Alice: Madness Returns

Alice parte alla ricerca della verità sul suo passato, ritroviamo i ricordi attraverso un viaggio surreale all’insegna della follia!
Scritto da Vincenzo "Vinz" Petrassiil 20 luglio 2011
Alice: Madness Returns Recensione

Alice: Madness Returns è una storia malsana, popolata da personaggi grotteschi e ricca di ambientazioni surreali. La graziosa Alice Liddel ormai quasi adulta è uscita dal manicomio di Rutledge e parte alla ricerca dei ricordi perduti su quella maledetta notte, la notte in cui perse le persone che più amava.

Nel 2000 il noto sviluppatore American Mcgee firmava Alice, rilettura del celebre libro di Lewis Carrol, uno dei giochi più originali e apprezzati del decennio scorso su PC. Alice è impazzita e tenuta in manicomio in stato catatonico, dopo il tentato suicidio susseguito alla terribile notte in cui un incendio uccise i suoi familiari. Chiamata dal bianconiglio, Alice riattraversava una Wonderland cupa e orrorifica, abitata da personaggi fantasiosi diventati orribili, con l’obbligo di salvarla dalla devastante tirannia della perfida Regina Rossa.

Alice alla fine ce la fece, salvò Wonderland e sé stessa, ma qualcosa non sembra essere andato per il verso giusto.

Dubbi e sensi di colpa scuotono l’animo di Alice. Nasce il desiderio di scoprire la verità su quella terribile notte ed inizia così una nuova storia da "sognare".

A distanza di dieci anni esce quindi questo seguito, magistralmente scritto da American McGee e lo sceneggiatore H.J. Berg, sviluppato dallo studio Spicy Horse e prodotto da EA.


Un nuovo viaggio nel mondo della follia

Alice è cresciuta, è diventata quasi adulta. La graziosa ragazzina che conoscevamo si è stabilita presso una degradata Londra vittoriana dove cerca la pace interiore con le cure di un famoso psicologo.

Ben presto ci accorgiamo che le persone che più le stanno vicine sono in realtà il peggio dell’umanità: il suo psicologo la usa come cavia per i suoi esperimenti mentali, l’infermiera è un ubriacona ricattatrice, la sua badante è proprietaria di una casa chiusa che punta a sfruttarla e l’avvocato vuole abusare del suo patrimonio.

Realtà opprimente e fantasia deviata si fondono, Alice viene richiamata a salvare il paese delle meraviglie mentre è in preda a mostruose allucinazioni. Sprofonda così nel vuoto e ritorna a Wonderland, accolta dallo spaventoso e sghignazzante Stregatto. Un treno infernale sta seminando morte e distruzione nel suo bellissimo mondo e a lei tocca salvarlo di nuovo mentre va alla ricerca dei frammenti di memoria perduta per fare luce sulle responsabilità dell’accaduto durante il terribile incendio notturno che ha distrutto la sua infanzia.

Wonderland è fatta di ambientazioni surreali e affascinanti, tra le più originali che ci sia capitato di ammirare negli ultimi anni, segno questo di una direzione artistica davvero ispirata.

Si parte dalla bellissima radura iniziale passando per il dominio steampunk del Cappellaio Matto, finendo per esplorazioni in fondo al mare, cimiteri, castelli infesati, nonché una fantasiosa regione di stampo orientale e così via. Il tutto poi è arricchito da una superva vena cupa e opprimente, specialmente nei capitoli finali.

Si rincontrano buona parte dei personaggi che tutti conosciamo, solo resi più grotteschi e cattivi, come il sopraccitato Cappellaio, la Duchessa già affrontata nel gioco precedente come boss, i poveri Ghiro e Lepre Marzolina trasformati in abomini semi-meccanici dal loro amico di tea party, il Brucaliffo, il Carpentiere e il Tricheco, una regina di cuori ormai senza potere su nessuno ma più cattiva che mai, e altri ancora.

È un gioco dove non c’è spazio per il bello, e ciò si nota fin dall’inizio quando si girovaga per il quartiere di Londra dove le persone sono deformed e brutte a vedersi, segno questo della depravazione e cattiveria che le compongono, così come il resto del cast in cui la sola alice nella sua follia è forse l’unica persona normale all’interno di un mondo pazzo e malato e la stessa wonderland della mente di alice è un riflesso deviato della realtà già brutta di suo. Alice è pure un personaggio bello a vedersi, proprio un fascino particolare, nella sua versione fantastica all’interno di Wonderland, anche grazie ai diversi costumi che indossa capitolo per capitolo legati al contesto come stile).

