli sopra citati, potete ben immaginarvi che anche questo ABZÛ segua lo stesso stile narrativo. Ci troviamo infatti davanti ad un’opera che chiamare videogioco è al tempo stesso riduttivo ed esagerato, lo definirei più una sorta di “metagioco”, un’esperienza, simile a quelle disponibili sulle piattaforme VR (su cui fra l’altro si adatterebbe alla grande a mio parere), ma comunque molto più ricca e profonda. 


Un viaggio sott’acqua

Avviato il gioco e cominciata una nuova partita ci troveremo di fronte ad un bellissimo mare azzurro con una creatura umanoide al suo centro, il protagonista di questo viaggio. Se già la superficie marina è splendida da vedere, appena immersi ci troviamo di fronte ad una meraviglia per gli occhi, con un fondale ricco di elementi, sia a livello di flora che di fauna. Non c’è nessuna interfaccia ad infastidirci, ma soprattutto non è presente nessuna barra dell’ossigeno che ci costringa a salire in superficie, così come non è nemmeno presente alcuna possibilità di Game Over. In questo modo possiamo concentrarci unicamente su quello che è lo scopo del gioco, cioè esplorare a fondo i diversi paesaggi sottomarini e interagire con le decine di specie ittiche differenti che li popolano.


Chi sono io?

In ABZÛ non c’è una vera e propria storia, ma più una sorta di mitologia e lore nascosto, da scoprire man mano attraverso piccoli indizi, che comunque non risultano mai troppo esplicativi della situazione attorno a noi, lasciandoci la libertà di immaginare, e di dare la nostra interpretazione a quello che ci accade intorno.

Su tutto ciò si erge quello che a mio parere è l’aspetto sicuramente più bello e originale dell’opera: la capacità di trasmettere emozioni contrastanti. Non entrerò nel dettaglio, ma ad un certo punto mi sono ritrovato completamente spiazzato dall’empatia che provavo verso elementi che prima ignoravo, così come mi è capitato l’esatto opposto.


La magia del suono del mare

Sulla base “mitologica” di ABZÛ c’è spazio anche per la magia, non intesa come incantesimi da far lanciare al nostro personaggio, ma proprio in termini di atmosfera. Questo risultato è dovuto sicuramente alla grafica particolare, con il suo stile unico e una palette di colori molto suggestiva, ma il merito maggiore la fa la colonna sonora. Sì, perché mai come in questo caso la musica è parte integrante dell’opera, giocare senza l’audio equivarrebbe alla visione della Gioconda esposta dietro ad un vetro opaco.. È una colonna sonora che ti accompagna bracciata dopo bracciata, rilassante quando sei nel mezzo dell’oceano, ma che ti fa sussultare nei momenti di pericolo; e il tutto si mescola così in un insieme di sensazioni che ti faranno sentire cullato dall’oceano, parte integrante della natura, quando siamo accompagnati da capodogli giganti, o trascinati dalla corrente verso nuovi fondali… Ed è proprio questo che vi farà venire voglia di giocare e rigiocare questo titolo, molto più che attivare i diversi collezionabili per completare il gioco al 100%.

Una chicca poi se avete amato Avatar: farete presto infatti a notare delle analogie fra le due opere, dalla interazione con i diversi esseri marini, per arrivare a delle particolarità grafiche, con le lucine sul fondale che si spengono al nostro passaggio, così come le varie alghe si nascondono avvicinandosi.


Le cose belle devono pur finire

Alla fine del nostro racconto però c’è da tirare le fila, dopotutto ABZÛ è pur sempre un videogioco, e guardandolo in quest’ottica non è esente da piccoli difetti: sicuramente una cosa che farà storcere il naso a chi valuta il prezzo di un gioco sulla base delle ore per completarlo è proprio la durata, in due orette circa, infatti, avrete finito la prima run. Anche per quanto riguarda i controlli c’è qualche appunto da dover necessariamente fare: se infatti il gioco ci propone una totale libertà di movimento, questa non è proprio immediata da padroneggiare, ma soprattutto la cosa più fastidiosa (che peggiora utilizzando il mouse) è il “button smashing” necessario per far accelerare il protagonista. Infine, sulla versione PC da noi provata, abbiamo verificato alcuni piccoli cali di frame rate nelle fasi in cui c’è un’altissima densità di pesci. Tutte queste sono comunque piccolezze che si annullano nella bellezza generale del titolo.


L’esempio perfetto di cosa può essere un videogioco

Ho sempre pensato che il videogioco possa essere considerato a tutti gli effetti un'opera d'arte, e ABZÛ ne è l'esempio perfetto. Così come è la perfetta rappresentazione del medium videoludico, che non è composto solo da FPS in cui sparare a tutto ciò che si muove, ma che è capace di emozionare, raccontare storie e far riflettere su tematiche importanti; ecco ABZÛ è questo: il perfetto videogioco da mostrare a tutti quei detrattori del nostro hobby preferito che pensano che una console sia solo il luogo dove coltivare un istinto omicida.

PRO:- Stile grafico magico
- Colonna sonora emozionante
- Fa riflettere ed emozionare al tempo stesso
CONTRO:- Dura davvero pochino
Journey ( PS4 )L'esperienza più simile ad Abzu, anche per pedigree degli sviluppatori.
Flower ( PS4 )L'altra produzione di Matt Nava, questa volta in un giardino.
VOTO FINALE9
SCHEDAGIOCO
Cover ABZÛ

ABZÛ

Scheda completa...
ABZÛ2016-08-05 15:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/abzu-54060/Ventimila leghe sotto i mari1020525VGNetwork.it