A poco più di un anno di distanza, lo sviluppatore italiano Marco Ferraguti ci riprova e confeziona l'interessante Aetherium II: The Voyage, seguito di The Escape, un elegante clone di alcuni mostri sacri della storia del Videogioco quali Asteroids e Space Invaders. Per questo seconda fatica, il creativo tricolore si è ispirato ad un'altra musa di “amighista memoria”: Minos. Questa volta, infatti, il tema centrale è la sfida dettata da un'intricata serie di labirinti che dobbiamo superare per portare a casa lo sfortunato astronauta.
Sembra Tron ma non lo è
L'aspetto grafico proposto da Aetherium II non si discosta troppo dal predecessore anzi, lo semplifica e lo rende ancora più futuristico, forse per dare la sensazione di viaggio nello spazio che si evince subito, leggendo le parole dell'astronauta alla deriva nello spazio. Il risultato finale è uno spazio caratterizzato da labirinti e corridoi in cui l'astronave deve farsi strada dal punto di entrata a quello di uscita. Le tonalità di colori scelte sono il nero e l'azzurro elettrico, che tanto ricordano quelle viste nei lungometraggi e nei videogiochi di Tron, la celebre saga fantascientifica di Walt Disney Pictures. Il gioco offre tre tipologie di livello: livelli in cui l'astronave deve raggiungere il punto di uscita senza toccare le pareti, altri in cui, più “semplicemente” deve farsi strada tra intricatissimi labirinti, altri ancora in cui bisogna collidere con dei sensori colorati che azionano delle barriere da spostare per liberare la strada verso l'uscita. Inoltre c'è la possibilità di affrontare dei livelli in cui l'unico modo di attraversare le pareti è quello di imboccare stretti tunnel ed infine si possono affrontare dei labirinti in prima persona, trasformando il gioco in un novello “Eye of the Beholder” ma senza mostri, solo labirinti. In totale ci attendono duecento livelli per tante ore di divertimento e sfide sempre più difficili, un numero di tutto rispetto se consideriamo che il gioco è stato fatto da una sola persona.
Facile da giocare, un po' meno vincere le sfide
Il sistema di controllo ideato dallo sviluppatore italiano è semplice anche se ci è sembrato un po' difficile padroneggiarlo. È semplice perché le direzioni della nave dipendono dal lato del margine di schermo toccato; le difficoltà sorgono quando bisogna dar fondo a tutto il nostro tempismo per evitare di sbattere sulle pareti. Ogni livello dovrebbe essere portato a termine prima di una barra di tempo che scorre, implacabile da sinistra a destra dello schermo. Il condizionale è d'obbligo visto che sembra veramente impossibile batterlo, impedendoci di guadagnare il massimo risultato ottenibile in ciascun livello. Non dubitiamo che questa sia stata una scelta ponderata per rendere il grado di sfida molto elevato, per sdoganare il titolo in questione dal concetto di “giochino della domenica”. Aetherium II si presta perfettamente a gioco da usare occasionalmente quanto a gioco per utenti di una certa abilità, a riprova di ciò basti notare la connessione con il Game Center per creare classifiche con le migliori prestazioni fatte registrare da ciascun utente. L'unica modalità che ci è sembrata meno ispirata è quella in prima persona, dai controlli imprecisi e a tratti frustrante in quanto quasi impossibile procedere nella direzione desiderata, anche dopo svariati tentativi. Siamo certi che una lieve limatura al sistema di controllo possa risollevare le sorti di questa modalità di gioco.
Giocare tanto spendendo tanto poco
Se avessimo due piatti di una bilancia e mettessimo da una parte la bontà e la qualità di Aetherium II, dall'altro il costo del titolo, la bilancia penderebbe indubbiamente verso la prima parte. Al prezzo di un caffé siete sicuri di installare sui vostri dispositivi Appleun gioco longevo, stimolante e a suo modo divertente. Non ci sono prove di abilità o di grilletto veloce, ma ce n'è abbastanza per mandare in brodo di giuggiole qualsiasi estimatore di puzzle ed enigmi a base di labirinti.