Raccapriccianti sono anche le tante mostruosità che alice si trova ad affrontare durante il suo lungo viaggio, sempre a tema con il capitolo in corso salvo alcuni importanti come le “rovine”, mostri generati da una melma nerastra divisi in diversi tipi sempre più brutti e cattivi mentre sono di primo piano, ad esempio, le occhiere, versioni mostruose delle teiere tanto amate dal cappellaio matto pericolose dalla lunga distanza per il loro getto incandescente o da vicino per i loro artigli affilati.

Per combattere queste mostruosità Alice si serve di un arsenale anch’esso originale, che comprende classica Lama Vorpale, il macinapepe che funziona da mitragliatore, un cavalluccio giocattolo che funziona da mazza, le bombe ad orologeria che riproducono il bianconiglio, l’ombrello per divedersi dai colpi e una teiera cannone degna di un lanciagranate.


Alice corre, salta, risolve enigmi ed uccide

Alice: Madness Returns è fondamentalmente un action adventure vecchia scuola che ricalca le orme del predecessore offrendo però un gameplay più preciso e rinnovato.

Le ambientazioni di Wonderland sono piene di piattaforme su cui saltare onde evitare di cadere nel vuoto. Alice salta come una gazzella e può fare fino a tre volteggi in aria per prolungare il salto oltre che rimanere sospesa in aria durante l’atterraggio, così come essere tenuta in aria da parte di sbuffi d’aria.

Sono presenti piattaforme mobili, interruttori da tenere premuti on peso, piccoli enigmi di vario genere. Insomma, c’è tutto quello che si trovava nel più classico piattaforme 32Bit.

Alice quando cade nel vuoto ricompare su una piattaforma vicina, mentre se viene uccisa in combattimento si parte dall’ultimo punto di salvataggio solitamente ad inizio dell’ultima sezione di scenario caricata.

L’esplorazione gioca anche una parte fondamentale ed è arricchita dalla risoluzione di enigmi piuttosto diversificati e a tempo. Infatti, quando si ottiene la bomba ad orologeria questa può essere posizionata su pulsanti e rimane attiva per un tempo limitato prima che esploda permettendoci di arrivare a zone lontane oppure di sparare col macinapepe su speciali interruttori che poi scompaiono.

È richiesta precisione nei salti, non si ricade mai nella frustrazione però, anzi, è già un bel passo avanti rispetto al primo che diventava talvolta snervante (ok, erano altri tempi, ma già all’epoca si era visto di meglio su questo fronte! ndr).

Oltre a saltellare da un punto all’altro, ovviamente, alice combatte, molto. Nel seguito gli sviluppatori hanno avuto l’idea di implementare il lock-on in stile Zelda. Agganciando il nemico diventa facile schivare e andare alle spalle o evitare tutti i colpi, e infierire con le armi da usare in modo intelligente.

La Lama Vorpale è veloce ed è perfetta per gli attacchi più ravvicinati contro avversari privi di protezione. Il macinapepe è una mitragliatrice che usata alla lunga si riscalda e deve raffredarsi, va usata contro i mostri volanti o piuttosto distanti. La bomba all’orologeria può distarre i nemici e si fa esplodere a comando oppure quando la colpiscono gli avversari. Il cavalluccio giocattolo sfonda le difese e colpisce alcune creature che si nascondono sotto terra oppure quelle più grosse per ribaltarle e colpirle velocemente col coltellaccio. La teiera esplosiva è il lanciagranate di grande potenza che si surriscalda subito ma è l’equivalente del cavalluccio e fa ingenti danni sulla media distanza.

C’è infine l’ombrello che è come uno scudo che usato con tempismo spedisce indietro i colpi degli avversari ed è vitale contro, ad esempio, la Rovina Insidiosa che lancia bombe da rispedirle per rompere le sue difese.

Le armi sono tutte legate ad un tasto diverso e vengono usate istantaneamente senza passare da una all’altra perdendo tempo. È un sistema molto snello ed efficace anche perché la lama e il cavalluccio hanno combinazioni di attacco che rendono tutto più frenetico e meno stantio di quanto fu dieci anni fa (e no, non ditemi che il primo gioco non era focalizzato sui combattimenti! ndr).

