Alien Breed: Episodes

Recensiti i tre capitoli di Alien Breed!
Scritto da Tigej Trudenil 28 novembre 2010
Alien Breed: Episodes Recensione

Premessa: abbiamo deciso di recensire l'intero pacchetto dei tre giochi della serie, ossia Alien Breed: Evolution, Alien Breed 2: Assault e Alien Breed 3: Descend, specificando le piccole diversità tra l’uno e l'altro.


Escono da fottuti tunnel! La razza è qui!

Sono passati i tempi in cui possedere un Amiga era un motivo di vanto e di giubilo per la comunità ludica, il mondo si è evoluto e le piattaforme di gioco hanno preso pieghe e prospetti che mai si sarebbero immaginati negli anni '80. Certe cose però non cambiano,o quasi: può leggermente cambiare la forma, arrivare un nuovo motore grafico, ma in fin dei conti rimanere la medesima opera di 20 anni prima! Stiamo parlando ovviamente di Alien Breed, un titolo che da sempre ha preso spunto da quel filone fantascientifico/horror che vedeva il protagonista solo contro una orda scatenata di mostri alieni assetati di sangue. Gli anni sono passati ed il famoso Team 17, autore della maggior parte dei titoli della serie Worms, ha deciso di riproporre una delle sue serie ben volute in chiave moderna, con un Unreal Engine 3 a fare da base ad un sistema di gioco che ha fatto la storia del genere: gli sparatutto con visuale dall'alto. Ma andiamo per ordine,


Alien Breed: Evolution

Per il ritorno sulle home console/pc del loro pargolo, il Team 17 ha ben deciso inizialmente di creare un gioco che comprendesse una trama unica ma allo stesso tempo divisa in tre fasi e tre giochi differenti. Il primo capitolo denominato Evolution vede il protagonista T.J. Conrad sopravvivere ad uno schianto non controllato della nave su cui era a bordo, l'U.S.C. Leopold, vascello diplomatico di ritorno da Vega che si schianta “accidentalmente” senza nessun preavviso con una nave aliena di origini sconosciute in orbita nella cintura di asteroidi intorno al pianeta stesso. L'impatto uccide buona parte dell'equipaggio e Conrad viene riconosciuto dall'I.A. Umanoide sintetica MIA come unico sopravvissuto in grado di fermare la catastrofe imminente, che vede entrambe le navi precipitare inesorabilmente verso il pianeta. C'è però un problema di fondo: la nave aliena con cui la Leopold è venuta a contatto è invasa da creature che adesso banchettano felicemente con i pochi sopravvissuti sulla nave. La versione iniziale del gioco è poi stata riproposta su Steam e Playstation Network con una serie di livelli inediti, un nuovo prologo e un aggiornamento al sistema dei controlli. Il giocatore in questo capitolo si trova all'interno di una nave in subbuglio, devastata dall'impatto e dall'arrivo degli alieni, con i corpi ancora caldi e straziati.


Alien Breed 2: Assault

Il secondo episodio di Alien Breed vede Conrad assaltare la nave aliena per cercare una soluzione all'impossibilità di sganciare le due navi e far cambiare rotta alla Leopold. Purtroppo, ben presto si rende conto che gli alieni non sono l'unico problema da affrontare. MIA si rivela inefficiente e per qualche strano motivo impossibilitata a compiere le sue funzioni primarie, descrivendo impossibile il ripristino dei comandi senza la sua presenza nella nave aliena. Conrad deve quindi affrontare il nido degli alieni, una nave rimasta in decomposizione per 250 anni e dove il protagonista è il piatto principale del banchetto.


Alien Breed 3: Descend

Il terzo e ultimo capitolo mette Conrad alle prese con la resa dei conti e la scoperta del vero nemico che sta dietro all'incidente della Leopold. Ben presto si ritrova a dover lottare contro il tempo, nella disperata corsa verso la fuga. Mancano 1 ora e 59 minuti all'impatto, e gli alieni non sono più l'unico pericolo da affrontare!


Corri, spara, arraffa!

L'evoluzione del titolo non ha proprio introdotto una vera rivoluzione alla base del gameplay. Alien Breed rimane un titolo legato alla sua indole "sparacchina" che vede il protagonista affrontare orde e orde di nemici con diversi tipi di armi e con una difficoltà sempre più ardua fino ad arrivare al boss di turno. Durante la sua “escursione” tra i vari livelli il giocatore deve recuperare le munizioni dai vari cadaveri o casse che incontra lungo il percorso, e tramite un sistema di salvataggio stile “save room” (ma che tanto save non è, visto che i nemici possono entrare in qualsiasi momento) può potenziare le armi e alcune abilità legate agli oggetti. Per fare un esempio, è possibile potenziare il danno delle armi, la grandezza del caricatore e, per quanto riguarda gli oggetti, la capacità della vita o la velocità di utilizzo dei medikit. Sì, perché se c'è una cosa che preme di più il giocatore è proprio quella di poter sfruttare le risorse in modo veloce quando c'è un'ondata di alieni assetati di sangue alle calcagna. Gli sviluppatori hanno ben pensato quindi di aumentare l'effetto tensione, dando un tempo di carica per ogni elemento ad eccezione della raccolta delle munizioni, che aggrava costantemente la tensione di gioco. Un effetto riuscitissimo nei momenti più calzanti del gioco!