La stessa salute di Alice è da tenere d’occhio spesso perché, le rose che fanno da contatore, si possono recuperare solo con altre lasciate a terra dai nemici oppure da certi scrigni per lo scenario e quando la salute è molto bassa si può attivare la modalità isteria che rende alice invulnerabile e capace di attacchi molto potenti per poco tempo, il che rende ancora più classico e appetibile la giocabilità di gioco che si fregia di un ultima particolarità: il rimpicciolimento.

In qualsiasi momento Alice può rimpicciolirsi e passare attraverso piccoli cunicoli o riuscire a vedere indicazioni nascoste sui muri oppure piattaforme invisibili, il che va a incrementare il fattore esplorabilità che contente di andare alla ricerca di tantissimi extra come i ricordi, ovvero frasi chiave suddivise in cinque gruppi principali: quelle della sua famiglia, l’infermiera, lo psicologo, la badante e l’avvocato. Questi piccoli ricordi vanno a caratterizzare ancora di più la storia insieme a quelli di alice stessa posizionati in parti degli scenari impossibili da trascurare perché fanno da raccordo tra alcune zone e riguardano tutti il suo punto di vista e indizi fondamentali sull’incendio.

Vi sono pure i cosiddetti “grugni” da insaporire col macinapepe, inizialmente su richiesta della duchessa, poi per conto nostro. Ben nascosti, una volta farciti starnutiscono e aprono vie a zone sennò bloccate. Vanni ritrovati facendo caso ai grugniti che riecheggiano quando siamo vicini.

Infine vi sono le stanze della radula che, praticamente, sono delle sfide come risolvere un indovinello dello stregato (uno cita una frase di Alice nel gioco precedente riguardo l’analogia tra la regina e un tornado) oppure combattere e sopravvivere in un arena per un tempo limitato oppure fino a quando terminano le orde dei nemici. Completando le sfide vengono regalate boccette di colore rosso che ogni quattro consentono di aumentare la salute massima di una rosa.inoltre, i nemici e gli scrigni dello scenario da distruggere lasciano cadere i Denti, una sorta di moneta da utilizzare per pontenziare le armi nella sezione del menù di gioco per un massimo di quattro livelli ciascuna.

Nella sua classicità il gameplay di alice soddisfa, magari alla lunga diventa ripetitivo ma è fortunatamente condensato da aggiunte come sezioni arcade oppure da puzzle che richiedono un po’ di materia grigia.


Tecnicamente si poteva fare di più

Il comparto grafico di Madness Returns vanta una direzione artistica di altissimo livello, ispirata e piena di atmosfera, sia nelle ottime ambientazioni che nello stile dei personaggi e creature mostruose.

Tuttavia, il lavoro di Spicy Horse utilizzando l’Unreal Engine 3 si dimostra sotto le aspettative e, sono solo conta una netta differenza tra versione console e PC, decisamente più performante, ma proprio a livello di bug.

Le compenetrazioni sono evidentissime sia tra corpi dei nemici che elementi dello scenario. Alcune animazioni sono un poco legnose, Alice rimane (questo un po’ raramente) incastrata dentro parti dello scenario da cui fortunatamente ci si può liberare, molte volte i piedi non sono adagiati a terra e sembra di levitare, così come le ombre si proiettano in malomodo sulle superfici e persino buona parte delle texture sono in bassa risoluzione.

Inoltre, su console si denonato diversi cali di frame rate (leggeri) nelle situazioni più affollate.

Tuttavia su PC la qualità aumenta, si possono attivare le PhisX anche se già il motore fisico di base è soddisfacente e, cosa molto buona, i capelli di Alice sono tra i più realistici visti in un videogioco. Volteggiano al vento che è un piacere.

Rimane il fatto che la qualità tecnica di Madness Returns rimane su bassi livelli e l’UE3 ha potuto muovere di molto, molto meglio.