Oltre alle armi convenzionali, sei per ogni capitolo, si hanno a disposizione una serie di oggetti da utilizzare come granate stordenti o mitragliatrici di posizione da piazzare nel momento del bisogno. Ogni arma, munizione e potenziamento ha un costo che va ad aumentare man mano che l’upgrade diventa importante. Fortunatamente i cadaveri non mancano e si trovano pile di denaro un po' ovunque. Per quanto riguarda l'esplorazione, il gioco rimane basilare in ogni capitolo e bisogna andare dal punto A al punto B seguendo l'indicatore sulla mappa, per così azionare l'interruttore di turno ed aspettare l'orda in arrivo. La possibilità di ruotare la telecamera intorno a Conrad, sempre dall'alto, permette di avere una prospettiva migliore a secondo del proprio gusto. Tra le aggiunte rilevanti, vista la natura più horror del titolo e forse anche per compensazione tecnica rispetto ai capitoli degli anni '80/'90, l’introduzione di un radar che ricorda quello visto nel film Aliens è sicuramente la più riuscita, e dà al giocatore la possibilità di capire da quale lato arrivino i nemici, ovviamente solo in profondità (spesso capita che spuntino da pozzi di areazione o buchi nel terreno).


Cinematograficamente pauroso

Il posto in cui ha trovato una vera evoluzione Alien Breed è senza ombra di dubbio il comparto tecnico, che sfrutta l'Unreal Engine 3 per simulare perfettamente quelle atmosfere cupe e spaventose che ci si aspetterebbe di trovare in qualsiasi titolo che generalmente si ispira al famoso Alien di Ridley Scott e che hanno fatto la fortuna del genere. Non possiamo dire che il gioco sfrutti al 100% le capacità del motore grafico, ma di certo non è una brutta produzione. Dai modelli agli effetti, il gioco rientra in quelle produzioni degne del basso costo ma che allo stesso tempo strizzano l'occhio a una maggiore attenzione per i dettagli. L'altro lato dell'evoluzione arriva sempre grazie alla tecnologia moderna, che coi nuovi sistemi audio ha portato ad Alien Breed quell'atmosfera che mancava di una certo spessore, rendendo l'esperienza di gioco avvincente e tenendo il giocatore sull'attenti! La longevità per ogni capitolo non si attesta oltre le sei ore nella modalità storia, che viste nel loro complesso raggiungono circa le 20 ore di gioco. Se poi siete degli amanti dello score e del multiplayer le modalità a disposizione regalano molte ore aggiuntive. 


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Da soli è un incubo, in due una tragedia!

Oltre alla modalità storia, il gioco permette di approcciare alla modalità libera dove è possibile rigiocare i livelli già completati per cercar di ottenere un miglior punteggio e scalare le classifiche online. Nulla togliendo a questa modalità, Team 17 ha pensato di introdurre una Modalità Sopravvivenza in cui bisogna resistere per un determinato lasso di tempo alle ondate di alieni in tre diverse arene. Anche dal lato multiplayer è stata anche implementata la stessa modalità ma ci si potrà cimentare con un amico online o in locale; tra tutte merita sicuramente la modalità co–op che vede gli altri due sopravvissuti, Barnes e Vance, cercare di raggiungere Conrad fino al prossimo checkpoint. Non pensiate però che essere in due può aiutare minimamente, la difficoltà in questo frangente sembra duplicata con nemici più cattivi e aggressivi che mai.

Alien Breed nel complesso è un buonissimo gioco, visto nell'ottica dell'insieme dei capitoli prende un'ottima forma e sostanza, regalando piacevoli ore di intrattenimento benché mantenga meccaniche d'altri tempi.

COMMENTO
Tigej Truden

Inizialmente mi sono approcciato a questo titolo con poco interesse, giocandolo invece mi ha messo la giusta voglia di andare avanti capitolo per capitolo.

GRAFICA:8Generalmente un buon comparto. Si poteva però fare di più.
SONORO:8.5Ben realizzato e che dà la giusta sensazione di tensione al giocatore per tutto il tempo.
GIOCABILITà:7.5Facile e intuitivo, ma niente di nuovo.
LONGEVITà:8Nel complesso una ventina di ore di gioco. Le modalità multiplayer e sopravvivenza allungano di certo la longevità del titolo.
VOTO FINALE8
PRO:-Ottima atmosfera
-Gameplay veloce e intuitivo
-Comparto sonoro ben realizzato
CONTRO:-Coop in locale poco apprezzabile
-Livello di difficoltà elevato
Aliens vs. Predator (PS3)Un titolo con alti e bassi ma che non delude.
SCHEDAGIOCO
Cover Alien Breed Trilogy

Alien Breed Trilogy

  • data d'uscita: 13 giugno 2012
  • produttore: Team 17 Digital
  • sviluppatore: Team 17 Digital
  • Distributore: Sony Computer Entertainment Europe
  • Genere: Sparatutto
  • Multiplayer: 1-2 giocatori Online, Locale e Coop.
  • Supporto: PlayStation Network
  • Pegi: 16+
  • Sito di Alien Breed Trilogy
Scheda completa...
Alien Breed: Episodes2010-11-28 14:50:45http://www.vgnetwork.it/recensioni/alien-breed-episodes/Recensiti i tre capitoli di Alien Breed!1020525VGNetwork.it