Follia sonora

Da premiare c’è anche il comparto sonoro, senza alcun dubbio. Le musiche di gioco sono belle da sentire e si sposano perfettamente con lo stile e ambientazione. Il main theme di Marshall Crutcher esprime malinconia e mistero. Il resto delle tracce dei due artisti Chris Vrenna, autore solo di “Madness”, e Jason Tai rendono perfettamente l’atmosfera malata e angosciante di Madness Returns e caratterizzano i vari luoghi visitati, benché non manchino momenti di silenzio e le tracce sono tutto piuttosto corte, per la maggior parte sotto i due minuti di durata per un totale di oltre venti brani.

Piatto forte del sonoro è il doppiaggio italiano, che rende giustizia alla controparte inglese seppure con qualche piccola riserva come lo stregato che sì, suona benissimo, ma in inglese rende meglio, ma per stavolta ci accontentiamo pienamente e lodiamo il lavoro svolto dal direttore di doppiaggio e dai doppiatori, tra cui spicca Emmanuela Pacotto nel ruolo di Alice, tormentata e cinica al punto giusto.


La follia raggiunge il suo apice

Con una durata di circa dieci ore, Madness Returns si è dimostrato divertente e affascinante, originale come pochi(ssimi) altri negli ultimi tempi e pieno di atmosfera malsana al punto giusto che eredita dal classico uscito dieci anni prima. Nel corso dei sei capitoli di storia (cinque sono prevalentemente di gioco, l’ultimo è soprattutto raccontato e chiude la vicenda) il binomio mondo reale e paese delle meraviglie risulta convincente. Purtroppo, mancano boss di fine capitolo o intermedi e si ha anche fare solo coi nemici normali che possono essere anche molto grossi e cattivi, ma l'inclusione di qualche boss rappresentativo avrebbe fatto piacere, ma bisogna accontetarsi di quello a fine gioco.

La storia di Alice in questo seguito si segue che è un piacere e tra ritrovamenti di ricordi personali e quelli degli altri personaggi secondari tutto va a caratterizzarsi benissimo. Sì un po’ ripetitivo, ma molto appetibile per quelli che oggi vanno ricercando giochi di stampo classico e originali. Alice è il piatto perfetto per questi giocatori smaliziati e soprattutto per i fan del precedente episodio.

VGnetwork premia il lavoro di Spicy Horse e spera presto in un altro folle viaggio alla guida di Alice entro tempi brevi e magari più curato tecnicamente ma, soprattutto, sempre pregno di malsano e grottesco come piace a tutti i fan. In particolare i fan, saranno felice di trovare incluso nelle confezioni PS3 e X360, peccato per le versioni pc sprovviste, il codice per poter scaricare gratuitamente il primo capitolo così da rigiocarsi un classico, oppure un ottima occasione per conoscerlo da parte dei neofiti.

Alice Madness Returns è un gioco consigliato, da provare!

COMMENTO
Vincenzo "Vinz" Petrassi

Lo consiglio a tutti, è un esperienza da provare.

GRAFICA:8Wonderland è affascinante, i personaggi di gioco e le varie creature sono caratterizzate mentre delude il piano tecnico.
SONORO:8.5Buona la colonna sonora, forse un poco esigua, invece ottimo il doppiaggio italiano mentre gli effetti sonori sono nella norma.
GIOCABILITà:8Un gameplay vecchia scuola con qualche discreta trovata extra, combattimenti frenetici ed eplorazione pronunciata. Alla lunga diventa un po’ ripetitivo.
LONGEVITà:8In media con tante altre produzione odierne. Tutti gli extra da ricercare allungano di più tutto e una durata maggiore forse avrebbe guastato. È presente il new game+
VOTO FINALE8.5
PRO:-Storia, ambientazioni e atmosfera malate e affascinanti
-Gameplay old school
-Il primo Alice è gratuiitamente scaricabile su console!
CONTRO:-struttura di gioco ripetitiva alla lunga
-Tecnicamente migliorabile
-un solo boss
American McGee's AliceL'originale Alice rimane un classico della generazione passata. Da provare assolutamente con il codice in dotazione delle versioni console.
The PathRivisitazione in chiave onirica della famosissima favola di Cappuccetto Rosso.
SCHEDAGIOCO
Cover Alice Madness Returns

Alice Madness Returns

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Alice: Madness Returns2011-07-20 12:00:00http://www.vgnetwork.it/recensioni/alice-madness-returns/Alice parte alla ricerca della verità sul suo passato, ritroviamo i ricordi attraverso un viaggio surreale all’insegna della follia!1020525VGNetwork.it